Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Archive for 16 giugno 2022

GAM: Commento post-Fed

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Commento a cura di Charles Hepworth, Investment Director di Gam. Nella sua ultima battaglia contro lo spiritello di un’inflazione per lo più trainata dall’offerta, la Federal Reserve ha ipotizzato che un rialzo dello 0,75% avrebbe riequilibrato la volatilità del mercato, divenuta rapidamente troppo elevata. L’assunto che un tale aggressivo shock di rialzo dei tassi riporti la Fed quantomeno sulla curva, se non addirittura in anticipo, è discutibile: il mercato crede che sia ancora molto indietro rispetto alla curva.Ora si potrebbe affermare che la Fed sembri disperata, quando solo un mese fa lasciava intendere che lo 0,5% sarebbe stato sufficiente. Uno 0,25% in più significa così tanto? Sì, perché se il messaggio che la Fed ha cercato di trasmettere ora non può essere preso completamente sul serio, allora l’unico esito possibile è un’ulteriore volatilità: il mercato è ora in grado di prezzare le conclusioni della Fed. I dot plot hanno mostrato degli aumenti: è atteso almeno un altro rialzo dell’1,75% prima della fine dell’anno con i tassi al 3,4% rispetto all’1,9% previsto per la fine dell’anno soltanto tre mesi fa.Anche le previsioni di crescita sono state modificate in modo consistente, con una crescita attesa dell’1,7% per quest’anno, rispetto al 2,8% previsto a marzo. Una Fed che opera aggressivamente rialzi dei tassi cercando di recuperare di fronte a un’economia in rallentamento rappresenta un percorso di politica monetaria piuttosto singolare. La buona notizia è che il mercato, ormai in territorio ribassista, ha prezzato ciò che la Fed non sembra aver fatto. Gli utili devono solo reggere relativamente bene da qui in avanti, ora che una contrazione multipla si è già manifestata: purtroppo, però, rimane proprio questa la grande incognita.

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Roma: Incendio Tmb Malagrotta ed è già emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

“Come fu per gli incendi al Tmb Salario e a quello di Rocca Cencia, il rogo al Tmb di Malagrotta – anche questo probabilmente di origine dolosa – rischia di mettere in ginocchio la raccolta dei rifiuti a Roma. La situazione desta notevole preoccupazione: è già allarme diossina e il sindaco ha dovuto chiudere gli asili nel raggio di 6 chilometri. E’, insomma, doppio allarme: per la salute dei cittadini e per la questione ambientale collegata alla raccolta dei rifiuti. Quando divamparono le fiamme nel Tmb Salario a dicembre 2018, fu tutta una gara a chi scagliava per primo la pietra contro l’allora amministrazione Raggi: dandoci degli inetti, degli incapaci. Purtroppo oggi la storia si ripete: ma noi non faremo come loro, noi non getteremo la croce sull’attuale amministrazione, anzi ci rendiamo disponibili a cooperare per superare quanto prima l’emergenza. L’unica questione che ci sta a cuore è ora quella del ripristino dello stato dei luoghi, della salubrità della zona e soprattutto ci interessa capire come verrà ottimizzato lo sbocco della raccolta: sono proprio situazioni come queste che ci fanno capire quanto sia dannoso e pericoloso per la salute della cittadinanza costruire su un territorio già così vessato, quale è quello del XIII Municipio, il biodigestore anaerobico di Casal Selce. Servono soluzioni sostenibili e di buon senso, e servono subito: la giunta Gualtieri sul versante rifiuti non sta facendo proprio nulla nonostante abbiamo lasciato un piano industriale approvato e già finanziato con 340 milioni di euro, e la situazione per la Capitale non si sta mettendo affatto bene”. Così in una nota congiunta i consiglieri capitolini Daniele Diaco (M5S) e Antonio De Santis (Civica Raggi).

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Mancano materie prime: difficoltà per la produzione industriale italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

L’Italia è a rischio approvvigionamento di materie prime critiche (CRM – Critical Raw Materials) essenziali per lo sviluppo di settori ritenuti strategici per l’economia del Paese. La produzione industriale italiana dipende, infatti, per 564 miliardi di euro (pari a circa un terzo del PIL al 2021) dall’importazione di materie prime critiche extra-UE. Uno scenario aggravato anche dall’attuale contesto di conflitto russo-ucraino in quanto l’Italia risulta esposta verso la Russia per materie prime critiche che entrano nella produzione di quasi 107 miliardi di euro, legati alla fornitura di Palladio (35%), Rodio (33%), Platino (28%) e Alluminio primario (11%). È quanto emerge dallo studio di The European House – Ambrosetti, commissionato da Erion – il più importante Sistema multi-consortile italiano di Responsabilità Estesa del Produttore per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici – che per la prima volta ha mappato tutti i settori industriali nei quali tali materie prime sono coinvolte. Nello specifico, nel nostro Paese, ben 26 CRM su 30 sono indispensabili per l’industria aerospaziale (87% del totale), 24 per quella ad alta intensità̀ energetica (80%), 21 per l’elettronica e l’automotive (70%) e 18 per le energie rinnovabili (60%). Un settore, quest’ultimo che con la transizione ecologica ed energetica è destinato a forti potenziali di crescita della domanda di materie prime critiche, essenziali allo sviluppo dell’industria dell’eolico, del fotovoltaico e della mobilità elettrica. Non è solo l’Italia, ma l’intera Unione Europea – dove le materie prime critiche contribuiscono alla generazione di oltre 3 trilioni di euro – a dipendere da Paesi terzi per l’approvvigionamento. La Cina è di fatto il primo fornitore di materie prime critiche in Europa (44% del totale) e principale esportatore dell’UE di terre rare (98% del totale); proprio quest’ultime, che contribuiscono alla generazione di quasi 50 miliardi di euro della produzione industriale italiana, hanno visto crescere tra il 2017 e il 2020 il rischio di fornitura di quasi 1 punto. Si tratta di un primato che la Cina detiene anche a livello mondiale (66% del totale), superando di quasi 4 volte le quote di Sud Africa (9%), Repubblica Democratica del Congo (5%) e Stati Uniti d’America (3%), che insieme arrivano al 17%. Secondo lo Studio, se l’Italia raggiungesse il tasso di riciclo dei best performer europei (70-75%), si potrebbero recuperare 7,6 mila tonnellate di materie prime critiche, pari all’11% di quelle importate dalla Cina nel 2021. Al contrario, con l’attuale tasso di riciclo, al 2025 non sarebbero recuperati circa 280 mila tonnellate, pari ad una perdita di 15,6 mila tonnellate di materie prime critiche. L’aumento del tasso di riciclo dei RAEE genererebbe, inoltre, notevoli benefici ambientali, con una riduzione di quasi 1 milione di tonnellate di CO2, che si tradurrebbero in benefici sociali per la comunità quantificabili in circa 208 milioni di euro. Infine, la maggiore disponibilità di materie prime critiche a sostegno dell’intera economia del Paese ridurrebbe il costo delle importazioni, generando un vantaggio economico pari a quasi 14 milioni di euro. Nel dettaglio, per centrare gli obiettivi di raccolta dei RAEE, lo Studio suggerisce di agire su tre dimensioni: normativa – adeguamento della disciplina di raccolta dei prodotti tecnologici per ampliare i canali di conferimento dei RAEE di piccole dimensioni e pile -, volumi – incentivazione di meccanismi di raccolta, sviluppo di “ecopoint” diffusi sul territorio e creazione di meccanismi di controllo a contrasto ai flussi paralleli– e, infine, impiantistica – semplificazione delle procedure autorizzative (in media oggi la realizzazione di un impianto richiede 4,3 anni), così da garantire tempi certi di esecuzione anche attraverso l’adozione di modelli per favorire una «gestione del consenso» sul territorio, oltre a un incremento della capillarità dei centri di raccolta, oggi distribuiti territorialmente in modo disomogeneo. (abstract by secnewgate.it,www.secrp.com)

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FED: l’aumento dei prezzi fa più paura dei rialzi nei tassi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Giorgio Broggi, Quantitative Analyst di Moneyfarm, ha commentato: “La conferenza della Fed ha evidenziato la debolezza della forward guidance degli ultimi mesi e forse parzialmente indebolito la sua stessa credibilità. Sebbene a maggio Powell avesse fondamentalmente escluso un aumento dei tassi da 75 bps, gli ultimi dati sull’inflazione (8.6% annuale a maggio), più alti delle attese, e le aspettative dei mercati hanno forzato una retromarcia, con appunto un aumento di tre rialzi ad oggi, pur accompagnata da commenti sull’eccezionalità della misura. Sembra che i leggendari Bond Vigilantes siano ufficialmente tornati, pronti a vendere bond aggressivamente e forzare le Banche Centrali ad agire con decisione per combattere l’inflazione. In tale contesto, l’aumento dei prezzi inizia a far più paura rispetto ad ulteriori rialzi nei tassi, con l’azionario che ha reagito inizialmente negativamente alla decisione, ma si è mantenuto in positivo (alle 20.00 del 15 giugno).Infatti, sebbene la decisione certamente indebolisca ancor di più le condizioni finanziarie, e di conseguenza peggiori le attese di crescita, l’ulteriore rialzo dei tassi e l’ancoraggio delle aspettative di inflazione suggeriscono che potremmo essere vicini alla fine della dolorosa transizione della politica monetaria a cui abbiamo assistito da inizio anno. In questo senso gli investitori potranno quantomeno aspettarsi un regime di mercato più normale, nel quale la correlazione tra ritorni di azionario e obbligazionario dovrebbe iniziare a diminuire e il focus si dovrebbe, seppur lentamente, spostare di nuovo su crescita, profittabilità aziendali e valutazioni”.

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PIMCO: Commento in reazione al meeting della FED

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

A cura di Allison Boxer, US Economist di PIMCO. Una riunione storica del FOMC ha portato a un rialzo dei tassi di 75 punti base e a una revisione del dot plot che suggerisce che l’aggressivo inasprimento della politica monetaria continuerà probabilmente nelle prossime riunioni. Le revisioni delle previsioni di crescita e del tasso di disoccupazione contenute nel Summary of Economic Projections (SEP) lasciano intendere che la Fed sta iniziando a riconoscere che un percorso più rapido di inasprimento della politica monetaria andrà a scapito di una crescita più lenta e di un aumento della disoccupazione. La Fed prevede ora una crescita del PIL statunitense pari all’1,7% nel 2022 e nel 2023, in netto calo rispetto al 2,8% e al 2,2% rispettivamente. Anche la disoccupazione dovrebbe salire rispetto ai livelli attuali. Il dot plot mostra che la Fed è unanime nel ritenere che il tasso sui fondi debba superare le stime di neutralità entro la fine dell’anno. Ma solo pochi membri si aspettano che i tassi raggiungano un picco significativamente superiore a quello già prezzato dai mercati.

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GAM: Commento post-BCE

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Commento a cura di Charles Hepworth, Investment Director di Gam. In risposta allo scoppio al rialzo dei rendimenti delle obbligazioni italiane e di altri paesi periferici, la riunione d’emergenza della BCE di ieri ha avuto le sembianze di una gestione inadeguata di una crisi. Nella dichiarazione rilasciata dopo la riunione, il Consiglio direttivo ha dichiarato che verranno implementati gli sforzi per realizzare un nuovo strumento anti-frammentazione. Come già accaduto in passato, si tratta di una risposta tardiva a un problema che non accenna a diminuire. Una correzione in itinere della rotta, per la BCE, non è qualcosa di rapido; tuttavia, riconoscere finalmente il problema può rappresentare un passo in avanti. Come minimo, dovremo attendere i dettagli più precisi nonché l’attuazione concreta il mese prossimo affinché gli investitori obbligazionari riescano a mantenere i nervi saldi.

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Conferenza stampa di presentazione della mostra fotografica Civilization

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Forlì venerdì 24 giugno ore 11,30 Sala del Refettorio dei Musei di San Domenico Piazzale Guido da Montefeltro 12. Dal 17 settembre 2022 all’8 gennaio 2023 ai Musei San Domenico di Forlì Trecento immagini di oltre centotrenta fotografe e fotografi provenienti dai cinque continenti sui temi del presente e del futuro del mondo.Interverranno: Maurizio Gardini, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Gianluca Zattini, sindaco di Forlì, Gianfranco Brunelli, vicepresidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Monica Fantini, coordinatrice dell’edizione italiana della mostra e curatrice del progetto Buon Vivere, Holly Roussell e William A. Ewing, curatori della mostra, Fabio Lazzari e Walter Guadagnini, coordinatori dell’edizione italiana della mostra.CIVILIZATION è una mostra co-prodotta dalla Foundation for the Exhibition of Photography (Minneapolis, New York, Parigi, Losanna) e dal National Museum of Modern and Contemporary Art of Korea di Seoul e promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì e realizzata da Civitas Srl.

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FEST – Festival del teatro nella Sanità

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Napoli venerdì 17 giugno 2022, Inizio spettacoli ore 21.00, biglietti euro 15 nel Chiostro della Basilica di Santa Maria della Sanità, FEST – Festival del teatro nella Sanità, a cura di Mario Gelardi (Nuovo Teatro Sanità), Luigi Marsano (I Teatrini) e Alfredo Balsamo (Teatro Pubblico Campano) nell’ambito del progetto Campaniaè, promosso dall’Agis e dalla Regione Campania.Per un mese, fino a sabato 16 luglio, il Rione Sanità diventerà un teatro a cielo aperto, protetto dalle mura di due luoghi storici e simbolici del quartiere che ospiteranno la programmazione: il monumentale Chiostro della Basilica di Santa Maria della Sanità, proprio sotto il ponte della Sanità, che con la sua bellezza accoglie e protegge la popolazione del quartiere, e (dal 7 luglio) il Giardino dell’ex Educandato femminile della Chiesa di Santa Maria de’ Miracoli, sede della Ludoteca. L’inaugurazione, venerdì 17 giugno alle ore 21.00, nel Chiostro della Basilica di Santa Maria della Sanità è affidata a Peppe Servillo accompagnato dal chitarrista Cristiano Califano con Il resto della settimana dall’omonimo testo di Maurizio de Giovanni. A Napoli il tempo si ferma tra una domenica pomeriggio e l’altra, quando la città si raccoglie intorno ad un pallone e le differenze sociali sbiadiscono fino a scomparire. Sabato 18 giugno, Mario Gelardi porta in scena, in prima assoluta, Viviani Sanità – La musica dei ciechi, poesia, musica e teatro di Raffaele Viviani, con Eleonora Fardella, Carlo Geltrude, Davide Mazzella, Gaetano Migliaccio, Gianluigi Montagnaro, Antonio Turco, Carlo Vannini. La musica, la poesia e il teatro, tre modi per raccontare il mondo di Raffaele Viviani. Lo spettacolo, diviso in due parti, dedica la prima alla musica e alla poesia di Viviani, attraverso alcune delle sue opere più celebri. La seconda parte vuole raccontare il teatro del drammaturgo stabiese attraverso una delle sue opere più strazianti, La musica dei ciechi.Marco Polo, il concerto di Alessio Arena accompagnato da Arcangelo Michele Caso, Giuseppe Spinelli, Antonio Esposito, Raimondo Esposito e Raffaele Vitiello, chiuderà, domenica 19 giugno, il primo weekend di programmazione. Marco Polo, ultima fatica discografica dell’artista, è un viaggio in musica che si apre alle sonorità del mediterraneo contemporaneo, partendo dalla canzone italiana verso l’ibridazione con stili come il fado, il bolero, il tango. http://www.festivalteatrosanita.it

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Pnrr: Fp Cgil: confronto con istituzioni Italia e Spagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Roma 22 giugno Palazzo Mattei in via Caetani dalle ore 9 alle ore 17.30 iniziativa su Ngeu per Pa. La progettazione in Italia, Spagna, Francia e Portogallo nell’ambito della innovazione organizzativa e digitale della Pa: riforme, partecipazione sindacale, qualità del lavoro e dei servizi pubblici’. Un’iniziativa che vedrà la partecipazione di sindacati spagnoli, portoghesi, francesi e della federazione europea dei servizi pubblici, della Cgil, insieme a un confronto con le istituzioni italiane e spagnole, ovvero il Ministero della Pubblica Amministrazione e il Ministero de Politica Terrritorial e Función Pública. Una importante occasione di confronto sulle riforme nazionali di innovazione della pubblica amministrazione e la partecipazione sindacale in relazione ai fondi di Next generation eu. La giornata si articolerà in due momenti, la mattina sarà dedicata alle programmazioni nazionali a confronto tra proposte e innovazione, dal punto di vista della qualità del lavoro e dei servizi, con la partecipazione di: José Abraão (segretario generale Sintap, Portogallo), Julio Lacuerda (segretario Generale Ugt Fesp, Spagna), Julien Morcrette (segretario nazionale Cfdt Interco, Francia), Juana Olmeda (segretaria generale Ccoo Fsc, Spagna), Natacha Pommet (segretaria generale Cgt services publics, Francia), Pablo Sánchez Centellas (segretariato Epsu, Federazione Europea dei sindacati dei servizi pubblici) e Serena Sorrentino (segretaria generale Fp Cgil, Italia).Nel pomeriggio ci sarà un confronto con le istituzioni nazionali e interverranno il capo di Gabinetto del Ministero della Pubblica Amministrazione, Marcella Panucci, e la Segretaria di Stato della Funzione Pubblica Spagna, Lidia Sánchez Milán. I lavori saranno conclusi dalla segretaria confederale della Cgil Nazionale, Tania Scacchetti. La giornata è inserita tra gli eventi principali delle celebrazioni del sindacato Europeo Epsu per la giornata internazionale dei servizi pubblici.

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Digitalizzazione della PA e delle imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

“FDI è da sempre in prima linea per la digitalizzazione della PA e delle imprese. L’utilizzo di pratiche scorrette nel contesto dei software del cloud mina non solo l’adozione da parte delle aziende, colpendo il tessuto produttivo nazionale, ma anche l’innovazione nazionale. Sappiamo che il 60% delle PMI ha adottato servizi cloud, in particolare sotto la pandemia, ma sappiamo anche come quasi 1 impresa su 4 abbia avuto un contatto, diretto o indiretto, con fenomeni quali termini di licenza software poco chiari causando un netto aumento dei costi. Da una ricerca appare che circa 10mila imprese nazionali della tecnologia dell’informazione siano impattate nella propria crescita dalle pratiche scorrette. Particolarmente rilevanti in questo contesto risultano essere le pratiche riguardanti la stesura delle licenze con cui i provider cloud offrono software aggiuntivi con cambiamenti in corso d’opera, come i termini delle licenze. Tali dinamiche rischiano di determinare uno svantaggio per gli operatori di dimensioni minori, data la composizione del mercato sia italiano, sia europeo – formati per la stragrande maggioranza da PMI soprattutto locali e minare la spinta all’innovazione tecnologiche. E’ necessaria una sistematizzazione del quadro normativo italiano nella direzione di una tutela dei provider minori e attivi sul versante dell’infrastruttura cloud. Una tutela che appare fondamentale per non ostacolare lo sviluppo di un mercato ed una tecnologia cruciale per la Nazione, proprio già nel vettore del DDL Concorrenza. Come forza politica, inoltre, passando alla dimensione sovranazionale abbiamo sostenuto con forza il nuovo pacchetto del Digital Market Act per evitare l’accumulo di influenza delle grandi aziende multinazionali, i “gatekeeper”, e su cui abbiamo proposto appunto deroghe per le PMI. Le pratiche scorrette rischiano di consolidare il potere di pochi giganti del digitale, a discapito dell’economia del digitale nazionale ed europea. Ne va della competitività europea e, di conseguenza, della sovranità digitale nazionale.” Così il responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia, deputato Federico Mollicone.

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Allarme caldo africano con punte di 38-40 gradi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

L’estate non è ancora iniziata, ma sul fronte caldo è già allarme. Dopo una breve tregua, da venerdì di questa settimana gli esperti prevedono una vera e propria fiammata africana che porterà nel nostro paese punte di 38-40 gradi. Il Ministero della Salute ha già attivato, come ogni anno, il suo sistema di rilevazione delle ondate di calore per tenere i cittadini aggiornati sulle giornate ad alto rischio. Ecco il link per consultarlo: https://www.salute.gov.it/portale/caldo/bollettiniCaldo.jsp?area=emergenzaCaldo&id=4542&lingua=italiano&menu=vuoto. E’ fondamentale per la sicurezza di tutte le persone più vulnerabili, monitorare costantemente il bollettino del Ministero per essere aggiornati sulla situazione nella propria città. Il primo consiglio è quindi quello di consultare quotidianamente il bollettino e correre ai ripari con le dovute accortezze nel caso di giornate a rischio. E affidarsi ai consigli del Decalogo salva-vita di Senior Italia FederAnziani, ovvero: 1) Non uscire nelle ore più calde della giornata, ovvero dalle 12 alle 17. 2) Bere almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno, in modo da reintegrare le perdite quotidiane di sali minerali. Evitare bevande alcoliche, gassate, troppo zuccherate e troppo fredde. Non eccedere con caffè o tè. 3) Consumare pasti leggeri. Preferire pasta, frutta, verdura, gelati alla frutta. Evitare cibi grassi e piccanti. 4) Arieggiare l’ambiente dove si vive, anche con l’uso di un ventilatore, evitando di esporsi alla ventilazione diretta. 5) Tenere il capo riparato dal sole. 6) Indossare abiti leggeri, non aderenti, di colore chiaro e tessuti naturali perché le fibre sintetiche ostacolano il passaggio dell’aria. 7) Non esporsi al sole in modo prolungato. Se, in seguito a un’eccessiva esposizione, dovesse insorgere mal di testa, fare impacchi con acqua fresca per abbassare la temperatura corporea. 8) Non restate all’interno di automobili parcheggiate al sole. 9) Non interrompere le terapie mediche, né sostituire i farmaci che si assumono abitualmente, di propria iniziativa. Consultare sempre il medico per ogni eventuale modifica delle cure che si stanno seguendo. 10) Se è possibile, è consigliabile andare in vacanza in località collinari o termali. E infine, l’undicesima e non meno importante regola rivolta ai familiari, amici, figli, nipoti dei nostri insostituibili ‘nonni’: “Non lasciateli soli!”, è l’invito del Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “State vicino ai nostri senior.

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L’automazione crea lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Dal 29 agosto al 12 ottobre, nella sede Michelin di Cuneo, avrà luogo il corso di specializzazione “Manutentore di automatismi” finalizzato all’inserimento lavorativo. Experis Academy, il Training Provider di ManpowerGroup Italia che forma i migliori talenti nelle specializzazioni oggi richieste dall’Industria 4.0 e dal settore IT, lancia in partnership con Michelin la terza edizione del corso di formazione professionalizzante «Manutentore di automatismi». Il percorso, che nasce dall’esigenza di sviluppare la professionalità del manutentore nelle aree industriali manifatturiere e di processo – sia direttamente, sia come fornitore di servizi – svilupperà i contenuti di ordine teorico e metodologico per la formazione di specialisti di manutenzione elettrica, pneumatica e meccanica, con particolare focus su automatismi e controllori programmabili. Anche grazie alle risorse del PNRR, oggi si registra un aumento esponenziale della domanda di profili nell’area Industria 4.0, sia in ambito tecnico/ingegneristico, sia in ambito più specificatamente produttivo. Le previsioni sull’occupazione -secondo la survey ManpowerGroup Employment Outlook- prevedono una crescita del 23% in Italia per il prossimo trimestre, e +25% per il Nord Ovest. La difficoltà di reperire talenti rimane tuttavia ancora molto alta. Secondo i dati della ricerca di ManpowerGroup sul Talent Shortage, le aziende che in Italia dichiarano la carenza di talenti sono il 72%. Tra le varie skills, quelle più difficili da trovare secondo i datori italiani sono proprio nel settore manifatturiero.La partnership tra Michelin, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di pneumatici, ed Experis Academy, nasce per offrire un corso realmente innovativo e professionale ai candidati e rispondere in modo pragmatico a questa crescente richiesta di competenze altamente qualificate.Il programma formativo è rivolto a 12 giovani o adulti in cerca di occupazione e in possesso di diploma tecnico-scientifico e si terrà dal 29 agosto al 12 ottobre, per 240 ore complessive (lezioni dal lunedì al venerdì), presso la sede Michelin dello stabilimento di Cuneo, il più grande sito europeo Michelin per la produzione di pneumatici vettura. Il corso è a numero chiuso. I limitati posti a disposizione verranno assegnati a seguito di selezione tecnica, motivazionale, attitudinale. La partecipazione al programma formativo è propedeutica al rapido inserimento nel mondo lavorativo. Per i partecipanti è prevista un’indennità di partecipazione, oltre alla totale gratuità del corso.“Di fronte alla crescita della domanda di profili specializzati in ambito industria 4.0. da parte delle imprese del territorio cuneese, la partnership tra Experis Academy e Michelin si pone l’obiettivo di colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro” dichiara Claudia Cattaneo, Head of Experis Academy. “Grazie ai nostri corsi di formazione sarà possibile introdurre nuovi talenti e professionalità necessarie per promuovere ulteriormente la competitività delle imprese del territorio”.

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La Comunità di Sant’Egidio non interrompe la sua presenza accanto ai poveri

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Estate 2022. Continua la distribuzione della cena itinerante ai senza dimora, tenendo aperte le mense e i centri di aiuto, ma propone anche un tempo di vacanza. È la #santegidiosummer che sarà vissuta all’insegna dell’amicizia e della solidarietà, dopo oltre due anni di pandemia e ora la guerra in Ucraina.A partire dalla seconda metà di giugno, come ogni estate, apriranno le Summer School, centri estivi didattici, gratuiti e su base volontaria, sparsi in tutta Italia e rivolti principalmente ai bambini delle periferie, ai quali quest’anno si aggiungeranno i bambini ucraini, profughi della guerra e accolti dalla Comunità in questi ultimi mesi.A Roma le Summer School saranno operative in 24 quartieri e coinvolgeranno circa 1.200 minori, ma saranno attive anche in numerose altre città italiane, dal Nord al Sud.Sono previsti anche alcuni soggiorni al lago, al mare o in montagna per le persone con disabilità e gli anziani, che più di altri hanno sofferto per la pandemia, ma anche per i senza fissa dimora che grazie al sostegno di Sant’Egidio hanno intrapreso percorsi per abbandonare la strada. Un “assaggio di vacanza” che suggella il ritorno alla vita di tutti.Per le persone anziane Sant’Egidio rafforza la squadra dei volontari che con visite e telefonate continuano per tutta l’estate un monitoraggio quotidiano che spesso riesce a prevenire i rischi legati alla solitudine e al caldo.Estate solidale anche per gli immigrati, richiedenti asilo e rifugiati. In Italia con corsi di italiano estivi, ma anche momenti conviviali e culturali per rispondere alla crescente domanda di conoscenza del nostro patrimonio artistico. Numerose le iniziative in programma in tutti i paesi europei dove è presente la Comunità. Anche quest’anno inoltre volontari provenienti da tutta Europa parteciperanno, dalla fine di luglio a tutto il mese di agosto, alle vacanze solidali organizzate nei campi profughi dell’isola di Cipro e in Grecia.

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L’agroalimentare italiano è in grado di crescere

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Nonostante una delle congiunture più difficili degli ultimi decenni, dimostrando che la qualità delle nostre produzioni ripaga anche in tempi di crisi – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Le ultime elaborazioni dei dati Istat certificano un aumento del 20% dell’export nel primo trimestre 2022 su base annua, un dato che sancisce un nuovo record assoluto. Sono in particolare Germania, Francia e Stati Uniti a scegliere il cibo italiano, mentre i prodotti più acquistati sono quelli alla base della dieta mediterranea come vino, frutta e verdura fresca. I prodotti della nostra agricoltura possono giocare un ruolo importante nella ripresa economica anche in chiave anticongiunturale, perché risentono meno di altri settori delle oscillazioni del ciclo economico e possono contare su una domanda tendenzialmente rigida – continua Tiso. Proprio per questo è necessario investire per il miglioramento infrastrutturale e per sostenere l’internazionalizzazione delle nostre imprese.Altrettanto essenziale è la tutela dei nostri marchi tipici e la lotta contro forme di concorrenza sleale come l‘Italian Sounding. Condividiamo pertanto l’appello del ministro dell’Agricoltura Patuanelli, che si è detto preoccupato per la possibile esternalizzazione delle competenze della Commissione europea relative ai prodotti a indicazione geografica tipica (Igp) e Dop ad agenzie esterne. Il ruolo della Commissione in una materia così delicata deve restare dominante, se non esclusivo.

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Siccità: Cia, con Po in secca, a rischio fino al 50% della produzione agricola

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Con il fiume Po in secca, è ufficialmente crisi idrica, come non si vedeva da 70 anni. La situazione è drammatica: senza acqua, è a rischio fino al 50% della produzione agricola e zootecnica del Bacino padano, tra i più importanti d’Italia, ma l’emergenza coinvolge anche famiglie e industrie dell’area, con l’ipotesi di razionamenti, compreso il comparto turistico, ora in piena stagione balneare. Per Cia-Agricoltori Italiani, tutto il Paese è a un punto di non ritorno e serve un intervento rapido per realizzare una vera rete di nuovi invasi e laghetti, diffusi sul territorio, per l’accumulo e lo stoccaggio di acqua in caso di siccità. Del resto -sottolinea Cia- il problema riguarda tutta Italia, dove sta mancando la pioggia da settimane e non è prevista nei prossimi giorni, le temperature toccano anche 4 gradi sopra la media stagionale e le scorte idriche sono a zero. Il fiume Po, arrivato anche a -8,08, desta chiaramente le preoccupazioni maggiori e che arrivano fino alla Pianura di Ferrara con il Bacino più importante d’Italia da 600 milioni di metri cubi nel 2021, vitali per un intero ecosistema e non solo per l’agricoltura, che qui è rappresentata da più di 6 mila aziende per 170 mila ettari di terreno. Con danni complessivi destinati a superare un miliardo di euro, se non pioverà neanche sulle Alpi -aggiunge Cia- si può già dire addio al pomodoro tardivo così come a molte orticole, la cui coltivazione, vista la mancanza di acqua necessaria per irrigare, non può neanche essere avviata. Per meloni e cocomeri si prevede, invece, una riduzione tra il 30% e il 40% che arriva al 50% per il mais e la soia, produzioni il cui mercato è già ampiamente sotto stress per via della guerra in Ucraina. Nell’immediato -chiarisce Cia- di fronte a questa severa siccità, non c’è soluzione se non la collaborazione di tutti. Gli agricoltori potrebbero dover fare i turni d’irrigazione e i cittadini accettare di non avere acqua di notte. Questo al Nord come al Sud, stando ai livelli bassi di fiumi come il Palantone, il Sesia e i Bacini dal Parma al Trebbia, il Tevere e l’Arno, l’Ombrone e il Garigliano, ma anche agli invasi di Basilicata, Puglia, Sardegna. “Enti e istituzioni, con le organizzazioni agricole, devono necessariamente sedersi a un tavolo per valutare strategie concrete di contenimento -spiega il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Bisogna pensare a una bacinizzazione del Po, come avviene nel Nord Europa, in Belgio. Abbiamo perso almeno 20 anni e ora intervenire è solo questione di buon senso, a garanzia della sicurezza alimentare, ma anche delle filiere produttive, della biodiversità e del paesaggio, e soprattutto dei cittadini. Non è un’emergenza solo dell’agricoltura. L’acqua è una risorsa strategica e il Pnrr deve fare di più -aggiunge Fini- oltre gli 800 milioni di euro previsti per gli interventi irrigui”.

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Miotenofasciotomia: il trattamento chirurgico mini-invasivo che libera i muscoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

“La tecnica che ho presentato è progettata per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da paralisi cerebrale. Il trattamento è più efficace se effettuato precocemente, soprattutto nel caso di bambini a partire dai tre anni di età. L’obiettivo è liberare i muscoli dalle fibre miofasciali accorciate, migliorando la loro traiettoria di crescita in modo che vivano al massimo delle loro possibilità”. Così, il professor Igor Nazarov, accolto ieri a Milazzo (ME) per una conferenza organizzata da Movilife Progetto Salute. Il chirurgo, specializzato in miotenofasciotomia, ha spiegato ai presenti il trattamento chirurgico mini-invasivo che permette ai muscoli di essere liberati dalle retrazioni miofasciali dissezionando con elevata precisione le fibre accorciate. “Invito i professionisti del settore a tenere conto dell’esistenza di queste retrazioni miofasciali nei pazienti e, soprattutto, a risolverle attraverso la miotenofasciotomia. – ha aggiunto Nazarov – Io e il mio team siamo pronti per questo. L’obiettivo è migliorare la mobilità, la biomeccanica, la crescita e lo sviluppo del paziente, ottimizzando e inducendo la neuroplasticità di ciascuno di essi. Operiamo a Barcellona in Spagna e collaboriamo direttamente con i migliori team di riabilitazione in tutto il mondo”. L’evento, organizzato da Movilife Progetto Salute, si è svolto a “Gigliopoli, la Città dei bambini spensierati” che nasce e si sviluppa sui fondi della Fondazione Barone G. Lucifero in Capo Milazzo (ME). A voler fortemente questo incontro sono stati Rosario Pizzurro e Lydia Oliva, fondatori di Movilife, al fine di diffondere le informazioni a riguardo e fare chiarezza sul punto. La particolarità della procedura è il modo in cui viene eseguita: tramite un bisturi sottile, con un piccolo accesso percutaneo, si interviene sulle parti interessate e si evitano successive suture ed eventuali cicatrici, nel pieno rispetto dei tessuti sani e dei loro strati e senza necessità di immobilizzazione. “Abbiamo scelto di sposare la causa del professor Nazarov, perché è opportuno informare che esiste la miotenofasciotomia, una tecnica innovativa che riduce i tempi di degenza e facilita i processi di riabilitazione successiva e il recupero dei gesti motori e delle abilità della persona. – hanno affermato Rosario Pizzurro e Lydia Oliva – In base alla valutazione effettuata dal nostro team e dai professionisti del campo, abbiamo capito che c’era una carenza importante, non esisteva ancora una rete che potesse unificare e rendere semplice il percorso di riabilitazione per questo tipo di pazienti. Così, ci siamo attivati e siamo a disposizione per coloro che ne hanno la necessità. L’obiettivo è riuscire a facilitare le famiglie, così che rivolgendosi ad un’unica realtà possano trovare risposta a tutte le esigenze di cui hanno bisogno. Il nostro progetto vuole tenere in considerazione che il corpo è fatto di più ‘sistemi’ che devono interagire ed essere in equilibrio per poter funzionare. Noi e il nostro team cerchiamo solo di rispondere ad esigenze evidenti, cercando di rintracciare i punti di salute della persona. Il paziente non è la sua malattia e questo è un modo in più per ribadire che il fattore più importante è la persona che deve stare al centro”.

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La Broncopneumopatia cronico-ostruttiva è diagnosticata tardi quando i danni sono molto evidenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

In Italia i dati Istat stimano una prevalenza della Broncopneumopatia cronico-ostruttiva (BPCO) del 5,6% e indicano una mortalità che pesa per il 55% nel totale delle malattie respiratorie. La prevalenza è verosimilmente più elevata in quanto la BPCO viene spesso diagnosticata casualmente ed in fase di ricovero per riacutizzazione. L’aderenza alla terapia resta assolutamente insoddisfacente e soprattutto bassa nel panorama delle malattie croniche, attestandosi in percentuali non superiori al 20%. Tutto questo porta ad uno scarso controllo e ad un aumento del rischio di riacutizzazioni e ricoveri, generando un prevenibile consumo di risorse. Diagnosi e di presa in carico appropriate devono essere implementati attraverso una maggiore integrazione tra i vari referenti della catena assistenziale con l’utilizzo di nuove tecnologie (farmaci, devices, telemedicina, informatizzazione, etc.) ed una maggior diffusione degli expertise consolidati. Le risorse in arrivo dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresentano una grande opportunità per tutti, malati in primis, ma per utilizzarle al meglio è necessaria una programmazione a livello regionale che investa anche nella medicina di iniziativa, potendo in questo modo risparmiare molte risorse dovute ad ospedalizzazioni e riacutizzazioni da poter investire in altro modo. Motore Sanità ha organizzato per questo una serie di incontri sul tema che giungono a termine con l’ultimo, di respiro nazionale, dal titolo “PNRR FOCUS ON BPCO, NOTA 99: COME CAMBIA LO SCENARIO” con il contributo incondizionato di MENARINI e GSK.

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PNRR: al via, per primo, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Nasce il più grande player italiano del settore. Un parterre d’eccezione pubblico-privato che conta complessivamente cinquanta attori distribuiti su tutto il territorio nazionale. Un investimento di 394milioni di euro per i primi 3 anni (2023-2025). 696 ricercatori dedicati e 574 quelli neoassunti. Sono questi i numeri che indicano la portata di un progetto che nasce con l’ambizione di essere uno strumento reale per la crescita e lo sviluppo del settore della mobilità.Il Centro nasce con una chiara missione: accompagnare la transizione green e digitale in una ottica sostenibile, garantendo la transizione industriale del comparto e accompagnando le istituzioni locali a implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive nelle città e nelle regioni del Paese.Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile è infatti una risposta concreta ai bisogni di crescita di un settore chiave per l’economia che da solo, si stima, raggiungerà un valore complessivo di 220 miliardi di euro nel 2030, assorbendo il 12% della forza lavoro. In questo contesto, si inseriscono le istituzioni comunitarie che spingono per il raggiungimento di una nuova mobilità sostenibile secondo le indicazioni del Green New Deal.Sempre più rilevanti sono i temi legati alla decarbonizzazione, alla decongestione delle reti di trasporto, alla mobilità autonoma connessa e smart, alla sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture, all’accessibilità, all’inserimento nel mercato di nuove professionalità e competenze. Il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile risponde a queste esigenze supportando e stimolando la domanda e l’offerta di ricerca, innovazione tecnologica, formazione e competenze.Saranno cinque i vettori del progetto, ovvero le aree e gli ambiti tecnologici di maggiore interesse: mobilità aerea; veicoli stradali sostenibili; trasporto per vie d’acqua; trasporto ferroviario; veicoli leggeri e mobilità attiva. Il Centro Nazionale si occuperà di rendere il sistema della mobilità più “green” nel suo complesso e più “digitale” nella sua gestione, attraverso soluzioni leggere e sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno; sistemi digitali per la riduzione degli incidenti; soluzioni più efficaci per il trasporto pubblico e la logistica; un nuovo modello di mobilità, come servizio, accessibile e inclusiva. Il Centro sarà strutturato secondo l’impostazione Hub&Spoke, ovvero con un punto centrale a Milano e 14 nodi distribuiti in modo capillare da Nord a Sud, a garanzia di quel riequilibro territoriale alla base delle iniziative indicate dal PNRR e grande obiettivo di modernizzazione del Paese.I soggetti coinvolti sono:Politecnico di Milano, Cnr, Politecnico di Torino, Politecnico di Bari, Università di Bergamo, Università di Parma, Università di Torino, Università di Palermo, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Cagliari, Università di Roma La Sapienza, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università di Salerno, Università Napoli Parthenope, Università del Salento, Università di Padova, Università di Pisa Enti di ricerca aderenti: Università Bicocca, Università di Brescia, Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Università di Firenze, Università di Genova, Università di Reggio Calabria, Università Politecnica delle Marche. Fondatori: A2A, Almaviva, Angel Holding, Autostrade, Eni, Ferrari, Fincantieri, Fnm, Fs, Intesa Sanpaolo, Iveco Group, Leonardo, Pirelli, Poste Italiane, UnipolSai, Snam e partecipanti: Accenture, Atos, Avio Aero, Brembo, Hitachi, Teoresi Group, Thales Alenia Space (Jv Thales 67% e Leonardo 33%), Stellantis – crf

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Lagarde e i tassi di interesse: Il rischio Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

Qualsiasi dichiarazione dei presidenti delle banche centrali ha riflesso sui mercati finanziari e la recente affermazione della presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, che è necessario aumentare i tassi di interesse, ha confermato l’assioma. Fermare o limitare l’inflazione si può, ma occorre capirne la natura. Negli Usa l’inflazione ha origine interna, da eccessiva domanda, mentre quella europea deriva dall’aumento del prezzo dei prodotti energetici. Abbiamo bisogno di investimenti che, invece, sono limitati dall’aumento dei tassi. Il Btp decennale ha raggiunto il 4% – certo lontano dal 7,5% del 2011 del governo Berlusconi e relativi ministri che, comunque, significa aumento del debito pubblico. I mercati prezzano il “rischio Italia” anche per la incapacità di fare riforme, si veda la legge sulla Concorrenza ancora ferma in Parlamento, ed eliminare gli sprechi, si veda il caso delle aziende romane Atac (trasporti) e Ama (rifiuti), della lombarda Trenord (trasporti) e dell’Alitalia-Ita. Insomma, è bene accelerare il PNRR per gli investimenti ma è necessario eliminare gli sperperi delle società pubbliche. E’ un binomio inscindibile. Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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Guerra e speculazione: una miscela esplosiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2022

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi.Che la pandemia e la guerra in Ucraina abbiano causato grandi turbolenze economiche globali non è in discussione. Dire, però, che siano le sole cause dell’inflazione nel mondo e dell’incipiente recessione economica non sarebbe vero. Non si può nascondere sotto il “tappeto” della pandemia e della guerra tutta l’”immondizia speculativa finanziaria” che ci trasciniamo da decenni. Sarebbe un imperdonabile errore di analisi. Anche i recenti avvisi di crisi fatti da alcuni esponenti della finanza non devono trarre in inganno. Jamie Dimon, amministratore delegato di JP Morgan, si aspetta “un uragano economico” provocato dalla riduzione del bilancio della Fed e dalla guerra in Ucraina. Lor signori sono preoccupati della bolla finanziaria che hanno creato più che delle sorti dell’economia. E’ come il grido di un drogato che non ha più accesso alla droga. Basta analizzare il bilancio della Federal Reserve per comprendere meglio il problema. Dai 900 miliardi di dollari pre crollo della Lehman Brothers, esso era arrivato a 4.500 miliardi nel 2014. C’è stata un’immissione di liquidità per salvare il sistema. Poi, dall’inizio della pandemia si è passati da 4.100 agli attuali 9.000 miliardi di dollari. Più del doppio in due anni!Questo comportamento è stato replicato dalla Bce e dalle altre banche centrali. Negli Usa una parte rilevante è andata a sostenere “artificialmente” le quotazioni di Wall Street e i cosiddetti corporate debt, cioè i debiti delle imprese spesso vicini ai livelli “spazzatura”. A ciò si aggiunga la politica del tasso zero e negativo che ha favorito l’accensione spregiudicata di nuovi debiti, con il rischioso allargamento del cosiddetto “effetto leva”, e ha generato titoli, pubblici e privati, per decine di migliaia di miliardi a tasso d’interesse negativo. Di fatto la Fed, e in misura minore le altre banche centrali, è diventata una vera e propria “bad bank”. L’impennata dell’inflazione ha reso il loro accomodante modus operandi non più sostenibile. L’aumento del tasso d’interesse e la riduzione dei quantitative easing stanno facendo saltare il banco.Anche la narrazione della crescita dell’inflazione non regge. Non basta sostenere che sia l’effetto degli squilibri generati dalla ripresa economica e dalla guerra. Sarebbe stupido negarne l’effetto. La narrazione, però, fa sempre perno sul meccanismo “imparziale e oggettivo” della domanda e dell’offerta. Cosa che però non si è pienamente manifestata con la diminuzione dei prezzi quando la domanda era scesa all’inizio del Covid. Nei mesi della pandemia non c’è stata una smobilitazione industriale mondiale tanto grande da giustificare le forti pulsioni inflattive generate da una modesta ripresa economica e dei consumi. Anche il rallentamento delle “catene di approvvigionamento” è stato esagerato da una certa propaganda interessata. Occorre mettere in conto l’effetto dell’enorme liquidità in circolazione e la necessità per il sistema finanziario di generare a tutti i costi dei profitti, anche con la speculazione. Ecco alcuni dati per una più corretta valutazione dell’inflazione. Riguardo all’indice dei Global Prices of Agriculture Raw Materials, le derrate alimentari, la Fed di St Louis riporta che mediamente era di 91 punti ad aprile 2020, 114 un anno dopo e 123 ad aprile 2022. Il prezzo del petrolio WTI, che era di 18 dollari al barile ad aprile 2020, aveva già raggiunto i 65 dollari un anno dopo. A maggio 2022 superava i 114 dollari. Simili andamenti sono riportati dal Fmi per l’indice delle commodity primarie che sale progressivamente dai 60 punti del 2020 per poi crescere vertiginosamente negli ultimi mesi fino a raggiungere i 150 punti. Evidentemente gli effetti della guerra e delle sanzioni incidono non poco sull’impennata dei prezzi di detti prodotti. L’indice dei prezzi dei fertilizzanti della Banca mondiale, che nell’aprile 2020 era 66,24 a dicembre 2021 era esploso a 208,01, più che triplicato in 20 mesi. L’aumento del 60% negli ultimi due mesi del 2021 ha devastato gli agricoltori di tutto il mondo. A gennaio, un mese prima della guerra in Ucraina, The Wall Street Journal titolava “ Le fattorie stanno fallendo mentre i prezzi dei fertilizzanti fanno aumentare il costo del cibo”. Più che di fisiologici aumenti dei prezzi ancora una volta la fa da padrone la speculazione, cioè i soliti manovratori del mercato e delle borse. E’ singolare che si chieda, anche giustamente, l’immediata sospensione delle attività belliche e non s’intervenga contro la speculazione i cui effetti devastanti si riverberano a livello globale. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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