Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 17 Maggio 2022

Teatro: Manola

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Roma 18 | 22 maggio 2022 il PARIOLI Via Giosuè Borsi, 20 con Nancy Brilli e Chiara Noschese di Margaret Mazzantini Regia Leo Muscato produttore esecutivo Michele Gentile organizzazione Carmela Angelini produzione Enfi Teatro – Artisti Riuniti – Il Parioli. Autrice amata dal pubblico e premiata dalla critica (il suo “Non ti muovere” del 2002 ha ottenuto il Premio Strega) Margaret Mazzantini ha un profondo legame con il mondo del teatro, vissuto da attrice oltre che da drammaturga. Nasce da un’ispirazione teatrale il suo secondo romanzo “Manola” che ora trova la via del palcoscenico. Nancy Brilli e Chiara Noschese daranno vita alle sorelle gemelle protagoniste. “Manola” sarà in scena al Parioli dal 18 al 22 maggio con la regia di Leo Muscato. Due sorelle gemelle in contrasto tra loro, come due pianeti opposti nello stesso emisfero emotivo. Anemone, sensuale e irriverente, che aderisce ad ogni dettaglio della vita con vigoroso entusiasmo, e il suo opposto Ortensia, uccello notturno, irsuta e rabbiosa creatura in cerca di una perenne rivincita. Le due per un gioco scenico si rivolgono alla stessa terapeuta dell’occulto e svuotano il serbatoio di un amore solido come l’odio. Ed è come carburante che si incendia provocando fiamme teatrali ustionanti, sotto una grandinata di risate. In realtà la Manola del titolo, perennemente invocata dalle due sorelle, interlocutore mitico e invisibile, non è altro che la quarta parete teatrale sfondata dal fiume di parole che Anemone e Ortensia rivolgono alla loro squinternata coscienza attraverso un girotondo di specchi, evocazioni, malintesi, rivalse canzonatorie. Una maratona impudica e commovente, che svela l’intimità femminile in tutte le sue scaglie. Come serpenti storditi le due finiranno per fare la muta e infilarsi nella pelle dell’altra, sbagliando per l’ennesima volta tutto. Perché un equivoco perenne le insegue nell’inadeguatezza dei loro ruoli esistenziali. Un testo sfrenato che prevede due interpreti formidabili per una prova circense senza rete. Ma che invoca l’umano in ogni sua singola cellula teatrale.

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La necessità di una vera nuova Bretton Woods

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi La guerra in Ucraina, con le sue drammaticità, la disinformazione e i preponderanti elementi di psywar, tende a coprire il vero scontro, profondo, geopolitico e geoeconomico globale che si sta combattendo da anni. Chi avrà il ruolo egemone sull’economia, sulla moneta, sulla finanza, e non solo sulla sicurezza, a livello mondiale? La pretesa Usa di essere l’unica potenza capace, da sola, di determinare i processi economici e strategici e di gestire le relazioni internazionali viene oggettivamente meno di fronte alle nuove realtà emergenti. La domanda più inquietante è: la nuova egemonia sarà stabilita dal vincitore di una guerra globale, come in passato, oppure ci sarà un razionale e costruttivo confronto tra tutti gli attori che abitano il nostro pianeta? Al riguardo è importante notare che da qualche tempo anche negli Usa si sta riflettendo sull’opportunità di organizzare una nuova Bretton Woods. Nel 1944 in questa cittadina venne realizzato un accordo per un nuovo sistema monetario internazionale, centrato sul dollaro, per dare stabilità ai rapporti economici internazionali e per aiutare lo sviluppo e la ricostruzione del dopo guerra. L’accordo di Bretton Woods, però, fu fatto dai vincitori della guerra, senza l’Unione Sovietica, lasciando fuori anche tutti i grandi Paesi del cosiddetto terzo mondo, in particolare l’India e la Cina. Recentemente ne ha parlato anche Janet Yellen, segretario al Tesoro americano ed ex presidente della Fed, che in un discorso all’Atlantic Council. Ha delineato un nuovo ordine commerciale, ma sempre a guida americana, in cui agli altri Paesi “non sarà permesso di usare il proprio vantaggio sul mercato delle materie prime, delle tecnologie e dei prodotti chiave per disgregare la nostra economia o esercitare una leva geopolitica indesiderata”. Evidentemente la preoccupazione è nei confronti della Cina, oltre che verso la Russia. Il nuovo ordine metterà al centro la sicurezza di accesso alle commodities strategiche come il petrolio, il gas, i metalli, le materie rare, i beni alimentari. La garanzia di approvvigionamenti sicuri sarà più importante del loro prezzo di acquisto. Per assicurarsi riserve di commodities i Paesi industrializzati, tra cui l’Italia e l’Ue, avranno, di conseguenza, problemi di scarsità di capitali, e quindi di maggiori debiti. Si tratta di uno scenario più geopolitico che economico. Pur rimanendo la moneta principale negli affari economici mondiali, il dollaro sta da tempo perdendo il suo ruolo e la sua credibilità di fiducia, di garanzia e di certezza. Secondo la Fed il dollaro è ancora usato in vari settori per circa il 70%, l’euro per il 30% e lo yuan cinese soltanto per il 3%. Questo indice, però, non tiene conto del crescente utilizzo del baratto e delle monete nazionali nelle operazioni commerciali e finanziarie dei Paesi del Brics e di altre economie emergenti. Per esempio, ben prima dell’attuale conflitto, l’utilizzo del dollaro per i pagamenti delle esportazioni russe verso gli altri Paesi Brics era crollato dal 95% del 2013 a meno del 10% nel 2020. Il ridimensionamento internazionale del dollaro è molto evidente nella composizione delle riserve monetarie mondiali, tanto che negli ultimi vent’anni è passato dal 71% al 59%. Nelle riserve monetarie di parecchie banche centrali il valore dell’oro supera quello dei dollari. Non stupisce, quindi, che questo ribaltamento fosse già avvenuto nel 2020 in Russia. Si tenga presente che le grandi sanzioni economiche contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina, tra cui il congelamento delle sue riserve valutarie e la sospensione del sistema SWIFT nei pagamenti internazionali, ha di fatto reso il dollaro un’”arma militare” le cui conseguenze globali diventeranno sempre più visibili nel tempo. Perciò, una nuova Bretton Woods non può essere la replica di quella passata, un accordo soltanto tra gli “amici” dell’America, dovrà coinvolgere la Cina, l’India, i Paesi emergenti del Sud del mondo e anche la Russia. In un tale accordo l’Unione europea dovrebbe avere un ruolo centrale di mediazione e di proposizione, che avrebbe già dovuto svolgere naturalmente in questa delicata fase della guerra in Ucraina, se fosse un soggetto politico, autonomo e davvero indipendente. Senza iattanza, ricordiamo che già nel 2004 con una specifica mozione alla Camera dei Deputati, votata alla quasi’unanimità, chiedevamo al governo di attivarsi nelle competenti sedi internazionali per intraprendere “le iniziative necessarie per convocare una conferenza a livello di capi di stato e di governo, simile a quella di Bretton Woods, per definire globalmente un nuovo e più giusto sistema monetario e finanziario”. Oggi, in verità, dovrebbe trattarsi di un nuovo ordine mondiale, che parta dal sistema monetario e finanziario e si estenda alla riduzione controllata delle armi nucleari, al commercio da rendere più equo, alla lotta alle grandi pandemie, alla tutela del lavoro, del clima e dell’ambiente. Quindi non solo moneta, né solo armi, considerato che “tutto si tiene” per assicurare pace e vivibilità nelle varie parti del pianeta. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Studio Younited sul pagamento rateale

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Un periodo di rimborso più lungo presenta diversi vantaggi per il consumatore, come mensilità più contenute con un impatto limitato sul budget, e la possibilità di allineare la scadenza del credito al ciclo di utilizzo del prodotto. I rimborsi più lunghi sono piuttosto frequenti in Italia e in Germania (54%); mentre questa preferenza diminuisce in Spagna, Portogallo e Francia, registrando rispettivamente il 47%, il 40% e solo il 22% di utenti che hanno deciso di dilazionare il rimborso in più di 7 rate mensili. Allo stesso modo, la quota di acquisti superiori a 800 euro è maggiore in questi paesi: 35% degli utenti francesi contro il 40% dei portoghesi, 50% degli spagnoli, 52% degli italiani e 58% dei tedeschi. Il fattore “fiducia” resta il criterio di decisione principale per il 53% dei francesi e il 39% degli spagnoli intervistati, meno determinante per il 27% dei portoghesi e il 22% dei tedeschi. Quindi la notorietà del marchio del pagamento frazionato è un fattore necessario ma non determinante, soprattutto in Italia e in Francia. Infatti, solo il 33% degli utenti italiani di split payment e il 26% di quelli francesi hanno scelto questa soluzione di pagamento perché conoscevano il marchio che la offriva, rispetto al 53% di utenti in Germania e Portogallo e al 43% in Spagna. È quindi probabile che questa percentuale per l’Italia rifletta l’incapacità delle tradizionali società di credito al consumo di differenziarsi le une dalle altre e infondere fiducia nei clienti senza doversi associare al brand di un commerciante. L’istantaneità è ormai la norma nel mercato dei pagamenti rateali. Ma se in Francia il 77% dei consumatori con pagamento frazionato afferma che l’intero processo ha richiesto meno di 3 minuti (si registra così un’esperienza più rapida rispetto a quella degli altri paesi oggetti di questo studio) in Italia questa percentuale scende al 49%. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, questa immediatezza non corrisponde anche per i pagamenti ripartiti su scadenze lunghe per i quali spesso sono necessarie più fasi di verifica. L’esperienza del cliente soffre quindi di una scarsa trasformazione perché questi passaggi scoraggiano i consumatori.

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Glocal, l’edizione 2022 del festival del giornalismo parlerà di limiti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Varese News e V2Media annunciano il tema di Glocal che si terrà dal 10 al 12 novembre a Varese. Aperta la call for ideas per proporre panel e ospiti. «Quest’anno abbiamo deciso di dedicare il festival del giornalismoGlocal al tema dei limiti. Si tratta di un argomento che ha molte declinazioni nella nostra professione: il primo riguarda il tempo e l’attenzione del lettore, che sono risorse limitate. Poi c’è un limite che riguarda il tempo dei giornalisti, quella dialettica tra attendibilità e velocità che non sempre si riesce a risolvere. E infine c’è il limite della sostenibilità economica delle testate giornalistiche».Così Marco Giovannelli, direttore di VareseNews e ideatore del festival, presenta il tema cui sarà dedicata l’undicesima edizione di Glocal, in cartellone dal 10 al 12 novembre. Appunto, i limiti: quei confini all’interno dei quali si dispiega lo spazio di ogni possibilità. È questo il tema cui saranno dedicati i panel del festival del giornalismo digitale che per tre giorni animerà la città di Varese. Sono più di 1.000 i relatori che nel corso degli anni si sono avvicendati sul palco di Glocal: giornalisti di testate internazionali e nazionali, oltre a colleghi delle testate locali diffuse su tutto il territorio italiano. A loro, ma più in generale a tutti i colleghi e a quanti fossero interessati a confrontarsi sul futuro della professione giornalistica, è rivolto l’invito a farsi avanti con idee e proposte per costruire il cartellone del festival.Si apre infatti una call for ideas per raccogliere idee e suggerimenti, ma anche proposte concrete di panel, che rimarrà aperta fino al 31 luglio. Chiunque avesse proposte, può avanzarle al link: https://bit.ly/IdeeGlocal22

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Come SARS-CoV2 si replica all’interno delle nostre cellule

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

All’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Pozzuoli il gruppo di ricerca guidato da Antonella De Matteis ha fatto luce su come SARS-CoV2 si replica all’interno delle nostre cellule, suggerendo anche un nuovo potenziale bersaglio farmacologico per nuovi farmaci anti-COVID-19. Lo studio ha meritato le pagine di Nature* ed è frutto della lunga e solida esperienza del Tigem sul traffico di membrane, l’insieme dei meccanismi di trasporto da e verso le cellule, che risulta compromesso in diverse malattie genetiche rare. Il lavoro, oltre che dalla Fondazione Telethon, è stato supportato dalla Regione Campania e dal Ministero dell’Università e della Ricerca.«Fin dall’esordio della pandemia da coronavirus ci siamo chiesti come mettere le nostre competenze al servizio di questa emergenza sanitaria globale, per chiarire meglio il comportamento del nuovo virus, in particolare come sfrutta a proprio vantaggio la cellula ospite – spiega la Prof.ssa Antonella De Matteis, che dirige il programma di Biologia cellulare dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli e Professore ordinario di Biologia cellulare all’Università Federico II di Napoli – L’interesse del nostro laboratorio è focalizzato sullo studio di due importanti distretti intracellulari che sono il reticolo endoplasmatico e il complesso del Golgi. Negli anni abbiamo cercato di capire come mutazioni di geni che causano malattie come la sindrome di Lowe, la malattia di Fabry o una forma di sclerosi laterale amiotrofica (SLA8), interferiscono con l’organizzazione di questi distretti e come la disfunzione di questi distretti porta alle manifestazioni della malattia».Insieme al suo team, la Prof.ssa De Matteis ha messo a punto dei sistemi cellulari che riproducono i difetti responsabili di queste malattie genetiche e li ha ottimizzati anche allo scopo di cercare correttori delle disfunzioni cellulari indotti da mutazione dei geni malattia. Grazie al lavoro di ricerca di base condotto nel corso degli anni su questi modelli di malattia, il team della Prof.ssa De Matteis si è trovato pronto ad affrontare uno dei tanti punti oscuri che riguardano la strategia messa in atto da SARS-CoV-2, così come da altri coronavirus, per sfruttare al meglio le risorse della cellula ospite.«Subito dopo essere entrato nelle nostre cellule, SARS-CoV-2 si spoglia del suo rivestimento, costituito dalla ormai famosa proteina spike bersaglio dei vaccini e da altre due proteine chiamate M ed E – spiega la Prof.ssa De Matteis – Prima di iniziare a riprodursi, il virus si costruisce una sorta di “tana” sfruttando le membrane della cellula ospite, in particolare quelle del reticolo endoplasmatico, struttura importante per varie attività cellulari, tra cui la sintesi delle proteine. In questa nicchia il virus può replicare indisturbato il proprio patrimonio genetico a base di RNA, al sicuro dai sistemi di controllo della cellula ospite: un po’ come una mamma che protegge i suoi piccoli dai predatori!» Finora il meccanismo con cui viene costruita la “tana” era quasi sconosciuto. I ricercatori del Tigem hanno scoperto che tre proteine del virus sono importanti per questo processo: due – chiamate NSP3 e NSP4 – formano la tana vera e propria, fatta di vescicole tonde a doppia membrana all’interno della quale l’RNA si replica, mentre una terza – chiamata NSP6 – garantisce il collegamento con la struttura da cui arrivano i “mattoni” per costruire la tana, il reticolo endoplasmatico.“Questo lavoro conferma ancora una volta come le malattie genetiche rare siano un modello straordinario per studiare meccanismi cellulari di base che potrebbero quindi giocare un ruolo importante anche in malattie comuni come il Covid 19” – dichiara Andrea Ballabio, Direttore dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli.Simona Ricciardi, Andrea Maria Guarino, Laura Giaquinto, Elena Polishchuk, Michele Santoro, Giuseppe Di Tullio, Cathal Wilson, Francesco Panariello, Vinicius C. Soares, Suelen S. G. Dias, Julia C. Santos, Thiago M. L. Souz, Giovanna Fusco, Maurizio Viscardi, Sergio Brandi, Patrícia T. Bozza, Roman Polishchuk, Rossella Venditti, Maria Antonietta De Matteis. “The role of NSP6 in the biogenesis of the SARS-CoV-2 replication organelle”. Nature, 2022, DOI 10.1038/s41586-022-04835-6.

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Tecnologia di stampa Epson per la mostra di Guido Harari “Remain In Light. 50 anni di fotografie e incontri”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Prima tappa Ancona dal 2 giugno al 9 ottobre 2022. Prendono vita attraverso la tecnologia di stampa, gli inchiostri e la carta fotografica Epson Luster.Da sempre Epson è partner dei progetti di Guido Harari e questa collaborazione si riconferma oggi con un’importante mostra antologica, “Remain In Light. 50 anni di fotografie e incontri”, che ripercorre l’intera carriera dell’eclettico fotografo, da sempre legato al mondo della musica, della cultura e della società anche come autore di libri, curatore di mostre, gallerista ed editore.Oltre 250 fotografie di Harari, che verranno esposte in diverse sedi italiane a partire dalla Mole Vanvitelliana di Ancona raccontano i grandi protagonisti della musica e le maggiori personalità del nostro tempo, da David Bowie a Bob Dylan, Josè Saramago, Bob Marley, Lou Reed, Giorgio Armani, Fabrizio De André, Vasco Rossi, Ennio Morricone, Dario Fo e Franca Rame, Rita Levi Montalcini, Sebastiao Salgado, Greta Thunberg, Marcello Mastroianni, Tom Waits. Sono ritratti indimenticabili, quelli realizzati da Guido Harari, che raccontano la dimensione intima dei suoi incontri con grande intensità ed emozione, immagini che prendono vita attraverso la tecnologia di stampa, gli inchiostri e la carta fotografica Epson Luster, capace di restituire ogni sfumatura del colore o profondità del bianco e nero.Pioniera nella stampa digitale della fotografia, oggi Epson è uno standard di alta qualità per fototografi di fama nazionale ed internazionale: questa partnership ribadisce dunque la volontà dell’azienda di essere non solo protagonista sotto il profilo dell’innovazione tecnologica, ma anche nella promozione della fotografia come espressione culturale e sociale. La mostra “Remain In Light. 50 anni di fotografie e incontri” ne è una dimostrazione: nelle immagini di grande formato l’arte e la creatività di Harari sono esaltate grazie alle prestazioni espresse dalla esclusiva testina di stampa Epson PrecisionCore, dagli inchiostri che restituiscono un’ampia gamma cromatica e dalla carta Luster utilizzata come supporto. http://global.epson.com

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Les Roches lancia una specializzazione in Sviluppo Sostenibile all’interno dei suoi programmi di laurea

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Crans-Montana, Switzerland – 11 maggio 2022: Les Roches Global Hospitality Education sta facendo della sostenibilità una specializzazione di laurea, dedicando al tema l’ultimo semestre del suo Bachelor of Business Administration (BBA) in Global Hospitality Management. La sostenibilità è ora una delle quattro specializzazioni che gli studenti del campus di Crans-Montana possono scegliere, insieme a Entrepreneurship, Digital Marketing Strategies and Financial Performance Management.Contribuendo al 10%1 del PIL mondiale, il settore dell’ospitalità e del turismo è proporzionalmente uno degli ecosistemi più interessati dalle questioni di sviluppo sostenibile, e gli strumenti di controllo come i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno un impatto diretto sulla società e sull’ambiente. In risposta a ciò, è in corso la creazione di un’industria del turismo sostenibile che promuova iniziative significative e cicli efficienti dal punto di vista delle risorse. In linea con la sua filosofia accademica di promuovere uno spirito di innovazione e creatività, Les Roches mira quindi a rafforzare la capacità dei futuri leader di guidare la sostenibilità e il cambiamento.La nuova specializzazione del corso di laurea è progettata per fornire agli studenti le capacità e le conoscenze manageriali necessarie per trasformare l’ospitalità, il turismo e l’economia dell’esperienza in questo senso. I corsi coprono le mutevoli esigenze di clienti, stakeholder e comunità, ecoturismo, design, etica e questioni di corporate governance. Le altre specializzazioni offerte nell’ultimo semestre di studi BBA nei campus di Crans-Montana e Marbella sono: Entrepreneurship, Digital Marketing Strategies and Financial Performance Management. La specializzazione aggiuntiva del Campus di Les Roches a Marbella si concentra su Resort Development and Management ed è dedicata alla gestione dei resort di lusso.La specializzazione “Sustainable Developments and Practices” sarà offerta nel campus di Crans-Montana dal prossimo settembre, con corsi tenuti da esperti del settore come il Dr. Dimitrios Diamantis, Executive Academic Dean, nella cui tesi di dottorato ha già affrontato il tema Consumer Involvement and Ecotourism. Il programma includerà anche Masterclass tenute da esperti esterni sul campo. L’istituto offre anche un concorso internazionale legato all’innovazione e rivolto a studenti delle scuole superiori, nell’ambito del quale qualsiasi idea di eco-lusso nel campo dell’ospitalità può far ottenere ai vincitori una spedizione alle Isole Galapagos e borse di studio. Il concorso, condotto in collaborazione con Lindblad Expeditions, pioniere nei viaggi sostenibili, è aperto a chiunque sia idoneo a partecipare al programma di Bachelor in Global Hospitality Management nel 2022 o 2023.

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A Londra, l’Ecoinnovazione Italiana dell’Arte in Ceramica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

È un’Italia al femminile e sostenibile quella che per la Clerkenwell Design Week 2022, nel design district di Londra, il 24 e il 25 maggio si mostrerà al mondo per raccontare una storia di arte, sostenibilità, ecoinnovazione e valorizzazione del Made in Italy con la performance live painting di Camilla Falsini – a cura della no profit Yourban2030 e promossa da Iris Ceramica Group. La materia nobile ceramica – da sempre presente nel patrimonio storico della civiltà – si fa superficie tecnologica e tela d’arte, diventando vera e propria creazione artistica che parla di ambiente, sostenibilità e transizione energetica. ll 24-25 maggio, la street Artist Camilla Falsini realizzerà in diretta una vera e propria opera d’arte su ceramica ispirata al Movimento Memphis esposte a Londra per la mostra “Ceramics: Neverending Artworks”, di cui racconta e interpreta lo stile grafico, i pattern, i colori, le asimmetrie e la creatività. In particolare, la street artist renderà omaggio agli autori di cui sono esposte le opere più iconiche: Aldo Cibic, Andrea Branzi, Ettore Sottsass, George Sowden, Luigi Serafini, Marco Zanini, Martine Bedin, Matteo Thun, Michele De Lucchi, Nathalie Du Pasquier, Peter Shire. Un’opera d’arte tra le opere d’arte in ceramica che coinvolge attivamente lo spettatore, in uno spettacolo vivo e condiviso.Materiale altamente performante, la ceramica va oltre l’artigianato, diventando oggetto d’arte e al tempo stesso superficie innovativa ed eco-compatibile, prodotta in impianti a emissioni zero con materiali naturali e impiegando fonti energetiche rinnovabili.Soluzioni e innovazioni che guardano al futuro per proporre alternative sostenibili, costituiscono il punto di incontro tra la no profit Yourban2030 e Iris Ceramica Group. A sposare la causa e a curare il live painting affidato non casualmente a una firma femminile è stata la no profit Yourban2030: “Una realtà come quella di Iris Ceramica Group” spiega Veronica De Angelis, Presidente Yourban2030 “dimostra l’unicità dell’imprenditoria femminile italiana, ponendosi come avamposto di innovazione e sostenibilità per cui l’Italia può fare scuola. Il 24 e il 25 maggio a Londra un’opera d’arte prenderà vita attraverso la performance di live painting di Camilla Falsini per raccontare tutto questo e ricordarci non solo che la ceramica è un materiale nobile, ma anche arte, creazione, tela d’artista e al tempo stesso superficie tecnica innovativa e sostenibile”. Il live painting di Camilla Falsini verrà ospitato nella cornice della mostra d’arte “Ceramics: Neverending Artworks” in esposizione fino al 3 giugno presso il Flagship Store londinese di Iris Ceramica Group. Dopo il grande successo dell’esposizione di Milano, la mostra – realizzata in collaborazione con Antonia Jannone Disegni di Architettura – approdata a Londra lo scorso 29 aprile, è dedicata alle opere in ceramica più iconiche che hanno segnato la storia del “nuovo design”. Oltre 20 opere rivoluzionarie che rappresentano un riferimento per le avanguardie contemporanee a livello internazionale, in grado di stimolare una riflessione sul design e sulla creatività.

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Un pianeta armato e agguerrito

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

By Vincenzo Olita Direttore Società Libera. Già, il nostro, e lo è come non mai. Caduto il muro di Berlino, disciolta l’Unione Sovietica con la conseguente scomparsa del Patto di Varsavia, come propugnatori di liberalismo, di società aperte e di un ordine spontaneo, ci aspettavamo, almeno in Europa, un’era di ordinata coesistenza, invece ci ritroviamo nel bel mezzo di una guerra, evitabile solo se gli europei avessero potuto disporre di un’avveduta e accorta classe politica. Il generale Karl von Clausewitz amava ricordare che “Vi sono pochissimi uomini, e sono le eccezioni, capaci di pensare e sentire al di là del momento presente”. E non è certamente il caso della dirigenza europea: al di là della propaganda e della retorica in pochi, purtroppo, ci si rende conto della modestia del pensiero politico della tedesca von der Leyen, del belga Charles Michel, dello spagnolo Josep Borrell, della maltese Helena Dalli o degli italiani Gentiloni e Tajani. Molti buoni sentimenti, profondi proponimenti, ma la capacità politica diplomatica è altra cosa, a meno che non ci si accontenti del semplice mantra sugli aggressori russi e gli aggrediti ucraini che occorre sostenere indipendentemente da qualsiasi altro ragionamento. Quando durerà il conflitto? Quali i costi umani? Quali i possibili risultati finali della guerra? Quali le ripercussioni sul continente? Interrogativi del tutto irrilevanti; per ora basta sapere, alla Mussolini, che occorre Vincere e Vinceremo. Tralasciando le ragioni e le cause all’origine del conflitto ucraino, occorre ragionare sul futuro del pianeta, possibilmente lontani da coinvolgimenti emotivi e sentimentali, dando spazio a ragionamenti veicolati da conoscenze storiche politiche. Intanto in Europa, meno negli USA, si sragiona su tutte le vere e presunte difficoltà russe, ma non vi è traccia, nella comunicazione occidentale, di contraddizioni e fallimenti della grande alleanza, ad esempio: Il 3 gennaio il cambio rublo/euro era 84,12, occorrevano 84 rubli per ricevere un euro; il 23 febbraio il rapporto era 94,90; il 28/2 era 122, tra l’entusiasmo degli alleati; il 7 marzo il cambio raggiunge 148, euforia occidentale: il crollo del rublo, questione di ore, Putin travolto dalla sua stessa moneta. Il 6 maggio il rapporto rublo/euro è a 70. Il silenzio è tombale! Una parte delle sanzioni ha prodotto un effetto inverso: il rublo è più vigoroso rispetto all’inizio del conflitto. Stessa tendenza per dollaro/euro, che passa da un cambio di 1,13 il 24 febbraio a 1,05 il 6 maggio. Ambedue, i veri duellanti, rafforzano le proprie valute rispetto alla distratta Europa. Così come non è di dominio pubblico che centinaia di aziende europee continuano a operare in Russia a fronte degli svariati pacchetti di sanzioni annunciati dall’Ue, la cui coerenza e dignità politica sono salvaguardate da un interessato silenzio. Ritornando al pianeta, in questi mesi si contano 59 conflitti, con un incremento della militarizzazione: a parte i missili nordcoreani, siamo alla spartizione delle isole del Pacifico in zone d’influenza tra cinesi e americani. Le Figi e le Samoa, dopo aver interrotto le relazioni con Taiwan, hanno raggiunto intese per accordi di sicurezza con Pechino. Impensabile, solo qualche tempo addietro, considerare aree strategiche isole del Pacifico meridionale. Il mondo, insomma, si divide, si schiera e si arma a ogni latitudine. Pensiamo, ancora, alla presenza cinese in Africa, iniziata da decenni essenzialmente come penetrazione commerciale: oggi la ritroviamo nel realizzato grande porto militare di Gibuti, punto focale della sua presenza nell’oceano Indiano. Così come gli ottimi rapporti con la Guinea Equatoriale hanno permesso alla Cina l’utilizzo del porto di Bata nel golfo di Guinea, assicurandole così anche una base sull’Atlantico. Non a caso, varie fonti, compresa la statunitense, segnalano ormai la grande potenzialità della marina cinese.Allora, se siamo innanzi a un’accelerata intensificazione dell’impegno militare, siamo in grado di chiederci l’origine, la ragione e gli sviluppi? Alle prime due è agevole rispondere. Finita la contrapposizione est-ovest con lo scioglimento dell’Unione Sovietica, superato un periodo di disordine in vari teatri, si è andata concretizzando una forte e accesa dicotomia tra le due sponde del Pacifico per la leadership mondiale. È questo lo scontro, per ora non militare, che ormai determina schieramenti e riposizionamenti diplomatici, politici e militari in ogni quadrante del globo. È una pericolosità affatto avvertita dalla pubblica opinione, anche distratta da vari diversivi tra cui la guerra in Ucraina, presentata come necessaria difesa di quel Paese. Certamente, lodevole impegno e lo sarebbe ancor più se fosse stato chiaro che agli USA interessa poco della libertà a Kiev, essendo il suo obiettivo solo l’indebolimento e l’isolamento della Russia. Illuminanti le dichiarazioni dell’improvvido Stoltenberg, Segretario Generale della Nato: “Per la prima volta “il concetto strategico” della Nato riguarderà la “minaccia” dalla Cina e la stretta collaborazione tra Pechino e la Russia. La Nato pensa a un esercito permanente ai confini dell’Europa”. Sulla stessa linea le affermazioni del capo delle Forze armate statunitensi, Mark Milley: “quello che la Russia ha avviato è un conflitto molto esteso e penso che la Nato, gli Stati Uniti, l’Ucraina e tutti gli alleati e i partner che stanno sostenendo l’Ucraina vi saranno coinvolti per un po’ di tempo. Occorre creare basi stabili individuate come ciclo di forze di spedizione attraverso basi permanenti avanzate”. Indipendentemente, quindi, da quando e come finirà la guerra in Ucraina, la Nato non contempla una fine del contrasto con la Russia; anzi lavorerà per uno stato di tensione permanente, in linea del resto con quanto si va delineando in vari parti del pianeta, a riprova della necessità per gli USA di comprimere quanto più il maggior alleato della Cina in vista della risoluzione del nodo Taiwan e dell’affermazione di una leadership planetaria. Qualcosa di questo scenario è stato compreso in Europa? Crediamo di no. A parte la Merkel che aveva una buona visione geopolitica, e i piccoli calcoli contingenti di Macron, “NATO in stato di morte cerebrale” (2019), oggi ricreduto, in quanto proteso verso la leadership Ue, nessuno sembra aver compreso che tipo di partita stanno giocando gli atleti europei, con allenatori e staff tecnico statunitensi. L’Italia, poi, con l’eclissi dal palcoscenico internazionale, a parte la visita di cortesia alla Casa Bianca, del presidente Draghi, che solo pochi mesi addietro era stato individuato dall’informazione domestica come uno statista europeo e oltre, oggi, silenziosamente, è tra i più allineati alle volontà nord atlantiche. Insomma, un Pianeta super armato e ancor più super agguerrito, inquietante per il suo futuro con un riarmo generalizzato che, purtroppo, è una corsa con pochi ostacoli. Chi potrebbe frapporsi e frenare questa irresponsabilità collettiva? Credo nessuno, non certamente l’ONU, di cui la comunità internazionale da tempo avrebbe dovuto proclamare l’estinzione, né il Pacifismo militante non in grado, non è il suo mestiere, di leggere e interpretare scenari. La guerra in Ucraina, tra l’altro, ha comportato anche una profonda crisi dell’Ecumenismo: i capi religiosi non sono riusciti neppure a pregare unitariamente; anzi tra il Papa di Roma e l’Ortodosso di Mosca Kirill sono corse pesanti espressioni, frutto del loro abbeveramento agli inquinati pozzi della politica politicante. Anche le confessioni religiose sono armi spuntate come agenti di coesistenza, vittime della contrapposizione globale e non più in grado di veicolare alti richiami di fede per il rispetto della vita. Convinti che tra le maggiori criticità vi sia quella di mentire a se stessi e, per non incorrere nell’errore, evidenziamo preoccupazione e timore per il prossimo futuro in un mondo in cui pochi sono i manovratori, a fronte di una moltitudine di tifosi. Tra i primi, statunitensi, cinesi, russi, banchieri, finanza internazionale, amici del World Economic Forum di Davos; gli altri, purtroppo, politici, esperti, improvvisati reporter di guerra, operatori della comunicazione, che a ogni crisi internazionale spiegano che questa sarà occasione per il rilancio dell’Unione europea, in linguaggio contemporaneo l’aspirazione è definibile come resilienza europea. Ci sono speranze per un futuro diverso? Lo auguriamo. Agli europeisti in servizio permanente suggeriamo, che, con la fine della guerra, si potrebbe iniziare ad avanzare un progetto per la denuclearizzazione dei territori aderenti all’Unione. Forse l’Europa potrebbe avviarsi verso la ripresa di un ruolo di autorevolezza e guida. Ci ritorneremo. Qualcuno interpreterà queste note come filo putiniane; noi continuiamo a essere, a credere e a muoverci nel solco del liberalismo, avendo come stella polare la realizzazione di società libere e con Julien Freund riteniamo di dover essere intolleranti nella difesa delle nostre idee in un mondo in cui primeggiano demagogia e feticci d’incomprensibili valori.

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Svelare il mondo dell’energia. Un progetto europeo di unibz formerà gli insegnanti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Migliorare la formazione degli lle insegnanti della scuola primaria sul versante scientifico e in particolare sulle tematiche e le problematiche che riguardano il risparmio, la produzione e la distribuzione di energia. È l’obiettivo e l’ambizione del progetto europeo e^4 (finanziato dal programma Erasmus+), scritto e coordinato dal gruppo di ricerca del prof. Federico Corni, docente di Didattica della Fisica alla Facoltà di Scienze della Formazione. Negli anni scorsi il prof. Corni aveva già introdotto nelle scuole primarie e secondarie il progetto europeo FCHgo che mirava a promuovere la conoscenza delle tecnologie dell’idrogeno come fonte energetica (fuel cell) attraverso kit didattici ad hoc e metodologie specifiche quali i giochi di ruolo. e^4 invece non si rivolge direttamente agli*lle alunni*e ma al corpo insegnante, destinatario del progetto. Nei tre anni del progetto, grazie alla collaborazione con una rete di istituzioni accademiche e partner dell’industria energetica, dell’agricoltura e delle istituzioni pubbliche, il progetto produrrà materiali didattici per i corsi universitari di formazione del corpo docente e una piattaforma web dedicata. Il progetto sarà imperniato su tre distinte fasi, fortemente interconnesse. La prima, coordinata da Ineuropa srl, consisterà nella elaborazione di linee-guida per una rete di partenariati tra accademia e attori privati/pubblici. La seconda, coordinata da riguarderà la creazione di un curriculum universitario per l’insegnamento attraverso strumenti immaginativi. Infine la terza, coordinata da SITES, darà vita a una piattaforma web interattiva a supporto del curriculum e della rete di partenariati.L’innovazione dal punto di vista didattico sarà incentrata sull’adozione di un approccio didattico basato sugli “strumenti dell’immaginazione” – già testato questo approccio nel progetto “FCHgo! Scopri l’energia dell’idrogeno” – come la narrazione, la gamification, la simulazione incarnata, la simulazione digitale e il gioco per facilitare la comunicazione scientifica a livello di scuola primaria e secondaria inferiore. “Gli approcci narrativi sono utili agli studenti di entrambi i sessi e sostengono l’apprendimento a tutti i livelli di sofisticazione scientifica. Abbiamo anche forti evidenze che tale approccio sia adatto anche per raggiungere gli alunni con bisogni speciali”, chiarisce il docente unibz.Oltre a unibz, e^4 prevede il coinvolgimento dei seguenti partner: InEuropa srl, UMK Uniwersytet Mikolaja Kopernika w Toruniu, ESCIENCIA Eventos Cientificos sl, UV Universitat de Valencia, SITES Sustanaible Innovation Technology Services Ltd, UNIMORE Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e TCU Dublin City University.

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Teatro: “Cocktail di scambi”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Roma Dal 18 al 22 maggio ore 21; domenica ore 17 torna a grande richiesta, con un cast totalmente rinnovato, al Teatro Tirso de’ Molina di via Tirso 89, dopo il grande successo riportato nel 2013 e nel 2017, “Cocktail di scambi”, brillante commedia scritta e diretta da Salvatore Scirè.Un gatto, viziato e capriccioso, si trova casualmente al centro di una gustosa e bizzarra storia, che ruota intorno alle vicende pubbliche e private di un politico in carriera, appena trasferitosi nel suo nuovo ufficio. Il gatto irrequieto, infatti, appartiene alla vicina di casa, che si dimostra particolarmente curiosa ed interessata nei confronti del nuovo inquilino!Così prende forma questa commedia scritta e diretta da Salvatore Scirè, il quale coglie l’occasione per fare una satira impietosa e realistica della società odierna, ironizzando su usi, costumi e… soprattutto malcostumi. Una satira che non risparmia nessuno o quasi; e nella quale compare, periodicamente, come una maschera ricorrente, la “figura del raccomandato”. Nel finale, poi, l’Autore si diverte a sorprendere il pubblico con una serie di inattesi colpi di scena. Insomma, è la classica commedia che ci fa divertire e riflettere allo stesso tempo.Nel cast spiccano i nomi di Pierre Bresolin e Marina Vitolo. Accanto a loro sul palco del Tirso: Antonella Arduini, Antonio Coppola, Valeria Palmacci, Giulia Morgani, Giacomo Palmeri, Claudio Losavio e Silvano Vecchio. http://www.teatrotirsodemolina.it

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Salone del Mobile: 300 mila euro a supporto delle imprese friulane partecipanti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Un fondo di 300 mila euro a favore delle imprese del comparto legno-arredo per abbattere i costi di partecipazione alla prossima edizione del Salone internazionale del mobile di Milano. Lo ha approvato la Camera di Commercio Pordenone-Udine, condividendo l’idea nell’ultima seduta di giunta, «perché oltre a essere un aiuto concreto, è anche un simbolo vero di ripartenza– ha specificato il presidente Giovanni Da Pozzo –: il Salone è un evento mondiale di primaria importanza e rappresenta il meglio di un comparto-chiave della nostra economia, che non vede l’ora di ripresentarsi con vitalità dopo questi anni di difficoltà a causa del Covid. Ci auguriamo che le nostre imprese, pur con una situazione internazionale purtroppo ancora delicata e indefinita a causa della guerra in Ucraina, possano trovare il rilancio che meritano, perché sono la linfa vitale della nostra produttività, della creatività, del “saper fare”, del made in Italy che tutto il mondo ammira».Le imprese dei territori di Pordenone e Udine (la classificazione Ateco 2007 è sezione C – divisioni 16 e 31) potranno presentare contestualmente la domanda di contributo e la rendicontazione delle spese dopo il termine della manifestazione fieristica. Il contributo potrà coprire le spese sostenute per pagare la tassa di iscrizione o l’affitto della superficie espositiva, anche preallestita.L’agevolazione concedibile per ciascuna domanda consiste in un contributo a fondo perduto, in conto capitale sulle spese sostenute e ritenute ammissibili, nella percentuale massima del 70% e precisamente un voucher A di 3mila euro a fronte di una spesa minima da parte dell’impresa di 4,285,72 euro, per le imprese che affittino uno stand fino a 50 metri quadri; un voucher B di 4 mila 500 euro a fronte di una spesa minima di 6.428,58 euro per stand tra i 50 e i 120 metri quadri; infine un voucher C di 6mila 500 euro a fronte di una spesa minima di 9.285,72 euro per gli affitti di stand superiori ai 120 metri quadri.I termini del bando si apriranno il prossimo 20 giugno per chiudersi il successivo 20 luglio.Il comparto del legno-arredo in Fvg conta circa 2.400 imprese che rappresentano il 20% dell’industria manifatturiera della regione, impiegando oltre 19 mila addetti. Le unità produttive (imprese più sedi secondarie) del comparto sono localizzate prevalentemente nelle provincie di Udine (58% del comparto regionale) e Pordenone (32%), con San Giovanni al Natisone, Manzano, Brugnera, Sacile e Prata di Pordenone i comuni con più localizzazioni attive del settore.

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Robeco: L’azionario rimane il “place to be” anche nel 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

A cura di Arnout van Rijn, CIO Asia Pacifico di Robeco. Il mondo sta affrontando una crisi geopolitica che sembra destinata a cancellare alcuni dei benefici raccolti dalla fine della guerra fredda nel 1989 grazie alla globalizzazione, all’efficienza in termini di costo e ai flussi commerciali internazionali. Il che è chiaramente un aspetto negativo che sta causando una notevole incertezza per gli investitori. Per ora, gli investitori stanno risentendo soprattutto dell’impatto degli eventi in Ucraina attraverso l’aumento dei prezzi dei fattori produttivi in generale e nello specifico dei prezzi delle materie prime. Quale sarà l’impatto combinato di inflazione e tassi più alti sulla crescita economica e sulla redditività? Alla fine del 2021 sembrava che gli utili potessero rimanere solidi, ma nel primo trimestre abbiamo già visto alcune aziende segnalare che la pressione sui loro margini potrebbe intaccarne la redditività. E non dimentichiamo che la redditività delle imprese è il perno che sostiene i mercati azionari globali. Oltre ai margini più bassi, gli utili potrebbero essere sotto pressione a causa del rallentamento della crescita economica reale che probabilmente sarà indotto dalla generale incertezza. Questo è particolarmente vero in Europa, dove i mercati hanno subito le conseguenze peggiori.I tassi d’interesse bassi che sono stati in vigore per oltre un decennio hanno attutito molto la volatilità. Ma quest’era sta per finire. Le autorità di tutto il mondo spingono verso una normalizzazione della politica monetaria, proprio come i cittadini comuni desideravano la normalità durante i giorni bui del lockdown. La Federal Reserve ha già iniziato ad aumentare i tassi e anche la BCE deve fronteggiare quella che viene vista come un’inflazione spaventosamente alta in Europa.Invece, la situazione in Asia è molto diversa perché nelle sue economie più grandi – Cina e Giappone – gli aumenti dei prezzi dei fattori produttivi non hanno ancora portato ad un incremento significativo nei prezzi dei beni al consumo. Storicamente, i titoli azionari asiatici hanno faticato in un contesto di rigidi tassi di cambio con il dollaro, ma questa volta potrebbe essere diverso. Le azioni asiatiche hanno sottoperformato durante il rally guidato dalla liquidità immessa sui mercati degli ultimi anni, ma avranno meno da temere dalle mosse della Fed perché le banche centrali asiatiche non hanno bisogno di adottare una politica monetaria molto aggressiva nel 2022.Ciò che è iniziato nel 2020 con una penuria di container in Asia per spedire le merci in Occidente, nel marzo 2022 si è trasformato in una serie di interruzioni della catena di approvvigionamento. Aggravati dal recente aumento dei prezzi del petrolio e del gas, questi problemi hanno portato a un ripensamento delle interdipendenze globali: i politici si stanno muovendo chiaramente verso la ricerca di un’autonomia nazionale.I governi stanno ora parlando della necessità di sviluppare le proprie catene di fornitura di chip e naturalmente di ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia. Questo ha spostato l’attenzione dalla transizione verde a lungo termine alla sicurezza energetica a breve termine. Sembra ora probabile che il gas naturale e l’energia nucleare rimarranno combustibili importanti, almeno nel medio termine, per aiutarci a gestire la transizione verde verso emissioni zero entro il 2050.Dal punto di vista dell’indipendenza energetica, gli Stati Uniti sono favoriti grazie alla rivoluzione del petrolio di scisto. Inoltre, la crescita americana sembra meno vulnerabile di quella europea al momento; quindi, gli Stati Uniti sembrano un buon mercato per gli investitori azionari.In Europa, la Francia è stata relativamente risparmiata dallo shock energetico, poiché la maggior parte della sua energia proviene da impianti nucleari nazionali. Il “rally of everything” di cui si parlava lo scorso trimestre è chiaramente finito molto presto quest’anno. Gli investitori dovranno essere più selettivi, ma non siamo pessimisti sulle prospettive delle azioni. Esse mantengono il loro fascino perché sono sostenute da attivi reali, che tendono a muoversi, in una certa misura, in linea con l’inflazione. Inoltre, le società generano un margine da questi attivi e adeguano i loro prezzi quando l’inflazione aumenta.

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Contratti: Sorrentino (Fp Cgil), superati ostacoli risorse, procedere a rinnovi sanità e funzioni locali

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

“Dopo lo sblocco dell’atto di indirizzo integrativo per il contratto della sanità da parte del Mef, non ci sono più ostacoli al rinnovo dei contratti di sanità e funzioni locali, il cui atto di indirizzo integrativo aveva già avuto il via libera nei giorni scorsi”. Ad affermarlo è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, che aggiunge: “Bisogna accelerare il confronto e chiudere le intese contrattuali del triennio 2019/2021, anche perché, lo diciamo a chiare lettere, come Cgil siamo già impegnati sulle piattaforme 2022/2024, a maggior ragione per la crescita dell’inflazione e l’aumento generalizzato dei prezzi non possiamo non avere attenzione per la crescita dei salari”. Il governo nel Def, osserva la dirigente sindacale, “condiziona le risorse del nuovo contratto 2022/2024 ai tagli di spesa delle amministrazioni pubbliche. È una scelta sbagliata e irragionevole. La priorità ora è garantire che gli effetti salariali e di innovazione professionale per il personale della sanità e delle autonomie locali non abbiano ulteriori ritardi. Ad Aran e al Ministro Brunetta chiediamo, come Fp Cgil, di garantire che adesso si proceda senza più ritardi. La mobilitazione sindacale ha garantito le risorse, ora il tavolo del confronto faccia il suo lavoro, noi siamo pronti a continuare senza interruzioni fino all’accordo, con un incontro a settimana sarà difficile avere tempi che consentano di fare arrivare gli incrementi nelle buste paga prima possibile”.Nella giornata internazionale degli infermieri, continua Sorrentino, “poter sbloccare il contratto della sanità è una gran buona notizia ma rimane aperta per la Cgil la vertenza sul piano straordinario per l’occupazione per circa 600 mila addetti nel prossimo biennio, la stabilizzazione dei precari e la necessità di tornare a investire nella sanità e nella pubblica amministrazione per garantire diritti fondamentali dei cittadini. La lezione della pandemia pare non aver scalfito le convinzioni di chi anche al governo sta favorendo privatizzazioni ed esternalizzazioni, a partire dai settori del sociosanitario, dei servizi educativi e della non autosufficienza in primis”.Le risorse del Pnrr, fa sapere la segretaria generale della Fp Cgil, “rischiano di essere vanificate in una rincorsa ai progetti che si moltiplicano senza una visione precisa: in queste ore funzionari pubblici ci segnalano richieste degli amministratori di presentare anche vecchi progetti tenuti nei cassetti pur di rispettare le scadenze e senza la possibilità di assumere per le amministrazioni pubbliche i soldi pubblici creeranno infrastrutture che genereranno solo profitti privati e dumping contrattuale. Così non va. Per la salute come bene comune e la valorizzazione del settore pubblico siamo pronti alla mobilitazione. Le priorità sono i salari e l’occupazione stabile. Il contratto può dare una risposta nell’incremento stipendiale e va fatto subito, ma sull’occupazione e sul welfare serve più coraggio”, conclude Sorrentino.

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Capital Group: Stile growth e stile value sono così tanto diversi?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

A cura di Christophe Braun, Investment Director di Capital Group. Vi sono delle differenze chiave quando si parla di value investing vs growth investing. Il value investing si concentra maggiormente sui titoli che sono “poco costosi” (non “cheap”) rispetto a fondamentali come le stime dei guadagni futuri (consensus). Il growth investing si concentra maggiormente sui titoli che potrebbero produrre una crescita degli utili superiore al consenso. In altre parole, i due stili hanno in comune un interesse nella valutazione del valore attuale degli utili futuri di una società, ma differiscono nella loro enfasi sul ruolo delle stime degli utili. Le caratteristiche delle aziende value e growth non sono così diverse come si potrebbe pensare in termini di crescita, esposizione ciclica o caratteristiche dei dividendi. Detto in parole semplici, inserendo le aziende in categorie di stile, gli investitori ignorano il rischio così come ignorano alcune opportunità di investimento.Le misure di valutazione tradizionali come P/E e P/B come filtro per le azioni assumono importanza se si sa come utilizzarle e interpretarle da un punto di vista assoluto/storico e relativamente al proprio gruppo di peers. Nell’ultimo decennio vi sono stati alcuni importanti cambiamenti secolari che hanno portato all’accumulo di rischi nel quadro value-growth e spiegano la debolezza della crescita degli utili del value, così come le recenti disparità di valutazione: – I settori maggiormente value sono da tempo in declino; – La digitalizzazione ha creato vincitori e vinti; – La concentrazione settoriale è diminuita; – La crescita degli asset intangibili ha reso la determinazione del valore intrinseco sempre più complessa. Le osservazioni e le conclusioni tratte dall’analisi di queste dinamiche di mercato e delle tendenze a lungo termine ci hanno aiutato a migliorare i nostri modelli di valutazione e il processo decisionale al momento di investire nelle aziende. Ad esempio, le banche e l’energia sono esempi di settori ciclici fortemente value che si trovano ad affrontare venti contrari che difficilmente si invertiranno con la ripresa economica. I tassi d’interesse persistentemente bassi hanno ostacolato la redditività delle banche a partire dalla crisi finanziaria globale, a causa dei bassi margini d’interesse netti – gli spread che le banche ricavano dai prestiti rispetto ai depositi. Inoltre, una regolamentazione più rigida ha spinto le banche a ridimensionare la propria attività di trading e a ridurre la propria esposizione al rischio per garantire la stabilità finanziaria del sistema. Tali fattori hanno messo sotto pressione i dividendi. Le banche cercano di diversificare i propri flussi di reddito e di sviluppare capacità digitali e, per fare ciò, hanno bisogno di superare la nuova e aggressiva concorrenza – in particolare le Fintech – per essere vincenti nel lungo periodo. Una quindicina di anni fa, le compagnie energetiche tradizionali hanno vissuto un boom; ora, tuttavia, si trovano a dover affrontare dei venti contrari. La riduzione della domanda dovuta al COVID, il prezzo basso di petrolio e gas, la riduzione dei flussi di cassa, il declino della produzione, elevati dividend payout ratio (ossia I rapporti tra i dividendi distribuiti ai soci e gli utili di una società) sono stati tutti elementi che hanno remato contro. Gli ultimi due decenni hanno anche dimostrato che lo stile di investimento e le definizioni di stile sono cambiati/evoluti man mano che le aziende si sono adattate a un ambiente in rapido cambiamento. Abbiamo osservato due cambiamenti evidenti: – Una crescita degli utili più debole per i titoli value: la crescita degli utili per i titoli value era storicamente stabile, ma negli ultimi 20 anni è diventata meno persistente e più volatile rispetto a quella dei titoli growth. – Valutazioni più alte per i titoli growth: Gli spread di valutazione sono aumentati significativamente e nel 2020 hanno raggiunto il punto massimo (il 100° percentile), un livello simile a quanto visto durante la bolla tecnologica.I tassi d’interesse rimangono ben al di sotto della media di lungo periodo e tendono ad essere utilizzati per scontare il valore attuale dei rendimenti futuri, facendo così crescere il valore dei titoli growth con più lunga duration. La caratteristica di duration più lunga significa che i flussi di cassa sono ponderati più in là nel futuro rispetto ai titoli value, il che li rende più sensibili alle variazioni dei tassi di interesse. Multipli di valutazione elevati implicano anche che i titoli growth sono più sensibili ai cambiamenti dei fondamentali, il che rende l’analisi titolo per titolo sempre più importante. Gli investitori fanno molto affidamento sull’abilità dei titoli growth di fornire la crescita desiderata. Qualsiasi deviazione, in positivo o in negativo, ha un impatto significativo sui multipli di valutazione. Gli investitori dovrebbero analizzare l’universo di investimento nel suo complesso per selezionare i titoli che soddisfano i propri obiettivi di crescita del capitale e di rendimento.

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