Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Bruxelles: Europa agricola deve contare di più

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2022

Bruxelles, 16 giu – Le preoccupazioni di Cia per il mondo agricolo, dall’impatto del conflitto in Ucraina ai conseguenti rincari delle materie prime e costi di produzione, gli effetti evidenti dei cambiamenti climatici, l’emergenza peste suina africana e fauna selvatica. Questi i temi della prima uscita a Bruxelles per il nuovo presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, nel corso degli incontri istituzionali tra Commissione europea DG AGRI, Copa-Cogeca e rappresentanza permanente a Bruxelles, nell’ambito della due giorni di bilaterali. Sul tavolo, la visione di Cia per il futuro del settore, dal contributo per la sostenibilità, con un sì al Green Deal Ue, ma con strumenti adeguati e protagonismo degli agricoltori, alla redistribuzione del valore lungo la filiera, dalla centralità delle aree interne per il ricambio generazionale in agricoltura alla strategicità di comunità rurali ed energetiche, puntando sull’agrovoltaico e superando il limite dell’autoconsumo. Punto a parte, la Direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi. Cia apprezza le misure per la difesa attiva, ma non convince il carattere vincolante del Regolamento, oltre alla mancanza di una chiara giustificazione scientifica alla base della Farm to Fork. Per Cia, favorevole al Genome editing e non agli OGM, serve apertura chiara alle tecniche di miglioramento genetico in ottica sostenibile. Il Piano Strategico nazionale per la Pac, con Cia pronta a collaborare per la revisione, deve essere ora più flessibile nella programmazione operativa e nelle misure ambientali. Quanto all’etichettatura nutrizionale, invece, Cia resta ferma sull’importanza di informare ed educare a una dieta sana ed equilibrata, e non condizionata nelle scelte di acquisto. Il prodotto agricolo va premiato e non penalizzato, come rischia di accadere per il comparto zootecnico e vitivinicolo, marginalizzati dai programmi di promozione. Per Cia, le produzioni agricole europee vanno tutelate e protette, anche nel nuovo assetto del commercio internazionale, puntando sull’equilibro tra sicurezza alimentare e competitività delle imprese. Anche per questo, serve la voce forte dell’Europa su emergenze più interne al comparto agricolo, come per la peste suina africana, ora problema anche italiano, e che richiede più azioni, non solo monitoraggio, fondamentali a una riduzione importante del numero dei cinghiali. A rischio, non più solo la sicurezza pubblica e i campi, ma anche il settore zootecnico che solo in Italia produce 11 miliardi di fatturato e comprende prodotti di eccellenza tra cui 21 Dop e 12 Igp per un valore annuo complessivo di 1,6 miliardi di export. Bisogna tenerne conto anche nella revisione della Direttiva sulle emissioni industriali che potrebbe portare a ulteriori aumenti di costi e alla chiusura di aziende ad alto valore aggiunto.

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