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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Schroders: La BCE deve agire rapidamente per evitare un’ulteriore crisi del debito

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2022

La Banca Centrale Europea deve ora mantenere la promessa di creare un nuovo strumento politico, ampio e giuridicamente valido, per proteggere i Paesi periferici da un aumento eccessivo dei costi del debito.Le preoccupazioni per l’indebitamento dei governi periferici, come l’Italia, hanno portato a un aumento del costo di finanziamento per questi governi rispetto a Paesi core come la Germania. In passato, ciò ha innescato una crisi del debito che la BCE sta cercando di evitare nel suo avvio di un percorso di inasprimento della politica monetaria. Nel corso della riunione di ieri, la BCE ha ribadito il piano definito la scorsa settimana, che prevede di utilizzare gli asset in suo possesso nell’ambito del programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) per bloccare l’ulteriore allargamento degli spread. Per fare ciò è quindi necessario svincolare il capitale dagli asset in scadenza, prima che vengano “reinvestiti” in titoli di Stato periferici.Nonostante gli sforzi messi in campo per mascherare le preoccupazioni del mercato sulla solvibilità di alcuni Paesi in seguito alla pandemia, la BCE dovrà essere molto più creativa per riuscire nell’intento. L’argomento che la BCE ha usato in passato è che la “frammentazione”, definita dagli investitori professionali “selezione” o “discriminazione”, potrebbe causare una crisi del debito. Questa crisi, a sua volta, creerebbe un contesto deflazionistico con una potenziale recessione. Tuttavia, con l’inflazione ai massimi da molti decenni e la volontà della BCE di alzare i tassi di interesse nei prossimi mesi, le argomentazioni a supporto del rischio di deflazione mancano di credibilità. L’annuncio della Bce rappresenta un passo nella giusta direzione, ma non ha risposto alle aspettative di un’immediata implementazione di uno strumento anti-frammentazione. Molte volte, in passato, la BCE ha fatto riferimento all’utilizzo dei reinvestimenti PEPP per indirizzare gli acquisti verso un Paese piuttosto che un altro. Questa intenzione è stata nuovamente confermata nel discorso di Schnabel dell’altra sera, quindi, non è una novità. Ciò che è nuovo, invece, è la menzione del nuovo strumento anti-frammentazione, che però deve ancora essere finalizzato prima di essere approvato dal Consiglio direttivo. In breve, sembra che gli spread periferici e i rendimenti all-in abbiano raggiunto il punto in cui la BCE si vede costretta a riaffermare il proprio impegno a sostegno di questi mercati. Tuttavia, il piano di reinvestimento non è una novità e resta da vedere quanto velocemente lo strumento anti-frammentazione possa essere implementato. Ci aspettiamo che le notizie di ieri forniscano un sollievo temporaneo e che, in ultima analisi, limitino il livello degli spread BTP-Bund, ma pensiamo che il mercato continuerà a sfidare la BCE e a spingere gli spread verso i recenti massimi.” Abstract by http://www.verinieassociati.com.

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