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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

I terroristi colpiscono ancora nel nord del Mozambico mentre ACS aumenta gli aiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2022

I terroristi hanno colpito ancora nella regione di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, uccidendo un numero imprecisato di persone, sequestrando donne e bambini e costringendo almeno 11.000 alla fuga, portando il numero degli sfollati a ben oltre 800.000. Gli ultimi attentati sono avvenuti nei distretti di Ancuabe e Chiure dopo quasi un mese di relativa pace e sembrano confermare le modifiche al modus operandi del gruppo terroristico che si identifica come Provincia del Mozambico dello Stato Islamico. I terroristi hanno iniziato le loro attività nell’ottobre 2017 con offensive su larga scala e hanno persino preso il controllo della città di Cabo Delgado; ora tuttavia tendono ad attaccare in gruppi più piccoli che si infiltrano e saccheggiano piccole città e insediamenti con maggiore facilità. Il vescovo Juliasse Sandramo, insediatosi alla fine di maggio, invita il mondo a non dimenticare la difficile situazione dei mozambicani. «Cabo Delgado deve ancora affrontare un problema di terrorismo e ha bisogno del sostegno del mondo intero, sia con gli aiuti umanitari sia nella ricerca di soluzioni globali, affinché il Mozambico possa trovare stabilità, pace e progresso. Abbiamo parrocchie praticamente distrutte – prosegue il prelato -, sacerdoti che vivono situazioni difficili perché hanno dovuto abbandonare la loro missione a mani vuote; bambini, anziani e altri hanno grandi bisogni e non possiamo farcela da soli». Il Mozambico è prevalentemente cristiano, tranne nel nord, dove i musulmani sono la maggioranza. Un gran numero di sfollati interni dunque non è cristiano. Anche in minoranza, tuttavia, la Chiesa è fortemente impegnata nel fornire aiuto, contribuendo alla sicurezza di tutti coloro che sono stati colpiti dalle violenze nelle regioni settentrionali. «Le parrocchie e le comunità religiose continuano ad essere luoghi di soccorso. Sono presenti quando le persone arrivano, le accolgono, offrono cibo, riparo, assistenza spirituale e sostegno psico-sociale», racconta mons. Juliasse Sandramo. Il nuovo Vescovo di Pemba esprime la sua gratitudine ad Aiuto alla Chiesa che Soffre aggiungendo: «Sebbene l’intervento militare abbia generato qualche speranza che le persone possano tornare ai loro luoghi di origine, questa rimane una possibiltà molto remota. Aiuto alla Chiesa che Soffre è una grande amica di Cabo Delgado, del Mozambico e dell’Africa. Ha fatto molto per aiutare. Grazie a questo aiuto anche noi, come Chiesa, abbiamo potuto svolgere il nostro lavoro, seguire il nostro gregge ed essere strumento di evangelizzazione. Voglio ringraziare tutti coloro che aiutano ACS a sostenere le persone bisognose in tutto il mondo. Che Dio benedica tutti i suoi benefattori», conclude mons. Juliasse Sandramo.

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