Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 14 luglio 2022

Geopolitica e le sue malattie infantili

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Vincenzo Olita direttore Società libera con il suo ultimo articolo, che mi ha inviato giorni fa, mi consente di aggregare alcuni suoi passaggi con le mie personali conversazioni che sullo stesso argomento ho avuto con giornalisti e politologi ucraini e russi conosciuti a Roma presso la sala stampa estera. Il tutto è iniziato quando, negli anni Novanta dello scorso secolo, in pochi mesi l’Urss si è dissolta lasciando al loro destino i diversi paesi dell’Europa orientale che aveva conquistato e dominato dalla fine della Seconda guerra mondiale. A questo riguardo Olita si spinge più indietro andando al “maggio del 1920 quando Vladimir Lenin pubblicò un saggio che sarebbe entrato nella storia del comunismo, un lavoro che influenzò non poco il cammino della Terza Internazionale definendo l’estremismo, una malattia infantile del comunismo.” E considerandolo “una connotazione patologica che spesso ha caratterizzato movimenti rivoluzionari sia in fase di nascita che di affermazione: in quest’ultima annoveriamo anche i maturi sistemi politici che, abbagliati dai propri risultati e dalle acquisite posizioni, hanno ritenuto di poter e dover osare per ulteriori traguardi. E’ il caso della Turchia di Erdogan, degli Usa di Biden, della Cina di Xi Jinping, non trascurando instabili sistemi come i talebani afghani o i nordcoreani di Kim Jong-un”. Si tratta di “un’ampia visione geopolitica, per gli affari esteri, che ha portato i grandi Paesi a praticare un estremismo diplomatico e militare che ha assunto, a tratti, veste imperiale”. E da questo precedente l’occidente non sembra averne avuta la piena consapevolezza e quindi la capacità di adottare adeguati antidoti. In pratica ci saremmo aspettati una risposta efficace dall’Occidente ed invece dobbiamo evidenziare su quel fronte “una crisi, legata alla perdita di qualsivoglia visione strategica soprattutto da parte di tre istituzioni: l’ONU, l’Ue e la NATO. Un deficit che è diventato plateale con la guerra in Ucrina e dalla necessità di riconsiderare molte delle sue Agenzie: dalla Fao all’OMS.L’Ue, ora vive un momento di buona visibilità, proprio grazie al conflitto in atto da cinque mesi. La vulgata è la straordinaria evidenza data all’unità politica dei 27, alla complessiva strategia per il sostegno all’Ucraina e per il superamento della crisi energetica, insomma, un vero modello di generale e unitaria resilienza: immancabile inservibile espressione, in cui tutto viene esaltato e magnificato, perfino un viaggio in treno di 3 leader politici comunitari è stato continuamente presentato come fatto storico che passerà alla storia. Noi, invece, crediamo che sostanzialmente nulla sia mutato. E in questa circostanza Putin, il Vladimir del XXI secolo, si trova nella stessa posizione di quell’indiano che seduto lungo la riva del Gange aspetta il passaggio del cadavere del suo nemico. (segue seconda parte dal titolo “La Geopolitica dell’età aduta” (Centri studi della Fidest diretta da Riccardo Alfonso)

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Aspettando Festivaletteratura Incontro con Andrej Kurkov

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Mantova lunedì 18 luglio alle ore 18:30 presso la Loggia del Grano della Camera di Commercio incontro a ingresso libero, organizzato da Festivaletteratura e Filofestival in collaborazione con Keller Editore. Quando nel settembre del 2014 la crisi in Ucraina si stava trascinando da quasi un anno dopo i fatti di Piazza Majdan e l’invasione russa della Crimea, restando lontana e pressoché indecifrabile agli occhi di noi occidentali, il Festival ospitò lo scrittore Andrej Kurkov per cercare di capire quali prospettive emergessero dalle piazze di Kiev in quel delicatissimo frangente. A otto anni dall’uscita del suo Diari ucraini – tutt’oggi un fondamentale racconto in presa diretta dei fatti di quei giorni –, l’autore sarà nuovamente ospite a Mantova in un incontro di avvicinamento alla prossima edizione di Festivaletteratura. Nella sua intervista insieme al giornalista e corrispondente di guerra Valerio Pellizzari, Kurkov – dalla cui penna sono nati numerosi romanzi e libri tradotti in decine di lingue, tra i quali il recente Jimi Hendrix a Leopoli –, proverà a ritessere i fili di una crisi che nel frattempo si è enormemente aggravata a causa di un conflitto militare su vasta scala e senza soluzioni in vista, offrendo l’impagabile testimonianza di chi, come lui, ha scelto di restare nel proprio paese lottando con i soli strumenti dell’arte e della letteratura.

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Cinquantenario del ritrovamento dei Bronzi di Riace

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Era il 16 agosto del 1972 quando al largo delle coste di Riace, in Calabria, dopo una segnalazione del sub Stefano Mariottini, i carabinieri riportavano alla luce due statue uniche al mondo, i Bronzi di Riace: due icone, facenti probabilmente parte di un complesso gruppo di sculture bronzee, le cui immagini di lì a poco avrebbero fatto il giro del mondo, entrando nell’immaginario collettivo e aprendo nuovi e inediti scenari nello studio della Magna Grecia e non solo. Leggende, eroi, guerrieri, adoni: i Bronzi di Riace sono tuttora avvolti dal mistero e con la loro perfezione scultorea si sono trasformati nel simbolo della Magna Grecia, della Calabria, del Mediterraneo. Se da luglio a settembre verrà rilanciata e valorizzata in toto l’eccellenza della Calabria, forte di una rete museale accessibile e articolata e di una serie di eventi in grado di rispondere alle necessità di vecchi e nuovi pubblici ibridando mapping, visual, digitale ma anche archeologia pubblica, teatro e approfondimenti scientifici, da ottobre a dicembre e ancora per il 2023 la Calabria “viaggerà” in Italia e nel mondo, raccontandosi attraverso interventi artistici dal linguaggio contemporaneo che ne presenteranno la bellezza e la ricchezza nelle grandi città europee. Si racconterà la Calabria contemporanea con una ricca progettualità, a partire da Cubo Stage – installazione artistica di un cubo di 4 metri per lato con proiezioni video, animazioni e suggestioni visive accompagnate da musica originale, ricostruzione creativa del concetto di Magna Grecia nell’oggi – che “debutterà” in autunno in un tour nazionale nelle maggiori città e che rappresenterà poi la Calabria e i bronzi in un viaggio all’interno di contenitori e festival tra i più rinomati al mondo. I Bronzi di Riace saranno protagonisti a ottobre su Rai Cultura con una puntata speciale dell’ottava serie di “Viaggio nella Bellezza”, e su Rai Play a dicembre e in prima serata su Rai3, con una puntata speciale di “Ossi di Seppia”. Le iniziative di Bronzi50 sono rivolte anche ai giovani con le proposte di pacchetti turistici culturali indirizzate agli studenti e con il coinvolgimento delle scuole medie superiori in un percorso sulla nona arte: il fumetto “La Scuola per i Bronzi”. Per il 16 agosto, data del ritrovamento, il Comune di Reggio Calabria renderà omaggio ai bronzi con una suggestiva installazione di video mapping sulla facciata del museo di Reggio Calabria, mentre, per l’intero periodo estivo, Corso Garibaldi diventerà scenografia d’eccellenza della mostra a cielo aperto di Archeologia pubblica dedicata proprio al ritrovamento dei Bronzi. Il 17 novembre, infine, andrà in scena “Adriana Lecrouvere”, al teatro “F. Cilea” di Reggio Calabria e, tra agosto e settembre, la Camera di Commercio di Reggio Calabria promuoverà la personalizzazione e brandizzazione delle attività ristorative e commerciali, prevalentemente nelle città di Reggio Calabria e Riace, con allestimenti dedicati alle celebrazioni.Insieme ai festeggiamenti per il cinquantenario, dal 7 luglio 2022, la Regione Calabria lancerà in Italia e nel mondo anche il suo nuovo video emotional e un nuovo sito di riferimento per scoprire non solo i Bronzi di Riace ma l’intera Magna Grecia: http://www.bronzi50.it È possibile rimanere aggiornati su eventi e iniziative sui social ufficiali, Facebook e Instagram, @bronzidiriace50 e seguendo l’hashtag ufficiale #bronzi50. Inoltre sul sito http://www.bronzi50.it saranno periodicamente pubblicate tutte le novità, con approfondimenti e interviste disponibili anche sul canale YouTube dedicato, Bronzi di Riace Official. L’Evento celebrativo Bronzi50 1972-2022 è promosso dalla Regione Calabria in collaborazione con il Segretariato Regionale per la Calabria del Ministero della Cultura, il Comune di Reggio Calabria ed il Comune di Riace, della Direzione Regionale Musei Calabria, del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, dell’Università della Calabria e di Unioncamere Calabria e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria.

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Perdono di Assisi 2022

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Assisi. Il 29 luglio alle ore 21.15 inizierà il Triduo in preparazione al Perdono: le meditazioni di p. Mauro Galesini OFM ci introdurranno alla celebrazione della misericordia lucrata da san Francesco nella chiesetta di Santa Maria degli Angeli. Sabato 30 luglio, alle ore 16.30 si terrà in Basilica una catechesi penitenziale per tutti, una “guida all’esame di coscienza” in preparazione al sacramento della riconcilizione.Lunedì 1° agosto sarà il giorno dell’apertura della Solennità del Perdono. Alle ore 11, come di consueto, il M.R.P. Massimo Fusarelli OFM, Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori, presiederà la Solenne Celebrazione Eucaristica che terminerà con la Processione di “Apertura del Perdono” così detta perché da quel momento – cioè dalle 12 del 1° agosto, fino alle ore 24 di giorno 2 – l’Indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola quotidianamente si estende a tutte le chiese parrocchiali sparse nel mondo e tutte le chiese francescane. Alle ore 18.30, i Primi Vespri saranno presieduti da S.E. Mons. Domenico Sorrentino Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo T. e Foligno. Seguirà l’offerta dell’incenso da parte del Sindaco di Assisi Stefania Proietti. La tradizionale Veglia di preghiera serale alle 20.45 sarà guidata dal M.R.P. Luciano De Giusti OFM, Ministro provinciale dei Frati Minori di Abruzzo-Lazio. Il 2 agosto sarà possibile partecipare alle numerose Celebrazioni Eucaristiche, quella solenne delle 11.30 sarà presieduta da S.E. Rev.ma Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo emerito di Genova. A partire dalle ore 14.30 i giovani e le famiglie della 40a Marcia Francescana “Infinitamente buono”, provenienti da tutte le regioni d’Italia e da alcune nazioni estere, dopo una settimana di cammino varcheranno la porta della Porziuncola. Il Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna p. Francesco Piloni OFM, presiederà alle ore 19 i Vespri Solenni del Perdono.Durante i due giorni di festa la Basilica rimarrà aperta l’intera giornata per permettere ai pellegrini di accostarsi al Sacramento della riconciliazione (dalle ore 07.00 alle ore 19.00).La Piazza della Basilica, invece, ospiterà due eventi/spettacoli che faranno da cornice alle Celebrazioni liturgiche della Basilica.

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Arriva la grande edizione del Ventennale del Blues & Wine Soul Festival

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Dal 28 Luglio al 10 Settembre in giro per la Sicilia, il Circuito di grandi eventi di degustazione e musica internazionale del più grande Wine Music Festival del Mondo. Sono già passati 20 anni da quando sul palco del Blues & Wine di Agrigento, atterrarono alcuni dei più grandi Bluesman della scena internazionale, come i leggendari “The Blues Brothers”. Un Festival, che già appena nato fu premiato dal Formez e dal Ministero dei BB.CC. come “evento guida su un nuovo modo di fare turismo” e di accoppiare Cultura e Territorio, con i suoi migliori prodotti . Dalla Valle dei Templi di Agrigento, a tappe storiche come Taormina, Siracusa, Mazara del Vallo, Marsala, Castelbuono, Cefalù, Isole Eolie . Oppure, oltre lo Stretto, ripetutamente nei più bei siti di : Roma, Napoli, Firenze, Milano, Trieste, Ravenna, della Provincia di Viterbo e di tantissimi e gustosissimi posti che hanno visto in scena questo Festival, con la sua ormai acclamatissima Official Band, quale è la Joe Castellano Super Blues & Soul Band, da anni considerata l’ultima grande Soul/R&b Band originale esistente in Europa e che in ogni serata della manifestazione darà il meglio di se, con degli show pieni di caldissimo Soul, che avranno due grandi voci leader come il travolgente Ministro del Gospel – Brian McIntosh – anche cantante dei nuovi Drifters e la calda voce della brava cantante italiana, Alessandra Chiarello. Per celebrare questi 20 anni, il Festival ha voluto ripercorrere le più belle strade e Tappe che hanno contraddistinto gesta e concerti ancora oggi nella memoria di tantissimi. E cosi se il 28 Luglio la più elegante serata di apertura, si terrà presso il panoramico cinque stelle, Grand Hotel S.Pietro di Taormina, la sera dopo – 29 Luglio – il primo grande “Soul Party” è previsto presso le Cantine Patria di Castiglione di Sicilia, dove il Festival torna dopo il grande successo del 2014, tra Degustazioni, Street Food e grande Musica presso l’incredibile Arena Palici, con quinta sui filari di vite dell’ Etna Rosso . Il 30 Luglio primo spostamento verso la parte Occidentale della Sicilia, con gemellaggio con la giovane manifestazione “Terre Sicane Wine Fest” ed evento presso la suggestiva Abbazia di S.Maria del Bosco di Contessa Entellina . Anche in questa occasione, come in tutte le tappe, sarà un tripudio di eccellenti vini italiani e da quest’anno anche di eccellenze dell’Olio siciliano . Il 31 Luglio si approda per la dodicesima volta, presso la meravigliosa Cefalù e nello scenario sempre mondano della ricca Cena di Gala, ospitata dall’accogliente e lussuoso Hotel Sea Palace della cittadina tirrenica, dove ogni anno la brigata di Chef della struttura, si esibisce in innumerevoli portate del migliore pescato siciliano . Un appuntamento imperdibile, per i cultori del Food e del Vino e per gli amanti di Joe Castellano Band e della grande Musica. Dal 4 Agosto il Festival vira verso le zone di origine. Se infatti per quella data il Soul Party si svolge sullo splendido mare di Siculiana Marina, presso le terrazze del nuovo ed affascinante “Sciala’j” , domenica 7 Agosto ci si sposta verso le Farm Cultural Park di Favara e più precisamente nel sempre delizioso giardino del Quid Vicolo Luna, dove trionfa la ottima Cucina del premiato Chef Salvo Failla . Ma la grande novità è prevista per la data del 09 Agosto, con il primo Soul Party in una grande Azienda dell’Olio, quale è il Frantoio Val Paradiso nei territorio di Naro e Camastra.Una serata spettacolare con tantissimi Partner e con degustazione di olii, vini e food, che avrà anche degli incredibili momenti musicali con Joe Castellano Super Blues & Soul Band e Special Guests due grandi artisti del Jazz e Blues italiano, come il grandissimo chitarrista Gigi Cifarelli (che ha collaborato con leggende come Chick Corea, Mina, Gerry Mulligan, George Benson e tantissimi altri) o l’emozionante pianista del Boogie, Marco Meucci (Leader di formazioni come Red Wagons o Jump Aces) .Il 10 Agosto chiusura a sorpresa, con una serata che Joe Castellano ha detto che dedicherà anche all’acqua, bene indispensabile ed essenziale sul quale l’uomo sta cominciando a capire quale immani delitti abbia commesso soprattutto negli ultimi 50 anni.A questo primo blocco, altre Tappe seguiranno tra fine Agosto, Settembre ed Ottobre, come quella del Madison presso la Scala dei Turchi o come quella nella Valle dei Templi di Agrigento. Ma a queste date, il Festival annuncia in anteprima, che aggiungerà un apposito importante appuntamento dedicato a Leonardo Sciascia. Le Cene dei XVI Blues & Wine Awards nei migliori Ristoranti della Sicilia, celebreranno Vini, Produttori, Artisti, Scrittori e personaggi della Cultura e chiuderanno cosi questa specialissima edizione del Ventennale . Spettacolare, come sempre, il parterre delle Aziende che spazia dall’Alto Adige alla Sicilia, passando per Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia e Basilicata.

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La School of Management Politecnico di Milano presenta l’Hydrogen Innovation Report 2022

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

La tensione sui prezzi, la guerra in Ucraina, l’incertezza sulla fornitura del gas russo hanno fatto sì che l’idrogeno – fonte “nuova” alla quale erano state affidate molte aspettative sulla lotta alle emissioni di gas climalteranti – sia un po’ uscito dal dibattito, vuoi per i pesanti investimenti necessari allo sviluppo della capacità produttiva, soprattutto per l’idrogeno “verde”, vuoi per la complessità di organizzare la filiera del trasporto e dello stoccaggio, vuoi ancora per la necessità dei policy maker di risolvere i problemi immediati di fabbisogno energetico. Tuttavia, ci sono industrie (acciaio e fonderie, chimica, ceramica, carta e vetro) e trasporti pesanti che non hanno alternative concrete all’idrogeno per decarbonizzarsi e che dovranno sostenere pesanti investimenti di transizione per affrontare sfide economiche e tecnologiche: avranno bisogno di almeno altri 70 GW di rinnovabili e 15 GW di elettrolizzatori, ma il piano italiano al momento è fermo a 5 GW di elettrolizzatori al 2030. Di questo si occupa l’Hydrogen Innovation Report 2022 redatto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, presentato e discusso oggi insieme all’ampia compagine delle aziende partner della ricerca, che analizza le potenzialità del mercato dell’idrogeno in Italia focalizzandosi sull’utilizzo in quei settori che risultano difficilmente elettrificabili e in alcuni importanti segmenti dei trasporti, da quello pesante su gomma a quello navale, aereo e su rotaia per le tratte non ancora elettrificate.Oggi la domanda complessiva di idrogeno in Europa si attesta sulle 8,4 Mton annue: il settore della raffinazione è il principale utilizzatore con il 49% del totale, seguito dalla produzione di ammoniaca (31%) e di metanolo (5%). La produzione annua europea, invece, si aggira attorno alle 10,5 Mton e deriva prevalentemente da impianti di reforming da gas naturale (SMR) posti nei principali siti di consumo, come le raffinerie e gli impianti di produzione di ammoniaca. L’Italia è il quinto Paese europeo per consumo di idrogeno, con circa 0,6 Mton: più del 70% della domanda viene dalla raffinazione, circa il 14% dal settore dell’ammoniaca e il resto dalla rimanente industria chimica. Dal punto di vista tecnologico, per questi comparti non esistono particolari vincoli al passaggio all’idrogeno blu o verde. Ma a quali livelli di prezzo delle emissioni di anidride carbonica sarebbe equivalente adottare idrogeno blu e verde al posto dell’attuale idrogeno grigio? Nel caso dell’idrogeno blu, il costo della CO2 evitata è pari a 100 o 111 €/tonCO2, a seconda che si consideri una percentuale di cattura delle emissioni rispettivamente del 50% o 90%. Questi valori si avvicinano molto all’attuale costo della CO2 sul mercato ETS, che nei primi mesi del 2022 ha superato il valore di 90 €/tonCO2. Nel caso invece dell’idrogeno verde, il costo della CO2 evitata cresce notevolmente, arrivando fino a 900 €/tonCO2. Valori al momento “fuori scala”, nonostante la corsa del mercato del CO2 dell’ultimo anno. Tuttavia, l’introduzione dell’idrogeno e di altri carburanti di sintesi prodotti a partire da esso, come ammoniaca o metanolo, è ancora a uno stato embrionale per motivi tecnologici (efficienza di tutto il processo, dalla produzione di idrogeno al consumo finale), infrastrutturali (mancanza di un network di refilling stations nei possibili punti di consumo) ed economici (attuali costi di produzione dell’idrogeno verde). Nel trasporto pesante su gomma, le iniziative più promettenti relativamente agli e-fuels riguardano l’adozione di e-Idrogeno nelle Fuel Cell oppure di e-Diesel ed e-Metano/e-GNL negli attuali motori MCI. Nel trasporto navale si evidenzia maggior attività di ricerca per l’uso di e-Idrogeno nelle Fuel Cell oppure l’adozione di e-Diesel, e-Metano/e-GNL, e-Ammoniaca ed e-Metanolo negli attuali propulsori, o attraverso lo sviluppo di motori di nuova generazione. Il trasporto aereo vede iniziative di decarbonizzazione più limitate, almeno nel breve periodo, mentre nel medio-lungo termine si guarda con interesse all’e-Idrogeno nelle Fuel Cell e nelle turbine (insieme all’e-Jet). Infine, il trasporto su rotaia nelle tratte non ancora elettrificate, dove le iniziative si sono concentrate solo sull’adozione di e-Idrogeno in Fuel Cell.Infine, è stato valutato il potenziale di mercato legato allo sviluppo della filiera dell’idrogeno per i settori hard-to-abate in Italia, in particolare le industrie dell’acciaio, della carta, del vetro e della ceramica. L’attuale domanda annua di 0,51 Mton, legata alle raffinerie e alla produzione di ammonica, se fosse coperta da idrogeno verde si tradurrebbe in un fabbisogno addizionale di energia rinnovabile pari a circa 29,6 TWh. Nell’ipotesi di rispettare il solo vincolo di addizionalità, questo comporterebbe almeno 16,4 GW di nuova capacità rinnovabile, valore che salirebbe notevolmente nel caso si rispettasse anche il vicolo di contemporaneità. Si determinerebbe inoltre la necessità di prevedere nuova capacità di elettrolizzatori compresa tra 3,7 GW, nel caso di funzionamento a pieno carico (8.000 ore equivalenti), e circa 9 GW nel caso di funzionamento a 3.300 ore annue. Per la valutazione dei consumi di idrogeno verde legati ai settori industriali hard-to-abate che attualmente non utilizzano idrogeno, ma che potrebbero in futuro adottare l’idrogeno verde come vettore di energia termica, sono stati identificati differenti scenari di blend idrogeno verde e-gas naturale pari rispettivamente al 10%, 20% e 100% in volume. Il caso di blend al 100% – l’unico che darebbe un contributo significativo all’abbattimento delle emissioni – determinerebbe un consumo complessivo addizionale di idrogeno verde pari a circa 2 Mton/anno e consumi ulteriori di energia elettrica rinnovabile pari a circa 117 TWh, che potrebbero essere coperti da 64,9 GW di nuova capacità rinnovabile nell’ipotesi di rispettare il solo vincolo di addizionalità. A livello di elettrolizzatori, la nuova capacità necessaria per produrre questi volumi di idrogeno sarebbe compresa tra 14,6 GW, nel caso di funzionamento a pieno carico (8.000 ore equivalenti), e 35,4 GW nel caso di funzionamento a 3.300 ore annue equivalenti. (abstract)

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Scuola: Precari a tempo indeterminato

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

In tema di lavoro, l’Unione europea chiede ai Paesi membri un percorso certo per evitare l’abuso dei contratti a termine, “ma l’Italia continua a non rispondere, nemmeno con la riforma del Pnrr, confermando quello che da anni viene fatto nei confronti dei precari della scuola”: a dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando le 65 mila assunzioni a tempo indeterminato annunciate nelle scorse ore dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Immettere in ruolo 65.000 insegnanti su 220 mila docenti chiamati come supplenti annuali non mi sembri un risultato ottimale – dice Pacifico all’emittente Italia Stampa – , ecco perché fin dai prossimi giorni avvieremo una nuova denuncia al Comitato europeo dei Diritti Sociali” per abuso reiterato di precariato in Italia.Per questi motivi, il sindacato Anief offre la possibilità ai precari della scuola di partecipare al reclamo collettivo al Comitato europeo dei diritti sociali contro l’abuso di contratti a termine dello Stato italiano. Per pre-aderire cliccare qui; c’è tempo fino al prossimo 31 agosto.Sempre sullo stesso argomento, sui precari costretti a rimanere tali a tempo indeterminato per gli errori di chi governa la scuola e l’Italia, in un’altra intervista, all’agenzia Teleborsa, Marcello Pacifico ha ricordato che servirebbe un numero almeno triplo di assunzioni. Senza dimenticare che la metà riguarderanno il turn over, per via dei pensionamenti. E poi non è detto che si realizzeranno tutte e 60 mila. “La verità ha detto il sindacalista autonomo – è che per evitare l’abuso dei contratti a termine bisogna reintrodurre, come in passato, quei sistemi sulle graduatorie permanenti che permettono, anche attraverso delle selezioni per titoli, di poter assumere chi è precario da oltre 36 mesi”.

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Gamma – Rapho – Keystone – Vente aux enchères le 21 octobre 2022

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Structure française et indépendante, l’agence Gamma Rapho Keystone retrace les événements qui écrivent l’Histoire depuis un siècle. Traitant la politique, la culture, l’actualité contemporaine, la nature, le sport, les personnalités de toutes les époques, elle est une étonnante source d’images conservées précieusement pendant toutes ces années. La spécificité de cette agence a marqué la presse avec ses trois entités, offrant chacune un regard différent sur le monde. Keystone envoyait ses photographes salariés arpenter la ville, alors que Rapho est une agence rassemblant des auteurs d’illustration. Gamma quant à elle rassemble des photo-journalistes.Ce sont ces trois regards, témoins d’une telle diversité iconographique, qui seront offerts aux collectionneurs en 320 lots lors de la vente aux enchères du 21 octobre 2022 à l’Hôtel Drouot par Maître Yann Le Mouël et Charlotte Barthélemy, expert en photographie. ByMathilde Fennebresque

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La rivoluzione dell’auto elettrica rischia di essere un bluff

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Ammesso e non concesso che dal 2030 in Ue non dovrebbero più essere prodotte auto non elettriche, a parte le “resistenze” e i “boicottaggi” del solito affarismo industriale omicida e suicida, il grosso problema di fondo è che, per avere efficacia, questa rivoluzione non può che essere mondiale. I disequilibri e le tragedie che stravolgono l’ambiente sono solo marginalmente quelli sotto casa propria. La Marmolada si sta sciogliendo non per colpa di chi abita intorno alle Dolomiti, ma per un effetto serra che coinvolge – tra le tante e diverse concause – l’automobilista che guida a Palermo e quello del paesino più sperduto dell’Australia: per le emissioni specifiche del suo veicolo (poco tangibile in alcuni casi) e per la filiera estrattiva e commerciale del carburante utilizzato. I ghiacciai che si sciolgono ai poli non è certo per le attività degli esquimesi a nord e le cacche dei pinguini a sud. La storia industriale dell’Occidente ha sempre avuto il “trasferimento” nei Paesi poveri dei vecchi veicoli non più legali nei Paesi ricchi.Mentre in Ue, e non solo, avanzano decisioni e realizzazioni di politiche industriali per la marginalizzazione/dismissione del fossile, non si può dire altrettanto nel terzo e quarto mondo. Non solo, ma in questi Paesi, l’arrivo più o meno a buon mercato di veicoli dismessi dai Paesi ricchi, è accolto bene, ché finalmente l’emulazione della vita “ricca” può essere vissuta non solo sulla tv o un telefonino; c’è quindi un buon mercato. Questo lo sanno gli industriali del settore che, ecologisti nel proprio giardino, non lo sono altrettanto dove possono essere accettati questi “rifiuti”. Altro aspetto è quello dei piccoli centri dei Paesi ricchi. Sicuramente dovranno sottostare alle normative, ma lo faranno con ritardo e riluttanza, compromettendo l’adeguamento generale. I modelli di mezzi elettrici oggi sul mercato hanno poca autonomia e in alcuni Paesi, Italia fra questi, i punti di rifornimento sono scarsi, soprattutto dove c’è meno abitanti. Non solo, ma essendo luoghi in cui la mobilità è maggiore, l’attuale scarsa autonomia dei veicoli sul mercato non è certo stimolo ad usarli. Gli abitanti di queste zone hanno alto rischio di essere tra gli ultimi al mondo ad usare mezzi inquinanti. Le soluzioni, specialmente in un Paese ricco di sole come l’Italia, ci sarebbero, ma non abbiamo ancora percepito attività industriali e incentivi per una capillare diffusione di, per esempio, colonnine di ricarica elettrica ad energia solare.Ben vengano, quindi, tutti i provvedimenti nei nostri Paesi ricchi ma se non prevedono anche interventi in altri Paesi, corrono il rischio di diventare un bluff. Certo, non si può, per esempio, andare in Nigeria e dir loro quel che dovrebbero fare, anche perché allo stato son “contenti” di ricevere i nostri mezzi Eurox, ma se vogliamo non essere velleitari e ripetere gli errori del colonialismo dei secoli scorsi, queste rivoluzioni vanno fatte insieme alla Nigeria. La questione, quindi, è molto più complicata e difficile di quanto sembri e, come sempre, non è una questione solo industriale ma essenzialmente politica. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Uguaglianza di genere: in Italia solo il 3% le donne CEO

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

La strada per la parità di genere in Italia è ancora lunga: tutti gli indicatori vanno nella stessa direzione, a partire dal tasso di occupazione. L’occupazione femminile si aggira intorno al 50%: in Francia è del 65% e in Germania supera il 73%. Il problema non riguarda però solo l’accesso all’occupazione, ma anche le condizioni di lavoro. Infatti, esse scontano tutta una serie di penalizzazioni nel mondo del lavoro, che persistono da lungo tempo e sono interrelate fra loro: le forme contrattuali instabili, il part time involontario, la sovraistruzione (disallineamento tra formazione e occupazione), il divario retributivo, e la segregazione professionale. Le diseguaglianze di genere, a livello verticale, secondo l’European Women on Boards del 2022, è del 35% la quota femminile nei Consigli di amministrazione di aziende, quotate e non, nel 2021. Solo il 3% invece le donne Ceo, contro il 4% nel 2020. Da un punto di vista orizzontale, secondo l’Istat (2013), per descrivere il 50% dell’occupazione maschile servono 51 professioni, mentre per descrivere il 50% di quella femminile ne bastano 18, contro le 22 nel 2002. “Certamente le donne appartenenti alle giovani generazioni hanno un atteggiamento diverso: sono più istruite (anzi, ormai hanno superato da tempo i coetanei come presenza fra i laureati) e le aspirazioni professionali sono inscritte stabilmente nel proprio orizzonte di vita – prosegue la Dott.ssa Volpi (Federica Volpi, Non adesso, non ancora. La difficile parità di genere tra vita e lavoro, Aracne editrice, Roma 2021) – Ma anche loro si scontrano con una serie di limitazioni ed ostacoli che spesso ne impediscono la realizzazione, in parte condivisi con i coetanei, in parte specificamente legati al genere. Di fatto, sussistono penalizzazioni e fattori di condizionamento classici che influiscono sui loro percorsi, come ad esempio, la già citata segregazione professionale. I dati di una ricerca che ho seguito personalmente negli ultimi anni, che ha coinvolto giovani italiani residenti in patria o all’estero, mostra che anche le giovani donne sono alle prese, ad esempio, con la segregazione professionale. Se nelle professioni ad elevata specializzazione le giovani donne del campione hanno quasi colmato il gap, circa il 55% dell’occupazione femminile giovanile è concentrato nelle mansioni esecutive di ufficio, nel commercio e nei servizi: quindi le occupazioni classiche per le donne”.

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Istat, Cavallaro (Cisal): povero anche chi lavora, patto ‘shock’ per contrastare disuguaglianze

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

“In poco più di 15 anni nel nostro Paese gli individui in povertà assoluta sono triplicati. Un dato spaventoso che si trasforma in drammatico se legato ai giovani tra i 18 ed i 34 anni, dove l’incidenza è addirittura quadruplicata. Cosa dobbiamo aspettare ancora per definire ed attuare le contromisure e le riforme necessarie ad invertire questa condizione? Bisogna fare in fretta”. Lo ha detto il Segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, commentando il rapporto annuale dell’Istat. “In Italia si è poveri anche lavorando a causa di stipendi bassi e precarietà dilagante. Elementi di incertezza che costringono i nostri giovani a rimanere a casa con i genitori o ad emigrare all’estero e che hanno fatto calare drasticamente le nascite, rendendo l’Italia povera, è proprio il caso di dirlo, anche di capitale umano. Serve un ‘patto shock’ tra governo, sindacati e mondo delle imprese”. By Alessio Bompasso

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Italia Paese povero con consumi costosi e lavoro ingabbiato

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Un paese con l’inflazione all’8% dove si deve litigare con taxisti e balneari per liberalizzare trasporti e far pagare il giusto a chi di dovere… questa è la fotografia del rapporto annuale Istat. Non siamo nel baratro perché abbiamo scelto l’Unione europea che, per esempio sulla questione energetica, ci sta consentendo di non navigare a vista. Un Paese povero che ha bisogno del reddito di cittadinanza per, presumibilmente, le situazioni più disperate. Un Paese che non ha giovani che vogliano lavorare con stipendi da fame stagionali che vengono loro proposti dagli operatori turistici e che, con meno giovani in assoluto, si ostina con norme restrittive che impediscono l’arrivo di migranti desiderosi di lavorare ed integrarsi. Un Paese dove il ritardo sulle liberalizzazioni si fa sentire in modo pesante soprattutto sul mondo del lavoro, coi sindacati che continuano a proporre ulteriori ingabbiamenti salariali e di inquadramento che scoraggiano mobilità e imprenditoria. Un Paese povero che al governo ha di tutto e di più: da chi vuole monopoli e domini di corporazione ovunque a chi timidamente “dice” di essere liberista senza mai fare nulla per metterlo in pratica. Il punto centrale, a nostro avviso, è capire se vogliamo essere un Paese libero in economia e nei diritti o rinnovare sistemi assistenziali già giunti allo stremo e su cui, invece, lavoratori, cittadini, corporazioni di ogni tipo continuano a fare affidamento. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Pnrr, Forum Terzo Settore: “Occorrono occasioni di reale partecipazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

“Il Pnrr è la grande opportunità, vista l’entità delle risorse, di riprogrammare il futuro del nostro Paese e superare quei gap che ci fanno guardare al futuro con preoccupazione. A cominciare dalle disuguaglianze e dalle molte carenze strutturali. Come Forum Terzo Settore crediamo che la co-programmazione e la co-progettazione potranno dare nuove opportunità di integrare risorse pubbliche e private. Mancano però reali occasioni di partecipazione: l’integrazione tra le azioni e i soggetti stenta a partire, pensiamo ad esempio alla modalità con cui vengono costruiti i bandi, che a volte non prevede la co-programmazione e co-progettazione. Riscontriamo inoltre la tendenza ad attivare finanziamenti “a pioggia” e poco mirati. Non ci possiamo però permettere di non cogliere l’occasione delle risorse del Pnrr per cambiare. Dobbiamo investire sulla giustizia ambientale e sociale per il futuro del nostro Paese”. Così Vanessa Pallucchi, Portavoce del Forum Nazionale Terzo Settore, intervenuta oggi nella terza e ultima giornata della seconda edizione della Summer School di Cantieri ViceVersa – Network finanziari per il Terzo Settore. Un evento che ha visto confronti e tavoli di lavoro con numerosi ospiti, promosso dal Forum Nazionale Terzo settore e dal Forum per la Finanza Sostenibile. Gli appuntamenti si sono svolti dal 6 luglio all’8 luglio presso l’Nh Hotel di Parma. “Stiamo facendo incontri con Ministeri e altri soggetti istituzionali per accrescere la consapevolezza delle opportunità offerte dall’amministrazione condivisa. C’è a volte – aggiunge Pallucchi – un problema di tempi stretti, che purtroppo non vanno d’accordo con la qualità. Nel Terzo settore proviamo sempre di più a lavorare in una dinamica di rete, come stiamo facendo per affrontare l’emergenza Ucraina. Dobbiamo costruire una piattaforma di corpi intermedi che possano facilitare il processo d’incontro tra i tanti bisogni delle comunità e le opportunità di cambiamento”. La fase attuale sta anche cambiando alcune valutazioni, a livello pubblico, sul Piano nazionale di ripresa resilienza. Servirà attenzione: “Temiamo che il Pnrr produca molta struttura materiale e poco modello organizzativo di cambiamento. C’è ad esempio la sfida della tassonomia sociale, che è molto complessa e richiede un’abitudine a leggere i processi in corso e le relative ricadute. La riforma del Terzo settore potrebbe aiutare in questo senso per migliorare l’efficacia delle organizzazioni nel fornire risposte sui territori. Oggi – conclude la portavoce – discutiamo di Pnrr dopo la pandemia e durante una guerra: questo rende necessario un cambio di visuale, un approccio più lungimirante che stabilisca anche nuove e giuste priorità”.

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Occhiali smartglasses e robot: le mani bioniche del dottor Alfonso Agnino

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

All’ospedale Humanitas-Gavazzeni di Bergamo, per il primo intervento mondiale di cardiochirurgia Per l’Italia delle eccellenze scientifiche e mediche, una “prima” tecnologica in sala operatoria, con l’impiego degli occhiali provenienti dalla tecnologia militare utilizzati insieme al robot “Da Vinci” per un intervento di bypass coronarico. L’operazione di bypass coronarico a cuore battente in minitoracotomia è stata eseguita in regime di Cardiochirurgia Robotica. Il paziente è stato estubato in sala operatoria ed il decorso si è presentato privo di complicanze. Il dr. Alfonso Agnino, già protagonista a maggio 2021 del primo intervento di cardiochirurgia robotica d’Europa ad essere eseguito in telementoring, avvenuto a 1200 km di distanza con l’Università di Rennes, in una nota ha ringraziato il prof. Oosterlink, il suo assistente dr. Michiel Algoet e il team Medtronic per il supporto esemplare. Poi, naturalmente, un ringraziamento al team della cardiochirurgia robotica dell’Humanitas Gavazzeni, al servizio di anestesia ed al personale amministrativo. “Si è generata un’interazione immediata, costante e concreta – spiega il dott. Agnino – in tempo e in modalità sincrona sotto tutto i punti di vista, tranne forse quello ‘materiale’, ma direi nemmeno… Il prof. Oosterlink è stato, infatti, ‘percepito’ anche come fisicamente presente in sala operatoria, materializzato appunto in un ologramma proiettato all’interno del visore. Davvero così. È stata un’operazione in un certo senso ‘storica’, che ha messo in comunicazione diretta professionisti della cardiochirurgia distanti migliaia di km, attraverso l’interazione dei più sofisticati sistemi tecnologici oggi a nostra disposizione… gli smartglasses e il robot. Una soluzione al limite del nostro mondo virtuale, con la ‘materializzazione’ del professionista esterno, risultato partecipe attivo dell’intervento e del nostro impiego dei joystick della consolle del robot. Da qui a breve, ci attendiamo un’altra rivoluzione: la capacità di prendere ‘in mano’ le manovre del robot da un altro robot gemello che potrà così “operare” da un’altra parte del mondo. Sarà presto realtà, dunque, la possibilità di fare operazioni a 4 mani, anzi a 8, considerando i 2 joystick disponibili per ogni robot… con le sue\nostre mani bioniche capaci di ‘manovre’ perfette, come ruotare a 360 gradi senza alcun tremolio, con una precisione assoluta che permette anche di invertire le mani, con la destra come fosse la sinistra e viceversa. La rivoluzione è epocale, e non solo pratica, chirurgica, interventistica, quanto anche di metodologia e di ‘teaching’, di formazione e insegnamento. Noi medici abbiamo l’obbligo morale, ancor prima che istituzionale, di formare le nuove generazioni che un domani saranno chiamate a curare noi, i nostri figli, i nostri nipoti. Sono enormi anche in questo senso le prospettive e le opportunità che questa nuova tecnologia potrà offrire in termini di apprendimento, formazione, specializzazione”. Gli smartglasses, si diceva, sono occhiali “intelligenti” nati in ambito militare. Funzionano grazie ad una tecnologia di telecomunicazioni a banda larga, si collegano ad uno smartphone e hanno una telecamera con zoom ottico ad alta definizione che offre all’operatore una visione reale del campo visivo. Tramite mini-monitor e sistema audio integrato, hanno permesso lo scambio di informazioni e visualizzazione tra il dr. Agnino e il prof. Oosterlink in tempo reale, avvalendosi di una connessione wifi. Dalla sala operatoria del Gavazzeni di Bergamo, sono stati trasmessi anche i segnali video delle tecnologie presenti in sala (il “Robot Da Vinci” e le tecnologie connesse) ed il video panoramico della sala. Il sistema di tecnologie impiegate soddisfa i più elevati standard di qualità e anche di privacy, in conformità con la normativa GDPR e HIPPA.

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Omeopatia e oncologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Di Massimo Saruggia. L’articolo di Bagot, Legrand e Theunissen si propone di confrontare la prevalenza dell’utilizzo dell’omeopatia in oncologia in tre centri di Strasburgo e di fare un confronto con uno studio analogo realizzato nel 2005. Un lavoro descrittivo dunque che ha utilizzato il medesimo questionario dello studio del 2005 e somministrato a 633 pazienti in trattamento farmacologico anti tumorale. I risultati mostrano come tra i 535 pazienti che hanno terminato lo studio 164 (30,7%) hanno fatto ricorso anche all’omeopatia come terapia integrativa con lo scopo principale (75%) di ridurre gli effetti collaterali del trattamento antitumorale. Tra di essi l’82,6% era abbastanza o interamente soddisfatto. I pazienti poco (15,5%) o per nulla soddisfatti (1,9%) erano una minoranza dell’intera popolazione. Il trattamento era prescritto quasi sempre da un medico competente in omeopatia e il paziente informava regolarmente il medico di famiglia o l’oncologo della terapia associata (82% dei casi). I sintomi più controllabili dal trattamento omeopatico associato si sono rivelati l’astenia, la nausea, l’ansia, la depressione e la diarrea con punte di miglioramento nell’80% dei pazienti. Al contrario l’alopecia, le alterazioni del peso corporeo e il calo della libido sono apparsi i sintomi più resistenti. L’omeopatia è dunque il trattamento integrativo più utilizzato nel centri oncologici di Strasburgo con una prevalenza del 30,7% del pazienti con un incremento esponenziale (83%) rispetto ad un analogo studio compiuto 12 anni prima negli stessi centri oncologici della città. Da segnalare anche che i pazienti si sono sentiti più liberi di informare della loro terapia sia il loro medico di famiglia che il proprio oncologo. Insomma una consapevolezza delle proprie scelte terapeutiche che ha permesso di trasformare quella che un tempo era una semplice bugia o solo una omissione in una post-verità. Quando leggo report come questo ancora una volta mi chiedo perché si continua a chiamare medicina alternativa quel fenomeno politico che incontra il favore crescente dei cittadini e che ha un suo nome preciso: Medicina Integrata. (fonte Omeopatia33)

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Fonti rinnovabili restino al servizio dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Con l’approvazione degli aiuti europei per il fotovoltaico agricolo, il primo settore italiano può compiere un ulteriore passo avanti verso la sostenibilità – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Le fonti di energia alternative, come quelle ricavate dal sole, sono giustamente una priorità ma devono essere sviluppate senza stravolgere il paesaggio agricolo. In modo particolare, occorre evitare che la crescita del fotovoltaico finisca per sottrarre terreni alle attività di coltivazione. Solo così la sua diffusione potrà contribuire al Green Deal europeo nel rispetto degli equilibri esistenti.Da Bruxelles sono in arrivo 1,2 miliardi di euro attraverso il Pnrr per il raggiungimento degli obiettivi climatici – continua Tiso. È essenziale che i nuovi pannelli fotovoltaici siano installati per fornire energia in primis alle attività legate alla terra, evitando che gli incentivi spingano i coltivatori a impiegare la superficie agricola utilizzabile per la produzione di energia da vendere in rete.Serviranno pertanto regole chiare e controlli adeguati da parte degli enti competenti, affinché gli impianti fotovoltaici siano impiegati al servizio dell’agricoltura utilizzando tetti e coperture. Sarà altrettanto importante prevedere procedure semplici per l’erogazione degli incentivi. In un momento in cui il costo delle fonti tradizionali si è impennato a causa della crisi politica internazionale, le aziende agricole devono poter contare quanto prima su fonti energetiche alternative.

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Agricoltura: “Consentire ai pensionati con meno di 67 anni d’età di lavorare in campo agricolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

E di poterlo fare come IAP (Imprenditore Agricolo Professionista) o CD (Coltivatore Diretto), non limitando le proprie prestazioni al lavoro autonomo occasionale, in deroga alle limitazioni imposte dalla Legge Fornero con quota 100 e 102. È quanto si impegna a vagliare il Governo a seguito dell’accoglimento del mio Ordine del giorno al Dl Aiuti con cui cerchiamo di rimpinguare la forza lavoro nel settore primario”. Lo rende noto il deputato Dedalo Pignatone, capogruppo M5S in commissione Agricoltura.“Con il Dl Aiuti – prosegue – siamo intervenuti per rafforzare il settore agricolo e agroalimentare, attraverso il rifinanziamento del Fondo Filiere e l’estensione delle garanzie sui mutui in favore delle imprese agricole che hanno subito un incremento dei costi energetici”.“Ma, in uno scenario in cui serve manodopera per fronteggiare le ricadute del conflitto bellico in Ucraina sugli approvvigionamenti, riteniamo utile e necessario intervenire sulle norme che limitano la possibilità di lavorare di chi, essendo andato in pensione con quota 100 e 102, non abbia ancora compiuto 67 anni, requisito minimo per il pensionamento della Legge Fornero” conclude Pignatone.

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La siccità si estende al sud

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

In Campania, la siccità aggredisce il bacino idrografico dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, mentre permane una situazione di rischio in quello del Sele: a segnalarlo è l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, registrando che, rispetto a 7 giorni fa, si segnalano in deciso calo i volumi dei bacini del Cilento (Piano della Rocca: -18.74% sull’anno scorso) e del lago di Conza, mentre i fiumi hanno portate diversificate con il Garigliano ai minimi in anni recenti. “E’ la sesta, grave siccità in 20 anni; non possiamo continuare a farci travolgere dalle emergenze. “Il Piano Laghetti è una sostenibile risposta di futuro – chiosa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – L’obbiettivo è 10.000 bacini medio-piccoli, multifunzionali ed ecocompatibili, da realizzarsi entro il 2030 ed i primi 223 progetti sono già pronti, perlopiù immediatamente cantierabili.” Ambientalmente drammatica è la situazione nel Lazio, dove tutti i corsi d’acqua hanno portate in ulteriore calo (Tevere, Liri, Sacco ai minimi dal siccitosissimo 2017 ed Aniene praticamente dimezzato) ed il lago di Nemi permane circa un metro più basso dell’anno scorso, mentre quello di Bracciano è 31 centimetri in meno sul 2021, arrivando a toccare la soglia limite per la captazione dell’acqua dal lago.A Giugno, nella confinante Umbria, sono caduti mediamente solo poco più di 6 millimetri di pioggia (12 mesi fa: mm.30,1) e nel medio-basso Tevere, dall’inizio dell’anno, i pluviometri non superano i 140 millimetri: una situazione di grave sofferenza, di cui sono specchio la diga di Maroggia ed il lago Trasimeno largamente ai livelli minimi in anni recenti. In Puglia gli invasi hanno distribuito, in una settimana, circa 18 milioni di metri cubi d’acqua, leggermente più di quanto registrato in Basilicata (Mmc. 17 ca.), dove il deficit rispetto al 2021 supera ormai i 40 milioni di metri cubi. Nel Centro Italia, permane molto grave la situazione dei corsi d’acqua toscani (tutti sotto media), dove il Serchio registra valori inferiori al Minimo Deflusso Vitale e l’Ombrone è praticamente prosciugato.I fiumi marchigiani, fatta eccezione per il Tronto, segnano valori inferiori al già critico 2021 ed il Sentino continua a registrare storici primati negativi, scendendo di ulteriori 2 centimetri al di sotto del precedente record. Assolvendo alla loro funzione di riserva idrica per le campagne, in una settimana i bacini delle Marche sono calati di quasi 2 milioni di metri cubi d’acqua, avvicinandosi ai livelli dell’anno scorso. In Sardegna, i livelli degli invasi sono complessivamente in linea con l’anno scorso, c’è preoccupazione per il sistema idrico di Alto Cixerri, Alto Coghinas, Sardegna Nord occidentale e Posada; la zona Nord Ovest dell’isola è quella, dove si registra il maggior deficit pluviometrico. Ad eccezione del Maggiore, al Nord crollano i livelli dei Grandi Laghi (tutti abbondantemente sotto media) con il Lario, che scende addirittura oltre 32 centimetri sotto lo zero idrometrico, superando il minimo storico, registrato nel 1976; il Garda è sotto il 50% di riempimento (47,9%). In Valle d’Aosta, le recenti piogge (mm.90 ca.) non bastano a fare uscire la regione da uno stato di siccità estrema, soprattutto nei territori centrali, ma corroborano le portate di Dora Baltea e torrente Lys, che restano sopra la media mensile.Permane una situazione “a macchia di leopardo” in Piemonte, dove crescono i flussi di Orco, Sesia e Stura di Lanzo, mentre Tanaro e Stura di Demonte calano; il deficit pluviometrico di Giugno è stato di oltre il 60% nei bacini Agogna Terdoppio, Scrivia Curone e Tanaro, mentre le piogge sono aumentate nelle zone di Toce, Ticino, Sesia e Dora Baltea. Nella regione decrescono le portate del fiume Po, che invece hanno timidi segnali di ripresa nel tratto fra Lombardia ed Emilia Romagna; a Pontelagoscuro, nel ferrarese, le portate di Giugno hanno mediamente registrato -85% sulla media, mentre ai rilevamenti di Cremona, Piacenza e Boretto rimangono abbondantemente al di sotto del minimo storico, fin qui registrato. In Lombardia resta praticamente invariata l’insufficiente portata dell’Adda, mentre le riserve idriche restano inferiori di oltre il 61% alla media storica e -65,2% rispetto all’anno scorso. Nel Veneto, dove nel mese di giugno sono caduti mediamente 51 millimetri di pioggia ( -47% sulla media storica), la provincia di Rovigo resta “a secco” (caduti circa 4 millimetri). I bacini fluviali tra Livenza e Piave e quelli del Sile, del Fissero-Tartaro-Canal Bianco, nonché del bacino scolante nella laguna di Venezia registrano deficit pluviali, superiori all’80%. Da Ottobre a Giugno, cioè nell’anno idrologico, sul Veneto sono caduti 339 millimetri d’acqua in meno ed anche in questo caso è la provincia di Rovigo ad esserne maggiormente colpita (piogge inferiori ai 250 millimetri). Tra i fiumi soffre l’Astico (-74% sulla portata media), ma altezze inferiori agli anni scorsi si registrano anche per tutti gli altri fiumi della regione: a Giugno, il Bacchiglione ha avuto portate inferiori dal 60 all’80% rispetto alla media, mentre quelle della Livenza sono state al di sotto dei minimi storici. In Emilia Romagna, infine, permane l’emergenza idrica con le portate dei fiumi Reno (mc./sec. 0,5) e Secchia (mc./sec. 1,1) sotto i minimi storici, mentre i bacini piacentini di Mignano e Molato risultano invasati, alla fine di Giugno, rispettivamente per il 46,7% e 21,2% con volumi idrici complessivi, praticamente dimezzati rispetto all’anno scorso.

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Vaccini Covid-19, com’è e quando dura la protezione contro omicron

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Secondo uno studio condotto in Qatar, l’efficacia contro la variante omicron di SARS-CoV-2 (BA.1 e BA.2) dei vaccini a mRNA, quella ottenuta mediante una precedente infezione e quella data da un’immunità ibrida (vaccino più infezione), non sono diverse tra loro. La protezione ottenuta con la vaccinazione è buona, ma temporanea, diversamente da quella conferita dall’infezione. «La protezione contro la reinfezione derivante da una precedente infezione con varianti diverse da omicron era moderata e duratura, ma la protezione contro l’infezione della serie primaria di vaccinazione era trascurabile entro 6 mesi dalla seconda dose» scrivono i ricercatori sul New England Journal of Medicine. «La recente vaccinazione di richiamo aveva un’efficacia moderata, mentre l’immunità ibrida da precedente infezione e recente vaccinazione di richiamo conferiva la protezione più forte contro l’infezione, di circa l’80%» continuano, sottolineando come tutte le forme di immunità siano associate a una protezione forte e duratura contro il ricovero in ospedale e il decesso.In particolare, nello studio sono stati analizzati i dati relativi ai test PCR registrati in Qatar tra il 23 dicembre 2021 e il 21 febbraio 2022. I pazienti positivi sintomatici sono stati abbinati per età, sesso, nazionalità e settimana del test, con individui negativi (controlli). Ebbene, una precedente infezione con una variante diversa da omicron si associava a un rischio di reinfezione più basso di circa il 50%. Si è visto come due dosi di vaccino (Pfizer-BioNTech o Moderna) e nessuna infezione precedente non proteggessero contro l’infezione da BA.1 e BA.2. Invece, la vaccinazione di richiamo si associava a un rischio di infezione più basso del 60%. «La protezione conferita dall’immunità ibrida dell’infezione precedente e della vaccinazione con due dosi era simile a quella della sola infezione precedente, pari a circa il 50%, il che suggerisce che questa protezione fosse originata dalla precedente infezione e non dalla vaccinazione. Questa scoperta è anche spiegata dalla protezione di breve durata della serie primaria di vaccinazione contro le infezioni da omicron» affermano gli autori. La protezione maggiore è stata riscontrata nel caso di vaccinazione totale (tre dosi di vaccino) più una precedente infezione, situazione in cui l’efficacia contro l’infezione sintomatica era di circa l’80%. Un risultato che mostra il beneficio della vaccinazione, persino nelle persone che hanno già contratto l’infezione. Inoltre, tutte le forme di immunità proteggevano dai ricoveri in ospedale e dal decesso, con un’efficacia di oltre il 70%. Da notare come non siano state rilevate differenze tra le varianti BA.1 e BA.2 e tra i due tipi di vaccino a mRNA. (fonte Doctor33)

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Sindrome intestino irritabile

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

L’American Gastroenterological Association (Aga) ha pubblicato nuove linee guida per il trattamento medico della sindrome dell’intestino irritabile (IBS).Le linee guida, che trattano separatamente l’IBS con costipazione (IBS-C) e l’IBS con diarrea (IBS-D), sono le prime a consigliare ai medici diverse combinazioni di nuovi e vecchi farmaci per il trattamento di questa patologia.Pubblicate simultaneamente su Gastroenterology, le due linee guida descrivono una logica condivisa per la loro creazione, rilevando come il panorama del trattamento sia cambiato dall’ultima pubblicazione, avvenuta nel 2014.Nelle linee guida IBS-C, i primi autori Lin Chang, dell’Università di Los Angeles, e Shahnaz Sultan, del Minneapolis Veterans Affairs Healthcare System, hanno notato come l’IBS-C rappresenti “più di un terzo dei casi di IBS”, con pazienti che spesso riferiscono gravi problemi nella qualità della vita, dalla sfera lavorativa, sociale e sessuale.Nonostante siano stati individuati nove nuovi farmaci disponibili, 8 sono condizionali e l’unico con una raccomandazione forte d’efficacia è il linaclotide. “In quattro studi randomizzati controllati, il linaclotide ha migliorato la valutazione globale dei sintomi dell’IBS-C”, hanno riportato Chang e colleghi. Tra le raccomandazioni condizionali quelle con moderata evidenza di efficacia si trovano tenapanor, plecanatide, tegaserod e lubiprostone. Il polietilenglicole, gli antidepressivi triciclici, gli antispastici così come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri), hanno invece, per le linee guida, una bassa certezza di efficacia.Le linee guida IBS-D, guidate da Anthony Lembo, del Beth Israel Deaconess Medical Center, Boston e Shahnaz Sultan, includono otto nuove raccomandazioni farmacologiche, ma nessuna con un’elevata certezza di efficacia. I farmaci raccomandati sulla base di moderate evidenze d’efficacia includono eluxadolina, alosetron e rifaximina.Nella guida gli altri farmaci inclusi sono stati gli antidepressivi triciclici, gli antispastici e il loperamide. Per l’IBS-D, il panel d’esperti si è espresso contro l’uso degli Ssri. Entrambe le pubblicazioni si sono concluse con affermazioni simili sull’importanza di un processo decisionale condiviso tra medici e pazienti per la cura e la gestione della IBS.”Riconoscendo che i trattamenti multimodali, che includono approcci dietetici e comportamentali, in combinazione con la terapia farmacologica, possono fornire i massimi benefici clinici e che le scelte terapeutiche possono essere influenzate dalle preferenze del paziente, i medici dovrebbero impegnarsi in un processo decisionale condiviso con i pazienti per la scelta della migliore terapia” hanno scritto i ricercatori, che concludono “L’importanza della relazione medico-paziente è fondamentale nella cura delle persone con IBS e la comprensione delle preferenze del paziente sono elementi preziosi nella scelta della terapia giusta”. (fonte Doctor33)

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