Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Archive for 23 Maggio 2022

A proposito della Guerra scatenata da Putin nel cuore dell’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Renato Serra così riassunse il comune sentire di quel tempo (eravamo nel lontano 1918): “La guerra non cambia niente.” Non migliora, non redime, non cancella, per sé sola. Non fa miracoli. Non paga i debiti. Non lava i peccati. […] Essa non cambia i valori artistici e non li crea. Non cambia nulla nell’universo morale. E anche nell’ordine delle cose, anche nel campo della sua azione diretta… Che cosa è che cambierà su questa terra stanca, dopo che avrà bevuto il sangue di tanta strage. “Quando i morti e i feriti, i torturati e gli abbandonati dormiranno insieme sotto le zolle e l’erba sopra sarà tenera lucida nuova, piena di silenzio e di lusso al sole di primavera che è sempre la stessa?” (dal libro di Riccardo Alfonso: Novecento. Storie del nostro tempo”)

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Mostra: “L’esca”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Termoli 4 giugno – 11 settembre 2022 Inaugurazione: sabato 4 giugno 2022, dalle ore 18 MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli via Giappone. Mario Airò, Stefano Arienti, Monica Bonvicini, Maurizio Cattelan, Miltos Manetas, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Paola Pivi, Alessandra Tesi, Vedovamazzei, Luca Vitone, Sislej Xhafa e molti altri: sono alcuni dei protagonisti della mostra L’ESCA con trenta opere provenienti da una collezione privata. Il titolo fa riferimento alla relazione tra collezionista e artista, che nasce attraverso un “colpo di fulmine” per l’opera d’arte. Questa mostra rivela il risultato di rapporti costruiti negli anni dal collezionista con assidue frequentazioni degli studi d’artisti, delle gallerie e di spazi espositivi in diverse città italiane. L’ESCA racconta una parte di storia di questa collezione privata, influenzata anche dalla visione di alcune opere che hanno fatto la storia del Premio Termoli, prima ancora che esse diventassero parte della collezione permanente del MACTE. L’esposizione è incentrata su alcuni artisti emersi nel panorama dell’arte italiana negli anni Novanta. Si tratta di persone che hanno saputo giocare con diversi linguaggi e convenzioni dell’arte, ma alcuni hanno continuato a lavorare con successo, altri invece hanno avuto vicende alterne o addirittura smesso di esporre.Grazie a una collezione raccolta in quarant’anni, L’ESCA rappresenta un’occasione unica per scoprire opere che raccontano approcci critici, giocosi, narcisi, che hanno in comune un’insofferenza ai materiali e alle tecniche tradizionali in favore di una vena dissacratoria e introspettiva. Liberata dalla dimensione domestica, nella sale del museo, la collezione respira, rivelando tutta la sua ricchezza nella condivisione con il pubblico, che potrà di attivare commenti, opinioni, confronti. La visita al museo è accompagnata da un’audioguida che racconta episodi legati alle opere e di come alcune di esse sono entrate in collezione, mentre a seguire sarà pubblicato un catalogo della mostra.

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Mostra Schema 50

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Prato 10 giugno – 21 luglio ogni giovedì Centro Pecci Summer live. Venerdì 10 giugno, in occasione dell’opening della mostra Schema 50. Una galleria fra le neo-avanguardie (1972-1994), prende il via l’edizione 2022 di Centro Pecci Summer Live, la rassegna che per due mesi porta nel teatro all’aperto del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci concerti, live e dj set, permettendo al pubblico di tornare a vivere gli spazi del Centro come una piazza cittadina, aperta ai molteplici linguaggi dell’arte. In seguito, ogni giovedì fino al 21 luglio il museo presenta eventi live a ingresso gratuito, che vede protagoniste figure di rilievo della produzione artistica e culturale indipendente, proponendosi come centro culturale interdisciplinare e spazio di comunità, promuovendo forme condivise di socialità e coinvolgimento del territorio.Dopo il primo evento con il dj set del collettivo romano Industria Indipendente (10 giugno), che porta avanti accanto alla produzione teatrale, un percorso di formati ibridi, attraverso cui vuole attivare il senso di comunità e alleanza tra identità individuali e collettive, i due successivi appuntamenti sono affidati a due nomi del djing milanese: Thomas Costantin (16 giugno), resident dj dello storico club Plastic di Milano e consulente musicale per numerose maison di alta moda (tra le sue collaborazioni anche La discoteca di Jacopo Miliani, opera della collezione del Centro Pecci), e Luwei (23 giugno) dj della scena dei club underground cinesi e resident di Radio Raheem Milano, i cui set esplorano sonorità territoriali e influenze geografiche. Quarto appuntamento il 30 giugno con Immaginari. Habitat di resistenza a cura di Jermay Michael Gabriel e in collaborazione con The Recovery Plan. Una serata, a partire dalle ore 18:00, con workshop, cucina, live performance e dj set dedicati alla creazione di uno spazio di rivendicazione e resistenza, per esplorare tematiche di decolonizzazione delle istituzioni museali e immaginare, in modo critico e corale, nuove prospettive future, capaci di fare del museo un laboratorio di riflessione e di riferimento pubblico. L’evento si apre con il workshop di Pape Diaw, per proseguire con la performance di danza Labels di Nnamdi Nwagwu, il concerto per pianoforte di Ian Ssali e i set di Dj Condoii, Plethor X e Xaxer. Un format che coinvolge anche Cargo bar/bistrot che per l’occasione ospita la cucina di Ibrahim Jaiteh.Il 7 luglio la piattaforma queer transfemminista TOMBOYS DON’T CRY ci parla di avventure post-identitarie nel perimetro del Club, anche metaforico, uno dei suoi territori di ricerca favoriti; per l’occasione invita tra le sue fila anche Adele H, progetto discografico dalle melodie dream pop di Adele Pappalardo.La rassegna si conclude il 21 luglio con il dj e producer romano Hugo Sanchez, figura storica della produzione culturale indipendente, con le sue feste di liberazione queer e l’attività con il laboratorio Pescheria da cui nasce la festa di culto Tropicantesimo.Dall’11 al 15 luglio Centro Pecci Summer Live propone anche un cartellone di concerti (prevendita al link), un progetto giunto ormai alla sua quinta edizione, frutto della collaborazione tra il museo, il Comune di Prato e festival e realtà culturali attive nel territorio.Il 12 luglio il teatro all’aperto ospita invece il Festival delle Colline, giunto ormai alla 43° edizione, mentre il 14 luglio il Centro Pecci presenta uno spettacolo sviluppato appositamente per la rassegna, ospite un importante nome della ricerca musicale italiana degli ultimi anni che verrà annunciato nelle prossime settimane, una collaborazione per tornare a celebrare l’esperienza del live come festa e rito di condivisone.Ultimo appuntamento il 15 luglio con l’artista romana R.Y.F., che presenta in concerto l’album acclamato dalla critica Everything Burns, nato dalla collaborazione con la celebre compagnia teatrale Motus per lo spettacolo Tutto Brucia: un mix unico di elettronica e punk rock al servizio degli ideali di sovversione queer e femminista.

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Monitor dei Mercati Emergenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

A cura di Sabrina Khanniche, Senior Economist di Pictet Asset Management. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha messo in subbuglio i mercati azionari e obbligazionari di tutto il mondo. Tuttavia, gli effetti più duraturi si vedranno sui mercati emergenti. Per gli investitori, ciò comporta sia nuovi rischi che nuove opportunità. L’impatto più rilevante del più grande conflitto militare in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale in poi è stato sui mercati delle materie prime. La guerra ha compromesso l’approvvigionamento di petrolio, gas e altre materie prime, facendo aumentare le già elevate pressioni inflazionistiche in tutto il mondo. Tuttavia, gli effetti a lungo termine saranno probabilmente molto più lievi. Una lezione per gli investitori è che questa guerra serve a ricordarci i rischi geopolitici idiosincratici tipici delle economie dei mercati emergenti. L’attacco russo ha colto di sorpresa molti osservatori, mentre il sostegno cinese al presidente Vladimir Putin ha fatto crescere le tensioni nel rapporto tra Pechino e l’Occidente. Allo stesso tempo, tuttavia, le difficoltà russe potrebbero attenuare il rischio di un conflitto per Taiwan. Nel lungo termine, la risposta concertata e unificata del mondo sviluppato all’aggressione della Russia lascia sperare che il comportamento dei governi possa essere vigilato in modo più efficace in futuro. L’effetto del conflitto sui prezzi dell’energia è stato immediato ed evidente. Le sanzioni senza precedenti imposte dall’occidente a Mosca e i timori di una riduzione dell’offerta hanno fatto schizzare i prezzi del gas e del petrolio. La Russia rappresenta solo il 2,5% del PIL globale, ma produce il 13% del petrolio, il 17% del gas e il 46% del palladio (si veda la Fig. 3). Prevediamo un calo dello 0,4% del PIL globale nel 2022 se i prezzi del petrolio resteranno superiori del 50% ai livelli pre-invasione, con conseguenze sia dirette che indirette Per la Russia, prevediamo che la guerra e le sanzioni ridurranno la produzione interna del 6% e spingeranno l’inflazione al 12%. Sussiste, inoltre, il rischio di una corsa agli sportelli bancari e di un collasso del sistema finanziario nazionale. Allo stesso tempo, la Russia deve fronteggiare un’insolvenza verso l’estero e una crisi della bilancia dei pagamenti. Ciò comporta molteplici implicazioni per gli investitori in azioni e obbligazioni dei mercati emergenti. I produttori di materie prime molto richieste iniziano ad apparire più interessanti; molto meno, invece, quelli dipendenti dall’importazione di materie prime. In quest’ultimo caso, l’aumento dell’inflazione è accompagnato da un rischio politico crescente. In definitiva, dopo essersi concentrati negli ultimi anni sulla crescita e sugli aspetti tecnologici delle economie emergenti, gli investitori si trovano ora a riscoprire gli elementi più basilari dell’economia globale, ovvero le materie prime. Le sanzioni finanziarie inflitte alla Russia sono efficaci per via del dominio globale del dollaro statunitense. Ma la natura inedita di queste sanzioni (esclusione degli istituti finanziari russi dal sistema di pagamento Swift, congelamento delle riserve della banca centrale russa, blocco delle operazioni estere delle banche commerciali russe, ovvero del 70% del settore bancario) fa venire i brividi agli altri governi dei mercati emergenti. La Russia aveva accumulato 500 miliardi di dollari in riserve proprio per evitare questo tipo di vulnerabilità finanziaria, ma non ha potuto comprarsi l’immunità. L’esito finale dell’invasione russa in Ucraina potrebbe ancora rappresentare un punto di svolta nell’equilibrio di potere tra Stati Uniti e Cina. Nell’attuale contesto di sanzioni, uno dei modi rimasti alla Russia per interagire con il mondo è farlo attraverso il renminbi cinese. Ciò potrebbe incoraggiare altri governi a guardare alla Cina come alternativa all’egemonia finanziaria statunitense. A loro volta, le obbligazioni in renminbi sembrano interessanti, soprattutto perché l’economia cinese pare decorrelata dalle economie sviluppate, per quanto non ancora in un regime di capitale completamente liberalizzato. Tuttavia, i rischi politici associati alla Cina sono significativi. Questi includono le severe misure regolamentari adottate dal governo nei confronti di svariati settori negli ultimi anni e una guerra commerciale con gli Stati Uniti nel comparto tecnologico. Nel complesso, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia lascia agli investitori problemi sia a breve che a lungo termine. Nel corso del prossimo anno (o due), l’impatto su inflazione e su crescita dovuto alla compressione dei prezzi delle materie prime sarà avvertito a livello globale. Le questioni a più lungo termine sono meno chiare e dipenderanno dalla misura in cui i governi sviluppati assumeranno il ruolo di “guardiani” globali, nonché dalla risposta dei Paesi emergenti. L’egemonia del dollaro potrebbe essere stata scalfita in modo permanente. In ogni caso, tutto ciò costringerà gli investitori a riflettere in modo più approfondito sulla governance dei Paesi in cui investono. (abstract by https://am.pictet/it/italy/articoli/2022/idee-di-investimento/05/monitor-dei-mercati-emergenti#overview)

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Accordo quadro tra Gruppo Helvetia Italia e Viasat

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Lo scopo di questa collaborazione è quello di mettere a disposizione dei clienti della compagnia le innovative soluzioni satellitari di Viasat. In Italia il numero di auto ‘di una certa età’ è costantemente in aumento. Da qui la necessità di dare ai proprietari di queste vetture una risposta sia in termini di costi che di sicurezza. Nello specifico questa collaborazione consente, a chi possiede un’automobile ‘vintage’, di ottenere le più favorevoli condizioni delle polizze RC riservate alle auto storiche, pur non avendone tutte le caratteristiche. I vantaggi riguardano, in primis, il prezzo: costano mediamente molto meno, rispetto a una polizza tradizionale e questo lo si deve al fatto che l’utilizzo di tali veicoli è limitato sia in senso temporale che in termini chilometrici. Helvetia, che da sempre ha sostenuto e sviluppato il business dei veicoli d’epoca, ha recentemente esteso l’offerta del prodotto dedicato a questo tipo di autovetture, riducendo l’età dell’immatricolazione dai 31 anni attuali a 26 anni. Questa deroga è subordinata a una limitazione di percorrenza chilometrica monitorata dal dispositivo di Viasat. Il servizio è attivabile in presenza del dispositivo autoinstallante SlimBox di Viasat, fornito in comodato d’uso, che permette di verificare il chilometraggio del veicolo e ottenere, in caso di necessità, qualsiasi supporto della Centrale Operativa 24/7: gestione furto, soccorso meccanico e sanitario in caso di guasto, pericolo o incidente. Se oggi le auto di ultima generazione hanno dotazioni tecnologiche e di connettività native all’avanguardia, ora anche quelle più ‘anziane’ hanno la possibilità di aggiornarsi per poter essere più sicure.

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Rubix presenta a MECSPE le soluzioni integrate per l’industria

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Dal 9 all’11 giugno, alla Fiera di Bologna, gli operatori del settore che visiteranno lo spazio di Rubix presso il Villaggio ASCOMUT (Pad. 14, Salone Macchine & Utensili, Stand G22) potranno scoprire le novità dedicate al mondo dell’utensileria meccanica con i sei marchi di cui Rubix è distributore leader in Italia (Bass, Boehlerit, Dümmel, HPMT, Mimatic e Stock) e conoscere la vasta offerta di Rubix in ambito sicurezza-DPI e TGM, che comprende i due marchi esclusivi GISS, brand #1 in Europa nell’offrire una protezione completa agli operatori, e Roebuck, dedicato ai dispositivi ergonomici che riducono le vibrazioni e quindi il rischio di infortunio alle mani degli utenti. A MECSPE sarà presentato in anteprima il nuovo catalogo Rubix dal titolo Toolbox > Utensili Manuali. La 1° edizione del catalogo approfondisce l’ampia scelta di 3.600 utensili manuali (10 categorie prodotto) sia Roebuck che di tutti i più importanti brand del mercato. Un esempio di questa filosofia sono i servizi offerti nell’ambito dell’utensileria meccanica, delle macchine utensili e della metrologia: comprendono presetting, taratura, riaffilatura degli utensili speciali e assistenza diretta, sia a distanza sia sul campo. Inoltre, la gestione delle scorte di utensili, DPI e altri materiali viene semplificata grazie all’integrazione con sistemi di distribuzione automatica di Rubix, che portano in produzione ciò che serve, quando serve e dove serve, con stock personalizzati e monitorati per permettere alle imprese di ridurre consumi e costi.

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Deutsche Bank ritorna all’utile in Italia e riorganizza le attività di banca commerciale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

l percorso di trasformazione delle attività di Deutsche Bank in Italia fa segnare due nuovi importanti passi avanti. Deutsche Bank SpA, la controllata del Gruppo che riunisce buona parte delle attività nel Paese, fa registrare la sua migliore performance annuale dal 2016, chiudendo il 2021 con un ritorno all’utile netto per 36 milioni di euro, a conferma del virtuoso percorso di crescita sostenibile avviato nell’ultimo biennio. Questo risultato rappresenta infatti un deciso miglioramento di circa €54 milioni rispetto al dato del 2020 (quando la perdita si era attestata a €18,3 milioni), conseguito in un perdurante contesto di difficoltà economica e nonostante €59 milioni di spese legate alla trasformazione. A contribuire positivamente sul risultato sono stati in particolare un progresso del margine di intermediazione, che si è assestato a €953 milioni con €56,5 milioni di maggiori ricavi netti, e un miglioramento del costo del rischio di credito, con un decremento di circa €70 milioni degli accantonamenti per perdite sui crediti a €116 milioni (-37,9%). Il bilancio integrale 2021 di Deutsche Bank SpA

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Quasi due terzi degli investitori a livello globale preferiscono utilizzare i fondi attivi per integrare i criteri ESG

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Quasi due terzi (63%) degli investitori preferiscono utilizzare fondi attivi per integrare i criteri ESG, con le azioni (80%) rispetto alle obbligazioni (58%) come classi di attivi più popolari a livello globale per ottenere un’esposizione all’ESG, secondo un nuovo studio globale di Capital Group, tra le società d’investimento più grandi e di maggior esperienza al mondo, con un patrimonio gestito pari a oltre 2700 miliardi di dollari (dati al 31 dicembre 2021), L’ESG Global Study 2022 di Capital Group ha intervistato 1.130 investitori globali istituzionali e wholesale, tra cui fondi pensione, family office e compagnie assicurative, nonché fondi di fondi, banche retail/private e consulenti finanziari, situati in 19 mercati di tutto il mondo. Si tratta del secondo studio annuale che cerca di identificare i fattori chiave che determinano l’integrazione dell’ESG da parte degli investitori e le sfide da affrontare.Le variazioni regionali persistono, ma nel complesso la direzione è quella di un’adozione crescente. L’adozione degli ESG è ormai diffusa, con una percentuale di investitori che implementano l’ ESG salita all’89%, rispetto all’84% del 2021. L’Europa vanta la percentuale più alta (93%), mentre l’Asia-Pacifico ha registrato il maggior incremento di rispetto a qualsiasi altra regione nell’ultimo anno (all’88% dall’81% nel 2021).Tra gli intervistati a livello globale, la soddisfazione delle esigenze dei clienti (27%) e l’impatto positivo (25%) sono le motivazioni più citate per l’adozione degli ESG. Tuttavia, gli investitori nordamericani attribuiscono un peso molto maggiore alla soddisfazione delle esigenze dei clienti (42%), mentre gli investitori europei sono maggiormente spinti dall’impatto positivo (28%). Tra le tre regioni, gli investitori dell’Asia-Pacifico riportano il miglioramento delle performance (21%) come motivo principale per l’adozione degli ESG.L’indagine ha inoltre rilevato che, rispetto a quelli di altre regioni, un numero maggiore di europei considera l’ESG “centrale” nel proprio approccio all’investimento (31% contro il 26% a livello globale), mentre gli investitori del Nord America hanno, rispetto al campione analizzato, la minore fiducia nell’ESG, con meno di uno su cinque che dichiara che l’ESG è centrale nel proprio approccio all’investimento (18%). A livello globale, quasi quattro su dieci (39%) concordano sul fatto che la mancanza di innovazione di prodotto frena, in parte, una maggiore adozione dell’ESG e l’integrazione dell’ESG rimane la strategia di implementazione più utilizzata dagli investitori (59%).

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Tecnologia e La “sfiducia nei dati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Potrebbe compromettere il cambiamento guidato dalla tecnologia. Lo rileva una nuova ricerca di VMware condotta su oltre 6.000 consumatori in Europa, secondo la quale due terzi (66%) dei consumatori europei dichiara di non sapere chi ha accesso ai propri dati personali e come vengano utilizzati. In Italia il dato è leggermente più basso, ma si attesta sul 55%.Eppure, la maggioranza delle persone è ben disposta verso l’innovazione, con il 58% che crede che la tecnologia possa contribuire al progresso digitale del proprio Paese creando nuovi posti di lavoro e generando nuove entrate (il 61% in Italia), e con il 68% (dato identico in Europa e in Italia) che auspica investimenti nell’innovazione tecnologica per rendere il nostro mondo un posto migliore, rispetto al 6% (il 5% in Italia), per esempio, che vuole che si investa in attività come il turismo spaziale.Questo chiaro divario tra l’appetito digitale dei consumatori e la loro fiducia nel modo in cui i dati vengono utilizzati per creare innovazione potrebbe minare il potenziale della tecnologia per migliorare le nostre economie, la società e il Pianeta.

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Polonia: in arrivo i fondi del piano di ripresa e resilienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

La Commissione europea darà il via libera al fondo polacco per la ripresa e resilienza nelle prossime due settimane.Varsavia e Bruxelles sono state bloccate in una lunga disputa sull’indipendenza della magistratura del Paese, che ha ritardato l’approvazione della quota della Polonia nel fondo di recupero pandemico, equivalente a 36 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti. L’UE ha stabilito tre condizioni per l’approvazione: smantellamento di una controversa sezione disciplinare per i giudici; riforma del regime disciplinare; ripristino dei giudici destituiti.In sintesi, le normative polacche sulla magistratura poneva questo ordinamento agli ordini del governo, il che viola le norme comunitarie sulla indipendenza della magistratura. Ora dopo l’accordo, si potranno trasferire i fondi comunitari alla Polonia.Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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La Sapienza apre le porte a studiosi provenienti dai paesi coinvolti nel conflitto ucraino

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

A giugno arriveranno i primi Visiting Professor provenienti dalle zone di guerra che saranno ospitati per quattro mesi nelle strutture dell’università e potranno così continuare a svolgere la loro attività accademica.La Sapienza accoglierà da giugno 25 visiting professor provenienti dai paesi coinvolti nel conflitto ucraino (21 docenti ucraini e 4 docenti dissidenti della Federazione russa). Si tratta di 17 donne e di 8 uomini che saranno ospitati, in base alle discipline di afferenza, presso le Facoltà di Lettere e filosofia, Scienze Matematiche fisiche e naturali, Medicina e odontoiatria, Farmacia e medicina, Medicina e psicologia, Ingegneria civile e industriale, Ingegneria dell’informazione, informatica e statistica e Giurisprudenza. Gli studiosi saranno ospitati grazie a uno stanziamento straordinario per un valore complessivo di € 300.000. L’iniziativa è stata avviata grazie a un bando deliberato dal Cda dell’Ateneo nel mese di marzo che prevedeva il finanziamento di visite per attività di ricerca e/o didattica da parte di docenti in condizione di rischio a causa di conflitti. Il fondo consentirà ai docenti di soggiornare nella capitale per un periodo di quattro mesi avvalendosi di una dotazione pro-capite pari a 12.000 euro. Con l’arrivo dei visiting professor si concretizza la politica di accoglienza e di sostegno della comunità universitaria nei confronti di studiosi provenienti dalle zone di guerra. “È un segnale importante di solidarietà e di impegno della Sapienza – afferma la rettrice Antonella Polimeni – abbiamo deliberato questa iniziativa all’indomani dello scoppio della guerra anche per rafforzare il nostro messaggio di pace, attraverso la ricerca e la conoscenza come strumento di crescita e di unione tra i popoli”.

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Urgenza di un supporto da parte di Banche e Istituzioni al sistema agricolo nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Ai forti aumenti dei costi energetici e del trasporto e ai rincari dei mezzi tecnici (come fertilizzanti e antiparassitari) e delle materie prime si somma l’esposizione finanziaria dei commercianti (stoccatori e rivenditori di mezzi tecnici) rappresentati da Compag che, da sempre e ancor più nella situazione contingente, si trovano a sostenere gli anticipi di credito a vantaggio degli agricoltori. Un’attività creditizia comprensibile e sostenibile se vista in ottica di filiera, ma diventata insostenibile con l’attuale congiuntura dei mercati nazionali, europei e mondiali. Da qui l’appello di Compag a banche e istituzioni affinché supportino concretamente l’operato di attori di filiere agricole fondamentali per l’agroalimentare italiano. “Perché – continua Acciarri – è doveroso un distinguo tra filiere: la situazione attuale ha reso ancora più evidente che vi sono filiere vere, operose e attive, e altre che al contrario sono nate sotto la spinta di aiuti nazionali e che, di fronte a un mercato come quello attuale, vacillano e perdono il legame con la parte agricola che preferisce vendere il prodotto sul mercato.Compag, che rappresenta un settore con un fatturato stimato di circa 3,8 mld di euro e circa 4.000 imprese, ritiene necessario uno sforzo comune della politica e del sistema bancario per evitare che il mercato agricolo nazionale crolli sotto i colpi del caro prezzi e della carenza di materia prima, come già sostenuto lo scorso marzo in occasione del tavolo convocato dal Sottosegretario Centinaio per affrontare la situazione emergenziale relativa ai cereali. Già in quell’occasione la federazione aveva segnalato l’urgenza di lavorare sulla reperibilità dei fertilizzanti (fondamentali per le produzioni per il fabbisogno nazionale), vista anche la chiusura – causa forte aumento dei costi energetici – dello stabilimento del principale produttore italiano di urea a livello UE. Compag aveva proposto al Governo di intervenire in emergenza al fine di rimettere in produzione lo stabilimento italiano, oltre a prevedere dei contributi per rendere accessibile il prezzo dell’urea e a rivedere le limitazioni nell’utilizzo di alcuni fertilizzanti, come i liquami.Come emerso durante il convegno dei DurumDays, la siccità ha compromesso i raccolti delle campagne 2020/21 e 2022/23, per cui gli stock continueranno a restare ai minimi storici. Per questo motivo, a metà maggio 2022 i prezzi del grano duro si aggirano sui 540 €/t, con valori superiori di oltre l’80% rispetto a quelli registrati a maggio dello scorso anno. Le prospettive di riduzione dei prezzi per il grano duro, peraltro modeste, rimangono subordinate ai rischi di ulteriore deterioramento delle produzioni. Difficile, dunque, ipotizzare grandi ribassi dei prezzi, anche per il sostegno che arriva da condizioni sempre più critiche sul generale mercato dei cereali, dove i prezzi record del frumento tenero sono vicini a far da pavimento anche al mercato del frumento duro.www.compag.org

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La cultura dell’acqua in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

“Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non c’è un ecoschema dedicato alle risorse idriche: è questa la palese testimonianza di quanto la cultura dell’acqua sia ancora marginale in un Paese come l’Italia, il cui futuro non può che essere legato ad un modello di sviluppo con il territorio al centro ”: ad evidenziarlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, intervenuto ad un simposio sul tema dei “Nuovi spazi per l’acqua”, svoltosi a Padova in collaborazione con ANBI Veneto ed Università. I corsi d’acqua, ad esempio, non vanno più visti in una sola dimensione. “Ad obbiettivi fondamentali come la riduzione del rischio idraulico e la fornitura d’acqua per l’agricoltura si aggiungono nuovi criteri gestionali, improntati alla tutela della biodiversità ed alla fornitura di servizi ecosistemici, in una parola alla multifunzionalità” spiega Alberto Barausse, docente dell’Università degli Studi di Padova. Una visione d’insieme, che ispira anche la proposta del Consorzio di bonifica Bacchiglione per la realizzazione di bacini d’invaso nel bacino dei Colli Euganei: dalla sicurezza idraulica del territorio all’accumulo delle acque per l’irrigazione, dalla funzione turistico-ricreativa al valore ecologico-naturalistico, fino alla riserva idrica antincendio.A fargli eco da Bologna è Valentina Borghi, Presidente del Consorzio di bonifica Renana: “Occorre che le Istituzioni rispondano positivamente all’esigenza di riqualificare le infrastrutture idrauliche ed irrigue per un futuro sicuro, vivibile e sostenibile.” “A 100 anni dal Congresso, che a San Donà di Piave disegnò la moderna Bonifica, non solo i cambiamenti climatici, ma anche le sfide della transizione energetica rappresentano per le nostre realtà un’altra boa da superare” aggiunge Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI, intervenuto all’inaugurazione delle Officine Nord del centro idrovoro consorziale di Saiarino, nodo idraulico ferrarese, in cui convergono tutte le acque di superficie del bacino del fiume Reno.Al proposito, una concreta esperienza d’innovazione arriva anche dalla Toscana, dove la transizione ecologica del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord, che ha sede a Viareggio, coinvolge anche il lavoro quotidiano degli operai, che da alcuni giorni hanno a disposizione nuovi decespugliatori, soffiatori e motoseghe, alimentati con batterie, che si ricaricano, grazie all’energia verde di pannelli fotovoltaici; così, non si usano più carburanti fossili e quindi non si espellono gas di scarico. In questo modo, l’inquinamento è azzerato ed il lavoro è più salubre e piacevole: i nuovi macchinari, tutti in regola con le normative per la sicurezza, sono infatti anche più leggeri, maneggevoli e silenziosi. Questa scelta rispettosa dell’ambiente è stata avanzata da dipendenti dell’ente consortile, che con questa proposta hanno vinto un concorso di idee, in cui erano stati invitati a suggerire all’amministrazione attività innovative e migliorative da applicare al lavoro. Le batterie degli strumenti, alimentate con energia ricavata da pannelli solari, sono indossabili con un semplice zainetto e hanno un’autonomia paragonabile a quella degli attrezzi a motore a scoppio. I nuovi mezzi sono ora in prova alle squadre operative, che stanno prendendo confidenza con la tecnologia “verde”.

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Decreto Aiuti: Anp-Cia, sostegno necessario a pensionati e famiglie a basso reddito

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Il Decreto Aiuti del Governo contiene misure importanti: un aiuto alle famiglie a basso reddito colpite dall’inflazione e dal caro-bollette e, finalmente, un sostegno ai pensionati alle prese con il rincaro generalizzato dei costi. Così il presidente di Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, Alessandro Del Carlo, commenta il provvedimento pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che prevede un contributo una tantum di 200 euro da erogare in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi e dei pensionati con reddito fino a 35 mila euro annui lordi – calcolati al netto del reddito della casa di abitazione e delle prestazioni assistenziali – oltre alla proroga, anche per il terzo trimestre 2022, del bonus sociale per l’energia, ossia dello sconto previsto per i clienti domestici economicamente svantaggiati e i clienti domestici in gravi condizioni di salute.Si tratta di un aiuto che, in qualche modo, cerca di riequilibrare il reddito disponibile dei pensionati, ridotto da mesi a causa della spirale inflazionistica che ha messo in seria difficoltà migliaia di anziani, soprattutto quelli con assegni al minimo. “Ce lo dicono i nostri associati, soprattutto gli ex agricoltori, le donne, o le persone che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua -sottolinea Del Carlo- e che oggi si ritrovano con assegni mensili parecchio al di sotto dei 780 euro previsti dalla pensione di cittadinanza”. Ecco perché, secondo Anp-Cia, per fronteggiare le conseguenze di pandemia e crisi, oltre a misure una tantum come quelle prevista nel decreto appena pubblicato, bisogna pensare a un aumento degli assegni, con interventi strutturali in primis sulle pensioni basse.Allo stesso modo, occorre intervenire per migliorare la vita dei pensionati incapienti in modo più incisivo rispetto a quanto fatto nell’ultima legge di Bilancio, con cui è stata aumentata solo di poco la “no tax area”, prevedendo nuove misure che consentano anche ai titolari di pensione che non raggiungono la soglia di tassazione di recuperare a detrazione fiscale le spese mediche e sanitarie sostenute nel corso dell’anno. “È urgente restituire sicurezza economica agli anziani -ribadisce Del Carlo- evitando il rischio di povertà e di esclusione sociale”. L’una tantum di 200 euro, ricorda Anp, sarà erogata dall’ente previdenziale, che riconoscerà la somma aggiuntiva con la rata di pensione in pagamento a inizio luglio.

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Fisco. Ricchiuti (FdI): come previsto fallimento recupero Rottamazione ter e saldo e stralcio

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

“Come avevamo ampiamente previsto il tentativo di recuperare i contribuenti non in regola con le rate della Rottamazione ter e saldo e stralcio si sta rivelando un grosso fallimento. Alla scadenza del 9 maggio meno della metà dei contribuenti coinvolti ha scelto di aderire. Alla già scarsa liquidità dovuta alla pandemia hanno contribuito altri scenari che a dicembre, mese in cui fu approvato il decreto nel Sostegni ter non erano presenti e cioè la guerra in Ucraina e gli aumenti a dismisura dei prezzi dei beni di consumo e dei carburanti. Non è difficile intuire che nelle prossime due rate, ovvero quella del 31 luglio e 30 novembre, altri contribuenti decidano di non aderire. Era il motivo per cui il 4 maggio avevamo portato in Aula un ordine del giorno che avrebbe impegnato il governo a varare una nuova pace fiscale con il saldo e stralcio delle cartelle di importo più ridotto, visto che come aveva dichiarato lo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate l’80 per cento delle cartelle è inferiore ai 10.000 euro, e una nuova rottamazione-quater per le annualità 2018 e 2019, al fine di dare un aiuto concreto a famiglie e imprese e sostenere la crescita. Ordine del giorno incomprensibilmente bocciato anche dalla componente del centrodestra al governo. Questa è la dimostrazione pratica di chi vive con i piedi ben piantati nella realtà e di chi vive su un altro pianeta, preferendo lasciare 16 milioni di italiani nelle grinfie del recupero coatto e nel terrore quotidiano del postino o della pec”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile del Dipartimento Imprese e Mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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