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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 271

PIMCO: L’inflazione europea resterà più a lungo elevata

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2022

A cura di Lorenzo Pagani, Portfolio Manager di PIMCO. Mentre l’inflazione europea raggiunge livelli mai visti dagli anni ’80, gli investitori si chiedono se sia troppo tardi per coprirsi. I prezzi al consumo nell’area dell’euro continuano a salire, con un incremento dell’8,1% rispetto all’anno scorso nel mese di maggio, ponendo una forte sfida ai banchieri centrali che cercano di contenere l’inflazione senza far precipitare l’economia in recessione.Le dinamiche dell’aumento dell’inflazione sono per lo più di natura globale. L’invasione russa dell’Ucraina ha sconvolto le catene di approvvigionamento globali, che si stanno ancora riprendendo dalla pandemia, e ha tagliato le forniture di molte materie prime di base, facendo salire bruscamente i prezzi. Queste pressioni, particolarmente acute in Europa, si stanno estendendo a tutti i Paesi e a tutti i prodotti. La produzione di acciaio, fertilizzanti e carta si è ridotta. La forte dipendenza dell’UE dalla Russia per il gas e le materie prime agricole suggerisce che l’inflazione potrebbe essere più ingestibile finché l’area non si orienterà verso altre fonti. – Spirale inflazione-crescita: Più a lungo l’inflazione realizzata rimane alta, maggiore è il rischio che i comportamenti cambino, portando i lavoratori a chiedere salari più elevati e i consumatori a rinviare gli acquisti. – Bilanciamento tra crescita e inflazione: L’Europa si trova a fronteggiare un difficile equilibrio. In un contesto di crescita economica debole, i policymaker hanno poco spazio di manovra rispetto alle controparti statunitensi e potrebbero dover tollerare un’inflazione più elevata se l’alternativa è una recessione indotta dalle manovre politiche. – Politica fiscale: La diversificazione dell’Europa dalle importazioni di energia russa e l’aumento della spesa per la difesa suggeriscono un aumento della spesa pubblica nei prossimi anni. È troppo tardi per coprire i rischi di inflazione? Pensiamo di no. A nostro avviso, le coperture dell’inflazione rimangono a buon mercato rispetto alla storia e non riflettono adeguatamente i rischi di rialzo delle prospettive di inflazione, il che significa che gli strumenti di copertura dall’inflazione in Europa possono ancora avere un prezzo interessante.Riteniamo che gli asset reali e indicizzati all’inflazione possano fornire agli investitori una potente copertura contro ulteriori shock al rialzo e migliorare la diversificazione e il potenziale di rendimento del portafoglio. Anche se le pressioni sui prezzi legate alla pandemia e alla guerra si dissolvessero, riteniamo improbabile che si ritorni al paradigma pre-pandemico di crescita e inflazione basse ma stabili. Riteniamo piuttosto che nei prossimi cinque anni l’economia globale sarà probabilmente caratterizzata da una maggiore volatilità e da traiettorie di inflazione divergenti. In questo contesto, gli investitori dovrebbero considerare l’intera gamma di risultati potenziali e posizionare i portafogli in modo da essere solidi in una serie di diversi contesti macroeconomici. (abstract)

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