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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

A scuola 1 prof su 4 è precario

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2022

Boom di lavoratori precari, come non succedeva da 45 anni. Secondo le rilevazioni dell’INPS, nel 2021 in Italia sono stati superati infatti i 3 milioni di lavoratori dei settori privati e pubblici con contratto a termine, cioè i precari. Non accadeva dal 1977. Uno dei settori a più alto tasso di precarizzazione? La scuola statale nel 2021, con oltre 212mila precari con contratto a tempo determinato, annuale o fino al 30 giugno, detiene il 7% di quei 3 milioni. I numeri di quella che si delinea come una situazione sempre più preoccupante che incide sulla stabilizzazione dell’intero sistema nell’analisi di Tuttoscuola.In riferimento alla situazione degli organici del 2020-21, quei 212mila precari rappresentano il 25% di tutti i docenti in cattedra, vale a dire un docente ogni quattro. Ma diventano addirittura 1 su 3 al Nord Ovest (dove arrivano a quasi uno su due alla scuola secondaria di I grado).Scorrendo i dati ufficiali riportati sul portale unico del Ministero dell’istruzione, Tuttoscuola constata (si veda tabella sotto) che nel 2015-16 il numero dei docenti precari era meno della metà di quello del 2020-21 e rappresentava il 13,8% di tutti i docenti in cattedra.Il numero dei precari è andato aumentando anno dopo anno e, nonostante un incremento dei posti con l’organico potenziato, la loro incidenza rispetto a tutti i docenti in cattedra, è cresciuta vertiginosamente, con valori percentuali quasi raddoppiati nell’arco di sei anni. In termini assoluti e percentuali il livello di precariato conseguito rappresenta un punto di criticità che non ha nulla di fisiologico e che richiede interventi eccezionali e straordinari non più rinviabili. Per quanto riguarda i singoli settori, è la scuola secondaria di I grado a registrare tassi elevati di precarietà con un valore medio nazionale del 32% che sale al 45,6% nelle regioni del Nord Ovest, del 39,7% in quelle del Nord Est, e del 34,2% in quelle del Centro.Situazione moderatamente meno precaria nelle Isole (21,7%) e nelle regioni del Sud (18,9%).Anche il II grado della secondaria (media nazionale del 27,7%) registra nelle regioni del Nord Ovest le percentuali più elevate di docenti precari (36,7%), seguite dal Nord Est (33,8%) e dal Centro (30,6%).Più stabili le cattedre del Mezzogiorno rispettivamente con il 21,1% di precari nelle Isole e con il 18,5% nel Sud. Nella primaria e nella scuola dell’infanzia le percentuali di precariato sono più contenute (rispettivamente del 20,5% e del 16,4%), anche se si conferma un divario di incidenza tra Nord e Centro da una parte e regioni del Mezzogiorno dall’altra. La ridotta disponibilità di posti incide probabilmente sull’anzianità dei docenti, al punto che nella scuola dell’infanzia si registra l’età anagrafica media più elevata.

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