Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 22 giugno 2022

Balcani: Rojc (Pd), Ue dia adeguata attenzione a area strategica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

“Nel quadro geopolitico che sta maturando in conseguenza dell’aggressione russa all’Ucraina è di rilevanza strategica che l’Unione europea dia un’adeguata attenzione ai Balcani occidentali: sarebbe miope creare delusioni o alimentare scetticismi in un’area che si deve assolutamente agganciare alla stabilità europea. Sono fiduciosa che il presidente Draghi trasferirà con piena convinzione al Consiglio Ue il mandato della risoluzione di ‘accelerare il percorso di adesione all’Ue dei Paesi dei Balcani occidentali’. Lavoriamo per sciogliere dubbi e veti che si frappongono a passi che sono nell’interesse comune”. Lo dichiara la senatrice Tatjana Rojc (Pd), in merito alla partecipazione dei leader di Serbia, Albania e Macedonia del Nord al vertice Ue-Balcani occidentali domani a Bruxelles.

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Acqua, Meleo (M5s): “Riduzione sprechi grazie a nostra gestione, Virginia Raggi motore del cambiamento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Roma. “Una diminuzione delle perdite d’acqua dal 43,2 per cento del 2017 al 28,6 per cento del 2021 raggiunta durante il mandato di Virginia Raggi su suo preciso imput. Un risultato prezioso tanto più alla luce della crisi idrica attuale. Ci spiace constatare che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ammette genericamente i lavori fatti sulla rete – non potrebbe fare altrimenti vista l’utilità del miglioramento per affrontare la difficile situazione della siccità – ma, ancora una volta, omette di riconoscere il merito all’ex sindaca della Capitale. Per il bene dei cittadini, ci auguriamo che, sotto la nuova Amministrazione dem, l’efficientamento del sistema distributivo continui, e che Acea possa proseguire il percorso fatto nella passata consiliatura. Non guasterebbe anche maggiore lealtà istituzionale e generosità nell’attribuire all’ex sindaca obiettivi allora impensabili, vista l’eredità disastrosa ricevuta. Quando abbiamo preso in mano la città di Roma abbiamo dovuto fare i conti con tubature colabrodo. Abbiamo dovuto prendere atto che chi ci aveva preceduto non aveva preso a cuore il problema, e siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo. Questo è stato possibile anche grazie al lavoro dei dipendenti dell’azienda, di cui il Comune è socio di maggioranza. Abbiamo così avviato e realizzato un programma di investimenti senza precedenti nella manutenzione e innovazione tecnologica delle infrastrutture. Il risparmio di 100 milioni di metri cubi di acqua, cui oggi Zingaretti accenna e si avvantaggia, ha un nome, Virginia, che l’ha perseguito”. Così in una nota Linda Meleo, capogruppo capitolino M5s.

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Da giovedì 23 giugno con Il Sole 24 Ore il volume “L’Onda Perfetta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Cavalcare il cambiamento senza esserne travolti” di Marco Magnani, economista che insegna International Economics presso Luiss Guido Carli a Roma e presso Università Cattolica a Milano, oltre che Senior Research Fellow presso Harvard Kennedy School. Il volume ripercorre gli intensi cambiamenti che la nostra epoca sta attraversando spiegando come imparare a gestirli per garantire la sopravvivenza ed il successo di “imprese, città, distretti, territori”. Quella che stiamo vivendo è l’epoca a maggiore intensità di cambiamenti della storia. Solo negli ultimi decenni diversi eventi hanno innescato cambiamenti dirompenti per economia, imprese, società, politica. Quando si naviga in acque tempestose e inesplorate, cavalcare l’onda è l’unico modo per non esserne travolti. Per approfondire questi aspetti, Il Sole 24 Ore propone in edicola per un mese da giovedì 23 giugno a €12,90 oltre al prezzo del quotidiano il volume “L’onda perfetta. Cavalcare il cambiamento senza esserne travolti” di Marco Magnani, economista che insegna International Economics presso Luiss Guido Carli a Roma e presso Università Cattolica a Milano, oltre che Senior Research Fellow presso Harvard Kennedy School. “Le crisi petrolifere e la stagflazione negli anni ’70, il crollo del muro di Berlino nel 1989 e nel 1992, l’attacco terroristico alle Torri Gemelle l’11 settembre 2001 e i conflitti in Afghanistan e Iraq, la crisi finanziaria iniziata negli Stati Uniti nel 2007 e le successive crisi di debito sovrano ed eurozona, il disastro nucleare di Fukushima nel 2011, la pandemia iniziata nel 2020 e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin nel febbraio 2022, sono solo alcuni esempi. In parallelo, la rivoluzione digitale avanza con una rapidità e pervasività senza precedenti. Mutando radicalmente il modo di vivere, lavorare, produrre, consumare, socializzare. In un’epoca di continui cambiamenti, imparare a gestirli è una questione di sopravvivenza – spiega l’autore nell’introduzione del libro – flessibilità e versatilità, capacità di apprendere dai cambiamenti (learn) e di adattarsi ai medesimi (adapt), sono le caratteristiche che determinano il successo – e nel lungo periodo la sopravvivenza – di imprese, città, distretti, territori”. Il volume è costituito da 2 capitoli, il primo sul cambiamento da vivere come minaccia o come opportunità e il secondo sulla gestione di quest’ultimo come una sfida difficile. “L’onda perfetta. Cavalcare il cambiamento senza esserne travolti” di Marco Magnani sarà disponibile anche in libreria dal 23 giugno al prezzo di 16,90€ e in formato e-book sui principali store digitali al prezzo di 9,90€. By Veronica Riefolo Ufficio Stampa Gruppo 24 Ore

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Siccità: Toti a 24 Mattino su Radio 24: Situazione non drammatica in Liguria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

“Dai rapporti di Irem, nostro principale gestore di acqua potabile, così come dai rapporti delle altre strutture regionali, noi abbiamo negli invasi una percentuale che va dal 20-30% in meno degli anni migliori, quindi certamente è una situazione di grande attenzione. Di certo non una situazione drammatica tanto è vero che abbiamo autorizzato all’inizio della settimana l’apertura della diga del Brugneto a favore del fiume Trebbia e dell’agricoltura emiliana. Come facciamo ogni estate, cosa che mi sarebbe vietata se ci fosse un rischio idrico sulla città di Genova”. Così Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, a 24 Mattino su Radio 24. “Attenzione molta, nulla di drammatico per il momento, di certo i settori soffrono in modo differente. Non credo che vi sarà un tema di acqua potabili, su questo bisogna stare tranquilli. – continua a Radio 24 – Sull’agricoltura, invece, il governo fa bene ad analizzare uno stato di attenzione perché l’agricoltura già oggi sconta una crisi severa dovuta al costo delle materie prime e dell’energia, si somma una crisi dovuta alla carenza di acqua, questo rischia di trasformarsi in un moltiplicatore dei prezzi alimentari e su una minore produzione che può incidere severamente sul paese”.

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Toti: Di Maio sicuro interlocutore politico al centro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Di Maio interlocutore al centro? “A mio modo di vedere per la via che ha preso certamente sì. Ora occorrerà vedere quali connotati. Ieri sulla politica estera che è molto importante per la collocazione di un partito, Di Maio ha preso delle posizioni molto nette e molto simili mi pare a quelle che hanno altri partiti in Parlamento compresi i nostri amici dei gruppi parlamentari. Dopodiché su Di Maio occorre ancora vedere bene cosa farà, nel senso che Di Maio del balcone dell’abolizione della povertà e dei navigator è qualcosa di molto significativamente diverso da adesso. Se Di Maio ha preso la strada della responsabilità della cultura di governo io ne sono particolarmente lieto perché va ad ingrossare quelle fila che da anni cerco di mettere insieme per dare un po’ di equilibrio alla politica italiana, ma questo ce lo diranno solamente i prossimi mesi”. Così Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, a 24 Mattino su Radio 24.

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Di Maio – Amendola: PD responsabile, ora necessarie scelte per le prossime elezioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

“Io credo che il PD, anche in queste ore di fibrillazione, ha dimostrato grande senso di responsabilità. Noi guardiamo sempre prima l’interesse generale e quello che il paese vive prima dell’interesse di parte, sacrificando anche molto di quello che vorremmo, riusciamo sempre a portare unità e moderazione. E’ evidente che però la prospettiva delle elezioni dell’anno prossimo porteranno a delle scelte, noi siamo il partito maggiore del fonte progressista e dell’alleanza per il cambiamento e abbiamo una responsabilità non di mediazione ma di scegliere un indirizzo e io mi auguro che da qui all’anno prossimo tutti siano all’altezza della sfida”. Lo ha detto Enzo Amendola, sottosegretario agli Affari Europei, a 24 Mattino su Radio 24.

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Le storiche portate al ribasso del Po

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Nei giorni scorsi e quella registrata ora a Pontelagoscuro di 180 metri cubi al secondo sono il sintomo chiaro di un generale ed esteso stato di estrema gravità idrica nell’intera area del Po che hanno portato alla anticipata convocazione d’urgenza – per non perdere nemmeno un minuto di tempo e accelerare le decisioni amministrative di emergenza che l’attuale crisi idrica epocale impone nell’area distrettuale – dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi della risorsa nel bacino del Fiume Po (giunto oggi alla sua 8a convocazione stagionale dall’inizio del 2022 e ormai ribattezzato delle “crisi idriche”) che ha proiettato uno scenario desolante in cui la penuria diffusa di acqua disponibile condiziona e aggrava pesantemente le già acclarate difficoltà territoriali di agricoltura e habitat.A soli dieci giorni dall’incontro precedente e senza il verificarsi di piogge in tutta la pianura Padana con un parallelo e contestuale aumento progressivo delle temperature, il quadro complessivo non poteva che peggiorare e i singoli scenari proiettati da tutti gli enti e portatori di interesse chiamati a raccolta e intervenuti dalle diverse aree del bacino ci consegnano una realtà drammatica, aggravata dalla prospettiva di una assenza ulteriore di precipitazioni (per un minimo di almeno 10-12 giorni e comunque solo temporalesche) e con temperature roventi, in linea con quelle che da giorni stanno interessando la quasi totalità del continente. E se il tempo stringe, sono oltremodo stringenti anche le tempistiche dei numerosi summit regionali e nazionali destinati (in base a quanto emerso nel corso dell’Osservatorio dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po-MiTE) a razionalizzare e centellinare l’utilizzo (per tutti gli usi) dell’acqua disponibile.Alcune regioni (Piemonte e Emilia-Romagna) hanno già inoltrato la richiesta al Governo Draghi dello stato di emergenza alla luce anche del protocollo sugli impieghi che per legge prevede dapprima quelli civili per le forniture del comparto idropotabile, poi quello agricolo, poi via via tutti gli altri.

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Sette studenti e studentesse dell’Università di Parma selezionati per il programma Generation4Universities

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Parma Ottimi riscontri per l’Università di Parma dal programma Generation4Universities: tra gli studenti e le studentesse italiani selezionati, sette sono infatti di Parma: Chiara Bacchilega, Arianna Di Bella, Fabiana Firriolo, Elena La Barbera e Andrea Narcisi del Corso di Laurea magistrale in Trade e Consumer Marketing, Claudia Faraco del Corso di laurea magistrale in Filosofia e Alexandru Buruiana del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica.Il programma Generation4Universities è un’iniziativa promossa dalla Fondazione Generation Italy e McKinsey & Company, e sostenuta in qualità di main partner da Intesa Sanpaolo, di partner tecnici da Mentors4U e SHL, con il patrocinio della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e il supporto di un gruppo di aziende partner di primario livello. Il programma è volto a valorizzare il talento di 100 studentesse e studenti universitari ad alto potenziale all’ultimo anno del percorso di laurea magistrale negli ambiti di Economia, Ingegneria, Lettere, Lingue e Filosofia di tutti gli Atenei italiani.L’iniziativa ha una durata di 6 mesi ed è caratterizzata da tre moduli formativi: bootcamp online focalizzato su competenze trasversali, comportamentali e attitudinali e sessioni professionalizzanti (ad esempio public speaking, comunicazione scritta e orale efficace, gestione del tempo); mentorship individuale con manager ed esperti di Generation, McKinsey & Company e delle aziende partner e professionisti del network di Mentors4You, che accompagnano i ragazzi e le ragazze attraverso un percorso personalizzato di sviluppo professionale; seminari professionalizzanti durante i quali i ragazzi e le ragazze avranno l’occasione di interagire con Senior Manager delle aziende partner del progetto sui principali trend del settore e sull’esperienza professionale e personale dagli speaker. Al termine del programma i partecipanti avranno l’opportunità di sostenere colloqui individuali con le aziende partner del progetto per candidarsi alle posizioni aperte.

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Retrospettiva di Augusto Murer

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Belluno, dal 30 giugno al 18 settembre 2022 retrospettiva al Museo Civico di Palazzo Fulcis Augusto Murer. La mostra è il momento di punta delle celebrazioni che la Regione del Veneto, la Provincia di Belluno e i Comuni di Belluno e di Falcade (dove ha sede il Museo Murer e dove l’artista è nato il 21 maggio del 1922), con Longarone Fiere, hanno voluto per ricordare un artista che, come evidenzia Elio Armano – che delle celebrazioni per il centenario è il promotore – non fu “solo” un grande scultore ma anche un uomo, e un intellettuale, che si immerse nella storia del suo tempo”.Murer è noto ai più per i grandi bronzi espressionisti. Dal monumento realizzato nel 1968 a Vittorio Veneto per il cinquantesimo della prima guerra mondiale, alla grande figura in bronzo del 1974 sulla sommità del Grappa, al celebre monumento alla “Partigiana”, realizzato in collaborazione con Carlo Scarpa per essere collocato lungo la Riva che conduce ai Giardini della Biennale. Un pathos, che si ritrova anche in tanti lavori religiosi, come il grande portale della chiesa di Caxias do Sul, dedicato all’epopea degli emigranti veneti in Brasile.Ma è nel disegno e nello scolpire il legno, materia prima delle sue vallate, facilmente reperibile e poco costosa, che Murer esprime la potente immediatezza della sua arte. Sono in legno le opere dei secondi anni ’40. Con sculture in legno partecipa al Premio Suzzara, tra i più prestigiosi nell’Italia del dopoguerra. È del ’53 l’esordio milanese, sostenuto da Orio Vergani e Renato Birolli, mostra che lo impose sulla scena nazionale.Da lì un percorso fitto di opere, in legno e in bronzo, di disegni e di frequentazioni. Con Mario Rigoni Stern, per il quale realizza la serie di acqueforti dedicate a “Il Sergente nella Neve”, con Rafael Alberti, che gli dedica la poesia “Augusto Murer scultore 1977, con Andrea Zanzotto. La vocazione di Murer di misurarsi con i grandi spazi viene sottolineata in mostra dall’esposizione del bozzetto in bronzo della “Partigiana” veneziana e, all’esterno del Museo, da una Maternità del 1971 e dal sensuoso ed essenziale “Torso” femminile” (1985), “dolce e rigoroso insieme”.La mostra è accompagnata da un volume edito da Antiga Edizioni. Nell’opera, curata da Dino Marangon, all’introduzione di Carlo Cavalli, conservatore del Museo Civici di Palazzo Fulcis, seguono contributi di Elio Armano, Gianni Berengo Gardin, Dino Bridda, Francesco Jori, Mirko Marzaro, Giuseppe Mendicino, Paola Marini, Tiziana Pagani Cesa, Franco Posocco e Chiara Visentin.Info: www. mubel.comune.belluno.it

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Mostra “Storie di epidemie – tra terra e mare – nelle carte d’archivio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Procida organizzata dalla Direzione Generale Archivi e dalla Marina Militare a bordo di Nave Palinuro. Documenti e oggetti dal 21 giugno fino al 15 settembre saranno esposti all’Archivio di Stato di Napoli. A Procida, Capitale italiana della Cultura 2022, in una settimana oltre 1.200 persone sono salite a bordo della nave goletta Palinuro per visitare la mostra documentaria “Storie di epidemie – tra terra e mare – nelle carte d’archivio”, realizzata dalla Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura in collaborazione con la Marina Militare italiana per ripercorrere la storia delle epidemie che hanno colpito l’Italia nei secoli e delle misure adottate per contrastarle. “I numeri della mostra, uniti all’entusiasmo e all’apprezzamento che sta dimostrando il pubblico che ha avuto l’opportunità di visitarla, raccontano il successo di un’iniziativa che è il frutto di un proficuo lavoro di squadra, quella composta dalla Direzione Generale Archivi e dagli istituti che ad essa fanno capo e dallo Stato Maggiore della Marina Militare. A questo si è aggiunta la splendida cornice dell’Isola di Procida, in questo periodo ancora più straordinaria in quanto Capitale italiana della cultura”, dichiara il Direttore Generale Archivi, Anna Maria Buzzi. “A nome del Ministero della Cultura, desidero ringraziare il Capo di Stato Maggiore, Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino e, per suo tramite, le donne e gli uomini della Marina Militare che hanno reso possibile questo importante risultato. Un esito oltre le nostre aspettative che ci ha spinto a organizzare, dopo la fine dell’esposizione a bordo della nave goletta Palinuro, un nuovo allestimento presso l’Archivio di Stato di Napoli”.Dal 21 giugno la mostra sbarcherà sulla terraferma e verrà ospitata presso la prestigiosa sala Sommaria dell’Archivio di Stato di Napoli, dove rimarrà aperta al pubblico gratuitamente fino al 15 settembre. Un’ulteriore opportunità di valorizzazione del patrimonio archivistico italiano e di conoscenza di un passato tornato oltremodo attuale.​

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L’Università di Camerino tra i primi 10 Atenei italiani per il miglior tasso di occupazione dei proprio laureati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Il 93,3% dei laureati magistrali biennali di Unicam, infatti, a cinque anni dal conseguimento del titolo di studio è occupato. I risultati relativi all’inserimento nel mondo del lavoro dei laureati dell’Università di Camerino sono ancora una volta molto positivi, così come lo sono quelli loro soddisfazione, dati che emergono dal XXIV Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati presentati nei giorni scorsi dal Consorzio AlmaLaurea.Molto positivi sono anche i dati relativi all’occupabilità dei laureati Unicam. Il tasso di occupazione dei laureati di primo livello che, dopo la conquista del titolo, hanno scelto di non proseguire gli studi universitari e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro, è pari al 68,5%. Ad un anno dal conseguimento del titolo, il 77,2% dei laureati magistrali biennali Unicam è occupato e le performance occupazionali migliorano con il trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo: il 93,3% dei laureati magistrali biennali intervistati a cinque anni dal titolo è occupato. Particolarmente positivo è inoltre il dato relativo alla efficacia della laurea, che mette a fuoco l’effettiva utilità e spendibilità del titolo nell’ambiente di lavoro, con una media di risposte positive pari all’87,7%, che supera ampiamente quella nazionale pari al 66,3%. Dai dati riportati nel rapporto, Unicam viene premiata anche per i risultati sulla valutazione dell’esperienza universitaria e sulla soddisfazione espressa dai laureati. Il 94% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente, il 90,3% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso ed il 92% dei laureati che le ha utilizzate ritiene le aule adeguate. Più in generale, il 95,6% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? L’80,5% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo. “L’indagine AlmaLaurea – ha dichiarato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – conferma la qualità dell’offerta formativa di Unicam, premiando gli sforzi e l’impegno dell’Ateneo. Da tempo infatti stiamo lavorando affinché la formazione dei nostri laureati sia incentrata sulle esigenze del mercato del lavoro, con confronti a tutto campo con il mondo imprenditoriale, sia nel nostro territorio che in ambito nazionale, nella progettazione e definizione dell’offerta formativa, che dal prossimo anno accademico vedrà l’attivazione del corso di laurea triennale in “Scienze Giuridiche per l’Innovazione organizzativa e la Coesione sociale” e del curriculum in “Nutrizione per il Benessere e lo Sport”, nell’ambito del corso di laurea magistrale in Biological Sciences, così come si avrà una rimodulazione dei corsi di laurea magistrale in Physics e Mathematics and Application. I dati testimoniano ancora una volta che la laurea rappresenta un grande investimento per il proprio futuro, specialmente in questo particolare e difficile momento che tutti noi e la nostra società stiamo attraversando”.Per quanto riguarda la provenienza degli stranieri, la percentuale di laureati stranieri di Unicam (11,3%) si mantiene su un livello molto superiore alla media sia regionale (4,3) che nazionale (4,2). La percentuale di laureati stranieri nelle lauree Magistrali è pari al 24%.La percentuale di laureati che non risiedono nella Regione Marche è del 31,9% mentre le provenienze scolastiche dei laureati evidenziano la capacità di UNICAM di accogliere e supportare al meglio sia gli studenti che provengono da istituti con orientamento tecnico, che con orientamento liceale. UNICAM si distingue per un’alta percentuale di laureati, il 73,8%, che hanno svolto tirocini/stage riconosciuti durante il proprio percorso di studio. Anche la media di studio all’estero (18,3%) è più alta di quella complessiva degli atenei italiani, particolarmente accentuata è la percentuale di chi studia all’estero durante la laurea magistrale.Il 71,5% dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, decide di proseguire il percorso formativo con un corso di secondo livello

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Capital Group: Il debito in valuta locale dei ME, un porto sicuro dai rialzi della Fed?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Flavio Carpenzano, Investment Director per il Reddito Fisso di Capital Group. In passato i cicli restrittivi degli Stati Uniti sono stati generalmente fonte di stress per le economie emergenti e, di recente, hanno rappresentato un fattore di volatilità del debito in valuta locale dei ME, con variazioni nella valutazione delle tempistiche e del ritmo della normalizzazione della politica monetaria negli USA, influenzando il debito in valuta locale.Il debito in valuta locale dei ME tende a indebolirsi nei periodi di aumento dei tassi di interesse USA, in quanto l’aumento dei tassi statunitensi spesso coincide con il rafforzamento del dollaro USA e l’indebolimento delle valute dei ME, e anche per il fatto che normalmente l’aumento dei tassi USA determina una diminuzione del differenziale con i ME, riducendo la remunerazione ricevuta dagli investitori a fronte del rischio paese emergente assunto.Attualmente il dollaro USA è sopravvalutato in base al nostro modello fondamentale interno di valutazione dei tassi di cambio. Tuttavia, date le differenze nelle prospettive di crescita e la differenziazione dei tassi d’interesse reali tra Stati Uniti e resto del mondo, è probabile che questa situazione rimanga tale per un po’ di tempo. In base al nostro modello, le valute dei ME sono perlopiù sottovalutate, ma alcune economie a crescita più rapida potrebbero registrare un certo apprezzamento del relativo tasso di cambio rispetto al dollaro. Da inizio anno la maggior parte delle valute dei ME ha in realtà registrato un apprezzamento rispetto alle valute dei mercati sviluppati diverse dal dollaro, a conferma di questa sottovalutazione. I differenziali dei tassi di interesse sono scesi ai minimi del decennio nel 2020 per poi tornare a salire nel 2021. Le banche centrali dei ME hanno iniziato a normalizzare i tassi già nel 2021, ossia prima delle banche centrali dei mercati sviluppati (MS), sia a causa dell’aumento dell’inflazione dovuto all’eccesso di domanda nel mercato del lavoro (ad esempio in Europa orientale e Russia), sia a causa delle pressioni sulla credibilità politica e sulle finanze pubbliche (ad esempio in America Latina). I tassi d’interesse sia nominali che reali sono saliti, in particolare nei paesi a più alto rendimento che, in genere, risultano i più vulnerabili alla stretta della Fed.Un altro fattore da valutare è se il debito in valuta locale dei ME abbia già scontato l’aumento dei tassi d’interesse USA. Il debito in valuta locale dei ME tende a subire un’ondata di vendite massicce quando i rialzi della Fed iniziano a essere incorporati nei prezzi, ma spesso resta relativamente stabile, o addirittura in rialzo, una volta annunciati i rialzi della Fed.Guardando al taper tantrum del 2013, si nota in realtà che i rendimenti negativi sono stati per la maggior parte realizzati durante le fasi di discussione sulla stretta monetaria, piuttosto che durante il periodo di rialzo dei tassi. Infatti, durante il periodo di rialzo dei tassi tra dicembre 2013 e ottobre 2014, il rendimento in valuta locale è stato positivo, anche se l’elemento del tasso di cambio ha trascinato i rendimenti al ribasso.Sebbene i rendimenti complessivi del debito in valuta forte dei ME siano stati molto negativi rispetto alla media storica, questa volta (da agosto 2021 a maggio 2022) la maggior parte del calo è attribuibile alla duration, poiché gli extra rendimenti (che non tengono conto della componente di duration) hanno effettivamente mostrato una buona tenuta.È interessante notare come i tassi di cambio dei ME siano stati la principale fonte di debolezza dei rendimenti in valuta locale dei ME durante i periodi di inasprimento delle condizioni finanziarie, mentre attualmente la debolezza ha riguardato soprattutto la duration locale. Ciò evidenzia che, rispetto ai precedenti periodi con condizioni finanziarie più restrittive, la maggior parte delle valute dei ME risulta più debole rispetto al passato.Dopo un decennio di crescita debole, commercio stagnante e flessione dei prezzi delle materie prime, la pandemia ha obbligato i ME ad aumentare drasticamente la spesa pubblica. I disavanzi fiscali e il debito pubblico dei ME risultano quindi più elevati rispetto ai picchi precedenti, anche se i livelli di debito pubblico sono ancora nettamente inferiori ai livelli dei MS e rimangono gestibili (l’FMI prevede un debito pubblico dei ME pari al 66% del PIL nel 2022 rispetto al 116% del PIL dei MS).Anche la composizione valutaria, la scadenza e la proprietà del debito sono importanti per determinare l’esposizione di un paese ai rischi di mercato e di rifinanziamento. Dal 2013 i titoli di Stato dei ME sono in genere meno dipendenti dai prestiti esteri, molti paesi emergenti hanno allungato le scadenze delle relative emissioni e le partecipazioni estere nelle obbligazioni in valuta locale hanno tendenzialmente subito una flessione. Quindi, nonostante l’incremento del debito pubblico e dell’inflazione subito dal 2013, lo spostamento verso il debito in valuta locale e il debito a lungo termine ha contribuito a ridurre la dipendenza dai flussi di capitale estero a breve termine.Nel frattempo, è probabile che la debolezza del debito in valuta locale dei ME dovuta all’aumento dei tassi d’interesse USA si sia già in gran parte manifestata. I rendimenti sono saliti e le valutazioni sono diventate più convenienti per tassi di cambio e debito in valuta locale dei ME.

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RBC GAM: India, prospettive positive per il settore farmaceutico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

A cura di Veronique Erb, Portfolio Manager Emerging Markets, RBC Global Asset Management. Il governo indiano si sta adoperando per ampliare la copertura e l’accessibilità della sanità alla popolazione, ad esempio offrendo un’assicurazione sanitaria gratuita per le famiglie a reddito inferiore. Per stimolare gli investimenti, il governo ha introdotto diversi programmi per ridurre la dipendenza dell’India dalla Cina per i principi attivi farmaceutici (API) e migliorare la produzione nazionale di farmaci essenziali. A nostro avviso, si tratta di piccoli passi per migliorare l’ecosistema produttivo dei prodotti essenziali in India. Finora abbiamo assistito a una partecipazione limitata e selettiva da parte delle principali aziende farmaceutiche, che sono in attesa di una maggiore chiarezza sulle politiche e di maggiori incentivi prima di impegnare maggiori capitali. Una graduale ripresa dello schema di incentivi per i piccoli produttori potrebbe rafforzare l’ecosistema della produzione farmaceutica nazionale nel lungo periodo. Ma i benefici più immediati dello schema saranno visibili nei prossimi due anni. Più in generale, sebbene ci aspettiamo che il mercato sanitario indiano rimanga dinamico nel resto del 2022 a causa delle preoccupazioni macro, dell’aumento dei prezzi delle materie prime, della volatilità della catena di approvvigionamento e di alcune sfide specifiche del settore, come l’erosione dei prezzi dei farmaci generici negli Stati Uniti, quest’anno i tassi di crescita del settore dovrebbero tornare al 10-12%.Nell’attuale contesto, riteniamo che il segmento degli ospedali si trovi in una posizione migliore rispetto ai produttori farmaceutici, in quanto il flusso di pazienti (compresa la domanda repressa) rimane forte. Per le aziende farmaceutiche, ci aspettiamo che le sfide specifiche continueranno per i prossimi 1-2 trimestri, ma il contesto dovrebbe migliorare nella seconda metà dell’anno. Un esempio vincente è il Dr. Reddy’s Lab, che si sta concentrando sul mercato indiano e su altri mercati emergenti, dove il potere dei prezzi è forte, come mercato finale. Anche le valutazioni sono interessanti.L’India rimane ancora un hub per i farmaci generici e i suoi progressi nel settore sanitario hi-tech, come le biotecnologie, sono stati finora molto graduali. Ciò è dovuto principalmente al fatto che le competenze indiane si concentrano maggiormente sullo sviluppo di farmaci generici di qualità a costi inferiori.Guardando più in generale alle IPO sul mercato indiano, il contesto è diventato più difficile per la maggior parte dei settori in generale, dato che alla fine dello scorso anno si è assistito a un’ondata di quotazioni, molte delle quali a valutazioni elevate, in particolare nei settori della tecnologia e delle piattaforme.Non credo che la difficoltà del mercato delle IPO avrà un impatto sullo sviluppo del settore sanitario. Potrebbe avere un impatto sui piani di raccolta fondi per le aziende che cercano di espandersi nello spazio dell’e-health, come le farmacie online, la diagnostica, le tele-consulenze ecc. Tuttavia, si tratta ancora di una piccola porzione del mercato.

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TCW: Dalla Fed il più grande aumento dei tassi degli ultimi 28 anni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

A cura di Bret Barker, Head of Global Rates, TCW. È evidente quanto il tema dell’inflazione sia particolarmente sentito dalla Federal Reserve ed è anche per questo che abbiamo assistito al più grande aumento dei tassi degli ultimi 28 anni. Ma soprattutto, la Fed non ha a disposizione più informazioni di noi sul percorso che prenderà l’inflazione. Per questo riteniamo sia passibile di ripetere il ciclo del 1994, in cui il mercato guidava la banca centrale americana nell’aggiustamento della politica. La scorsa settimana l’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) ha mostrato un’ampia resilienza tanto che le aspettative di inflazione dell’Università del Michigan sono salite ai massimi da oltre un decennio, il che ha spinto al rialzo i tassi dei Treasury front-end. La Fed sembrava accontentarsi di aumentare i tassi di 50 punti base ad ogni riunione, ma la reazione del mercato ai dati ha contribuito a forzare la sua mano, spingendola a effettuare un rialzo di 75 punti base. Concordiamo sul fatto che i rialzi di 75 punti base non saranno la norma in futuro, ma è chiaro che la Fed ha sentito il bisogno di anticipare la narrativa sull’inflazione per calmare i mercati. La conferenza stampa del presidente della Fed, Powell, ha messo in evidenza una serie di questioni. La Fed potrebbe non sapere dove sia la neutralità, ma vuole arrivare il più rapidamente possibile a una situazione, appunto, di neutralità o, almeno, di lieve restrizione. Powell ritiene che la neutralità sia attorno al 2-2,5% e che il 3-3,5% sia una misura restrittiva. Ricordiamo che la Fed ha un duplice mandato: massima occupazione e prezzi stabili. La Fed ritiene che il mercato del lavoro sia così solido da potersi concentrare sull’aspetto inflazionistico del suo mandato. Ci sono rischi di un inasprimento eccessivo, ma anche di un inasprimento insufficiente. Powell vuole chiaramente evitare di bloccare l’inflazione e rallentare la crescita. Secondo le sue parole, la domanda è surriscaldata e bisogna rallentarla. Purtroppo, l’inflazione e il lavoro sono “lagging indicator”, indicatori che seguono in ritardo i movimenti. Concentrarsi sull’IPC o sul tasso di disoccupazione aumenta il rischio che la Fed aumenti i tassi più del necessario.In prospettiva, il Dot plot, che illustra il probabile percorso della politica della Fed da parte del FOMC, mostra che il tasso dei Fed fund si avvicinerà al 3,5% quest’anno e al 3,75% il prossimo. Si tratta di un dato molto vicino alle aspettative del mercato, che indica la volontà della Fed di entrare in un territorio restrittivo. Il percorso futuro non è chiaro, data l’incertezza sull’inflazione, ma il mercato e la Fed sono ora allineati su una politica restrittiva per il resto dell’anno. Prevediamo un rallentamento della crescita e la curva dei Treasury sta lanciando un segnale d’allarme con la sua inversione, ma molto probabilmente è troppo presto per dichiarare che una recessione è imminente. Guardando al resto del mondo, questo ciclo è molto diverso dal ciclo di inasprimento del 2018 che ha visto la Fed alzare i tassi mentre le altre banche centrali dei mercati sviluppati restavano in attesa, spingendo le banche dei mercati emergenti ad alzare i tassi. Questo ciclo ha visto una stretta monetaria su base globale con alcuni Paesi emergenti, come il Brasile, in netto anticipo rispetto alla Fed. Nelle ultime due settimane, le banche centrali globali si sono tutte riunite intorno all’idea di accelerare il ritmo della stretta. La Reserve Bank of Australia aveva segnalato che si stava preparando a un aumento già a febbraio e da allora ha aumentato i tassi di 75 punti base nelle ultime due riunioni. La BCE è stata l’ultima a cambiare idea e ora è disposta ad alzare i tassi di 50 punti base. Le azioni della Fed di ieri sono aggressive, ma si inseriscono nel contesto degli altri Paesi del G7. L’unica eccezione è la Banca del Giappone. La Bank of Japan continua a mantenere un atteggiamento di allentamento difendendo l’ancoraggio al Treasury a 10 anni. Di conseguenza, lo yen non è mai stato così debole negli ultimi 24 anni.

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GAM: Gamification, tutto diventa un gioco!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

A cura di David Goodman, Investment Manager di GAM Investments. Gli incentivi e i premi per aver ottenuto un buon risultato hanno sempre fatto parte della nostra vita, dai distintivi da boy scout nei primi anni del ‘900 alle stelle d’oro guadagnate a scuola, fino ai premi fedeltà delle compagnie aeree ai dirigenti d’azienda che volano con frequenza. Praticamente, la gamification integra incentivi ispirati al mondo dei giochi con attività che non sono giochi. Fa appello al bisogno dell’uomo di sentirsi ricompensato e di divertirsi, introduce gli aspetti del gioco in una molteplicità di scenari, spesso sia a vantaggio del fornitore che dell’utente finale. Oggi grazie alla digitalizzazione e ai dispositivi mobili onnipresenti, la gamification è entrata a far parte di ogni aspetto della nostra vita: le aziende usano il gioco per fidelizzare i dipendenti o migliorarne la performance, gli istituti di formazione per coinvolgere maggiormente gli studenti, l’industria del fitness per incoraggiare le persone a fare esercizio, l’esercito statunitense per reclutare nuove leve. I meccanismi del gioco vengono applicati al mondo reale, praticamente in ogni ambito, tra l’altro come elementi di design in piattaforme ed esperienze esistenti per incrementare il coinvolgimento, la partecipazione, l’interazione e la produttività degli utenti. Applicando gli incentivi presi dal mondo dei giochi ad attività di altro tipo, la gamification fa leva sul fatto che molte persone traggono un piacere innato dalla gara, dal risultato, dalla collaborazione e anche dal fare del bene. Vengono usati molti degli strumenti tipici dei videogiochi, come livelli, punteggi e distintivi. Offrendo una ricompensa e divertimento per un’attività basata sulla performance, la gamification può rendere più piacevoli alcuni aspetti della nostra routine quotidiana.Le aziende utilizzano da tempo le tecniche del gioco, per esempio premiano gli utenti se ottengono determinati risultati o distribuiscono punti da utilizzare per gli acquisti. Gli sconti per chi viaggia frequentemente in aereo o le carte fedeltà dei negozi hanno dimostrato di avere grande successo nel fidelizzare i clienti e sono facilmente misurabili. Un esempio interessante dei punti fedeltà è l’app Rewards di Starbucks. Grazie alla digitalizzazione, l’azienda ha portato l’idea di base su un altro livello, creando il programma fedeltà di maggiore successo di tutti i tempi. L’app ha sostituito le carte fedeltà tradizionali con un sistema in cui i clienti guadagnano punti a ogni acquisto che possono usare per avere premi di valore crescente. Nel 1° trimestre del 2022, Starbucks riportò una crescita dell’app del 21% con il record di 26,4 milioni di membri attivi per 90 giorni. Indubbiamente l’app piace sia ai clienti che a Starbucks. Ma la gamification non è sempre la strada giusta basti pensare al caso di Robinhood, in cui la popolare app di trading ha applicato le meccaniche del gioco agli investimenti. L’esperienza d’investimento viene dunque assimilata a un videogame. Ogni volta in cui veniva eseguita un’operazione comparivano sullo schermo dei coriandoli digitali (poi rimossi) che incoraggiavano gli investitori all’uso della app. Se inizialmente può sembrare una buona idea quella di rendere gli investimenti più divertenti, in pratica queste tecniche hanno attirato l’attenzione delle autorità che indagano sul possibile effetto manipolatorio sul comportamento degli investitori. Nell’agosto del 2021 la SEC, la commissione per la Borsa valori statunitense, ha aperto un’inchiesta formale sulla gamification degli investimenti e sulle “prassi di engagement digitale”.  La previsione è che la domanda aumenterà in futuro, l’intero mercato della gamification dovrebbe crescere da 9,1 miliardi di dollari nel 2020 a 30,7 miliardi di dollari entro il 2025, a un tasso di crescita composito annuo (CAGR) del 27,4%. Il Nord America rappresenta in questo momento la percentuale più elevata del mercato globale della gamification e dovrebbe continuare così per i prossimi cinque anni, anche grazie al numero elevato di utenti di Internet tramite dispositivo mobile, infatti il 90% dei residenti possiede uno smartphone.  In Europa la gamification dovrebbe crescere molto nei prossimi cinque anni anche grazie al sostegno dei governi locali e delle parti interessate. Per esempio, nel Regno Unito e in Francia, le autorità organizzeranno più conferenze ed eventi. Non sorprenda che, mentre il Nord America e l’Europa continueranno per un po’ a dominare il settore, altre regioni cercheranno di recuperare.Il successo della gamification in futuro dipenderà dall’interazione tra le aziende e i millennial. Essendo cresciuti in un’era tecnologica, si aspettano un grado di coinvolgimento elevato da parte di marchi, prodotti e aziende. Danno per scontato che le esperienze siano personalizzate su misura dell’utente ma, secondo noi, vogliono anche essere parte di qualcosa di più grande, che li metta in collegamento con gli altri e che abbia uno scopo. A livello pratico, la gamification si può integrare con i CRM e i siti web di e-commerce. I dati che produce sono enormi e contengono analisi preziose. La loro capacità di fornire dati su ciò che funziona e, aspetto più importante, su ciò che non funziona, sarà vista come un fattore importante dalla maggior parte delle aziende che li utilizza per migliorare.È difficile prevederne appieno gli sviluppi, tuttavia con l’accelerazione della digitalizzazione, a nostro giudizio, la gamification probabilmente sarà uno strumento interessante per tutti i settori nell’ottica di migliorare efficienza e produttività.

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Flessibilità BCE fondamentale per i rendimenti obbligazionari nell’Europa periferica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm “La riunione straordinaria di qualche giorno fa, focalizzata sul rischio di frammentazione economica e finanziaria dell’Eurozona, ha parzialmente deluso i mercati, già scoraggiati dalla vaghezza del meeting di settimana scorsa. Tuttavia, in assenza di indicazioni sostanziali sul nuovo strumento a cui la Banca Centrale sta lavorando, la moneta unica ha perso completamente i guadagni della mattinata. La nota positiva è che però ci potrebbe essere un ulteriore strumento oltre al reinvestimento del PEPP, che non era stato giudicato sufficiente per moderare il rialzo degli spread. In tal senso, anche la capacità di strumenti aggiuntivi per mitigare l’effetto del rialzo dei tassi sulla stabilità finanziaria dell’Europa periferica rimane tutta da dimostrare. Riteniamo però che la flessibilità a cui la BCE ambisce sia un aspetto fondamentale per i rendimenti obbligazionari dell’Europa periferica, non solo grazie al contenimento diretto degli spread derivante dall’acquisto di titoli, ma anche per l’impegno stesso della Banca Centrale ad intervenire in situazioni di stress. Detto questo, concentrare i propri investimenti in alcuni Paesi puntando sistematicamente sulla protezione della Banca Centrale rappresenta un azzardo e riteniamo dunque importante continuare a diversificare la componente obbligazionaria di portafoglio”. Per ulteriori info si veda http://www.moneyfarm.com

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ESG e istituzionali: la gestione attiva può migliorare la sostenibilità del portafoglio mantenendo un elevato profilo rischio/rendimento?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

A cura di Marco Ghilotti, Senior Manager Institutional Clients e Gabriele Susinno, Senior Client Portfolio Manager QUEST Global Equities, Pictet Asset Management. Se è vero che l’esclusione può essere considerata già una forma di engagement, in fase di costruzione di portafoglio gli investitori non potranno più affidarsi esclusivamente a esposizioni tradizionali al beta per ottenere rendimenti accettabili. Di fronte a un periodo particolarmente complesso come quello attuale, la componente di selezione ESG si deve necessariamente accompagnare ad un ulteriore filtro “attivo” di valutazione degli asset di rischio. Ne consegue che qualsiasi cashflow proveniente da una acquisizione o da un progetto di un’impresa ricompresa nel benchmark ha, per l’azionista, un valore attuale superiore a quello che avrebbe se l’azienda non fosse inclusa in un benchmark. Lo stesso fenomeno di amplificazione si osserva nella valutazione di fusioni e acquisizioni, spin-off e IPO. Se ciò fosse confermato, capovolgerebbe il risultato standard della finanza aziendale secondo cui il valore di un investimento è indipendente dall’entità che lo valuta. Alcuni manager attivi potrebbero non volere o essere invitati a non deviare troppo dall’indice, per evitare risultati difficilmente spiegabili; nell’ottica di una adeguata diversificazione, un manager attivo che pensasse, per qualsiasi ragione, che le aziende Apple, Tesla o Microsoft siano le migliori opportunità, ma non riflesse nelle valutazioni di mercato, difficilmente potrà far fruttare quell’intuizione rispetto all’indice, a meno che non acquisti una quantità eccessivamente importante di quelle stesse azioni.Con il passare del tempo, la “moda passiva” ha accumulato rischi sistemici amplificati e ha reso gli investitori attivi una buona fonte di diversificazione, in particolare contro selloff futuri. Nel tempo, infatti, il rischio di concentrazione si materializza in un’instabilità sistemica realmente messa alla prova dal rallentamento del ciclo economico. Rialzo dei tassi, inflazione ai massimi storici degli ultimi quaranta anni e inversione della correlazione tra obbligazioni e azioni stanno mettendo a dura prova i paradigmi di investimento consolidati nei primi decenni del terzo millennio.Tra le strategie utilizzate spiccano l’integrazione ESG (25.000 miliardi) e il negative screening (15.000 miliardi). Se guardiamo però ai tassi composti di crescita, l’integrazione dal 2016 è aumentata del 25% su base annua, mentre il negative screening è rimasto fermo (0%).Se è vero che l’esclusione può essere considerata già una forma di engagement e di selezione attiva, in fase di costruzione di portafoglio gli investitori non potranno più affidarsi esclusivamente a esposizioni tradizionali al beta per ottenere rendimenti accettabili. Per quanto attiene gli investitori istituzionali italiani, la pandemia ha avuto un ulteriore impatto sulla sensibilità agli aspetti ESG. Il mercato, infatti, considera sempre di più gli impatti sociali e ambientali dei prodotti finanziari e degli approcci di investimento, oltre alle performance finanziarie. Secondo la terza indagine “Esg ed Sri, le politiche di investimento sostenibile degli investitori istituzionali italiani”, i gestori hanno dichiarato di voler investire maggiormente in quest’ambito attraverso i fondi d’investimento alternativi (il 91% dichiara che aumenterà l’esposizione), ma anche con fondi d’investimento tradizionali (34%), Fia immobiliari (20%) ed Etf (20%).Il 56% degli enti ha dichiarato di adottare una politica d’investimento sostenibile. Al momento i dati sulla ripartizione tra attivo e passivo non sono noti, in particolare per quanto riguarda la componente azionaria dei portafogli istituzionali, ma è ragionevole stimare che l’approccio passivo abbia superato quello attivo e sia in continua crescita. Ne risulta che, di fronte a un periodo particolarmente complesso come quello iniziato nel 2022 e molto probabilmente destinato a proseguire nel 2023, la componente di selezione ESG si deve necessariamente accompagnare ad un ulteriore filtro “attivo” di valutazione degli asset di rischio. Crescita dell’inflazione, andamento del settore delle commodity, rischi geopolitici e protrarsi del conflitto in Ucraina, senza dimenticare il persistente rischio legato della pandemia, sono solo alcune delle variabili che stanno sempre più entrando in gioco in questo scorcio d’anno.È pertanto interessante notare la tendenza in corso verso la costruzione di portafogli che assumono la configurazione, ove possibile e permesso agli investitori istituzionali, degli endowment internazionali. Come detto, sarà necessario assumere maggiori rischi privilegiando la ricerca dell’alfa, più che del beta. (abstract by http://www.bc-communication.it)

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Possiamo fare a meno della Cina?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

La maggior parte degli oggetti che acquistiamo e usiamo sono “made in China”, anche per una convenienza del luogo di produzione che ha spinto diverse aziende “occidentali” a delocalizzare la produzione (così come anche in Paesi della stessa regione). E oggi possiamo fare acquisti, anche di qualità, che prima erano più costosi. Il regime cinese, inoltre, detiene il 93% delle scorte mondiali di rame, il 74% di alluminio, il 68% di mais e il 51% di frumento. Tra le altre cose, se dovesse andare in porto la recente decisione del Parlamento europeo di bandire le auto a combustione entro il 2035, occorre ricordare: – le attuali produzioni “non-cinesi” di auto elettriche, sono nicchie costose e abbastanza esclusive. E al momento e in prospettiva, non si notano grandi cambiamenti ; – economicità e dominio del mercato di molti prodotti “made in China” si potrebbero estendere alle auto; – la Cina, oltre a controllare la filiera delle terre rare e i processi di raffinazione di litio, cobalto e nichel, produce oltre la metà degli elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde.La compressione dei prezzi e dei tassi di interesse di cui siano stati protagonisti negli ultimi trent’anni è frutto essenzialmente della globalizzazione, a cui hanno contribuito le centinaia di migliaia di lavoratori dall’est europeo e dalla Cina che hanno consentito di tenere bassi i salari e i costi dei prodotti esportati in Occidente. Questi lavoratori vanno esaurendosi e, al momento, non sembra verranno rimpiazzati da africani e orientali vari. La globalizzazione per certi versi continua ma a dimensioni diverse. L’inflazione ha raggiunto livelli alti.La “derussizzazione” della nostra economia è solo agli inizi e il consumatore medio non ne sente ancora le conseguenze . La “decinizzazione” non è un’ipotesi inesistente, visto che la Cina di Xi Jinping non passa giorno senza elogio di Putin, o che minacci di invadere Taiwan, o che continui nelle sue oppressioni politiche (Hong Kong) ed etnico/religiose (Uiguri), etc. Cosa dovrebbe/potrebbe accadere nel momento in cui dovremmo avere a che fare con la “decinizzazione”? Al momento, visto lo stato dei fatti e delle prospettive a breve e lungo termine, per noi si prospettano economie molto grige. Dopo il “laissez-faire” e il “laissez-passer” che abbiamo usato con la Russia di Cecenia, Georgia, Crimea, etc, abbiamo imparato che è meglio prevenire che combattere? Dove la posta in gioco, questa volta, è molto più alta? François-Marie Arouet – http://www.aduc.it

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Cresce “al femminile” il colosso della logistica di Bergamo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

La logistica attrae sempre più i giovani. Almeno quelli che, oggi, hanno più intraprendenza e voglia di fare. Bracchi ha infatti appena terminato una campagna di un centinaio di assunzioni nei primi mesi del 2022: 78 dipendenti faranno riferimento alle sedi italiane (tra di loro, 30 sono donne), 23 nuovi dipendenti per le sedi estere (di cui ben 16 presenze femminili), distribuiti tra Germania, Polonia e Slovacchia. L’età media aziendale è intorno ai 40 anni.Il 90% dei nuovi arrivi in Bracchi sono contratti di tipo indeterminato e determinato, con un significativo numero di stabilizzazioni, il restante sono tirocini formativi che per Bracchi rappresentano una valida via per scoprire nuovi talenti. Il dato della presenza femminile in azienda a questo punto è significativo: il 45,5% delle nuove assunzioni sono donne, in un settore percepito storicamente come maschile, segno dell’impegno aziendale verso la gender equality, ma anche di un nuovo modo, dal punto di vista delle donne, di percepire la logistica. In Bracchi, infatti, ci sono donne alla guida di camion e muletti, ma sono presenti anche in ruoli manageriali e in ogni ambito della vita lavorativa, dall’ingegneria logistica alla pianificazione dei trasporti, dalla direzione delle succursali estere, fino agli uffici amministrativi. “Abbiamo un forte bisogno di giovani capaci di affrontare le sfide che la logistica ci pone ogni giorno”, dice l’amministratore delegato Umberto Ferretti. “Siamo alla ricerca costante soprattutto di autisti, magazzinieri, ingegneri logistici e professionisti nella gestione di trasporti, spedizioni, gestione documenti doganali e fiscali, amministrazione. Per aiutarli ad integrarsi in azienda, diamo la possibilità ai giovani di mettersi alla prova con percorsi di formazione e tirocini aziendali, grazie anche a partnership attive con istituti di formazione”. Decisivi per Bracchi sono i temi ESG (Environmental, social and governance, ndr) e il mondo del lavoro: l’etica contrattuale, la sicurezza, la sostenibilità ambientale e il modello di governance con l’organismo di vigilanza. Le sfide connesse alla progressiva crescita aziendale sono molte, per questo in Bracchi è stata implementata la governance aziendale, ora garantita da un modello di organizzazione, gestione e controllo (ODV), che vigila sul rispetto di etica contrattuale, sicurezza e politiche ambientali. Il “modello” è stato predisposto sulla base delle prescrizioni del decreto e delle linee guida elaborate da Confindustria per sensibilizzare sia dipendenti che collaboratori di Bracchi, affinché seguano, nell’espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e lineari al fine di prevenire il rischio di commissione dei reati che possono esser commessi in azienda.

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Per l’Università di Padova due riconoscimenti e due segnalazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

L’Università di Padova conquista due premi e due segnalazioni, quest’anno, nell’ambito del “Premio PA sostenibile e resiliente 2022”, promosso da FPA e ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il cui obiettivo è scoprire e valorizzare le migliori iniziative di amministrazioni, associazioni e start up sui temi dello sviluppo sostenibile e degli obiettivi dell’Agenda 2030. Ad aggiudicarsi i premi sono stati l’Area Comunicazione e Marketing dell’Università di Padova con il progetto “Il clima che vogliamo” e il Dipartimento di Psicologia Generale con il progetto “BE-GREEN”. L’Area Comunicazione e Marketing del nostro Ateneo ha vinto il premio nella categoria “Comunicare la sostenibilità” grazie a “Il clima che vogliamo”, la serie de “Il Bo Live” che offre una prospettiva a 360 gradi riportando i principali problemi riguardanti il cambiamento climatico. Aspetto particolarmente rilevante del progetto, secondo il parere della giuria, è la sua crossmedialità: i contenuti sono stati veicolati anche attraverso podcast, infografiche e video. L’obiettivo principale è la disseminazione di dati scientifici verificati sulle problematiche del cambiamento climatico nei confronti sia di un pubblico di esperti sia di un pubblico generalista. La serie intende dare uno sguardo a 360° sui diversi aspetti legati al climate change, non solo da un punto di vista di analisi scientifica dei dati ma anche da un punto di vista sociale e culturale che permetta ai lettori di comprendere come il cc abbia ricadute anche molto concrete sulla vita di tutti i giorni. Il Bo Live si rivolge a un pubblico eterogeneo, con una prevalenza nella fascia d’età 21/35 anni. I principali beneficiari sono i giovani, coloro sulle cui spalle pesano gli effetti dell’inquinamento di origine antropica, causa indiscussa del cambiamento climatico. La serie è comunque pensata per raggiungere un pubblico più ampio possibile, compresi enti di ricerca scientifica che lavorano sul cambiamento climatico per fare massa critica rispetto ai cosiddetti policy maker. Il Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova ha ricevuto il premio nella categoria “Formare sui temi della sostenibilità” per “BEE-GREEN”, programma di ricerca realizzato in collaborazione con Eni, per mappare i fattori alla base di comportamenti pro-ambientali nei lavoratori e sviluppare percorsi di formazione dei dipendenti efficaci nel promuovere una cultura green-oriented in ambito lavorativo. Tra i finalisti dell’edizione 2022 del Premio sono stati segnalati, sempre per l’Università di Padova, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale, finalista nella categoria “Formare sui temi della sostenibilità” con il “Corso di Laurea Magistrale Internazionale in Climate Change and Diversity: Sustainable Territorial Development (CCD-STeDe)”, e il CISR, Centro Interdipartimentale di Studi Regionali “Giorgio Lago”, sul podio per la categoria “Fare rete per raggiungere obiettivi di sostenibilità” con il laboratorio “UnicityLab – Laboratorio UNICITY sulle relazioni tra Università e Città di Padova”.

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