Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Geopolitica e le sue malattie infantili

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Vincenzo Olita direttore Società libera con il suo ultimo articolo, che mi ha inviato giorni fa, mi consente di aggregare alcuni suoi passaggi con le mie personali conversazioni che sullo stesso argomento ho avuto con giornalisti e politologi ucraini e russi conosciuti a Roma presso la sala stampa estera. Il tutto è iniziato quando, negli anni Novanta dello scorso secolo, in pochi mesi l’Urss si è dissolta lasciando al loro destino i diversi paesi dell’Europa orientale che aveva conquistato e dominato dalla fine della Seconda guerra mondiale. A questo riguardo Olita si spinge più indietro andando al “maggio del 1920 quando Vladimir Lenin pubblicò un saggio che sarebbe entrato nella storia del comunismo, un lavoro che influenzò non poco il cammino della Terza Internazionale definendo l’estremismo, una malattia infantile del comunismo.” E considerandolo “una connotazione patologica che spesso ha caratterizzato movimenti rivoluzionari sia in fase di nascita che di affermazione: in quest’ultima annoveriamo anche i maturi sistemi politici che, abbagliati dai propri risultati e dalle acquisite posizioni, hanno ritenuto di poter e dover osare per ulteriori traguardi. E’ il caso della Turchia di Erdogan, degli Usa di Biden, della Cina di Xi Jinping, non trascurando instabili sistemi come i talebani afghani o i nordcoreani di Kim Jong-un”. Si tratta di “un’ampia visione geopolitica, per gli affari esteri, che ha portato i grandi Paesi a praticare un estremismo diplomatico e militare che ha assunto, a tratti, veste imperiale”. E da questo precedente l’occidente non sembra averne avuta la piena consapevolezza e quindi la capacità di adottare adeguati antidoti. In pratica ci saremmo aspettati una risposta efficace dall’Occidente ed invece dobbiamo evidenziare su quel fronte “una crisi, legata alla perdita di qualsivoglia visione strategica soprattutto da parte di tre istituzioni: l’ONU, l’Ue e la NATO. Un deficit che è diventato plateale con la guerra in Ucrina e dalla necessità di riconsiderare molte delle sue Agenzie: dalla Fao all’OMS.L’Ue, ora vive un momento di buona visibilità, proprio grazie al conflitto in atto da cinque mesi. La vulgata è la straordinaria evidenza data all’unità politica dei 27, alla complessiva strategia per il sostegno all’Ucraina e per il superamento della crisi energetica, insomma, un vero modello di generale e unitaria resilienza: immancabile inservibile espressione, in cui tutto viene esaltato e magnificato, perfino un viaggio in treno di 3 leader politici comunitari è stato continuamente presentato come fatto storico che passerà alla storia. Noi, invece, crediamo che sostanzialmente nulla sia mutato. E in questa circostanza Putin, il Vladimir del XXI secolo, si trova nella stessa posizione di quell’indiano che seduto lungo la riva del Gange aspetta il passaggio del cadavere del suo nemico. (segue seconda parte dal titolo “La Geopolitica dell’età aduta” (Centri studi della Fidest diretta da Riccardo Alfonso)

Una Risposta a “Geopolitica e le sue malattie infantili”

  1. […] Geopolitica e le sue malattie infantili giovedì, 14 luglio 2022 […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: