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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

Teatro: Manola

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Roma 18 | 22 maggio 2022 il PARIOLI Via Giosuè Borsi, 20 con Nancy Brilli e Chiara Noschese di Margaret Mazzantini Regia Leo Muscato produttore esecutivo Michele Gentile organizzazione Carmela Angelini produzione Enfi Teatro – Artisti Riuniti – Il Parioli. Autrice amata dal pubblico e premiata dalla critica (il suo “Non ti muovere” del 2002 ha ottenuto il Premio Strega) Margaret Mazzantini ha un profondo legame con il mondo del teatro, vissuto da attrice oltre che da drammaturga. Nasce da un’ispirazione teatrale il suo secondo romanzo “Manola” che ora trova la via del palcoscenico. Nancy Brilli e Chiara Noschese daranno vita alle sorelle gemelle protagoniste. “Manola” sarà in scena al Parioli dal 18 al 22 maggio con la regia di Leo Muscato. Due sorelle gemelle in contrasto tra loro, come due pianeti opposti nello stesso emisfero emotivo. Anemone, sensuale e irriverente, che aderisce ad ogni dettaglio della vita con vigoroso entusiasmo, e il suo opposto Ortensia, uccello notturno, irsuta e rabbiosa creatura in cerca di una perenne rivincita. Le due per un gioco scenico si rivolgono alla stessa terapeuta dell’occulto e svuotano il serbatoio di un amore solido come l’odio. Ed è come carburante che si incendia provocando fiamme teatrali ustionanti, sotto una grandinata di risate. In realtà la Manola del titolo, perennemente invocata dalle due sorelle, interlocutore mitico e invisibile, non è altro che la quarta parete teatrale sfondata dal fiume di parole che Anemone e Ortensia rivolgono alla loro squinternata coscienza attraverso un girotondo di specchi, evocazioni, malintesi, rivalse canzonatorie. Una maratona impudica e commovente, che svela l’intimità femminile in tutte le sue scaglie. Come serpenti storditi le due finiranno per fare la muta e infilarsi nella pelle dell’altra, sbagliando per l’ennesima volta tutto. Perché un equivoco perenne le insegue nell’inadeguatezza dei loro ruoli esistenziali. Un testo sfrenato che prevede due interpreti formidabili per una prova circense senza rete. Ma che invoca l’umano in ogni sua singola cellula teatrale.

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