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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 271

Di Maio, da Beppe Grillo al Marchese del Grillo il salto della quaglia è stato breve

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2022

“Si dice che in politica vada bene tutto… va bene il cambiare alcune idee, la diversità di opinioni, il mood sulla guerra, il sostegno tout-court al governo, il cumulo dei ministeri e delle cariche, il trasversalismo, il trasformismo, il poltronismo, l’evoluzione della specie e pure la ragion di Stato! Ma prendere in giro gli elettori no, proprio NO! “ –cosi Vincenzo Pirillo, Presidente del Circolo Culturale Saragat Matteotti di Roma.- “In questo Parlamento italiano malato di autorefenzialismo, supponenza e prepotenza, la nostra classe politica vive un assurdo scollamento con la realtà, uno stato quasi comatoso che è cosa ancor più grave per chi è stato eletto da un movimento popolare del quale si è eretto addirittura portavoce!! Ma si sa, per alcuni maschietti l’erezione dura poco… In Italia abbiamo avuto il celodurismo leghista che si è dimostrato più molle di un budino scaduto; oggi abbiamo la disfunzionalità androgina del poltronismo incoerente ed assolutista! Fuori dai mondiali di calcio e dalle competizioni sportive, l’unica attività praticata è il salto della quaglia! Sport risibile se non ci fosse da piangere come disperati, si, perché mentre a palazzo di fanno i (soliti) giochi di potere, le persone comuni, o meglio, il Popolo, deve fare i conti con la vita di tutti i giorni, con il caro bollette, con i problemi del mondo del lavoro, con l’incertezza del futuro! Tutti argomenti che dovrebbero essere al centro dell’agenda elettorale dei vertici di qualunque partito politico, tanto più di quel movimento popolare e popoloso che doveva cambiare le sorti di tutti gli italiani ed invece a cambiato le fortune di pochi! Altro che aprire il parlamento come una scatola di tonno, altro che uno vale uno; la verità è che qualcuno ha fatto il furbo pensando di seguire la filosofia del Grillo, ma non quella di Beppe bensì del più nobile Marchese Onofrio, nella scena dell’osteria: io so io, e voi non siete un…! ““A questo punto la guerra tra Marchesi e Conte è aperta, e forse tutti noi, plebei, dovremmo rimboccarci le maniche e ri-prendere parte attivamente alla vita politica del Paese! Rimpiango amaramente gli anni della gloriosa prima repubblica e della partecipazione popolare di massa, rimpiango l’ideologia e ancor di più quella classe politica di sinistra fatta di uomini e donne convinti e coerenti, auspico il ritorno di una vera sinistra riformista resistente e battagliera arricchita da una maggior presenza di donne in Politica e nei posti di potere! Ma in questa Italia decadente –conclude Enzo Pirillo- e nel marasma che ha portato il movimento dalle stelle alle stalle, mi consola solo un pensiero: con la nuova legge elettorale Di Maio ed i suoi accoliti dovranno fare i conti con l’oste… e mi sembra di vedere una grande osteria di elettori arrabbiati, chi vivrà vedrà!” Vincenzo Pirillo, Presidente del Circolo Culturale “Saragat – Matteotti”

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