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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Sondaggio Moneyfarm: cresce l’incertezza degli italiani, controllo delle proprie finanze ancora scarso

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2022

L’avvento della crisi geopolitica in Europa accresce l’incertezza degli italiani, già messi a dura prova da oltre due anni di pandemia. Moneyfarm, società internazionale di investimento con approccio digitale, ha fotografato la situazione finanziaria degli italiani e indagato il loro rapporto con il risparmio e la finanza personale, con l’obiettivo di identificarne comportamenti più o meno virtuosi che, se riconosciuti, possono anche essere più facilmente adottati o corretti. Lo studio è stato effettuato sulla popolazione dei due Paesi in cui Moneyfarm opera, Italia e Regno Unito, in collaborazione con Dectech, società specializzata in studi comportamentali che fa capo alla Warwick University. Qui ci si concentrerà sulle evidenze emerse dal campione costituito da 1.650 individui maggiorenni residenti in Italia, rappresentativo della popolazione italiana per genere, età, formazione, occupazione, distribuzione geografica e situazione patrimoniale. Circa un terzo della popolazione è in difficoltà e oltre la metà ha dovuto rimandare un acquisto negli ultimi sei mesi Il 27% degli italiani ha dichiarato di non aver dormito di notte almeno una volta negli ultimi sei mesi per problemi legati alla sfera finanziaria. Una preoccupazione che colpisce più significativamente le fasce economicamente più vulnerabili (33% rispetto al 20% degli high affluent), e più spesso gli under 40 (31%) degli over 40 (20%), ma il quadro tutt’altro che roseo è confermato anche da altri dati. Il 19% degli intervistati ha avuto difficoltà o non è riuscito a onorare impegni finanziari essenziali, come l’affitto o i prestiti, e qui spicca il 21% dei giovani under 40 (contro il 14% degli over 40). Al 14% è stato negato l’accesso al credito in seguito a controlli di solvibilità o al merito creditizio, mentre il 17% ha ricevuto l’ultimo avviso per il pagamento delle utenze ripetutamente inevaso. A circa un terzo degli italiani è capitato di terminare i risparmi prima di ricevere lo stipendio, sempre con differenze notevoli tra fasce di popolazione più o meno vulnerabili dal punto di vista economico (33% vs 20%). Si consideri che solo il 28% del campione ha ricevuto un aumento di stipendio o comunque ha visto incrementare in altro modo la sua fonte di reddito principale e qui, oltre alla prevedibile differenza tra individui più e meno vulnerabili finanziariamente (20% vs 34%), vale la pena segnalare che si tratta più spesso di uomini (34%) che di donne (25%) e più spesso di giovani (34%) che di over 40 (23%). Purtroppo sono altrettanti (27%) gli italiani che hanno invece visto diminuire le entrate a causa della perdita del posto di lavoro o della riduzione dell’orario, oppure a causa della riduzione di stipendio, pensione e sussidi. Qui si registrano percentuali superiori tra gli individui più vulnerabili economicamente (33% vs 22%) e leggermente superiori tra gli under 40 (28% vs 24%). Ben il 53% degli italiani negli ultimi sei mesi ha rimandato un acquisto perché non poteva permetterselo. Come logico aspettarsi, emerge in modo più marcato che altrove il divario tra chi è economicamente più fragile (61%) e chi meno (31%), tra under 40 (54%) e over 40 (36%), ma anche tra donne (50%) e uomini (41%): nel complesso donne e giovani sono le categorie che sentono di aver fatto più sacrifici. In questo quadro di difficoltà economiche e controllo ancora piuttosto limitato delle proprie finanze, in particolare da parte delle fasce finanziariamente più vulnerabili della popolazione, vale la pena capire come effettivamente gli italiani gestiscono i loro risparmi. Il 95% degli intervistati ha almeno un conto corrente e/o deposito mentre solo il 58% detiene un qualche tipo di prodotto di investimento. Balza senz’altro all’occhio ancora una volta la differenza tra individui più e meno fragili economicamente, dove solo il 43% dei primi investe, rispetto al 73% di chi ha maggiori disponibilità. Solo il 34% degli intervistati ha ricevuto una consulenza personalizzata da un professionista, percentuale che resta al palo tra chi è finanziariamente più vulnerabile (24% rispetto al 46% registrato tra i meno vulnerabili). Interessante notare anche qui la differenza di genere: gli uomini che investono sono il 41%, le donne si fermano al 33%.Ci sono poi senz’altro abitudini molto utili, ma purtroppo ancora scarsamente diffuse tra gli italiani: informarsi regolarmente su questioni di carattere economico-finanziario (39%), come per esempio l’inflazione o i tassi di interesse, leggere settimanalmente la stampa finanziaria (27%) e ascoltare podcast o guardare video su argomenti economico-finanziari (30%). Si noti che a informarsi di più sono le persone economicamente meno vulnerabili (51% contro il 32% delle fasce che invece ne avrebbero più bisogno a causa della maggiore fragilità economica), e gli uomini (il 52% contro il 34% delle donne). Se infine si prendono in esame coloro che investono i propri risparmi, le percentuali sono molto incoraggianti: il 77% degli investitori si informa settimanalmente su questioni di carattere economico-finanziario, l’87% legge settimanalmente la stampa finanziaria e l’86% ascolta podcast o guarda video su argomenti economico-finanziari. (abstract) fonte: moneyfarm

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