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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

“Embargo UE e riaperture in Cina manterranno alti i prezzi del petrolio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

“A causa delle restrizioni in Cina e dei dati economici deboli, che hanno scatenato i timori di una recessione globale, i prezzi del Brent sono scesi a 112 dollari al barile dai 130 dollari registrati nel marzo 2022 (il livello più alto degli ultimi 13 anni); nonostante ciò, prevediamo che i prezzi del petrolio rimarranno in un trend rialzista, con l’UE che potrebbe raggiungere un accordo su un embargo graduale del petrolio russo e la produzione dell’OPEC che in questo momento sta crescendo lentamente. Inoltre, dopo settimane di preoccupazione per il rallentamento della domanda cinese a causa delle restrizioni, la Cina dovrebbe essere sul punto di porre fine ai lockdown. Questo porterà a un aumento della domanda proveniente dalla Cina, restringendo ulteriormente la disponibilità di forniture globali.Nel frattempo, Saudi Aramco ha comunicato un utile netto in aumento di oltre l’80% nel primo trimestre del 2022, una crescita record che ha beneficiato dell’impennata dei prezzi dell’energia. Saudi Aramco ha ora superato Apple come azienda di maggior valore al mondo, con un valore di mercato salito a 2,4 trilioni di dollari. Aramco ha in programma di spendere miliardi di dollari per aumentare la sua capacità di produzione di petrolio da 12 milioni di barili al giorno a 13 milioni entro il 2027. Anche grandi colossi del petrolio come Shell ed Exxon Mobil stanno generando un maggiore flusso di cassa grazie all’aumento dei prezzi dell’energia. Queste società stanno pianificando di utilizzare la liquidità per ridurre il debito e aumentare i buyback di azioni, invece che per spese di esplorazione e altri investimenti. L’aumento dei prezzi del petrolio e la ripresa della domanda sosterranno probabilmente gli utili e i flussi di cassa delle compagnie petrolifere, portando dunque a un aumento dei riacquisti di azioni e dei dividendi da qui a fine anno.L’OPEC ha deciso di aumentare gli obiettivi di produzione di 432.000 barili al giorno per il mese di giugno, attenendosi alla strategia esistente di ridurre gradualmente i tagli all’offerta. Per l’imminente riunione del 2 giugno, è improbabile che l’OPEC+ immetta ulteriore petrolio sul mercato, poiché l’OPEC beneficia degli attuali prezzi elevati del petrolio e molte nazioni non riescono a rispettare la quota di produzione. Un rapporto della stessa OPEC ha rivelato che la produzione è aumentata di 153.000 barili al giorno in aprile, raggiungendo i 28,65 milioni di barili, in ritardo rispetto all’aumento di 254.000 che il gruppo aveva concordato durante la riunione precedente.”

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