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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Efficienza energetica nell’industria, gli investimenti 2021 crescono dell’8%

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2022

Nel 2021 in Italia gli investimenti per l’efficienza energetica in ambito industriale hanno raggiunto i 2,2 miliardi di euro, quasi totalmente (90%) per tecnologie hardware e solo in minima parte per soluzioni digitali e software. Si tratta di un 8% in più rispetto all’anno precedente, ma è difficile parlare di ripresa, visto che il 2020 aveva fatto registrare risultati particolarmente negativi (-19,6%) e che l’inversione di tendenza non è stata sufficiente a riportare i valori ai livelli pre-pandemici (peraltro già in frenata dopo il boom del biennio 2015-17) a causa di diversi fattori normativi e di mercato. Infine, l’ultimo trimestre del 2021 è stato investito dalla forte crescita dei prezzi delle commodities, a cui non è però corrisposto un aumento degli investimenti in efficienza energetica. Sono alcuni dei risultati contenuti nel Digital Energy Efficiency Report 2022 redatto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano e presentato questa mattina nell’ambito di un convegno a cui hanno preso parte, in tre diverse tavole rotonde, anche le numerose imprese partner della ricerca. L’aumento più sensibile all’interno delle tecnologie hardware (+8,4% di investimenti in totale) riguarda la cogenerazione (+21%), seguita dall’illuminazione efficiente (+8%) che però è ancora ben lontana dal colmare il -21% registrato nel 2020 rispetto al 2019. Le soluzioni digitali, invece, sono cresciute appena del 4% e quasi la metà degli investimenti (74 milioni di euro, pari al 47%) ha riguardato i sistemi di raccolta e monitoraggio dei dati energetici di processo. Gli stanziamenti del PNRR potrebbero contribuire a invertire la rotta? “Purtroppo l’efficienza energetica nel comparto industriale è la Cenerentola del Piano nazionale di ripresa e resilienza – commenta Federico Frattini, vicedirettore dell’Energy&Strategy e responsabile dell’Osservatorio DEER – e i fondi che le sono stati destinati sono decisamente esigui rispetto a quelli indirizzati ad altri settori. Le motivazioni possono essere diverse: fattori di carattere strategico, come la scelta di incentivare maggiormente l’installazione di impianti da fonti di energia rinnovabile per andare incontro agli obiettivi di decarbonizzazione imposti dalle direttive europee; oppure fattori legati alle caratteristiche intrinseche del parco edilizio ad uso civile, che essendo più arretrato rispetto a quello industriale è oggetto della maggior parte dei fondi per la riqualificazione degli edifici. Tuttavia, il processo di digitalizzazione delle imprese gioca un ruolo fondamentale per raggiungere qualunque obiettivo nell’ambito della transizione ecologica e dunque abbiamo ragione di ritenere che, superata l’attuale fase emergenziale, gli investimenti in chiave industriale saranno trainati dai fondi per il Piano Transizione 4.0”.In continuità con il triennio 2018-2020, le maggiori diffidenze sono legate agli eccessivi tempi di ritorno degli investimenti e all’incertezza del quadro normativo, ma nelle PMI si registra anche una mancanza di consapevolezza da parte del top management. Quasi il 90% delle imprese afferma che il rincaro dei prezzi dell’energia porterà a un incremento, nell’immediato o nel prossimo futuro, degli investimenti in efficienza energetica, soprattutto su tecnologie – illuminazione, inverter, motori elettrici, aria compressa – relative al processo produttivo. Quanto alle ESCo, si registra un rallentamento nella crescita, soprattutto rispetto al biennio 2017-2018: nel 2021 quelle certificate sono aumentate di appena 2 unità. Il 36% afferma di avere lo stesso numero di dipendenti del 2020, e una identica quota di averlo aumentato del 10% o più. Tuttavia, la maggioranza del campione (52%) dichiara un fatturato a fine 2021 accresciuto di oltre il 10% (anche l’Ebitda, nel 54% dei casi), a fronte di un 19% che ha subìto una diminuzione nei ricavi (il 14% di oltre il 20%). Emerge quindi un quadro sostanzialmente positivo che conferma il percorso di ripartenza intrapreso dal settore dell’efficienza energetica industriale nel corso del 2021, atteso in ulteriore crescita nel 2022.

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