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Obesità: combattere un problema di salute sempre più diffuso

Posted by fidest press agency su domenica, 29 Maggio 2022

A cura di Neil Robson, responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Si stima che l’obesità contribuisca a una morte su 13 in Europa. Tutto questo è accompagnato da un enorme onere finanziario per la società. Secondo le stime dell’OMS, la spesa sanitaria associata all’obesità assomma a 1.200 miliardi di dollari a livello globale. Negli Stati Uniti, stando al CDC, il costo complessivo è pari a 147 miliardi di dollari all’anno e mediamente i costi sanitari per una persona obesa superano di 1.429 dollari all’anno quelli sostenuti per una persona normopeso. La scienza può offrire una speranza? Due società sotto la lente del nostro desk azionario globale, Novo Nordisk e Eli Lilly, ne sono convinte. Entrambe le aziende hanno sviluppato in passato trattamenti per il diabete, uno dei quali inizia ad essere usato anche nella cura dell’obesità. Questo trattamento è basato su agonisti del GLP-1, che imitano l’ormone glucagon-like peptide 1 rilasciato nel corpo dopo aver mangiato, riducendo così l’appetito. Questo induce un senso di sazietà e riduce il consumo di calorie. Originariamente ideati per l’uso da parte dei prediabetici allo scopo di rallentare il progresso verso la dipendenza dall’insulina, oggi si cerca di sfruttare il potenziale di questi farmaci nell’affrontare il più ampio problema dell’obesità. Vi sono anche indicazioni che, per ripristinare correttamente l’organismo e impedire al paziente di riacquistare peso, il periodo di trattamento dovrebbe essere portato a due anni, quindi ci aspettiamo che vengano prodotte evidenze sulla durata ottimale della cura. Benché gli americani paghino un prezzo più alto per i farmaci, secondo una stima approssimativa il mercato globale dovrebbe essere pari al doppio di quello statunitense; le potenziali cifre sono dunque molto elevate e servirà un decennio perché diventino realtà. Ad entusiasmarci è il fatto che, in un mercato in crescita e potenzialmente molto grande, il bisogno sarà inizialmente soddisfatto con un farmaco per il diabete già esistente, per cui è probabile che le efficienze di produzione favoriscano un miglioramento dei margini di profitto. Nel mio caso, tuttavia, si pone una domanda difficile: con un BMI che si aggira intorno a 30, devo tornare alla dieta Keto o aspettare che la scienza medica venga in mio soccorso? Una perdita di peso del 15-20% è qualcosa a cui molti di noi aspirano, come dimostrano i cinque milioni di libri a tema dieta venduti ogni anno negli Stati Uniti. Fonte: http://www.columbiathreadneedle.it

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