Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 16 luglio 2022

Italia: la crisi politica e gli obiettivi del Pnrr

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

“A livello europeo facciamo una pessima figura. Dovremmo spiegare come si fa a raggiungere gli altri obiettivi del Pnrr da qui a fine anno se ci si blocca per tre mesi di campagna elettorale nella quale tutto è fermo. E ovviamente questa difficoltà porterà a una difficoltà di utilizzare quelle risorse ora. Già, è un lavoro molto complicato, perché il Pnrr è un piano ambizioso che va seguito con molta cura, seppure viene frenato da questa crisi ed eventuali elezioni, questo è ancora peggio. Qui sono in ballo le imprese che ci stanno mettendo la faccia, che stanno provando a lavorare sul Pnrr, e gli enti territoriali. C’è un’economia reale che, oltre ai mercati e a quello che dai cittadini è visto forse più lontano, parla di famiglie, di lavoro, di difficoltà reali. Ora siamo a pochissimi mesi dalla fine di questa legislatura, bisogna fare delle cose importanti e la cosa peggiore io credo è che in queste ore chi ha scatenato questa crisi ha anche dimostrato che non è capace di capire le proprie scelte quali reazioni hanno”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e dell Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Sky Tg24 Economia, in merito alla crisi innescata dal MoVimento 5 Stelle.

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Il Molise e la moda: a Roma molisani protagonisti dell’Accademia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Ben quattro molisani sono presenti nel video promozionale dell’iniziativa “Le radici della moda”, realizzato all’interno dell’Accademia nazionale dei Sartori di Roma, che ha aperto la Settimana internazionale della moda nella Capitale.Il video, realizzato dalla redazione della rivista nazionale Infoimpresa, si apre con Sebastiano Di Rienzo, capracottese, già Presidente dell’Accademia ed oggi direttore della Scuola, il quale illustra le tendenze del settore. A seguire vengono ripresi due ragazzi di origine molisana, Carmine Trotta e Giorgia Del Bianco, entrambi allievi nei corsi, mentre sistemano un modello. Tra gli ex allievi è stato scelto il giovane sarto Mario Iannetta, di Bojano, che racconta la sua esperienza, oggi attivo tra il Molise, Roma, Milano e l’estero.

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Una crisi politica che sa tanto di “Autolesionismo allo stato puro”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

By Enrico Cisnetto Direttore Terza Repubblica. Riprendiamo, sia pure per sommi capi, un interessante articolo di Cisnetto, un giornalista molto noto e qualificato: “Questa crisi è talmente surreale da indurmi a pensare che persino l’avvocato Conte viva con imbarazzo questa follia, inspiegabile agli occhi degli italiani, figuriamoci a quelli delle cancellerie di tutto il mondo e caduto per un dissenso sull’installazione di un termovalorizzatore a Roma, caput mundi in quanto a rifiuti che la sommergono. E poi che la crisi è arrivata nonostante il governo abbia ottenuto la fiducia in parlamento e conservato, anche senza i dissidenti, un’ampia maggioranza a sostenerlo. Detto questo, non è vero che quanto è successo in queste ore sia un fulmine al ciel sereno, del tutto imprevisto e imprevedibile. Basta mettere insieme i pezzi giusti, e vedrete che il puzzle si comporrà dimostrando che la crisi viene da lontano. Una è l’inacidirsi dei rapporti tra il presidente del Consiglio e le forze politiche, in particolare i parlamentari e alcuni leader, Conte e Salvini in primis (direi a pari merito). Un’altra è l’allontanamento sostanziale tra Draghi e Mattarella: rapporti perfetti sul piano formale, ma fine della precedente sintonia. Un’altra ancora è il cambiamento di umore dello stesso Draghi, il cui livello di insofferenza, e dunque in parallelo il desiderio di chiudere un’esperienza che non avrebbe neanche voluto iniziare, è andato via via crescendo. E, paradossalmente, la crescita di ruolo di Draghi nello scenario di guerra – decisivo in Europa e principale interlocutore di Washington – ha finito per acuire le tensioni, non fosse altro per gelosia nei suoi confronti e per la sempre più evidente constatazione della distanza siderale che separa la sua statura da quella di tutti gli altri, rosiconi e non, cosa che allunga la sua figura oltre le prossime elezioni e fa temere ai tanti aspiranti di non poter competere per lo scranno di palazzo Chigi. D’altra parte, per come Conte ha messo le cose, Draghi non poteva certo far finta di niente, derubricando l’uscita dall’aula dei senatori grillini ad una ragazzata, come peraltro molti di loro, spaventati dal pericolo delle elezioni anticipate che loro stessi hanno innescato, avrebbero voluto. Specie dopo aver commesso l’errore di aver detto e poi con tigna ripetuto che il suo governo o era con i 5stelle dentro, o non era. Non c’è dubbio che l’eventuale ritiro di Draghi dalla scena rappresenterebbe un danno per l’Italia – che, ricordiamoci, è la principale beneficiaria del Next Generation Ue, soldi che sono a rischio se il Pnrr non dovesse marciare, in termini di investimenti e di riforme strutturali, così come previsto – ma anche per l’Europa orfana di leadership forti e sotto il tiro di Putin, che ha nella destabilizzazione del Vecchio Continente il vero obiettivo dell’attacco a Kiev. E lo stesso vale per l’intero fronte occidentale, ora che Putin e Xi Jinping fanno a gara a voler ridisegnare la cartina geografica mondiale. Ma Draghi si farà convincere da un messaggio di Biden e una telefonata di Powell (Federal Reserve) piuttosto che da un accorato appello di Macron e von der Leyen, a riprendere il cammino interrotto, in modo da evitare elezioni anticipate? E se sì, è più probabile ed è meglio per il Paese che lo faccia attaccando i cocci della vecchia maggioranza – approfittando della quasi certa disponibilità dei 5stelle a tornare sui loro passi e votare la fiducia – oppure che lo faccia presentando un programma stringente che induca Conte a rimanere fuori e su cui misurare preventivamente le intenzioni dell’ondivago Salvini? Sono le domande che ho posto a quattro esperti di politica e di funzionamento delle istituzioni come Armaroli, Folli, Panarari e Panebianco in un’edizione speciale di War Room, ottenendone una sola ma importante certezza: mercoledì il presidente dimissionario alla Camera farà un discorso durissimo, mettendo in fila le responsabilità di ciascuno. Questo, però lascia inevasa la domanda: ma per fare cosa? A palazzo Chigi e nell’entourage di Draghi in queste ore si lascia intendere che dopo quel discorso tutto dipenderà dalle risposte che i partiti daranno. Se saranno convincenti forse l’ex banchiere si lascerà convincere. Altrimenti il pallino tornerà nelle mani del presidente della Repubblica, cui spetterà di decidere se mandarci a votare tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre chiedendo a questo governo, specie se non avrà ottenuto un voto di sfiducia così come è stato fin qui, di restare in carica per gli affari correnti. Oppure se metter su un governo elettorale con alla guida una figura istituzionale come il presidente della Corte Costituzionale, Amato, o del Consiglio di Stato, Frattini. O, ancora, se scaricare su Draghi la colpa dello stallo e incaricare qualcuno con l’obiettivo di arrivare al voto a scadenza naturale (tra il 23 di marzo e la fine di maggio del 2023), dimostrando che in fondo la maggioranza, almeno numericamente, c’è.Ovviamente io non posso conoscere ciò che probabilmente non sanno neppure gli interessati, e cioè quali delle diverse opzioni diventerà realtà. E comunque, piuttosto che avventurarmi in pronostici, preferisco dire ciò che auspico avvenga. Io spero che Draghi voglia cogliere l’occasione per fare due cose. La prima è continuare a dare all’Italia un governo che affronti i tanti e gravi problemi che sono sul tappeto e colga le opportunità che pure ci sono, specie in sede europea. La seconda, invece, è di natura squisitamente politica: fare in modo che entro i tempi di questa legislatura il sistema politico evolva archiviando finalmente la fallimentare contrapposizione bipolare a favore di ricomposizione del quadro politico che unisca in un patto di governo le forze euro-atlantiste e lasci fuori quelle populiste e sovraniste. Si dirà: ma Draghi ha sempre detto di non avere alcuna intenzione di scendere nell’arena politica. Vero, e non c’è alcun bisogno che lo faccia. Basterebbe che facesse in modo da favorire nei fatti il determinarsi di questa distinzione.In questa situazione, Draghi dovrebbe presentarsi in Parlamento con un programma di riforme lontano anni luce dalla bonus economy fin qui praticata – versione moderna del vecchio partito della spesa pubblica, che dal 2018 ad oggi ci è costata ben 38 miliardi, di cui 23 per il solo reddito di cittadinanza (sono grato ad Antonio Mastrapasqua per questo calcolo) – e tutto finalizzato ad accelerare il (troppo lento) convoglio del Pnrr e ad affrontare con la necessaria fermezza le emergenze dell’autunno. Se 5stelle e Lega, o parte di esse, non lo voteranno, tanto meglio. Se ci saranno i numeri vada fino in fondo, tenendo fede al suo blasone, e altrimenti avrà comunque scavato un solco nel quale le pur (fin qui) smandrappate forze che guardano al centro o che comunque non intendono schierarsi né con il centro-destra né con il centro-sinistra, potranno fare strada. Francamente, è inutile dire che i nodi li deve sciogliere Conte, è come pretendere che uno zoppo corra i 100 metri. Il pallino è in mano a Draghi. E a Mattarella. Si ricordino entrambi che prima di ogni altra cosa viene il Paese. (n.r. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur) fonte: http://www.terzarepubblica.it

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Expo 2030, Raggi (M5S): “Da settembre avviamo nuova fase di lavoro per coinvolgere tutti i cittadini”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Roma.“Anche il Presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, audito in Commissione Expo, ritiene che questo appuntamento debba diventare patrimonio comune della Città. Per questo motivo, da settembre i lavori della Commissione entreranno in una nuova fase: sarà, infatti, necessario capire in che modo tutta la Città potrà beneficiare di questo storico evento e come coinvolgere tutti i cittadini. Si tratterà di una nuova importante tappa di un percorso comune e partecipato nel quale tutti possano essere parte attiva. EXPO 2030 è per Roma occasione storica per presentarsi come laboratorio di ‘rigenerazione urbana, inclusione e innovazione’. Nella massima unità d’azione, nella sinergia tra i principali attori istituzionali, locali e nazionali, le realtà produttive, i soggetti interessati e tutti i cittadini, potremo vincere insieme questa sfida epocale per Roma e per l’Italia intera”. Così, in una nota, la Consigliera Capitolina Virginia Raggi, Presidente Commissione Speciale Expo 2030

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Un concerto di musica classica nell’anno 400 dalla canonizzazione di San Francesco Saverio

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Palerrmo 18 luglio alle 21 la Chiesa Del Gesù di Casa Professa ospita il concerto della soprano Felicia Bongiovanni, con il tenore Emanuele Urso, che, accompagnati da voci recitanti, attori e dall’ensemble vocale Nuovi orizzonti Palermo, daranno vita a uno spettacolo organizzato dai Padri gesuiti di Casa Professa e dall’Associazione San Francesco Saverio Aps. In scaletta: Ave Maria di Gomez, Agnus Dei di Bizet, Alto e Glorioso Dio, Lodi all’Altissimo di Frisina, Ave Maria di Mascagni, Ave Maria di Verdi dall’Otello, Crucifixus di Rossini dalla Petite Messe Solemnelle , Laudate Dominum di Mozart dal Vesperae Confessore,le due arie della Cantata barocca su San Francesco Saverio, Nessun Dorma dalla Turandot di Puccini, Magnificat di Frisina, Vieni Santo Spirito e Tutto è possibile di Nuovi Orizzonti. L’ingresso è gratuito. http://www.casaprofessa.com/museo-1.html

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Fisco. Ricchiuti (FdI): cartelle esattoriali prescritte siano cancellate d’ufficio

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

“Le cartelle esattoriali prescritte devono essere cancellate d’ufficio, perchè così facendo chi può permettersi avvocati ben pagati, e che probabilmente avrebbe potuto onorare le scadenze, se le vede cancellate mentre chi non ha grosse disponibilità economiche vede lievitare progressivamente il debito, sottoposto a ipoteche e fermi amministrativi oltre al blocco del conto corrente. E poi perchè dover pagare per un diritto costituzionalmente garantito? Senza contare che così facendo l’Agenzia delle Entrate intasa le aule delle Commissioni tributarie e della Cassazione con processi inutili. Quindi ulteriori costi per la collettività oltre a quelli che deve sostenere il ricorrente. Ecco di queste cose dovrebbe occuparsi il Parlamento e non degli starnazzi da cortile e giochi di palazzo, con il solo intento di restare incollati alle poltrone anche se ormai sfiduciati dalla maggioranza dei cittadini. Ma se metti insieme forze politiche che la pensano diversamente su ogni cosa, il risultato è l’immobilismo. L’unica cosa che corre follemente è la macchina della riscossione coattiva con pilota automatico”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile del Dipartimento Imprese e Mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Prezzi: Unc, le top 20 dei rialzi

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat resi noti ieri sull’inflazione tendenziale di giugno per stilare 3 classifiche dei rialzi: prodotti alimentari, caro vacanze e quella relativa a tutti i beni e servizi. Per la top 20 annuale relativa a tutto il paniere Istat, vincono i Voli europei decollati del 139% su giugno 2021, al 2° posto l’Energia elettrica del mercato libero (+87,5%) che oramai si è adeguato con gli interessi agli aumenti scattati a partire da un anno fa nel mercato tutelato, al punto che ora il libero batte nei rincari il servizio di maggior tutela che invece resta in 5° posizione con +67,6%. Medaglia di bronzo ai Voli intercontinentali (+70,7%).Poi in 4° posizione l’Olio diverso da quello di oliva (+68,7%, in sesta il Gas con +67,3%. Seguono il Gasolio per riscaldamento (+52,9%), Gpl e metano (+38,2%), Noleggio mezzi di trasporto (+35,5%). Chiudono la top ten i Voli nazionali (+33,3%).In 11° posizione il gasolio per mezzi di trasporto (+32,3%). Si segnalano poi la benzina (14°, +25,3%), alberghi e motel (15°, +22,8%), la pasta al 16° posto (+22,6%). Chiude la top 20 il trasporto marittimo (+18,7%). Per quanto riguarda la top 20 dei prodotti alimentari, il record dei rialzi annui spetta all’Olio diverso da quello di oliva che si impenna del 68,7% rispetto a giugno 2021. Al secondo posto il Burro che si surriscalda del 28,1%. Sul gradino più basso del podio il cibo simbolo dell’Italia, la Pasta (fresca e secca) che lievita del 22,6%. Seguono la Farina (+20,6%), i Pomodori che costano il 19,4% in più su base annua, le Pesche (+18,4%), la Margarina (+17,3%), all’ottavo posto le Pere (+17,2%), poi entra in classifica la frutta fresca tipicamente estiva come i Meloni e i cocomeri (+16,1%). Chiude la top ten il Pollame (+15,1%), la carne più rincarata.Nella top 20 le arance con +15%, il riso in 13° posizione con +13,6%, il pane confezionato e le uova, entrambi al 15° posto con +13,3%, i gelati in 19° con +12,8%, chiude la classifica il latte conservato con +11,9%. Fuori classifica si segnalano i vegetali freschi con +11,7%, frutta fresca +10,8% e pane fresco +10,5%.Considerando l’insieme dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche l’inflazione al 9% di questa divisione si traduce, per una coppia con due figli, in una batosta pari a 692 euro, 625 per una coppia con 1 figlio, 508 euro per una famiglia media, 827 euro per una coppia con 3 o più figli.Nulla di buono anche per chi si appresta a partire per le ferie, specie se il luogo di villeggiatura è lontano (tabella n. 3). Nei primi posti della top ten dei rincari sulle vacanze ci sono, infatti, i voli: europei (al 1° posto con +139%), intercontinentali (2° con +70,7%), e nazionali (4° con +33,3%. Il noleggio dei trasporti è sul gradino più basso del podio con +35,5%. Al quinto posto Alberghi e motel con +22,8%, poi il trasporto marittimo con +18,7%, pensioni (+11,2%), in ottava posizione i pacchetti vacanza internazionali (+6,2%), il pasto in pizzeria (+5,1%). Chiudono la top ten i ristoranti con +4,5%.

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Crisi governo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

“La settimana trascorsa il governo aveva coordinato, con le parti sociali, un percorso da qui ai mesi successivi, con degli importanti provvedimenti che stavamo scrivendo in un Decreto che doveva uscire entro fine luglio, che parla alle imprese, alle famiglie con dentro i temi del cuneo fiscale, con dentro la riduzione della pressione fiscale. Queste cose vanno a scontrarsi con una follia che peraltro in queste ore continua fortemente a essere incomprensibile, voluta semplicemente per una mera campagna elettorale per cercare di recuperare del consenso”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e dell Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Sky Tg24 Economia, in merito alla crisi innescata dal MoVimento 5 Stelle.

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Crisi dell’agricoltura siciliana

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

“L’Assemblea dei quadri della CIA Sicilia si inserisce in un contesto di mobilitazione nazionale degli agricoltori. L’eccessivo costo delle materie prime, dei carburanti, dell’energia, dei fertilizzanti, dei mangimi e degli agrofarmaci, la siccità che ha colpito la Sicilia durante i mesi invernali accompagnata dal caldo torrido delle ultime settimane, stanno mettendo in ginocchio gli agricoltori Isolani compromettendo la tenuta economica e sociale delle imprese”. Lo ha detto il presidente regionale Cia Graziano Scardino, nel corso del suo intervento all’Assemblea dei quadri della CIA Sicilia che si è svolta questa mattina nella Sala Lanza dell’Orto Botanico di Palermo. “La crisi economica in atto, unita alla grave carenza idrica su ataviche difficoltà del settore – ha evidenziato il presidente nazionale di CIA Cristiano Fini – richiedono subito da parte del Governo un cambio di passo. Con i prezzi delle materie prime arrivati alle stelle, basti pensare ai fertilizzanti (+170%) e al gasolio agricolo (+130% nell’ultimo anno), l’agricoltura italiana rischia di chiudere i battenti con danni irreparabili per la sicurezza alimentare e la tenuta del comparto agricolo, sommati ai rischi irrecuperabili per l’ecosistema, sempre più compromesso dall’instabilità climatica. Le imprese agricole stanno perdendo liquidità e sono destinate a non fare reddito se non pioverà ancora per settimane e i campi soffriranno temperature oltre i 35°. Sono già in perdita produzioni fondamentali – ha sottolineato il presidente nazionale di CIA – dal riso (-30%) al mais (-50%), quest’ultimo vitale per l’alimentazione degli allevamenti. Dal Comitato esecutivo nazionale di Cia-Agricoltori Italiani l’ultima chiamata al Governo perché si inverta la rotta, mettendo al centro del Pnrr e dell’azione politica nazionale e regionale, le urgenze dell’Italia, affrontando la crisi economica, effetto della guerra in Ucraina, e i cambiamenti climatici come una priorità da gestire con rapidità e attraverso strumenti e soluzioni innovative, che mettano il settore al riparo anche dalle speculazioni. L’Italia deve rivedere il piano per la ripresa post pandemia – ha concluso Fini – andare oltre interventi contingenti e programmare aiuti cospicui per le imprese, oltre il credito d’imposta. Servono, dunque, misure significative contro la crisi energetica, le ripercussioni del conflitto Russia-Ucraina e l’emergenza siccità, ricordando che va ancora risolto il nodo manodopera e la pericolosa questione peste suina e gestione fauna selvatica”. Ai lavori dell’Assemblea che avuto come focus “L’agricoltura isolana tra vertenze del passato e incertezze per il futuro”, sono intervenuti, fra gli altri, l’assessore regionale dell’Agricoltura Toni Scilla, il presidente del Centro Studi Pio La Torre Vito Lo Monaco, il professore Pietro Columba, il direttore dell’Università di Catania Giovanni La Via e l’autore del libro “Storia moderna dell’agricoltura siciliana”, Antonino Bacarella.

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Acqua non solo siccità

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Il ministro per la Transizione ecologica Cingolani ha riconosciuto che la scarsità d’acqua non è legata solo al clima di questa torrida estate, ma anche alla mancata manutenzione della rete idrica e a un sistema di gestione troppo complicato – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Mentre l’attenzione generale si concentra sulle scarse precipitazioni, è bene non perdere di vista gli errori dei decenni passati e gli interventi che permetterebbero di portare sollievo immediato al Paese e alla sua agricoltura.Una voce del Governo ha finalmente affermato che serve un intervento molto forte a livello sia emergenziale che infrastrutturale – continua Tiso. Oltre alle perdite record di acqua, un altro grande problema è il numero eccessivo di enti competenti in materia di risorse idriche. Per rinnovare in tempi rapidi le nostre infrastrutture e assicurare la loro manutenzione è indispensabile un sistema di gestione più snello ed efficiente, che consenta di prendere decisioni giuste in tempi adeguati.Il piano annunciato da Cingolani si sviluppa su diversi livelli: non ci sono solo i fondi del Pnrr per un ammontare complessivo di 4,4 miliardi di euro, ma anche un sistema di monitoraggio della rete idrica, nuove regole per l’utilizzo delle acque reflue depurate e la realizzazione di nuove opere. L’acqua è una risorsa di cui siamo storicamente ricchi e per la cui gestione siamo stati in passato maestri. Sarà necessario assicurare la massima trasparenza e un controllo efficace dei nuovi investimenti per far sì che torni a scorrere abbondante e a beneficio di tutti.

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Carbon neutrality al politecnico di Torino

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Il percorso per arrivare all’ambizioso traguardo di azzeramento delle emissioni anticipato di 10 anni rispetto agli impegni “Net Zero” presi a livello internazionale, rappresenta una sfida importante per l’Ateneo, che richiede l’avvio di azioni immediate e concrete nel breve periodo e un piano pluriennale per l’abbattimento delle emissioni di CO2 dirette e indirette. In una recente seduta del CdA è stato infatti presentato il primo inventario delle emissioni di Ateneo e l’avvio del Piano di Decarbonizzazione. Ad oggi si stima che siano almeno 10mila le tonnellate di CO2 prodotte dal Politecnico per quanto riguarda le emissioni dirette e indirette relative ai consumi elettrici e termici (che rappresentano quasi l’80% del totale), e per la mobilità del personale (quasi il 10%). Il CdA ha approvato il percorso proposto dal Green Team di Ateneo, che prevede un primo ambito di azioni di attuazione immediata (ad esempio: implementazione del fotovoltaico, installazione di luci a LED e sostituzione degli infissi) nonché un più articolato piano di azioni volto a migliorare la conoscenza dei consumi e dei fattori di produzione della CO2 per poter intervenire in modo mirato.

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Siccità Pianura Padana: l’emergenza resta gravissima

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Tutte le stazioni di monitoraggio dei livelli delle portate del fiume Po sono ancorate al di sotto delle quote minime dei flussi; le precipitazioni, cadute in modo disomogeneo nell’area distrettuale e talvolta sotto forma di fenomeni violenti e grandine, si sono rivelate scarse; le temperature, dopo un temporaneo abbassamento, sono ritornate sopra gli standard stagionali e con stimata tendenza all’aumento ulteriore già dai prossimi giorni.In questo quadro idrologico e climatico del tutto simile a quello proiettato già nell’ultima seduta dell’Osservatorio sugli Utilizzi Idrici – dopo il vivace confronto dei dati statistici con i partner istituzionali e portatori di interesse del bacino del Grande Fiume – emerge una sola positiva rappresentata dalla parziale ripresa delle quote di alcuni grandi laghi alpini che hanno consentito, negli dieci giorni trascorsi e pur in una acclarata situazione drasticamente deficitaria, una sostanziale stabilizzazione delle portata che a Pontelagoscuro (FE) si attesta 219 mc/s. Le piogge temporalesche sui crinali alpini e i rilasci contestuali dagli invasi idroelettrici hanno infatti permesso di mantenere o, in alcuni casi, incrementare la capacità di invaso dei laghi Maggiore (+13 cm sopra lo Zero idrometrico di Sesto Calende) e Garda (+57 cm), principali serbatoi per l’approvvigionamento del Po; tra gli affluenti degni di menzione si rimarca l’apprezzabile contributo offerto dalle portate della Dora, mentre gli altri affluenti hanno palesato un trend al ribasso con particolare evidenza per quelli Appenninici, ora quasi completamente scarichi. Da segnalare anche l’apporto ulteriore dell’acqua proveniente dal lago di Idro, ora disponibile anche grazie all’input presentato dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po alla Conferenza dei Servizi proprio pochi giorni fa e concertato con il tavolo competente. In questo delicato equilibrio, destinato purtroppo a non mutare repentinamente a causa delle alte temperature e alla mancanza di precipitazioni a breve termine, rimangono dunque le incognite legate all’avanzata del cuneo salino nell’area del Delta del Po e la potenziale minaccia, non ancora scongiurata, della possibile intrusione delle acque salmastre, non solo pericolo costante di danno irreversibile all’habitat e alla biodiversità in quelle zone o causa di improduttività colturale, ma anche minaccia costante al comparto idropotabile, vista la presenza operativa, a pochi chilometri, dell’impianto che serve tutt’ora oltre 750 mila persone nelle due province di Ferrara e Rovigo.

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Parma settima in Italia tra i grandi Atenei nella Classifica Censis delle Università

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

L’Università di Parma è settima in Italia nella Classifica Censis delle Università italiane, giunta alla ventiduesima edizione, nella sezione grandi Atenei (cioè quelli con un numero di studenti compresi tra 20.000 e 40.000). L’Ateneo è passato dal sesto posto del 2021 al settimo del 2022, con un punteggio complessivo di 86,8.L’Università di Parma segue le università di Pavia (91), Perugia (90,8), Calabria (90,3), Ca’ Foscari (88,7), Milano Bicocca (88,5) e Cagliari (87,8).Parma è prima tra i grandi Atenei dell’Emilia-Romagna. l’Ateneo di Parma fa registrare il miglior punteggio in “Strutture”, dove si conferma al primo posto assoluto con un ottimo 100, e staccando il secondo (Pavia) di 5 punti. Ottimo punteggio in “Comunicazione”, dove Parma ha ottenuto 101: ben 11 punti in più dello scorso anno.A seguire 90 in “Occupabilità”, 85 in “Internazionalizzazione”, 76 nelle “Borse” e 69 nei “Servizi”.

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Inps, Cavallaro (Cisal): rapporto annuale quadro desolante

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

“Il quadro desolante che ci presenta il rapporto annuale Inps è la conferma di quanto sosteniamo da tempo. Un quadro fatto di lavoro povero e, di conseguenza, pensioni povere. E’ arrivato il momento di intervenire”. Lo riferisce il Segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, dopo la presentazione della relazione dell’Istituto di previdenza sociale questa mattina alla Camera. “Serve più lavoro buono ed una riforma complessiva del sistema previdenziale che dia dignità a chi ha lavorato una vita e che oggi, più di ieri, sta subendo pesanti ed evidenti ripercussioni a causa del repentino aumento del costo della vita. Il quadro normativo attuale è inadeguato: costringe le persone a lavorare fino all’ultimo giorno utile e blocca il ricambio generazionale. Riaprire subito il dialogo con tutte le parti sociali”. By Alessio Bompasso

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Commercio: preoccupa la contrazione delle vendite nel settore alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

I dati diffusi oggi dall’Istat sull’andamento del commercio rivelano una situazione di forte incertezza. Da un lato diminuiscono i consumi nel settore alimentare: su base tendenziale a maggio si registra una diminuzione in volume del -2,8% con una crescita in valore, invece, del +4,5% che rivela a pieno l’impatto della spinta inflattiva su tali beni. Aumentano, dall’altro lato, le vendite dei beni non alimentari, sempre in termini tendenziali, del +6,8%, con un impatto notevole, in valore, del +9,1%. Crescono i consumi soprattutto nel settore delle calzature e degli articoli da viaggio, dell’abbigliamento, ma anche degli elettrodomestici, della gioielleria/orologeria, dei profumi e della cura della persona, beni non essenziali che riguardano segmenti di mercato con un target di clientela dal reddito medio-alto.Non bisogna commettere l’errore di scambiare la crescita delle vendite in tali settori come un segnale di evidente ripresa. Si tratta, infatti, di una crescita che giunge dopo la vera e propria débâcle avvenuta nel II trimestre del 2020, con una contrazione delle vendite nel settore non alimentare del -25,6% (in valori tendenziali).I fattori che potrebbero contribuire all’aumento dei consumi in tali comparti, oggi, sono diversi e di svariata natura. Da un lato vi è il periodo, quello di maggio, in cui le famiglie, spenti definitivamente i riscaldamenti, speravano di essersi lasciate alle spalle la stagione dei maggiori rincari del gas e si sono potute concedere qualche spesa in più. Dall’altro lato vi potrebbe essere un importante fattore psicologico: in situazioni di crisi, aggravate in questa fase dalla guerra e dalla pandemia in corso, crescono i consumi consolatori. Non è un caso che a crescere siano le vendite in settori come quello delle calzature, della gioielleria o della profumeria. A conferma del fatto che non siamo di fronte ad una ripresa si aggiungono i primi dati sull’andamento dei saldi in corso, che rilevano un rallentamento della spesa pro-capite.Il vero freno e il vero segnale di allarme sulla situazione che le famiglie stanno vivendo è la contrazione, per il quinto mese consecutivo, del volume di vendite nel settore alimentare. Ecco perché è necessario analizzare i dati con prudenza, senza cadere nella tentazione di evocare riprese inesistenti, che possono divenire l’alibi per non mettere in atto operazioni fondamentali ed urgenti per il Paese: a partire dai sostegni a favore delle famiglie in difficoltà e da una tassazione più equa, con una lotta determinata all’evasione fiscale, fino all’adozione di efficaci misure di contrasto alle intollerabili speculazioni a cui stiamo assistendo. Per questo, tra le proposte presentate al Governo insieme alle altre Associazioni dei Consumatori, abbiamo chiesto di rafforzare i compiti di sorveglianza e i poteri sanzionatori delle Autorità indipendenti e di Mr. Prezzi, oltre all’attivazione, presso le prefetture, di comitati territoriali di sorveglianza sui prezzi, per monitorarne l’andamento e contrastare fenomeni speculativi in sinergia, appunto, con Mr. Prezzi.

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Nuovo digitale terrestre. Perché scegliere ora un nuovo tv o un decoder

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Lo scorso 30 giugno è stata l’ultima scadenza con cui il governo ha provveduto alla rimodulazione delle frequenze nelle aree regionali per i nuovi standard tecnologici di trasmissione del digitale terreste Dvbt-2/Hevc Main 10. Quindi da qui a fine anno dovrebbe essere tutto in discesa il percorso per l’abbandono del vecchio digitale che ad oggi in diversi ancora usano per vedere la tv. E’ bene quindi essere tecnicamente pronti al cambio definitivo.Le vendite al dettaglio sono in crescita e questo vuol dire che i consumatori hanno più soldi a disposizione e che il mercato sta offrendo loro cose interessanti. Un dato di fatto importante viste le crisi che si accavallano tra covid, energia e guerra. E se siamo riusciti a non farci convincere a comprare coi saldi in corso, avendo ancora soldi, è bene organizzarsi per non arrivare all’ultimo momento quando tutto costerà di più. E non è una nostra fissa che i soldi spesi per l’informazione siano importanti al pari di quelli per l’alimentazione.Il tv può essere adeguato al nuovo digitale in due forme: comprarlo nuovo o affiancarlo con un decoder. La scelta va fatta solo in base ai propri desideri e necessità. Adeguarlo, in entrambi i casi, vede l’aiuto economico dello Stato. Il bonus per l’acquisto del tv è uno sconto del 20% (max 100 euro). Per ottenerlo occorrerà rottamare il vecchio tv presso lo stesso venditore oppure preventivamente presso un centro comunale di raccolta RAEE (isole ecologiche). Deve essere compilata un’apposita modulistica da consegnare al venditore, ed essere in regola col pagamento del canone Rai. Oltre questo bonus, vige sempre, in aggiunta, un altro precedente di 30 euro che viene erogato a chi ha un Isee non superiore a 20 mila euro. Per chi vuole tenersi il vecchio tv e aggiungere un decoder, ci sono offerte di mercato dai 20 euro in su.Tutte le informazioni sul sito del ministero dello Sviluppo Economico: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/bonus-tv-decoder-di-nuova-generazione?wsdl?wsdl La scelta da fare in questo momento è importante perché i prezzi sono ancora bassi (sia per l’acquisto di un nuovo tv che per il decoder) e non ci sono resse nei negozi in presenza e virtuali per scegliere ciò che si ritiene più consono a se stessi. http://www.aduc.it

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Papa Francesco all’Angelus: “Che Dio mostri la strada per porre fine a questa folle guerra!”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Il Card. Zuppi ha fatto sue le parole di Papa Francesco all’Angelus: “Che Dio mostri la strada per porre fine a questa folle guerra!”, invitando ad “interrogarci su cosa dobbiamo fare perché tacciano le armi e prevalga il rispetto della vita”. Mentre il conflitto non smette di provocare distruzione e morte, continua l’impegno di Caritas Italiana verso i fratelli e le sorelle ucraini: oltre 10mila le persone accolte in tutta Italia; numerose le diocesi attivate per garantire un’ospitalità adeguata a chi è fuggito dalla guerra, assicurando in questi mesi tutto il necessario.“È uno sforzo che abbiamo cercato di condividere anche con le istituzioni locali e nazionali”, sottolinea don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, rilevando che “questa grande solidarietà rischia, però, di essere compromessa dalle lungaggini e dalla farraginosità delle procedure amministrative. Ad oggi, infatti, non è stata ancora firmata la convenzione con la Protezione Civile, necessaria per liberare le risorse utili per accogliere altri 2.000 cittadini ucraini ospitati negli alberghi della penisola. Anche l’accesso ai cosiddetti sussidi di sostentamento sta incontrando molte difficoltà sul piano operativo. Auspichiamo che questa situazione venga risolta nei prossimi giorni, permettendo così di sbloccare i posti già destinati a questa accoglienza, al momento non utilizzabili nemmeno per l’attività ordinaria”.Allo stesso tempo, conclude Pagniello, “ci auguriamo che si possa prevedere un supporto anche per le accoglienze al di fuori del circuito istituzionale – al momento la maggior parte – per continuare a garantire un accompagnamento dignitoso di quanti, visto il protrarsi della guerra, decideranno di rimanere nel nostro Paese”.

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In Italia i pazienti con tumore renale incontrano alcune difficoltà durante il loro percorso di cura

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Per il 58% è insufficiente l’assistenza da parte della medicina territoriale mentre il 29% fatica a contattare il medico specialista. Per il 46% risulta difficile accedere agli esami di follow-up dopo le terapie, mentre il 24% ha difficoltà a compilare i documenti sanitari. Sono questi alcuni dati emersi da un sondaggio on line svolto tra 216 malati e promosso dalla Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO). I risultati sono stati presentati durante il webinar “Tumore del Rene” che è andato in onda, nei giorni scorsi, sulla pagina Facebook della Società Scientifica. Si tratta del terzo di una serie di eventi on line che rientrano nel progetto “SIUrO Incontra Pazienti e Caregiver”. Una volta al mese gli esperti della SIUrO affrontano a 360 gradi tutti gli aspetti inerenti i tumori urologici (prevenzione, terapie, impatto sulla vita quotidiana, difficoltà burocratico-amministrative, riabilitazione). Malati, caregiver, personale medico-sanitario, nonché semplici utenti del web possono così rivolgere domande direttamente agli specialisti. “La medicina territoriale deve avere un ruolo fondamentale nella lotta a tumori complessi come quelli urologici – afferma Camillo Porta, Professore Ordinario di Oncologia Medica all’Università Aldo Moro di Bari e Direttore della Divisione di Oncologia Medica del Policlinico di Bari-. In particolare il Medico di Medicina Generale è la prima figura di riferimento per i pazienti e caregiver fin dalla diagnosi. “Nel nostro Paese vivono più di 144mila persone con una diagnosi di carcinoma renale – aggiunge il dott. Marco Roscigno, Dirigente Medico Unità di Urologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo -. I tassi di sopravvivenza a cinque e dieci anni sono in netto miglioramento grazie soprattutto all’introduzione prima delle terapie mirate e poi dei farmaci immunoterapici. L’intervento chirurgico è la principale indicazione nei pazienti con malattia non metastatica, mentre per i malati con malattia diffusa è necessario un percorso terapeutico condiviso dai vari specialisti, in cui rientrano trattamento medico, chirurgico e radioterapico. Le varie cure possono determinare degli effetti collaterali che, sempre secondo il nostro sondaggio, sono giudicati di forte impatto da tre pazienti su quattro”. “E’ una neoplasia nella quale la chemioterapia ha sempre avuto scarso utilizzo – prosegue Stefano Arcangeli, Direttore Unità di Radioterapia ASST Ospedale San Gerardo di Monza -. Per quanto riguarda la radioterapia, essa invece trova indicazione soprattutto nel trattamento di alcuni siti metastatici o per ridurre il dolore correlato alle metastasi ossee. Al momento, poi, alcuni studi stanno valutando l’efficacia di possibili combinazioni tra radioterapia e immunoterapia. I primissimi dati dimostrano che si tratta di un trattamento fattibile e sicuro, ma va ancora dimostrata la sua reale efficacia. In futuro potrebbe esserci una sempre maggiore integrazione tra queste due modalità terapeutiche”.

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Diabete in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

In Europa il diabete colpisce 62 milioni di persone. Nel 2021 ha causato oltre 1 milione di decessi, rappresentando così la quarta causa di morte. In Italia, ad oggi, sono quasi 4 milioni le persone con diabete che è la causa iniziale o concausa di oltre 80mila morti ogni anno, pari a circa 9 decessi ogni ora. Una pandemia silenziosa con importanti costi sociali e umani che è destinata a crescere, basti pensare che, nel nostro Paese, dal 2000 ad oggi i casi di diabete sono raddoppiati. Attualmente, la qualità dell’assistenza diabetologica italiana è tra le migliori a livello mondiale, ma ci sono dei margini di miglioramento, per questo è giunto il momento di investire per garantire un trattamento uguale per tutti, ovunque sul territorio.Su questi temi si è tenuto un confronto tra istituzioni, società scientifiche ed esperti clinici, in occasione del 15° Italian Diabetes Barometer Forum, dal titolo ‘Diabete e Pnrr: prima le cure’. L’evento è stato organizzato da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation (IBDO Foundation) e dall’intergruppo parlamentare ‘Obesità e Diabete’, in collaborazione con l’università degli Studi di Roma Tor Vergata e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, nell’ambito del programma Driving Change in Diabetes. “Stiamo assistendo a una crisi strutturale del nostro Sistema Sanitario Nazionale legata alla tecnologia obsoleta delle strutture italiane, alle scarse risorse logistiche e agli aspetti organizzativi gestionali con evidenti problemi di accesso ai servizi, ma soprattutto di continuità nelle cure per i cittadini- ha spiegato Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, consigliere del ministro della Salute per il coordinamento con le Istituzioni sanitarie internazionali per la pandemia da Covid-19 e past president della World Federation of Public Health Associations- È necessario essere lucidi e capire che la crisi può essere superata solo con un lavoro di squadra attraverso la collaborazione tra scienza e istituzioni e garantire così risposte ai pazienti e alla società”.”Il diabete è una malattia cronica e come tale necessita di sostegno continuo. È stato dimostrato che avere un’adeguata assistenza specialistica multiprofessionale può portare a una riduzione del 19% della mortalità per tutte le cause legate al diabete, considerando che questa malattia causa in Italia ogni anno il 3% delle morti totali, è allarmante e preoccupante sapere che solo il 30% di chi ne è affetto riceve un’assistenza adeguata- afferma Agostino Consoli, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid)”. “L’assistenza diabetologica è il fiore all’occhiello del nostro Sistema Sanitario Nazionale, ma è sempre possibile e, in seguito all’emergenza da Covid-19 necessario, potenziarla migliorando il rapporto tra l’assistito e il territorio- ha aggiunto Graziano Di Cianni, presidente dell’Associazione medici diabetologi- Dobbiamo garantire una migliore collaborazione tra strutture diabetologiche e la medicina generale, allo stesso tempo investire nella formazione nel personale e nello sviluppo di servizi di teleconsulti e teleassistenza per facilitare il continuo dialogo medico-paziente ed il confronto tra professionisti”. “Siamo convinti che si debba passare attraverso una più forte alleanza tra scienza e istituzioni e tutti i diversi livelli di governo per una efficace messa a terra delle risorse, nei tempi così stringenti che dovremo rispettare per la realizzazione del Piano. Inoltre, dovremo intervenire per assicurare che un nuovo approccio sia messo in campo, un approccio che veda al centro della politica pubblica il cittadino, il paziente e il suo domicilio, al fine di generare un autentico cambiamento nell’organizzazione delle strutture, nelle competenze e nelle professionalità che avranno l’obiettivo di prevenire e curare le persone con diabete”, ha aggiunto il deputato Roberto Pella, presidente dell’intergruppo parlamentare ‘Obesità e Diabete’ e vicepresidente vicario di Anci.

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Caldo record: Ci rende più stupidi?

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Non si tratta solo di folclore: numerosi studi neuroscientifici hanno ormai dimostrato il legame tra alte temperature e cambiamento nel comportamento e nelle performance mentali delle persone. «Uno studio dell’Università dell’Iowa aveva dimostrato già nel lontano 2001 l’associazione tra aumento di temperatura ed aggressività – spiega Lorenzo Dornetti, psicologo e neuroscienziato, direttore del Neurovendita Lab -. In estate aumentano il numero di crimini violenti. Chi ha un’auto con aria condizionata spenta o poco efficiente suona il clacson più spesso di chi guida al fresco. Il numero di pensieri contraddistinti da rabbia cresce se la temperatura supera 30 gradi». Non solo, studi più recenti hanno posto l’accento sul legame tra caldo e velocità mentale. Nel 2016, un’estate già caldissima, una ricerca condotta dall’Università di Harvard aveva dimostrato l’impatto negativo della calura sulla lucidità cognitiva. La ricerca applicava il test di STROOP, uno strumento che rileva i tempi impiegati per risolvere compiti di crescente complessità, su due gruppi di studenti simili in tutto, tranne che per un aspetto: la presenza o l’assenza di aria condizionata nella stanza in cui si realizzava l’esperimento. Le performance risultavano stabilmente inferiori in quella senza aria condizionata, mentre erano in linea con le attese nell’edificio a 23 gradi. Le neuroscienze confermano dunque i luoghi comuni: quando fa caldo si diventa più aggressivi e meno lucidi. Da cosa dipende questa variazione? «Quando fa più caldo del normale – prosegue Dornetti -, si verifica l’alterazione di alcuni circuiti neurali. Gli studi neuroscientifici hanno verificato che le aree cerebrali più colpite sono la corteccia orbito-frontale e quella prefrontale, due aree del sistema nervoso connesse al controllo di sé e alle performance mentali complesse». Il Neurovendita Lab ha studiato l’effetto del caldo sul comportamento dei consumatori confermando come le temperature giochino un ruolo fondamentale nelle scelte d’acquisto. Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori confermano quanto ipotizzato sul Journal of Marketing da Amar Cheema e Vanessa Patrick: ad alte temperature, i clienti scelgono l’opzione che richiede minor sforzo mentale, prediligono prodotti che già conoscono e soluzioni meno complesse e rimandano le decisioni impegnative. Il global warming, insomma, oltre che sul pianeta impatta anche su come le persone si comportano, scelgono e acquistano.

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