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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 271

Robeco Soluzioni circolari: la triplice risposta alle sfide della catena di approvvigionamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2022

A cura di Natalie Falkman, Senior Portfolio Manager di Robeco. Gli effetti dei problemi di approvvigionamento si ripercuotono inevitabilmente su aziende, consumatori ed economie. I contagi da Covid continuano a turbare intere regioni nel mondo, provocando lockdown che impongono la chiusura di fabbriche, intasano i porti, paralizzano gli autotrasporti e riducono il flusso internazionale di merci.I limiti alle forniture sottolineano quanto siano diventate fragili e vulnerabili le catene di approvvigionamento. Queste ultime sono ormai così lunghe, complesse e frammentate che i consumatori finali non hanno idea di cosa provochi i colli di bottiglia e le interruzioni. Di solito i fattori produttivi vengono estratti, processati e assemblati a monte da operatori diversi in paesi diversi, per poi essere spediti ai clienti a valle. Per esempio, la produzione di una cella fotovoltaica inizia estraendo sabbia di quarzo in Cina. Che poi viene fusa in lingotti, sezionata in fette sottili (wafer) e finalmente assemblata a formare pannelli solari da operai che lavorano in varie fabbriche di Malesia, Cambogia, Vietnam e Thailandia.Negli ultimi vent’anni, il potere produttivo della Cina è aumentato in modo considerevole. Oggi il paese è il primo esportatore al mondo e rappresenta il 12% del mercato del commercio globale di merci, valutato 28,5 trilioni di USD nel 2021. Pur consentendo ai consumatori mondiali di godere di un numero maggiore di beni a prezzi inferiori, questo significa che la produzione mondiale è sempre più concentrata e pericolosamente dipendente dai fornitori cinesi.Inoltre, la disponibilità di fattori produttivi più convenienti ha facilitato la diffusione di un modello lineare, che parte dall’estrazione di materiali vergini e termina con la loro eliminazione da parte dell’utente finale. Così non solo si perde il valore insito nel prodotto, ma si avviano nuovi percorsi produttivi che richiedono più materie prime, processi e logistica. E che ogni volta danno vita a un nuovo ciclo di rischi ambientali e di fornitura.Esistono soluzioni circolari di diverse forme e dimensioni, adattabili alle caratteristiche e ai flussi dei vari settori. La rimessa a nuovo delle attrezzature consente ai produttori di aggiustare e rivendere merci di alta gamma in segmenti più bassi del mercato. I modelli PaaS (Product as a service) prevedono il leasing di prodotti fisici, per far sì che i consumatori possano noleggiare un servizio invece di acquistare un prodotto. Le organizzazioni specializzate in produzione e riparazione (MRO) offrono alla clientela una vasta gamma di componenti, affinché un macchinario costoso possa essere riparato piuttosto che sostituito.Al centro di queste soluzioni c’è il principio circolare secondo cui i prodotti vanno utilizzati più a lungo, in modo tale il loro valore sia fonte di soddisfazione per i consumatori e di ricavi per le aziende. Anche perché, mantenendo i prodotti in servizio più a lungo, si ha il vantaggio di dematerializzare le catene di approvvigionamento industriale e di ridurne i rischi.Un metodo simile viene utilizzato sempre più spesso da chi fabbrica prodotti meno sofisticati – ma comunque tecnologicamente avanzati – per i settori della sanità e della ricerca sulle bioscienze. Dai macchinari diagnostici per la risonanza magnetica agli spettrometri di massa per la scoperta di nuovi farmaci, i macchinari rigenerati forniscono a ospedali e laboratori scientifici un’ottima soluzione per contrastare l’aumento dei costi senza sacrificare i risultati. Stando alle previsioni, il mercato globale per le apparecchiature mediche usate raggiungerà i 10,5 miliardi di USD entro il 2027 (CAGR del 10,3%). Inoltre, in alcuni settori, i margini per i prodotti circolari superano quelli dei prodotti nuovi, con alcuni operatori del segmento business-to-business già impegnati ad accrescere i ricavi provenienti dai prodotti circolari.I sensori integrati e le tecnologie cloud consentono a chi usa i modelli PaaS di stabilire una connessione digitale con i propri prodotti fisici, raccogliendo dati e offrendo servizi personalizzati mai visti prima. In questo modo, gli utili vengono generati non tanto dalla produzione di volumi maggiori di prodotti tangibili, quanto dal miglioramento della qualità e del valore di quelli già in circolazione.Come dimostrano gli esempi di cui sopra, le soluzioni circolari sono particolarmente adatte alle industrie con prodotti a margine elevato ed alti costi di proprietà intellettuale e R&D. Per noi le opportunità più interessanti sono quelle a livello business to business. I modelli di economia circolare si stanno rivelando non solo una risposta efficace, ma anche un completo arsenale per combattere molteplici rischi e scoprire nuove opportunità. (abstract)

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