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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Allergie alimentari

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Maggio 2022

Le allergie alimentari colpiscono fino al 5% della popolazione adulta, mentre hanno una maggiore incidenza nei bambini, pari al 6-10% nei primi anni di vita. Le allergie alimentari sono legate ad una reazione immunologica verso proteine contenute negli alimenti chiamate allergeni. Nell’adulto l’allergia alimentare più frequente (il 72% delle allergie alimentari primarie in Italia) è dovuta all’assunzione di cibi di origine vegetale come, ad esempio, frutti della famiglia delle Rosaceae, soia, arachide, grano, frutta a guscio, sesamo. Le più frequenti reazioni ad alimenti di origine animale sono, nei bambini, quelle a latte e uova, mentre nell’adulto la forma più frequente è quella verso i crostacei, più raramente a pesci e a carni. I sintomi dell’allergia alimentare possono coinvolgere più organi e apparati con diversi sintomi: orticaria/angioedema, edema delle labbra e della lingua, prurito al palato, nausea, vomito, diarrea e dolori addominali, broncospasmo, tosse, ostruzione nasale e dispnea e fino allo shock anafilattico con ipotensione e perdita di coscienza. La diagnosi dell’allergia alimentare si basa su anamnesi, cutireazioni come, ad esempio, il prick test con estratto o prick by prick con alimento fresco, dosaggio delle IgE specifiche per l’alimento o per le singole molecole allergeniche dell’alimento in questione ed il test di provocazione orale. L’allergia ai crostacei rappresenta la seconda causa di allergia alimentare primaria in Italia (13%) ed esiste una correlazione con la sensibilizzazione agli acari della polvere. Allergia al pesce: è abbastanza rara, ma è importante inquadrarla correttamente per evitare diete di eliminazione inappropriate. Il pesce è un alimento di utilizzo comune in tutto il mondo ed il suo consumo è in costante aumento ma in Italia l’allergia al pesce è rara rispetto a quella verso gli altri allergeni di origine animale.L’allergia primaria all’arachide è una delle principali allergie alimentari nei paesi anglosassoni e nei paesi dell’Europa settentrionale, esordisce in genere nei bambini, può essere responsabile di reazioni gravi e spesso persiste nell’età adulta. In Italia l’allergia primaria all’arachide, legata alla sensibilizzazione a proteine di deposito, è rara, si sviluppa in età pediatrica ed è più frequente nelle regioni del nord rispetto a quelle del centro-sud. I pazienti italiani allergici all’arachide più spesso sono sensibilizzati a panallergeni come la Lipid Trasfer Protein (LTP), presente in molti cibi di origine vegetale e potenzialmente responsabile di reazioni severe, o panallergeni pollinici come Profilina o PR-10 a cui il paziente si sensibilizza attraverso i pollini e che nella maggior parte dei casi causano una sindrome orale allergica (sintomi limitati al cavo orale) solo con l’alimento consumato crudo.

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