Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Senza personale la Sanità pubblica muore

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2022

Il cortocircuito che si sta abbattendo sulla sanità pubblica attraverso il combinato disposto di assenza di medici e infermier grazie ad una programmazione della formazione universitaria miope e politicamente colpevole, di carenza di posti letto, di bassi stipendi, di tetto alle spese del personale, di acuirsi delle disuguaglianze dovute alla regionalizzazione del sistema, rischia di rendere irreversibile il processo di smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale. Il personale, in particolare medici e infermieri, è ridotto all’osso, tanto che le ferie – dopo oltre due anni di lavori forzati a causa della pandemia, possono essere garantite solo attraverso la chiusura di interi reparti e a ulteriore discapito dei cittadini. E non va meglio alle altre professioni sanitarie. Le regioni del Nord, che hanno possibilità di spesa, non trovano personale da assumere e i reparti si svuotano; le regioni del Centrosud hanno migliaia di precari che non possono assumere perché non hanno i soldi per farlo.Inoltre i pochi, insufficienti, neolaureati scelgono spesso di andare a lavorare all’estero, nel Nord Europa, dove gli stipendi sono di gran lunga più dignitosi e la funzione sociale non squalificata come in Italia, dove “gli eroi” subiscono migliaia di infortuni l’anno a causa di violenze, aggressioni e minacce da parte di una cittadinanza esasperata da tempi d’attesa biblici. Sono più di 12 mila gli infortuni denunciati all’Inail tra il 2016 e il 2020, ma parliamo ovviamente solo della punta dell’iceberg, perché il grosso resta sommerso.Il taglio dei posti letto e la chiusura di interi ospedali, rispettivamente quasi 50 mila posti letto e circa 200 ospedali solo nel periodo 2007/2017, secondo l’annuario statistico del SSN, completa il quadro di una sanità pubblica in coma irreversibile.È facile in fondo: basterebbe avere la volontà di investire subito nella Sanità pubblica almeno l’equivalente di quanto il governo Draghi ha deciso di concedere, nonostante la contrarietà popolare, per l’invio delle armi da guerra in Ucraina. Più ospedali pubblici, più posti letto, abolizione del numero chiuso nelle Università, investimenti in prevenzione e cure territoriali, ripubblicizzazione delle cure riabilitative, alzare i salari. Non esistono altre ricette!

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