Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

In Italia c’è una ‘miniera d’olio’ da rigenerare e valorizzare

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2022

Nelle cucine degli italiani c’è una miniera… d’olio, avanzato dopo la frittura o dai barattoli delle conserve. Viene definito “esausto” ma in realtà avrebbe ancora una lunga vita davanti a sé. Mentre a essere davvero esausti sono i cittadini, che ricevono poche informazioni sul corretto conferimento e faticano a trovare punti di raccolta nel loro territorio. Fino a poco tempo fa le amministrazioni comunali neanche si ponevano il problema di raccogliere gli oli e i grassi alimentari di provenienza domestica. E oggi, nonostante lo sforzo dei consorzi, che rigenerano tutto quanto si riesce a raccogliere, il sistema sconta ancora forti ritardi: siamo al 5% di raccolta di uno scarto che è riciclabile al 100%. Il web magazine EconomiaCircolare.com e l’app Junker fanno il punto della situazione in Italia con un imponente dossier intitolato “Scusa, mi ricicli l’olio?”, che ha l’obiettivo di avviare una riflessione collettiva su un settore dalle grandi potenzialità ma ancora troppo “scivoloso”. Il primo scoglio rilevato dal dossier riguarda la penuria di punti di raccolta e la scarsità di informazioni su quelli esistenti. Una mappatura ufficiale non esiste. La prima – e finora unica – l’ha condotta Junker app, che, grazie anche alla collaborazione degli utenti, ha individuato 1.500 punti di raccolta di oli esausti in tutta Italia: appena 1 ogni 39mila abitanti. Come stupirsi quindi se questa risorsa potenzialmente molto preziosa, invece d’essere valorizzata, finisce letteralmente scaricata nel wc? I danni per l’ambiente sono incalcolabili. E anche quello economico pesa non poco: almeno 16 milioni di euro persi per la mancata raccolta, riciclo e recupero, ad esempio sotto forma di biocarburanti. Una mancata opportunità che diventa ancora più grave in questa drammatica fase storica, in cui si cerca in ogni modo di superare la crisi energetica e ridurre la dipendenza del Paese dalle fonti fossili.

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