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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 10 luglio 2022

Premio Massimo Troisi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Città di San Giorgio a Cremano (Na) dal 12 al 16 luglio a Villa Bruno Direzione artistica Gino Rivieccio. Prende il via il 12 luglio la XXII edizione del Premio Massimo Troisi – Osservatorio sulla comicità, la cui Direzione Artistica torna nelle mani sapienti dell’attore Gino Rivieccio. Fino a sabato 16 luglio la manifestazione si svolgerà presso il parco di Villa Bruno, dove verrà allestita un’arena da 1700 posti, e sarà un’edizione ricca di ospiti nazionali e campani. Con il claim “Proviamo a fare il Massimo” questa edizione si divide tra musica e comicità e l’obiettivo di ricercare nuovi talenti comici. In tal senso l’assoluta novità è la collaborazione con il prestigioso laboratorio di comicità ZELIG, famoso per il programma televisivo ma soprattutto per aver scoperto i migliori comici italiani dell’ultimo ventennio. La partnership nasce dalla voglia di rafforzare, su scala nazionale, la ricerca dei nuovi talenti artistici. La rassegna prevede la partecipazione di numerosi attori e comici affermati, giovani promesse, musicisti di qualità e volti televisivi noti al grande pubblico.Si parte alle ore 21:00 di martedi 12 luglio con la Prima semifinale del concorso Miglior Attore Comico. In conclusione di serata il concerto dei Super4, gruppo vocale formato da Greg Rega, Sabba, Aurelio Fierro Jr. e da Francesco Boccia che farà un omaggio alla canzone italiani degli anni ’60, ’70 e ’80.Mercoledi 13 luglio sarà la seconda serata con il concorso Migliore Scrittura Comica e miglior Corto Comico. Ospite d’eccezione Ezio Greggio che sarà per la prima volta a San Giorgio il noto attore e comico nonché conduttore del Tg satirico Striscia la notizia.Nella terza serata di giovedi 14 luglio, sempre dalle ore 21:00, ci sarà la seconda semifinale del concorso Miglior Attore Comico. Ospiti musicali le Ebbanesis duo formato da Viviana Cangiano e Serena Pisa che in pochi anni sono diventate un vero fenomeno web. La quarta serata prevista venerdi 15 luglio ore 21:00 è con il duo comico milanese Ale e Franz formatosi nel 1995 e giunto alla ribalta negli anni 2000 con la partecipazione al programma televisivo Zelig; da allora hanno preso parte a vari show TV di successo, oltre a recitare in film e spettacoli teatrali. Prima della loro show ci sarà il concorso per il miglior Testo Teatrale, quello per la miglior Sceneggiatura Cinematografica e per la Scrittura Seriale di Fiction televisiva.La kermesse di concluderà sabato 16 luglio con una serata di gala ricca di ospiti.Dalle ore 21:00 inizierà la Finalissima del concorso Miglior Attore Comico e a seguire l’assegnazione del Premio alla carriera al direttore artistico di Zelig Giancarlo Bozzo.Il premio “Cremanum d’argento”, ambito riconoscimento per i talenti di San Giorgio a Cremano, sarà assegnato all’attore Massimo De Matteo. Ospiti d’eccezione saranno l’attrice, già musa di Fellini, Sandra Milo, l’attrice ed ex compagna di Massimo Troisi Nathaly Caldonazzo, il musicista Gigi Finizio e il famoso imitatore comico Vincenzo De Lucia.

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GAM: Pandemia e guerra, 10 temi d’investimento sotto la lente

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Commento a cura di David Dowsett, Global Head of Investments di GAM Investments. La concomitanza di due crisi, ovvero la pandemia e il conflitto tra Russia e Ucraina, porterà a un cambiamento strutturale nel panorama degli investimenti. Molti dei temi strutturali che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi 40 anni sono destinati a cambiare. Abbiamo identificato 10 temi che, a nostro giudizio, mostrano chiare differenze tra “prima” e “dopo” la crisi del 2020/2022.Il primo tema, nonché il più profondo e vasto, è che la politica economica non darà più priorità al rendimento del capitale bensì salvaguarderà il ritorno al lavoro. Durante la pandemia è emerso chiaramente il valore fondamentale dei lavoratori. Gli interventi politici per il Covid hanno dato priorità ai lavoratori essenziali rispetto a quelli della conoscenza. La pandemia ci ha ricordato che i lavoratori più importanti, coloro che fanno funzionare la nostra società, sono quelli all’interno delle nostre comunità locali.Correlata a tale aspetto, la resilienza è diventata più importante dell’efficienza. Le catene di distribuzione globali just-in-time non appaiono più così efficaci quando il sistema sanitario non ha abbastanza scorte di dispositivi di protezione individuale. Una certa capacità inutilizzata e l’offerta eccedente sono una forma di protezione e diversificazione in caso di eventi imprevisti. I servizi locali essenziali non possono essere esternalizzati. L’era della globalizzazione ha portato al culto della personalità dei presidenti delle banche centrali. Ma i tempi stanno cambiando. L’onnipotenza delle banche centrali probabilmente verrà sostituita dalla finanza decentralizzata. I concetti di “proof of work” (prova di lavoro) e “proof of stake” (prova di potere) sono tentativi validi di creare un registro digitale attraverso la tecnologia blockchain. Questi concetti acquisiranno popolarità tra chi è preoccupato per lo svilimento monetario e un potere eccessivo del governo. Quasi certamente anche i governi si lasceranno coinvolgere. Le valute digitali delle banche centrali saranno viste come uno strumento per ridurre l’eccessiva dipendenza dal dollaro nel sistema finanziario globale. Siamo solo alle fasi iniziali dell’innovazione finanziaria digitale.Tutte queste forze che abbiamo citato contribuiranno al cambiamento delle nostre aspettative sulla durata del ciclo. Crediamo dunque che i cicli economici lunghi saranno sostituiti da cicli di boom e crisi. Quando aumentano i vincoli in termini delle risorse disponibili, aumenta l’importanza delle buone decisioni di politica monetaria e fiscale.Nel clima politico attuale così polarizzato può risultare difficile.Oltre agli aspetti macroeconomici e geopolitici, il megatrend degli investimenti associato alla globalizzazione è stato una rivoluzione delle comunicazioni. I simboli della globalizzazione a livello aziendale sono le società che hanno sfruttato l’esplosione dell’informatica per mettere in collegamento le persone al fine di condividere informazioni e prodotti. Basti pensare all’ascesa dei titoli FAANG negli Stati Uniti, e di Baidu, Tencent e AliBaba in Cina. La rivoluzione delle comunicazioni, secondo noi, non finirà ma sarà sostituita, come megatrend degli investimenti, dalla rivoluzione della sostenibilità. La pandemia ha accentuato la sensazione di fragilità del nostro pianeta. La necessità di affrontare i cambiamenti climatici è la principale sfida tecnologica e la maggiore opportunità di investimento per il resto della nostra vita. L’imperativo della società civile, dei governi, della legge e sostanzialmente della nostra esistenza sarà quello di indirizzare gli investimenti globali verso tutte le forme di consumo ed energia rinnovabili. L’Occidente forse è ancora all’avanguardia in termini di stewardship attiva, ma gli sviluppi più interessanti a livello dei prodotti avverranno in Asia. Tutti questi cambiamenti richiedono un cambio di mentalità per prendere decisioni di investimento. Nel più lungo termine crediamo che le fonti di beta verranno sostituite dalla ricerca di alpha nelle strategie di investimento di successo. I rendimenti saranno meno direzionali e maggiormente differenziati. I gestori dovranno saper distinguere tra business model vincenti e perdenti, più che saper cavalcare l’onda globale della liquidità. La selezione dei gestori assumerà maggiore importanza.Nei mercati più volatili e differenziati del futuro, la capacità di gestire la liquidità sarà più importante delle dimensioni. Siamo convinti che, per avere successo, i gestori degli investitori dovranno avere flessibilità e agilità. Le banche centrali non saranno più gli acquirenti impliciti d’ultima istanza. Crediamo che gli investitori dovranno sentirsi a proprio agio quando vogliono uscire da una posizione senza aiuto esterno. Essere il principale investitore in un asset class sarà probabilmente uno svantaggio più che un’arma usata per dettare le proprie condizioni. (abstract)

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PIMCO nomina Qi Wang nel ruolo di Chief Investment Officer – Portfolio Implementation

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

PIMCO, uno dei principali gestori di investimenti obbligazionari al mondo, ha nominato Qi Wang, già Managing Director e Portfolio Manager, nel ruolo di Chief Investment Officer – Portfolio Implementation. Wang si unisce agli altri membri del team CIO di PIMCO: Daniel Ivascyn, Group Chief Investment Officer; Marc Seidner, CIO – Strategie non tradizionali; Andrew Balls, CIO – Global; Scott Mather, CIO – Strategie Core; Mark Kiesel, CIO – Credito. Wang, che vanta 27 anni di esperienza negli investimenti, è entrata in PIMCO nel 2010. Ora si occuperà di supervisionare i team di analisti e i team di recente creazione di Portfolio Implementation e Data Structure & Delivery, che collaboreranno con i gestori di portafoglio e i risk manager per rafforzare l’integrazione delle nuove tecnologie, delle analisi, della gestione del rischio e della loro applicazione nelle decisioni di investimento di PIMCO. “Qi collaborerà per garantire che tutti i team di gestione del portafoglio di PIMCO attingano alle nostre profonde risorse quantitative e analitiche per capitalizzare la crescente gamma di opportunità di investimento che vediamo ora nei mercati globali”, ha dichiarato Daniel Ivascyn, Group Chief Investment Officer di PIMCO. “Qi è una leader di fiducia sul floor, sia in qualità di membro del nostro Comitato Investimenti, che del Comitato di gestione di Portafoglio, oltre che in qualità di manager delle nostre strategie hedge fund global macro, per tale motivo è perfettamente in grado di guidare questa funzione di importanza strategica.”L’azienda ha anche annunciato altre nomine chiave quali il passaggio di Sudi Mariappa al ruolo di Global Head of Analytics di PIMCO, in precedenza era Managing Director e gestore di portafoglio, oltre ad essere stato responsabile del Global Portfolio Risk Management di PIMCO. Mariappa sostituisce Ravi Mattu, Managing Director, che andrà in pensione dopo quarant’anni di illustre carriera nei servizi finanziari. Josh Davis, Managing Director, diventerà Global Head of Risk Management. Sia Mariappa che Davis beneficeranno del supporto dei solidi team di analisi e gestione del rischio che vantano una profonda esperienza. Mariappa ha 34 anni di esperienza nel settore degli investimenti e ha ricoperto diversi ruoli in PIMCO, tra cui quello di gestore di portafoglio generalista, di consulente senior per il Comitato di Gestione di Portafoglio e di responsabile dei team che gestiscono le strategie obbligazionarie globali. Lavorerà a stretto contatto con Masoud Sharif, Executive Vice President, Head of Core Risk Analytics, e Marco van Akkeren, Executive Vice President, Head of Desk Quant Analytics. Davis apporta al ruolo quasi vent’anni di vasta esperienza nella gestione del portafoglio, nella gestione del rischio, nella leadership di gruppo e nell’analisi. La sua combinazione di competenze nella costruzione del portafoglio, nell’asset allocation e nell’analisi gli conferisce una visione unica della gestione del rischio sia dal punto di vista della gestione del portafoglio che da quello dei clienti. Sarà affiancato da Matt Putnicki, Executive Vice President, che vanta un’esperienza più che decennale nella gestione del rischio, è membro del nostro comitato globale del rischio e supervisiona l’esperto team di risk manager di PIMCO.

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T. Rowe Price Mid-Year Market Outlook 2022. L’anno della transizione verso un nuovo paradigma

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Dopo un 2021 all’insegna della ripresa economica spinta da campagne vaccinali, stimoli fiscali e monetari e una ripresa dei consumi, il 2022 si è aperto con previsioni di crescita tutt’altro che favorevoli. L’invasione russa dell’Ucraina, il nuovo lockdown in Cina, l’aumento dei prezzi dell’energia e la crescita dei tassi di interesse potrebbero rendere difficile anche la seconda metà dell’anno. Per i CIO di T. Rowe Price, società di gestione indipendente con quasi 1.500 miliardi di dollari di AuM[1], nell’Outlook di metà anno 2022, all’orizzonte ci sono tre sfide particolarmente importanti per gli investitori nei prossimi mesi: l’inflazione, l’inflazione e l’inflazione, che sarà il principale meccanismo di trasmissione per tutti gli altri rischi che stiamo affrontando.La domanda chiave è se questi rischi causeranno una brusca decelerazione della crescita o spingeranno le principali economie in recessioni vere e proprie, trascinando anche gli utili aziendali. Oltre ai rischi ciclici, gli investitori devono considerare che i mercati globali potrebbero aver raggiunto un punto di flesso strutturale: la fine dell’era dell’ampia liquidità, bassa inflazione e bassi tassi d’interesse che hanno seguito la crisi finanziaria globale del 2008-2009. Siamo nel bel mezzo di un cambiamento di paradigma.La liquidità iniettata dalle banche centrali è stata fondamentale per stabilizzare le economie e i mercati durante la crisi finanziaria e la pandemia di coronavirus, ma ha contribuito a spingere le valutazioni di molti asset di rischio verso gli estremi storici. “Il mercato ha già scontato una serie di futuri rialzi dei tassi della Fed, ma si aspetta ancora che l’inflazione superi l’obiettivo della banca centrale americana di un intero punto percentuale all’anno nei prossimi cinque anni” – commenta Sébastien Page, CFA, Head of Global Multi‑Asset and Chief Investment Officer di T. Rowe Price. Nonostante questo scenario non sia del tutto favorevole, esiste anche un aspetto positivo. A livello globale c’è un’offerta potenziale “repressa”, che potrebbe contribuire a ridurre l’inflazione se si riuscissero a sbloccare i colli di bottiglia delle catene di approvvigionamento. Un cambiamento nella leadership di mercato sembra in corso. “In un mondo in cui molte banche centrali stanno frenando la liquidità per combattere l’inflazione e i governi di molti Paesi sviluppati stanno registrando profondi deficit fiscali, la Cina ha almeno la possibilità di concentrare la politica sul sostegno alla crescita” – afferma Justin Thomson, Head of International Equity and Chief Investment Officer di T. Rowe Price. Secondo Thomson, non è ancora chiaro quanto i policy maker cinesi saranno in grado di stimolare la crescita nel secondo semestre. Oltre al coronavirus, anche il crollo dei valori immobiliari e le inadempienze creditizie potrebbero mettere in discussione qualsiasi sforzo di stimolo. Ad ogni modo, Thomson afferma di essere riluttante nel prevedere un cambiamento di leadership verso le azioni non statunitensi nel secondo semestre, data la lunga sovraperformance del mercato americano nell’ultimo decennio. “Se l’apprezzamento del dollaro americano registrato nel primo semestre si attenuasse e il settore tecnologico continuasse a faticare, la performance relativa dei mercati azionari non statunitensi dovrebbe almeno migliorare” – conclude Thomson. (abstract by verinieassociatisas.onmicrosoft.com

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Schroders: dove trovare opportunità in uno scenario di stagflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

A cura di Alex Tedder, Head and CIO of Global and US Equities, Schroders Il 2022 è stato un anno difficile per l’azionario. Il conflitto in Ucraina ha provocato un’impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime, un crollo del mercato azionario globale e un’elevata volatilità. La recessione appare probabile, in Europa e forse anche negli Stati Uniti. Aumenta anche il rischio di un periodo prolungato di “stagflazione”. Il Nasdaq – con la sua forte componente tech – a maggio è entrato in un “mercato orso” (un calo del 20% rispetto al picco più recente). L’S&P500 e lo Stoxx600 Europe lo hanno seguito a giugno. Dopo anni di sottoperformance, l’azionario britannico ha resistito relativamente bene, con un calo del 12% (dividendi inclusi). L’alta percentuale di società nel settore dell’energia e delle materie prime nell’indice britannico ha sostenuto il FTSE, così come l’esposizione a grandi società farmaceutiche come AstraZeneca e GlaxoSmithKline. La storia mostra che la durata media di un mercato orso è di 290 giorni. Negli ultimi 140 anni, i mercati sono scesi in media del 37% in tali fasi, il che suggerisce un potenziale ulteriore ribasso su entrambe le sponde dell’Atlantico. Come sempre nelle fasi ribassiste, ci si deve aspettare una volatilità elevata, con probabili rally in alcuni momenti, nonché drawdown sostanziali. È probabile che ciò sarà particolarmente evidente attorno alla stagione degli utili del secondo trimestre, che ha inizio a metà luglio negli USA. Guardando agli stili, quest’anno i titoli value hanno registrato le migliori performance. L’ambito considerato value comprende società del settore energetico e dei materiali, ma anche molte banche e compagnie assicurative, che hanno beneficiato dell’impatto positivo dell’aumento dei tassi sulle loro attività fruttifere, come i prestiti e portafogli obbligazionari. Per contro, la performance dei titoli growth è stata debole, proseguendo il trend iniziato a fine 2021, quando la Fed ha iniziato a segnalare un rialzo dei tassi in risposta alle pressioni inflazionistiche. Molti osservatori paragonano l’attuale contesto a quello degli anni ’70, quando l’inflazione era dilagante e la spirale costi-salari-prezzi si era consolidata prima dell’azione aggressiva delle banche centrali. Tuttavia questa volta la disoccupazione è a livelli estremamente bassi e, di fatto, tendente al ribasso. Ci auguriamo che questo scenario si realizzi. C’è una linea sottile tra la gestione dell’inflazione (attraverso i tassi d’interesse) e il mantenimento della fiducia e della crescita, e le banche centrali potrebbero ancora fallire in questa impresa. Il nostro scenario di base prevede una risposta positiva da parte delle banche centrali, ma è chiaro che c’è il rischio che lo slancio dell’inflazione si riveli inarrestabile. Una tempesta perfetta di questo tipo sarebbe certamente una sfida notevole sia per le azioni che per le obbligazioni. La nostra attenzione rimane quindi rivolta al “pricing power”: la capacità di trasferire gli aumenti dei costi senza compromettere la domanda. Ci sono settori in cui il potere di determinazione dei prezzi è generalmente molto forte: il settore sanitario, ad esempio, è guidato dall’innovazione, e molte società hanno uno o più prodotti unici che danno loro la possibilità di stabilire i prezzi e far crescere gli utili.Per ragioni comprensibili, il mercato oggi è incredibilmente concentrato sul breve termine. Tuttavia, sembra aver perso di vista i trend di fondo che probabilmente domineranno le nostre vite per molti anni a venire. Il cambiamento climatico è una realtà, eppure negli ultimi mesi le società legate al clima sono andate relativamente male. La digitalizzazione è una realtà che sta accelerando enormemente dietro le quinte, eppure la tecnologia è stata una delle aree più deboli negli ultimi 12 mesi. I progressi nelle biotecnologie proseguono a ritmo sostenuto, ma anche in questo caso il settore è stato fortemente ridimensionato dopo la pandemia. Tuttavia, riteniamo che stiano emergendo grandi opportunità per gli investitori che hanno la capacità e la pazienza di guardare oltre le attuali turbolenze. Riteniamo che investire in queste aree di crescita strutturale ripagherà nel lungo periodo.

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Reddito fisso: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

A cura di Antonella Manganelli, AD e Responsabile Investimenti di Payden & Rygel Italia. Sono stati giorni di grande volatilità per le obbligazioni governative di tutto il mondo e i titoli europei non hanno fatto eccezione, in particolare quelli emessi dai Paesi dell’Europa periferica, con conseguenze visibili sullo spread. Riguardo a quest’ultimo, è importante dividere qualsiasi considerazione tra breve e medio-lungo termine. Nell’immediato, ci si aspetta ancora instabilità, tuttavia, segnali come la riunione di emergenza della BCE in giugno, i dettagli forniti sugli acquisti sul mercato secondario, nonché la creazione di una task force per lavorare a una soluzione sembrerebbero suggerire che la BCE finirà per tirare fuori il famoso “coniglio dal cappello del prestigiatore”. Pensiamo pertanto che esista una sorta di tetto oltre il quale la BCE non sia disposta a lasciare andare lo spread e che i recenti movimenti di mercato abbiano dato indicazione di quale possa essere questo livello di resistenza.Sul fronte delle politiche di contrasto allo spread che la BCE potrebbe adottare, una delle opzioni più concrete riguarda una maggiore flessibilità nel reinvestire i flussi di cassa derivanti dalle scadenze dei titoli che hanno fatto parte dei programmi di acquisto sul mercato secondario. Chiaramente questo sistema potrebbe essere sufficiente solo per supportare i Paesi periferici più piccoli, come Cipro o la Grecia. Per le economie più grandi come l’Italia, diverse sono le opzioni di cui si discute, tra cui pooling fiscale ed Eurobond. Sono stati compiuti importanti passi in questo senso, ma queste soluzioni comporteranno un coinvolgimento che andrebbe oltre la BCE, ad includere l’UE e altri organismi. Nel frattempo, un’indicazione l’ha fornita Isabel Schnabel, parlando di un sistema che limiti la speculazione sugli spread, entrando in funzione qualora gli spread stessi iniziassero a discostarsi in misura importante dai fondamentali.Stiamo assistendo ad un livello di volatilità e dispersione che non era presente sui mercati obbligazionari almeno dagli anni Ottanta. Questo per sua natura presenta dei rischi, ma anche delle opportunità. Nelle nostre conversazioni con gli investitori, sempre più spesso si parla di un tasso privo di rischio più attraente e si discute della necessità di cercare valore in comparti più rischiosi. Di fatto, il riprezzamento è stato tale da portare i rendimenti a scadenza dei governativi vicini a un punto in cui possano essere un cuscino interessante in caso di un più tradizionale scenario di fuga dal rischio di recessione. Uno dei fattori da monitorare in tal senso potrebbe essere sicuramente il picco dell’inflazione, ovvero il fatto che i prezzi inizino a crescere meno velocemente.Fino a quando l’inflazione non mostrerà segni significativi di rallentamento e le Banche Centrali rimarranno aggressive, può essere prudente restare cauti su titoli di Stato e attività rischiose. A livello territoriale, ad oggi ci posizioniamo in maniera abbastanza conservativa, con un mercato che sta prezzando una recessione come sempre più probabile. La dispersione tra titoli aumenta e resta cruciale restare selettivi, con un approccio “bottom up”, mentre sono rare e difficili le occasioni di trade più direzionali o “top down”. A livello geografico, tendiamo a preferire gli Stati Uniti all’Europa, e, nonostante lo storno importante vissuto dai Mercati Emergenti, è ragionevole sospettare che in un momento di addizionale avversione al rischio questo sia un comparto che potrebbe soffrire ulteriormente. In termini di comparto, nell’universo non governativo manteniamo un sovrappeso ai titoli corporate e ad alcuni selezionati settori dei cartolarizzati, dove la qualità è elevata e il rischio di liquidità contenuto. Per quanto riguarda il reddito fisso corporate, questo mondo parte da bilanci societari solidi e il consumatore è ancora in buone condizioni. Rispetto ai titoli ad alta qualità, o investment grade, vista la grande sensibilità di questi titoli al tasso, meglio il comparto ad alto rendimento, ovvero i titoli high yield, dove i rendimenti correnti sembrano offrire adeguata compensazione rispetto al rischio di credito e liquidità. Per quanto sia ragionevole aspettarsi un incremento dei fallimenti societari, ad oggi questi restano ai minimi, alla luce di una gestione dei bilanci molto conservativa da parte delle società negli ultimi anni. Ciò detto, resta prudente privilegiare le parti più elevate della curva creditizia. Difficile poi esprimere delle grandi preferenze di settore; abbiamo a lungo avuto un sovrappeso sugli energetici, ma lo stiamo in questi giorni rivedendo, visto che la performance di questi titoli è già stata molto solida. A prescindere dal settore, c’è da rimanere davvero cauti sulle società con maggiore pressione sui margini e da fare più attenzione che mai alla selezione dei singoli titoli.

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Gestire la volatilità con lo stock picking

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

A cura di Antonio Amendola, gestore del fondo AcomeA PMItalia ESG di AcomeA SGR. La volatilità dei mercati non sembra rappresentare un ostacolo per quanti sono interessati a investire in fondi azionari, come dimostra l’ultima Mappa mensile di Assogestioni relativa a maggio 2022 (Fig.1). In questo particolare momento di mercato stiamo osservando una riallocazione degli investimenti dal reddito fisso all’equity, complici anche il recente rialzo dei tassi e le prospettive di un’inflazione duratura, che fanno venire meno l’appeal delle asset class obbligazionarie. Tuttavia, siamo ancora lontani da una reale inversione di tendenza dei listini e lo scenario attuale di incertezza macroeconomica e geopolitica ci potrebbe accompagnare almeno fino a fine anno. Occorre tenere a mente come la volatilità, se ben gestita, non sia un male assoluto ma una variabile fondamentale che favorisce la gestione attiva e moltiplica le possibilità di creare alpha nei portafogli gestiti attivamente. Oltre al fisiologico travaso obbligazionario-azionario, un’altra grande rotazione sta interessando internamente la componente equity dei portafogli: quella dai titoli growth ai titoli value. I primi hanno registrato una crescita ininterrotta dal 2008, ma lo scenario attuale, con le banche centrali meno impegnate in stimoli monetari, determina una rifocalizzazione delle strategie sulle azioni value.Alcune società sul mercato italiano quotano a multipli dimezzati rispetto a un anno; un esempio può essere Leonardo (+55% da inizio anno), che nonostante il forte repricing dovuto alla guerra quota ancora a multipli interessanti. L’attuale momento di mercato rende ancora più evidente il valore dello stock picking e della selezione delle singole storie aziendali, piuttosto che di un intero settore. Per i professionisti dello stock picking è bene avere chiaro un “identikit” di azienda che sia in grado di superare periodi di incertezza e volatilità e tornare a crescere. Le caratteristiche da tenere presenti sono, a nostro avviso: livelli bassi (o nulli) di indebitamento; marginalità sostenibile e vantaggi competitivi chiari (come ad esempio brevetti industriali); pieno controllo delle catene di fornitura, che devono essere corte; un prodotto riconosciuto con un pricing power che consenta di scaricare sul cliente finale gli effetti inflattivi sulle materie prime.Le opportunità su Borsa Italiana oggi non mancano, sia sul listino principale MTA che sull’Euronext Growth Milan, dove si continuano a vedere multipli interessanti. Lo stock picking non può prescindere, a nostro avviso, da un engagement attivo con le società in portafoglio, con le quali occorre tenere un contatto costante. Questo stretto rapporto ci consente di notare come imprenditori e manager delle PMI italiane non siano troppo spaventati dallo scenario attuale, a differenza di quanto accade per le Large cap del FTSE Mib, giustamente più preoccupate, in quanto per loro è più complicato ribaltare l’aumento dei prezzi sul costo del prodotto finale, molto spesso una vera e propria commodity. Le PMI sono più agili e flessibili, per loro è più semplice gestire le filiere produttive e hanno prodotti con una maggior riconoscibilità sul mercato. In generale, poi, gli ordinativi delle piccole e medie imprese sono a livelli record, quindi sono preparate ad affrontare ulteriori mesi di incertezza dal punto di vista internazionale. beatrice.cagnoni@bc-communication.it, giulia.franzoni@bc-communication.it, acomea@bc-communication.it,

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La Cina può tornare a crescere, grazie al sostegno fiscale e monetario

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

I portfolio manager Wenchang Ma e Alan Siow analizzano le rinnovate opportunità nell’azionario e obbligazionario cinese in un panorama di crescita favorevole. Gli investitori globali non avrebbero torto ad aspettarsi che la Cina possa tornare su una traiettoria di crescita, man mano che proseguono le riaperture sia a livello nazionale sia verso i mercati esteri. E’ infatti probabile che le politiche fiscali e monetarie stiano sostenendo un rimbalzo dell’economia, diversamente da quanto avviene nei mercati sviluppati.L’ampio focus politico su una crescita stabile sta rafforzando il sentiment degli investitori, al punto che i flussi di portafoglio, che avevano riscontrato difficoltà a causa della contrazione dei differenziali dei tassi di interesse e della debolezza del quadro economico, si stanno riprendendo nel settore azionario.Inevitabilmente, i rischi permangono. Le azioni di contrasto al Covid lasciano comunque la possibilità di ulteriori lockdown. Inoltre, i punti deboli dell’economia, come il settore immobiliare e l’occupazione, sono fonte di preoccupazione per le autorità. Tuttavia, la resilienza delle esportazioni, una ripresa degli investimenti in infrastrutture e una bassa inflazione core rispetto ai livelli globali offrono margini di ottimismo.In definitiva, gli obiettivi della Cina di autosufficienza, riforme interne e miglioramento economico posizionano il paese relativamente bene per il resto del 2022 e oltre.Per il momento, gli investitori devono fare i conti con una prospettiva a breve termine tutt’altro che favorevole. Al tempo stesso, tuttavia, le valutazioni sembrano interessanti, soprattutto dal punto di vista storico. Le azioni di classe A liquide e ad alta capitalizzazione, ad esempio, vengono scambiate con uno sconto significativo rispetto ai loro omologhi statunitensi.Questi trend possono sostenere il settore nel lungo periodo. Wenchang Ma nello specifico individua del potenziale significativo in quattro ambiti: -Autosufficienza tecnologica – Crescita dei consumi – Transizione energetica – Processi di riforma e riaperture dell’economia Una visione a lungo termine consente agli investitori di guardare oltre le oscillazioni del breve termine. Il settore tecnologico è un esempio calzante.Wenchang Ma prosegue: “Nella storia del mercato azionario cinese, il settore tecnologico non è il primo ad aver subito un inasprimento normativo. Tuttavia, i politici vogliono ancora incoraggiare una crescita sana”.Questo tipo di mentalità è essenziale se gli investitori vogliono riadattare i loro portafogli superando la posizione underweight sulla Cina. La crescita delle allocazioni dovrebbe creare un effetto a catena positivo attraverso il sostegno ai flussi verso le azioni cinesi.Si profilano anche opportunità per rafforzare la presenza delle obbligazioni cinesi nei portafogli degli investitori.Ci sono tuttavia alcuni rischi di ribasso. Ad esempio, i lockdown possono creare più interruzioni alle catene di approvvigionamento e logorare la fiducia, portando a un downgrade delle aspettative di crescita.Tuttavia, rispetto ai principali mercati obbligazionari globali, le obbligazioni CNY onshore offrono anche rendimenti reali più elevati con una volatilità dei prezzi delle valute e delle obbligazioni storicamente inferiore.Siow conclude: “Il motivo per cui agli investitori piace il reddito fisso cinese è che può fornire qualità e diversificazione con rendimenti interessanti. A nostro avviso, nel medio termine le obbligazioni CNY cinesi onshore sovraperformeranno le obbligazioni globali “. (abstract)

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PGIM RE: Outlook Europeo 2022 – Investire in momenti d’incertezza

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

A cura di Greg Kane, Executive Director, Head of European Investment Research di PGIM RE. Il ventaglio di opportunità sta cambiando. Il forte slancio di ripresa del 2021 ha lasciato il posto all’incertezza e alla minaccia di recessione, legata alla guerra in Ucraina, alle interruzioni dell’offerta e all’aumento dell’inflazione. La politica monetaria si è inasprita poiché l’inflazione continua a superare le aspettative. Nei mercati immobiliari, gli affitti sono sotto pressione in termini reali. Il volume degli investimenti immobiliari dovrebbe reggere sulla scia di una forte raccolta di capitale, ma è improbabile che i rendimenti scendano ulteriormente; inoltre, la crescita del valore è destinata a rallentare in modo significativo. Le opportunità consistono nel guardare oltre l’attuale incertezza e puntare alle asset class dove si può generare una crescita degli affitti attraverso la ristrutturazione o la creazione di nuovo prodotto di qualità. In tale contesto, il settore della logistica europea continua a offrire interessanti opportunità di investimento, nonostante i valori elevati dovuti alla continua compressione dei rendimenti degli ultimi anni. Prosegue anche il contesto favorevole per le locazioni, in particolare in prossimità delle principali aree urbane che stanno beneficiando maggiormente dalla crescita dell’e-commerce grazie all’alta densità abitativa. Le supply chains si stanno adattando al cambiamento delle abitudini dei consumatori. Inoltre, con la tendenza verso una maggiore spesa online destinata a continuare, i principali occupatari di spazi logistici stanno guardano oltre l’incertezza a breve termine. L’aumento dell’inflazione, i costi energetici più elevati e l’indebolimento della spesa delle famiglie frenano le prospettive di crescita della spesa per i beni, ma i rivenditori e gli operatori logistici stanno affittando spazi che corrispondono alle esigenze di stoccaggio previste a lungo termine.Prevediamo in futuro un’ulteriore espansione della domanda di spazi logistici con l’aumento dei tassi di penetrazione delle vendite online, anche se la crescita della spesa reale delle famiglie quest’anno sta rallentando. Tale effetto sarà più pronunciato in Germania, Francia e altri mercati dell’Europa continentale, dove la spesa online sta aumentando rapidamente, partendo da una base bassa. Al contrario, la crescita nel Regno Unito è destinata ad attenuarsi in quanto la diffusione dell’online inizia a stabilizzarsi, anche se le dimensioni del mercato attuale indicano ancora un fabbisogno significativo da parte degli operatori logistici. Tuttavia, sarà necessario più offerta di spazi logistici per soddisfare la domanda nelle aree urbane, dove le potenzialità edificative sono più limitate rispetto alle aree suburbane. Nella misura in cui possono essere modernizzati e conformati ai principi ESG, gli asset logistici urbani di media qualità appaiono più interessanti in termini di prezzo, con rendimenti più elevati e con ulteriore margine di crescita dei rendimenti, sulla base dell’ampio spread rispetto ai rendimenti prime.In tutta Europa, la problematica dell’accesso ad alloggi a prezzi convenienti, sta diventando un tema di attenzione, ed il capitale istituzionale sta diventando sempre più parte della soluzione. I mercati immobiliari differiscono in modo significativo in Europa da uno Stato all’altro, ad esempio a causa dei vincoli dell’offerta, delle normative e dei tassi di partecipazione istituzionale. Un elemento costante è che la domanda residenziale è in aumento da tempo nella maggior parte dei mercati, spinta da una serie di fattori quali un periodo prolungato di crescita del reddito disponibile delle famiglie, una ripresa dei tassi di formazione di nuovi nuclei familiari e una maggiore intensità d’uso come risultato dell’aumento del lavoro a distanza durante la pandemia COVID-19.Nelle tre maggiori economie europee – Francia, Germania e Regno Unito – la crescita dei prezzi delle case, pari al 6% annuo dal 2015, ha inasprito il già ampio divario tra prezzi e affitti. Di conseguenza, vivere in una casa di proprietà è costoso, in particolare per le famiglie a basso reddito e per i first time buyer, per i quali la possibilità di sostenere gli ingenti depositi richiesti rappresenta un ostacolo all’acquisto, nonostante i bassi costi di finanziamento. Secondo le previsioni, la crescita degli affitti reali dovrebbe persistere nei prossimi anni in tutta Europa, anche in presenza di un’inflazione più elevata. Per gli investitori, tradurre i miglioramenti dei canoni di locazione in una crescita del reddito operativo netto può essere una sfida, soprattutto quando il periodo di locazione è relativamente lungo. Inoltre, la crescita degli affitti in alcuni mercati in Germania, si pensi a città come Berlino, cosi come ad Amsterdam, Copenaghen e Parigi, può essere frenata dalla regolamentazione. Al contrario, nonostante le prospettive economiche relativamente deboli, gli asset del Regno Unito appaiono interessanti nel breve periodo, perché i rendimenti sono più elevati rispetto all’Europa continentale e perché i proprietari possono adeguare più facilmente i canoni di locazione al mercato.

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Capital Group: Perché lo yen potrebbe calare ancora?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

A cura di Anne Vandenabeele, Economista di Capital Group. Lo yen giapponese (JPY) è crollato, toccando il livello più basso degli ultimi decenni rispetto al dollaro USA, in seguito al mantenimento di una politica monetaria super accomodante da parte della Banca del Giappone (BOJ). Tutto questo nonostante le altre banche centrali stiano iniziando ad aumentare i tassi di interesse e a ridurre i programmi di acquisto di asset. Il tasso di cambio tra lo yen e il dollaro americano, che attualmente si attesta intorno ai 135 yen per dollaro, è guidato fondamentalmente dalla differenza tra i tassi di interesse reali negli Stati Uniti e in Giappone. Ciò significa che lo yen non è altro che un danno collaterale delle politiche divergenti delle varie banche centrali. Prevediamo che lo yen continuerà a deprezzarsi finché la BOJ manterrà il suo programma di controllo della curva dei tassi (YCC) e la Federal Reserve continuerà a far salire i tassi di interesse reali degli Stati Uniti. Lo yen potrebbe scendere fino a 150 contro il dollaro? Forse, anche se ciò rappresenterebbe lo scenario peggiore. Mentre lo yen crolla, aumenta la pressione sulla Banca del Giappone. Gli investitori hanno iniziato a testare l’impegno della BOJ nell’ambito della curva di controllo dei tassi (YCC) ad acquistare un numero sufficiente di titoli di Stato giapponesi a 10 anni (JGB) per fissare il loro rendimento al di sotto dei 25 punti base. Finora la banca non ha esitato e la riunione della BOJ del 17 giugno non ha portato ad alcun cambiamento di strategia. La posizione di resistenza della BOJ nei confronti di una politica più restrittiva e di un aumento dei rendimenti dei JGB è comprensibile: l’inflazione interna in Giappone rimane significativamente più bassa rispetto a quella di molti altri mercati sviluppati. Ma non si tratta di una situazione sostenibile, poiché la debolezza dello yen contribuisce sempre più all’aumento dell’inflazione importata e al calo dei salari reali. Tuttavia, la BOJ si trova in una posizione particolarmente difficile in quanto probabilmente non vuole dare l’impressione di reagire al mercato dei cambi. Ci aspettiamo che prima o poi si verificherà un cambiamento di strategia, ma non prima che i mercati riescano a prendere fiato e la BOJ riesca a tenere sotto controllo la situazione. Avere un piano riguardante i tassi di interesse e mantenere una certa credibilità per proporlo poi ai mercati è di fondamentale importanza per la banca centrale. Per quanto riguarda il comparto azionario, l’impatto di uno yen debole varia da settore a settore. I grandi esportatori, come le case automobilistiche e i produttori di semiconduttori, tipicamente beneficiano di una valuta debole, anche se l’effetto potrebbe essere attenuato dal fatto che gran parte della produzione giapponese si è spostata all’estero negli ultimi anni. Le aziende nazionali e quelle orientate al consumo probabilmente ci rimetteranno. Se il tasso di cambio JPY/USD dovesse diventare incontrollabile, la prima cosa che ci aspettiamo è un intervento del Ministero delle Finanze giapponese per acquistare yen. Ma si tratterebbe probabilmente di una misura di ripiego a breve termine. Le modifiche alla politica della BOJ potrebbero avere un impatto più duraturo. La BOJ si trova di fatto di fronte a due scelte sbagliate: un indebolimento dello yen che sta intaccando il potere d’acquisto e tassi leggermente più alti che potrebbero gravare sull’occupazione. Se e quando la BOJ agirà, crediamo che probabilmente per prima cosa amplierà la fascia di rendimenti che è disposta ad accettare sui titoli di Stato giapponesi (JGB) a 10 anni nell’ambito del programma finalizzato al controllo della curva dei rendimenti (YCC), consentendo loro di fluttuare tra +/- 40 punti base, ad esempio, anziché +/- 25 punti base. E se ciò non dovesse bastare a stabilizzare la valuta, la BOJ potrebbe prendere in considerazione la possibilità di spostare il programma YCC verso le obbligazioni a cinque anni anziché a dieci. Questa mossa potrebbe portare lo yen più vicino a 120 contro il dollaro, provocando un piccolo balzo dei rendimenti decennali e un aumento dello spread tra i JGB a cinque e a dieci anni. Un ultimo passo potrebbe essere quello di aumentare leggermente i tassi a breve termine (forse di 10 punti base) e porre ufficialmente fine alla politica di tassi negativi del Paese, generando così un effetto simbolico che potrebbe aiutare lo yen a recuperare valore.Detto questo, riteniamo improbabile che la BOJ passerà all’azione finché non avrà esaurito tutti i titoli di Stato Giapponesi (JGB) short e non sarà in grado di fornire una giustificazione economica per modificare la politica monetaria attuale. Vorremmo anche sottolineare che non si tratterebbe di una svolta fondamentale verso un ciclo di inasprimento e di normalizzazione della politica della BOJ. La crescita tendenziale e l’inflazione rimangono deboli e non giustificano tassi molto più alti. Pertanto, sebbene lo yen possa apparire straordinariamente a buon mercato per molti versi, non prevediamo che inizierà ad apprezzarsi fino a quando non vedremo un catalizzatore che rompa l’attuale serie di fondamentali che lo mantengono a buon mercato – tassi reali più bassi negli Stati Uniti o una sana reflazione in Giappone. Pertanto, riteniamo che lo yen rimanga interessante solo per gli investitori che hanno una visione a lungo termine e sono disposti a “combattere la Fed e la BOJ” per molto tempo.

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“BMO Real Estate Partners diventa Columbia Threadneedle Investments Real Estate Partners”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Columbia Threadneedle Investments (“Columbia Threadneedle”), asset manager leader a livello mondiale, ha completato oggi il rebranding di BMO Real Estate Partners (“BMO REP”) in Columbia Threadneedle Investments Real Estate Partners (“Columbia Threadneedle REP”).Il rebranding rientra nell’integrazione di successo dell’attività di BMO Global Asset Management (EMEA), a seguito della sua acquisizione da parte della società controllante di Columbia Threadneedle, Ameriprise Financial, Inc., nel novembre 2021. Le gamme di fondi a marchio BMO saranno di conseguenza ridenominate con il prefisso CT, a indicare il marchio Columbia Threadneedle.A livello di gruppo, Columbia Threadneedle gestisce oggi oltre 36 miliardi di euro[1] di asset alternativi, tra cui investimenti diretti in immobili nel Regno Unito, nell’Europa continentale e negli Stati Uniti. In Italia, in particolare, è presente con investimenti in asset immobiliari di prestigio, rispettivamente a Roma (Via Condotti, Via Cola di Rienzo) e Milano (Via Gesù), gestiti da Columbia Threadneedle REP Columbia Threadneedle REP offre strategie regionali e paneuropee nei settori del retail e luxury retail, dell’edilizia residenziale e ad uso promiscuo e della logistica, oltre a club deal specializzati. Il gruppo genera quindi un’attività di investimento immobiliare su scala globale e territoriale, con team di esperti e un’ampia gamma di soluzioni che coprono l’intero spettro di rischio-rendimento. Columbia Threadneedle REP vanta inoltre una consolidata presenza nel settore con uffici a Londra, Monaco e Parigi e team locali nei principali mercati europei, tra cui Germania, Francia, Benelux ed Europa meridionale.

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Gli ETP High Conviction di GraniteShares ora disponibili su Directa SIM

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

GraniteShares, emittente globale di Exchange Traded Products (ETP) con oltre 1,6 miliardi di dollari in gestione, ha concluso una importante partnership con Directa Sim per la distribuzione dei suoi ETP high conviction listati sul segmento ETF Plus di Borsa Italiana. L’accordo prevede che, a partire da questa settimana, gli oltre 50.000 clienti della piattaforma potranno acquistare tutti gli ETP single stocks long, short e a leva proposti in Italia da GraniteShares senza alcun costo di commissione, per un ordine minimo di €500.I clienti di Directa SIM avranno quindi un acceso facilitato ad una gamma diversificata di titoli azionari sia nazionali (Intesa, UniCredit, Eni ed Enel) che internazionali, comprese grandi società tech americane come Amazon, Meta e Microsoft, i principali player nel settore delle auto elettriche come Tesla e NIO ma anche importanti realtà nel crescente settore dei pagamenti digitali, che si intreccia sempre più con quello delle cripto, con titoli come Coinbase e Microstrategy. Sarà inoltre possibile investire negli indici FAANG, FATANG e GAFAM con una singola transazione.Per GraniteShares, che ha lanciato i suoi primi prodotti su Borsa Italiana a fine 2021, si tratta di un ulteriore, importante tassello nel piano di sviluppo sul mercato italiano. Directa Sim è infatti una delle più importanti società di intermediazione mobiliare in Italia, attiva da oltre 25 anni e pioniera nel campo del trading online.

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Editoria: L’Europarlamento approva DMA e DSA

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

L’Associazione Italiana Editori (AIE), insieme alla Federation of European Publishers (FEP) saluta con favore l’approvazione in via definitiva da parte del Parlamento europeo dei due regolamenti Digital Markets Act (DMA) e Digital Services Act (DSA). In allegato, i due comunicati di FEP sui due regolamenti.In particolare, AIE considera molto positiva la scelta dell’Unione Europea di imporre nuovi obblighi alle maggiori piattaforme online, tra cui Amazon. Tra questi in particolare: l’obbligo di condivisione dei dati di vendita con i propri “business users” (nel caso di Amazon gli editori) il divieto di favorire propri contenuti/prodotti in vendita sulla piattaforma rispetto a quelli di soggetti terzi che utilizzano la piattaforma come market place il divieto di applicare la “Most-Favoured-Nation clause”, ovvero la clausola che obbliga ogni soggetto terzo a offrire alla piattaforma le condizioni migliori rispetto ai concorrenti nuovi obblighi in materia di interoperabilità dei contenuti, questione cruciale nel mercato degli ebook. Ricardo Franco Levi, presidente di AIE e vicepresidente di FEP, ha commentato: “Anche grazie al lavoro di AIE e di FEP all’interno delle istituzioni europee, è stato fatto un passo in avanti importante per la creazione di un mercato più equilibrato e competitivo attraverso la limitazione dello strapotere delle piattaforme. Di particolare importanza è per noi l’obbligo di condivisione dei dati di vendita: viviamo in una società che si basa sull’analisi dei dati e rendere tali dati consultabili da tutti gli attori del mercato editoriale è fondamentale per garantire lo sviluppo della libera concorrenza e rendere gli editori capaci di cogliere tutte le opportunità offerte dal digitale”.

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Unc: dati Mite, scendono prezzi carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica appena pubblicati, scendono i prezzi della benzina e del gasolio in modalità self service.”Magra consolazione dato che ormai fare un pieno costa più dell’oro. Avere la benzina a 2,065 euro e il gasolio a 2,023 è intollerabile. Il risparmio settimanale è di appena 50 cent per un pieno da 50 litri, 0,45 euro per benzina e 0,56 euro per il gasolio” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali resi noti ora dal Mite.”Il punto è che da quando è iniziata la guerra, nonostante il taglio di 30,5 cent del Governo, un litro di benzina costa oltre 21 cent in più, con un rialzo dell’11,6%, pari a 10 euro e 76 cent per un pieno da 50 litri, mentre il gasolio è maggiore di oltre 30 cent al litro, con un balzo del 17,4%, pari a 15 euro e 1 cent a rifornimento” prosegue Dona. “Rispetto all’inizio dell’anno, la benzina è aumentata del 20,1%, pari a 17 euro e 27 cent per un pieno di 50 litri, 415 euro su base annua, il gasolio è lievitato del 27,6%, 21 euro e 86 cent a rifornimento, equivalenti a 525 euro annui” continua Dona. “E’ un’emergenza nazionale. La proroga del taglio delle accise fino al 2 agosto, decisa dal Governo con il decreto del 26 giugno, è del tutto insufficiente dato che non ha mai impedito ai carburanti di proseguire indisturbati la loro corsa fino a sfondare già a metà giugno la soglia dei 2 euro. O il Governo alza la riduzione delle accise di almeno altri 10 cent e abbassa l’Iva dal 22 al 10%, oppure blocchi queste speculazioni intollerabili” conclude Dona.

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RubinettiAperti e non solo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Sui social è comparso RubinettiAperti per contrastare le timide politiche che le nostre autorità stanno utilizzando per combattere la siccità. Sì, è vero, prendiamone atto, ci sono persone che, cavalieri del caos, non aspettano altra occasione che un qualche disagio o problema diffuso, per cavalcarlo al contrario. E la bellezza della libertà di informazione e di comunicazione, con mezzi a disposizione che amplificano qualunque “cazzata”, e dove alcuni si mettono anche a disquisire. Parenti dei #novax, #nomask, #nogreenpass, #UnCarroArmatoPerPutin, scie chimiche, terrapiatta, rubinetti del gas aperti, etc… sono le stesse persone che sicuramente ci ritroveremo in qualche lista elettorale per chiedere consensi affermando semplicità, libertà, realtà ed utilità dei loro propositi. Persone che trovano subito più di una spalla tra i media non social, ché la ricerca del contraddittorio – foss’anche con quanto di più imbecille esista – viene avvalorata come sapiente capacità di esercitare libertà di espressione. Contraddittori nei quali, quando sull’altro podio dei #RubinettiAperti et similia viene anche chiamato un qualche luminare della scienza e/o della politica, conveniamo con quest’ultimo che, schifato, rinuncia a confrontarsi con certe stupidità. Fenomeno esploso in particolare da quando i drammi della vita e della scienza non hanno escluso nessuno dall’esserne coinvolti (covid in primis, crisi energetica e guerra Ucraina a seguire). La “filosofia” di fondo è l’opposizione alla presunta aggressione che i provvedimenti delle istituzioni farebbero alla libertà individuale, come se quest’ultima possa essere disgiunta dalla preziosa libertà dell’altro nel non subire la violenza di istituzioni ed altri singoli. Sostanzialmente una asocialità che, trovando spazio in qualunque forma di disagio, mira ad ergersi istituzione negando il senso stesso della stessa. La nascita e lo svilupparsi del fenomeno sono anche responsabilità di istituzioni distratte verso aspetti considerati marginali, istituzioni che, per esempio, quando intervengono fanno anche male a tutti e a se stesse: valga per tutti il ridicolo e dannoso daspo affibbiato al no-greenpass triestino Stefano Puzzer che manifestava in modo continuato in un angoletto di una piazza di Roma, ingigantendo e criminalizzando un’iniziativa che si faceva danno da sola.E’ bene che questi fenomeni siano oggetto di approfonditi studi su comportamenti individuali e di massa, mettendo insieme la scienza antropologica, psicologica e sociologica e fra qualche anno, quando e se ne leggeremo sui libri di storia, forse avremo un quadro più completo della follia che stiamo vivendo in questi decenni e di quanto poco abbiamo appreso e messo in atto dai padri fondatori delle nostre culture illuministe e razionali: culture da coltivare ed attualizzare costantemente e che, invece, vengono messe nei cassetti. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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“Investire sui programmi di infection control e antimicrobic stewardship”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Palermo. Approfondire i modelli di gestione delle aziende sanitarie contro il rischio delle Infezioni correlate all’assistenza (Ica), ovvero quelle complicanze che si manifestano frequentemente nel paziente ospedalizzato anche dopo tre giorni dalle dimissioni, standardizzando i criteri che stabiliscono il nesso tra causa e danno al paziente in caso di contenzioso per responsabilità sanitaria. Su questi temi, medici legali, giudici, risk manager, esperti del mondo accademico e medico si sono confrontati il 30 giugno scorso a Villa Magnisi, nel corso del congresso Assomel 2022, realizzato in collaborazione con l’Omceo di Palermo, sulle “Strategie, prospettive e aspetti medico-legali nella lotta alle infezioni correlate all’assistenza”. Obiettivo della giornata: ridurre l’impatto delle infezioni e la diffusione dei microrganismi antibiotico-resistenti attraverso la prevenzione, il controllo e le pratiche mediche più efficaci in tutte le strutture assistenziali, pubbliche e private.“Un terzo delle infezioni si potrebbero evitare con le buone pratiche fissate con adeguati protocolli e una formazione mirata per tutti i sanitari – ha spiegato il presidente dell’albo medici di Palermo, Giovanni Merlino -. La diffusione può essere minimizzata con modelli aziendali che garantiscono la qualità dell’assistenza, che non dipende solo dal valore della prestazione medica ma da una lunga serie di elementi che attengono a responsabilità organizzative, dunque politiche e aziendali. In un qualunque sistema sanitario, basta un anello difettoso della catena per limitare l’efficacia dell’intervento professionale e causare danni economici e clinici ai pazienti, alle strutture sanitarie e agli stessi medici. Fallimenti che fanno lievitare a dismisura il numero già enorme delle 300mila cause (indagine Consulcesi) giacenti nei tribunali del Paese”. Per il medico legale Davide Albano, consigliere dell’Omceo di Palermo “bisogna puntare sui programmi di “Infection control” e “Antimicrobic stewardship” perché i dati hanno dimostrato un impatto positivo non solo sulla qualità e la sicurezza delle cure, riducendo morbilità e mortalità, ma anche sotto il profilo economico: meno spesa per antibiotici, meno sinistrosità e meno contenziosi”. “Le infezioni contratte durante un ricovero – ha proseguito – si traducono in più giornate di degenza e cure, aumento dell’antibiotico-resistenza e più mortalità, che costano al sistema sanitario italiano tra i 450 e i 700mila euro ogni anno. Uno scenario grave che non tiene conto tra l’altro del costo psicofisico dei medici, ormai in pieno burnout anche a causa dei problemi legali legati alla professione, che continua ad essere sottostimato dal punto di vista clinico e finanziario”.By Stefania Sgarlata

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Sclerosi multipla in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Ogni anno nel nostro Paese si registrano 3.600 nuove diagnosi di sclerosi multipla e le persone affette sono in totale circa 133mila, con una diffusione doppia nelle donne rispetto agli uomini. La forma recidivante-remittente rappresenta circa l’85% di tutti i casi e si distingue per l’alternanza di attacchi o recidive, dalla durata imprevedibile, caratterizzati dall’insorgenza di sintomi neurologici improvvisi e fasi di remissione completa o parziale. Una patologia, quindi, che mina seriamente la qualità di vita delle persone che ne sono affette. Per questi pazienti si conferma il ruolo positivo di ozanimod, farmaco orale rimborsato in Italia dallo scorso settembre. All’European Academy of Neurology (EAN), che si è tenuto a Vienna dal 25 al 28 giugno, sono stati presentati cinque abstract su dati provenienti dagli studi registrativi e dallo studio di estensione (OLE-Daybreak) con ozanimod. I risultati delle ricerche, e più in generale le novità inerenti il trattamento della patologia, sono presentati oggi in una conferenza stampa on line promossa da Celgene, ora parte di Bristol Myers Squibb.“La sclerosi multipla è una delle patologie neurodegenerative più diffuse – afferma il prof. Luigi Maria Grimaldi, Responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù -. E’ una malattia in cui il sistema immunitario attacca la mielina, la guaina protettiva che ricopre le fibre nervose causando deficit neurologici. Nel Vecchio Continente coinvolge 700mila persone per un totale di oltre 2 milioni e mezzo di pazienti in tutto il mondo. I sintomi sono di difficile interpretazione poichè sono comuni ad altre malattie o condizioni. Può accadere, quindi, che il percorso per arrivare alla diagnosi sia, a volte, lungo e complesso. Il danno neurologico legato alla demielinizzazione è per lo più irreversibile”. “Da qui l’esigenza di avere a disposizione terapie, come ozanimod, efficaci fin dalle fasi precoci della malattia e ben tollerate dalla maggioranza dei pazienti – prosegue il prof. Diego Centonze, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia e della Stroke Unit presso l’IRCCS Neuromed, a Pozzilli (Isernia), Professore Neurologia presso l’Università di Roma Tor Vergata e primo autore dello studio -. Ozanimod agisce modulando la risposta immunitaria interagendo con i recettori della Sfingosina 1-Fosfato in particolare sugli isotipi più implicati nella modulazione della risposta immunitaria e nella riparazione del danno mielinico”.I sintomi della sclerosi multipla possono variare da persona a persona. I più ricorrenti interessano la vista, le sensibilità, le attività motorie o possono manifestarsi con i cosiddetti “sintomi invisibili” come fatica, depressione, disturbi dell’attenzione o della memoria, difficoltà a mantenere la concentrazione, problemi ad effettuare calcoli o pianificare attività complesse e a svolgere più attività contemporaneamente. Tutti i sintomi costringono la persona con sclerosi multipla a ridefinire l’organizzazione della propria vita e i progetti a breve e lungo termine. I deficit cognitivi non sono sempre individuati, ma sono presenti nel 40%-70% dei pazienti fin dalle fasi iniziali della malattia e sono correlati all’atrofia cerebrale che si instaura nel tempo. “La patologia può portare a una perdita di volume cerebrale significativa e irreversibile nonché a una alterazione delle funzioni cognitive se non vi è un intervento terapeutico tempestivo – prosegue il prof. Luigi Maria Grimaldi. – I dati presentati all’EAN hanno mostrato l’azione di ozanimod nel preservare o migliorare le funzioni cognitive nella maggior parte dei pazienti esaminati.

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Patrick McGrath: L’Estranea

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Collana i Grandi Delfini, trad. Alberto Cristofori, pp. 272, 18 euro. Con il suo stile inconfondibile, preciso e coinvolgente, Patrick McGrath racconta la storia di un matrimonio travagliato e di una famiglia complicata e tormentata, una storia di resistenza e lealtà, e dell’improvviso, inaspettato, barlume d’amore che, nel mezzo di una crisi, può riportare la pace anche nelle anime più sofferenti. Quando Constance Schuyler accetta di sposare Sidney Klein, professore universitario specialista di poesia romantica e molto più vecchio di lei, lo fa perché la considera un’occasione per sfuggire, finalmente, all’opprimente ombra del padre e affermare sé stessa come una donna adulta. Sidney, da parte sua, vede in lei la possibilità di superare la fine del suo precedente matrimonio dal quale ha avuto un figlio, Howard, ed è affascinato da quella ragazza fredda, bella ed enigmatica. Ma Constance è, soprattutto, una donna fragile che non ha fatto i conti con il suo passato, segnato dalla morte della madre, Harriette, dalla disaffezione del padre e dal rapporto di amore e gelosia che la lega alla sorella più giovane, Iris. Quando il padre le rivela una verità a lungo taciuta, Constance è costretta a riconsiderare tutta la sua vita, le certezze su cui aveva fondato il suo essere. I fantasmi del passato mettono in crisi il suo già traballante equilibrio mentale, oltre che il matrimonio con Sidney. L’intero mondo di Constance inizia a crollare e la sua unica consolazione sembra essere Howard, un bambino serio e delicato in cui si riconosce.

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Aeham Ahmad: Taxi Damasco

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Storie, incontri, speranze di un popolo in guerra collana Oceani, trad. Francesca Gabelli, pp. 224, 20 euro Il nuovo libro dell’autore di Il pianista di Yarmouk, premio internazionale Beethoven per i diritti umani, la pace, la libertà. Una raccolta di storie ambientate in Siria per far luce su una delle tante guerre dimenticate. Mercoledì 13 luglio, presso la Rocca Sforzesca di Imola alle ore 21, Aeham Ahmad sarà ospite della Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, dove leggerà alcuni brani tratti dal suo nuovo libro e terrà un concerto al pianoforte, preceduto da un dialogo tra Lorena Cesarini e Tahar Ben Jelloun, che riceverà il Premio Jean-Claude e Nicky Fasquelle. Ahmed fa il tassista a Damasco, e per le strade della capitale siriana lotta a modo suo per guadagnare il necessario per mantenere la sua famiglia. Sul sedile del suo taxi giallo salgono i clienti più svariati: artisti poveri in canna, russi arroganti, ex prigionieri sopravvissuti alle torture, musicisti altezzosi, impiegati collerici, colleghi disperati rimasti senza benzina. Ahmed ascolta le loro storie, osserva i segni profondi che la guerra ha lasciato nelle loro anime. Prova a immaginare i loro drammi e i loro sogni, mentre attraversa la città tra speranze e miserie. Dopo il successo di Il pianista di Yarmouk, Aeham Ahmad torna a raccontare la sua Siria attraverso le storie di chi non è potuto fuggire, o è voluto rimanere. Uno sguardo poetico sulle vite degli altri, così lontane eppure così simili alle nostre.

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Confermata l’ammissione al concordato del Casinò di Campione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Campione d’Italia (Como). A seguito dell’udienza dello scorso 1° luglio, stamattina il tribunale di Como ha notificato il decreto con cui conferma l’ammissione del Casinò di Campione al concordato preventivo con continuità, fissando l’udienza per il voto dei creditori al 19 settembre. Lo scorso 24 giugno la società Casinò di Campione Spa aveva infatti depositato un piano industriale aggiornato, predisposto dalla società di consulenza direzionale Vitale-Zane & Co. con l’intervento dei partner Stefano Zane e Nicola Boni per riflettere le dinamiche registrate dalla casa da gioco dalla riapertura di fine gennaio. Il piano aggiornato è stato attestato dal Dott. Stefano D’Amora, mentre gli aspetti legali sono stati curati da DLA Piper, Studio Legale di Tolle Pilia & Associati e Studio Legale Ghislanzoni. Il piano aggiornato testimonia il buon andamento dei primi mesi di attività del Casinò, confermando la prospettata capacità di generazione di flussi di cassa al servizio del debito concordatario.Il piano originario, predisposto a giugno 2021 con il Casinò chiuso da ormai tre anni, era necessariamente basato su una serie di ipotesi e assunti, che ora hanno trovato concreta conferma nonostante le difficoltà del quadro generale dovute al Covid, all’inflazione ed alle conseguenze economiche della guerra in Ucraina.La ripartenza del Casinò di Campione è quindi ben avviata, e verrà ulteriormente rafforzata dagli interventi in programma, come la riattivazione del poker e l’affitto di spazi commerciali destinati ad ospitare attività e prodotti di alta gamma, in modo da articolare un’offerta differenziata e di qualità, in linea con l’immagine del Casinò.

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