Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Uguaglianza di genere: in Italia solo il 3% le donne CEO

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

La strada per la parità di genere in Italia è ancora lunga: tutti gli indicatori vanno nella stessa direzione, a partire dal tasso di occupazione. L’occupazione femminile si aggira intorno al 50%: in Francia è del 65% e in Germania supera il 73%. Il problema non riguarda però solo l’accesso all’occupazione, ma anche le condizioni di lavoro. Infatti, esse scontano tutta una serie di penalizzazioni nel mondo del lavoro, che persistono da lungo tempo e sono interrelate fra loro: le forme contrattuali instabili, il part time involontario, la sovraistruzione (disallineamento tra formazione e occupazione), il divario retributivo, e la segregazione professionale. Le diseguaglianze di genere, a livello verticale, secondo l’European Women on Boards del 2022, è del 35% la quota femminile nei Consigli di amministrazione di aziende, quotate e non, nel 2021. Solo il 3% invece le donne Ceo, contro il 4% nel 2020. Da un punto di vista orizzontale, secondo l’Istat (2013), per descrivere il 50% dell’occupazione maschile servono 51 professioni, mentre per descrivere il 50% di quella femminile ne bastano 18, contro le 22 nel 2002. “Certamente le donne appartenenti alle giovani generazioni hanno un atteggiamento diverso: sono più istruite (anzi, ormai hanno superato da tempo i coetanei come presenza fra i laureati) e le aspirazioni professionali sono inscritte stabilmente nel proprio orizzonte di vita – prosegue la Dott.ssa Volpi (Federica Volpi, Non adesso, non ancora. La difficile parità di genere tra vita e lavoro, Aracne editrice, Roma 2021) – Ma anche loro si scontrano con una serie di limitazioni ed ostacoli che spesso ne impediscono la realizzazione, in parte condivisi con i coetanei, in parte specificamente legati al genere. Di fatto, sussistono penalizzazioni e fattori di condizionamento classici che influiscono sui loro percorsi, come ad esempio, la già citata segregazione professionale. I dati di una ricerca che ho seguito personalmente negli ultimi anni, che ha coinvolto giovani italiani residenti in patria o all’estero, mostra che anche le giovani donne sono alle prese, ad esempio, con la segregazione professionale. Se nelle professioni ad elevata specializzazione le giovani donne del campione hanno quasi colmato il gap, circa il 55% dell’occupazione femminile giovanile è concentrato nelle mansioni esecutive di ufficio, nel commercio e nei servizi: quindi le occupazioni classiche per le donne”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: