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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

“GAM: Incertezza sui mercati cinesi, i segnali che indicano un’inversione positiva del trend”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 Maggio 2022

A cura di Wendy Chen, Senior Investment Analyst di GAM Investments. L’anno scorso, con la stretta regolamentare, la Cina ha perso il suo premio per il rischio rispetto ai mercati emergenti per la prima volta dal 2007. Con le preoccupazioni per il coinvolgimento della Cina nel conflitto russo-ucraino, a metà marzo l’indice cinese ha toccato il minimo storico. Tuttavia, questa caduta è stata seguita dal più alto volume di scambi e dal più grande rimbalzo giornaliero per le azioni cinesi, alimentato dal discorso del vicepremier cinese Liu He, che si è espresso sulle principali preoccupazioni dei mercati.Crediamo che le soluzioni proposte da Liu He e dal governo cinese possano essere attuate con diversi gradi di difficoltà. Inoltre, gli Stati Uniti e la Cina stanno lavorando su un piano di coordinamento concreto per la revisione degli American Depository Receipt (ADR). Anche se ciò richiederà una cooperazione internazionale, dal nostro punto di vista, le parole dei regolatori cinesi, relative alla possibilità di revisione dei bilanci della maggior parte delle aziende, è promettente.Un po’ più difficile da risolvere è la crisi diffusa del mercato immobiliare. Infine, crediamo che la questione più difficile da affrontare riguardi la politica Covid. Non stiamo vedendo alcun cambiamento in questo trimestre e ci si vuole assicurare che non ci siano nuove impennate di Covid. Questo è evidenziato dal raddoppio del periodo di lockdown a Shanghai, nonostante l’ovvio impatto economico e l’aumento dei malumori dell’opinione pubblica. Crediamo, quindi, che sia necessario trovare un equilibrio tra il contenimento del Covid e la crescita economica, dato che le varianti si evolvono rapidamente.Dalla seconda metà del 2021, gli shock negativi relativi alla regolamentazione, alla geopolitica e alle relazioni USA-Cina hanno fatto defluire molta liquidità dalle azioni cinesi, spingendo le valutazioni in territorio favorevole. L’impatto macroeconomico e sugli utili aziendali ci porta a pensare che probabilmente le società patiranno ancora nella prima metà del 2022. Verso la fine del primo trimestre del 2022, vediamo, invece, un potenziale abbassamento degli shock normativi e rischi geopolitici attenuati (con la Cina che mostra una posizione neutrale nel conflitto Russia-Ucraina) dopo il discorso di Liu He. Speriamo che le condizioni macroeconomiche e gli utili delle aziende seguano questa tendenza nella seconda metà per creare una posizione più neutrale su tutta la linea. Le relazioni USA-Cina sono ancora difficili da prevedere: molto dipenderà dalla SEC e dalla possibilità che possa eliminare comunque i titoli cinesi dai listini americani. Riteniamo che un calo degli utili societari nel primo trimestre dovrebbe incoraggiare sia le banche centrali sia i regolatori ad essere più proattivi, sperando di portare ad una ripresa di successo.

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