Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Ripopolamento foreste marine italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2022

Ha preso avvio a maggio a Capri una nuova iniziativa del team di algologi dell’Università di Trieste – CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare) che si occupa di ripristino ambientale dei fondali marini e che ha coordinato il progetto europeo ROC-POPLife* che ha portato al ripopolamento delle foreste marine nelle aree protette delle Cinque Terre e di Miramare. Le foreste marine, al pari di quelle terrestri, rappresentano uno degli habitat più produttivi e importanti che stanno rapidamente scomparendo in tutto il Mediterraneo. Le cause della loro scomparsa sono molteplici – spesso legate agli impatti antropici a cui si aggiungono i cambiamenti climatici – e la perdita di queste foreste inevitabilmente comporta una perdita critica dei servizi ecosistemici associati come la pesca e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Il metodo sviluppato dall’Università di Trieste è applicato ormai in diverse aree del Mediterraneo e riconosciuto dalla Comunità Europea come buona pratica di riferimento per il restauro marino.Nei prossimi mesi il gruppo di ricerca dell’Università di Trieste sarà impegnato in attività scientifiche di studio e riforestazione dei fondali marini capresi. L’obiettivo è ripristinare la biodiversità dei Faraglioni dopo la desertificazione causato dalla pesca illegale del dattero di mare, attraverso un’azione concreta di restauro ecologico delle “foreste marine”, protette da direttive europee e accordi internazionali. Il progetto mira a innescare e accelerare il processo di mitigazione del danno ambientale causato dalla pesca illegale, che ha trasformato un paesaggio ricco di biodiversità in un deserto biologico, ma anche a tutelare e conservare le foreste marine, ormai in pericolo di estinzione.L’originalità della metodologia di restauro sviluppata dai ricercatori triestini nell’ambito del progetto europeo ROC-POPLife e che rappresenta oggi una buona pratica di riferimento per il Mediterraneo sta nella produzione in acquari di nuove “plantule” da reintrodurre in ambiente marino, senza danneggiare i siti donatori.La prima fase dell’operazione partita la scorsa settimana prevede la caratterizzazione tassonomica delle foreste marine capresi individuando i siti che sono stati maggiormente danneggiati dalla pesca di frodo e più idonei al restauro ecologico. A giugno e luglio, invece, è previsto l’intervento di riforestazione vero e proprio.

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