Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Blocco permanente ai veicoli: decisioni sbagliate in contesti emotivi indotti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

La lobby dell’industria automobilistica, per indurre a comprare un nuovo veicolo, con la scusa di bloccare l’inquinamento atmosferico, è intervenuta presso i governi nonché inducendo l’Unione Europea ha introdurre una serie di standard sulle emissioni inquinanti, identificati con la sigla Euro seguita da un numero, posta sia come prescrizione per le nuove costruzioni dei veicoli sia per impedire e/o limitare la circolazione stradale ai veicoli in modo da spingere il proprietario a rottamare il proprio veicolo anche se ha superato la revisione, ha pagato la tassa di circolazione e ha pagato l’assicurazione. Per verificare la classe ambientale del tuo veicolo, aprire https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/verifica-classe-ambientale-veicolo e completare i campi predisposti. Vale ricordare che in caso di blocco permanente dei veicoli, il Comune deve installare a tutti gli ingressi del suo territorio la segnaletica stradale verticale prevista dal Codice della Strada e dal relativo Regolamento di Esecuzione nonché indicare percorsi alternativi che un utente della strada deve percorrere per evitare il blocco e raggiungere la propria destinazione. Per quanto riguarda la violazione della interdizione alla circolazione stradale per classe ambientale in Italia, occorre inoltre ricordare che ciò comporta solo una sanzione amministrativa. Consigliamo pertanto di verificare preventivamente i limiti di circolazione stradale vigenti nella/e nazione/i che si è programmato di visitare o attraversare, consultando il sito della loro ambasciata, consolato e agenzia di promozione turistica in Italia.È bene ricordare che la lobby dei produttori di veicoli, nel tempo, ha promosso l’alimentazione a diesel, poi quella a GPL, poi quella METANO e ora quella elettrica ma la produzione dei veicoli elettrici è devastante perché: la loro circolazione produce ugualmente il rialzo delle polveri e il rilascio sulle strade delle usure; costringendo a rottamare un veicolo che ha superato la revisione, l’energia elettrica per la ricarica è prodotta da centrali termoelettriche inquinamento solo delocalizzato, il loto cuore pulsante è la batteria agli ioni di litio e l’averla a disposizione comporta enormi scavi a cielo aperto (paghe da fame e in alcuni casi sfruttamento dei minori), per ciascun kWh di cui è dotato l’accumulatore sono emessi dai 150 ai 200 kg di CO2 nell’ambiente, in alcune aree di scavi quasi il 65% dell’acqua viene utilizzata per estrarlo comportando la migrazione dei coltivatori, le batterie dopo ogni ricarica riducono la loro autonomia fino a dover essere sostituite (in teoria dovrebbero avere una vita di otto anni ma nella pratica arrivano solo fino a cinque) quasi la metà di tutte le batterie viene smaltita in inceneritori o in discariche. In passato abbiamo pubblicato ampi articoli dimostrando che in Italia l’inquinamento derivante da tutta la circolazione dei veicoli non supera il 25%. È quindi un problema da affrontare con la dovuta consapevolezza, prediligendo il trasporto delle merci su rotaia e rendendo efficiente il trasporto pubblico piuttosto che instaurare i poco risolutivi quanto deleteri blocchi permanenti. Purtroppo, però, gli interessi della lobby dei costruttori hanno finora impedito che queste soluzioni fossero adottate. Se non interviene preparati al salasso come pubblicato il 30 agosto 2021: “FIRENZE: 81 nuovi pali con telecamere per immortalare e multare i veicoli più vecchi e inquinanti: un appalto da 4,4 milioni di euro per ripristinare il famoso …. un fiorino. By Pier Luigi Ciolli

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