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Piccola anatomia della discesa dei mercati finanziari

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

I momenti di discesa dei prezzi, nei mercati finanziari, sono quelli nei quali si costruisce il rendimento. Se non ci fossero queste fasi, di fatto, sarebbe impossibile avere un rendimento dai nostri risparmi. Paradossalmente per la maggior parte degli investitori sono i momenti più problematici, nei quali molti distruggono i propri risparmi con scelte avventate, come quella di vendere proprio nei momenti nei quali i mercati finanziari offrono le migliori opportunità di rendimento futuro. Per imparare a leggere le dinamiche della discesa dei prezzi è fondamentale non farsi distrarre dalle specifiche motivazioni razionali che spingono – apparentemente – gli operatori a vendere. In questa specifica fase i due temi centrali sono la dinamica dell’inflazione collegata alle politiche delle banche centrali e le tensioni geopolitiche collegate al tema dell’energia. I due temi si fondono insieme e generano il timore di una recessione economica. Per questioni di brevità, limitiamoci a parlare dei mercati azionari nel suo insieme, cioè gli indici azionari più diversificati (come lo S&P500 o l’MSCI World). Indici più specifici, come ad esempio il Nasdaq, hanno dinamiche simili, ma con valori amplificati. Per discesa, intendiamo convenzionalmente quella rispetto ai livelli massimi raggiunti nell’ultimo anno. Quando sono nell’ordine del 5%, se avvengono nell’arco di 7-10 giorni, non si devono neppure considerare vere e proprie discese. Sono normali fluttuazioni dei mercati. Ci sono poi le correzioni nell’ordine del 10/15%. Anche queste sono normali e rappresentano occasioni di acquisto all’interno di un ciclo positivo dell’azionario. Occasioni di acquisto non significa che bisogna investire tutto quello potenzialmente destinato all’azionario. Significa che può essere una buona regola iniziare a comprare qualcosa quando c’è una discesa nell’intorno del 15%, sapendo che poi potrebbero esserci ulteriori discese nelle quali saremo pronti a comprare ancora. Ma sapendo anche che questa discesa del 15% potrebbe essere un punto di minimo relativo all’interno di un trend positivo che potrebbe durare ancora anni. Dopo arrivano le vere e proprie discese dei mercati nell’ordine del 20/25%. Qui la cosa inizia a farsi seria. Gli aspetti psicologici diventano predominanti. Il sentimento dominante è la paura. Queste discese sono le più difficili da leggere perché possono essere sia eccellenti occasioni di acquisto che fanno ripartire un nuovo trend, sia una fase di passaggio che porti ai livelli di discese successive. Affinché una discesa del genere si realizzi in genere servono due o tre trimestri. Se capitano discese del genere in poco tempo è probabile che vi sia una ripresa velocissima, oppure significa che è solo un punto di passaggio verso la fase successiva. Il penultimo livello chiave è una discesa superiore ad un terzo rispetto al suo valore massimo. Un percentuale simbolica è il 35%. E’ una forte discesa dei mercati. Questa discese si realizza quasi sempre all’interno di una recessione economica. L’ultimo livello di discesa è quello tra il 40 ed il 50% dell’indice. Si può considerare un tracollo. Avere un’idea delle dimensioni e della durata delle fasi di discesa dei mercati aiuta a non spaventarsi ed a saperle sfruttare. Le discese durano relativamente poco rispetto alle fasi di risalita dei prezzi. Non è importante perché il mercato stia scendendo.Gli investitori non dovrebbero cadere nella trappola di perdere tempo a capire se la discesa sia dovuta all’inflazione, alla guerra, a questo o a quello. In primo luogo non ci facciamo prendere dal panico. Se il portafoglio ha un rendimento negativo per un anno o due, se l’investitore ha fatto bene i conti con il proprio budget ed i propri obiettivi di vita collegati ad esigenze finanziarie, non dovrebbe mai essere un problema. Questi anni di rendimenti negativi sono un po’ come l’inverno per l’agricoltura, servono per consentire ai mercati di continuare a fornire rendimento in futuro. Queste sono le fasi nelle quali si distinguono gli investitori adulti da quelli ancora immaturi. (abstract) Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio http://www.aduc.it

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