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Vaiolo scimmie, come intercettare i casi e come gestirli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

Il vaiolo delle scimmie ha colpito fin qui quattro italiani, di cui 3 a Roma, e 105 persone nel mondo, solo in un caso una donna. Fin qui era nota come malattia endemica africana, ma molto di ciò che sapevamo rischia di essere azzerato, complice forse una variante. Né governo né regioni hanno dettato linee guida per i medici. Fimmg Roma ha inviato degli alert ai medici di famiglia laziali, personalizzati. Tra questi, c’è una scheda che spiega modalità di contagio, sintomi e prevenzione e contiene foto di tipiche eruzioni cutanee: bene distinguerle dalla varicella perché quest’ultima in Italia richiede 5 giorni di isolamento, mentre per il “monkey pox” – più lungo ed impegnativo – le autorità britanniche già ora suggeriscono ben 21 giorni di isolamento. Il medico di famiglia ha l’obiettivo di intercettare i casi e isolarli mettendo in quarantena i contatti stretti. Il virus è affine al vaiolo e dovrebbe esserne protetto chi è stato vaccinato contro quest’ultima malattia; l’antivaiolo è stato obbligatorio fino al 1981, perciò sono da “attenzionare” soprattutto gli adulti dai 40 anni in giù. I sintomi – L’ incubazione può variare da 5 a 21 giorni. Insorgono febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, linfoadenomegalia, brividi, stanchezza. La malattia decorre in una ventina di giorni. L’eruzione cutanea di solito compare da 1 a 5 giorni dopo i primi sintomi prima sul viso, poi altrove, arti e mani inclusi. I punti in rilievo si trasformano in vesciche piene di liquido e alla fine formano croste che poi cadono. L’infezione si auto-limita, ma in Africa sono riportati tassi di mortalità fino al 3% per complicanze (broncopolmonite, encefalite, oculari). L’Istituto Superiore di Sanità ha raccomandato di evitare il contatto con persone con febbre e con “manifestazioni cutanee inusuali”, e in caso di sintomi della varicella restare a casa e rivolgersi al medico di fiducia.Il virus sarebbe trasmissibile non solo da animale a persona ma da una persona all’altra per contatto con lesioni, fluidi corporei, goccioline respiratorie. Sono documentati casi di diffusione attraverso indumenti, lenzuola o asciugamani usati, nonché attraverso la tosse o gli starnuti. Per evitare di contrarre l’infezione, l’alert Fimmg ricorda che bisogna lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone o utilizzare un disinfettante per le mani a base di alcol. E ancora, mangiare solo carne ben cotta, non avvicinarsi ad animali selvatici o randagi, o ad animali che sembrano malati (sullo stesso suolo europeo non si possono escludere contagi “di ritorno”, tra uomo ed animale), e non mangiare né toccare carne di selvaggina. Le agenzie sanitarie europee raccomandano di non avere contatti ravvicinati né condividere lenzuola o asciugamani con persone che non stanno bene e potrebbero avere la malattia. «Fimmg Lazio -conclude Pirro -darà ogni giorno ai colleghi variazioni e informazioni che non sono per il grande pubblico, ma restano in un ambito medico nelle nostre liste wapp e-mail in quanto destinate a continuo scambio e revisione. Analogamente, ci scambieremo informazioni su situazioni specifiche e dubbi diagnostici utili, tra l’altro, a mappare il fenomeno». (fonte: doctor33)

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