Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 17 luglio 2022

“La Geopolitica dell’età adulta”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

Parte seconda: Con Vincenzo Olita direttore Società libera condivido la sua opinione “sull’europeismo che resta una visione postmodernista, che non ha nessi con storia, tradizione e ancor più con l’identità dell’Europa generando una iperburocrazia con la creazione di un super-Stato, estraneo al pensiero politico occidentale. Insomma un rissoso condominio, ridotto a diritto ed economia, in cui latitano obiettivi e progettualità a meno che non siano economici-commerciali. Un pensiero facile, troppo facile, al punto di affascinare non molti, di coinvolgere se non gli interessati, di non scaldare il cuore di nessuno.” E qui si potrebbero spiegare molte cose riguardo la tenacia e la ferocia di un Putin nella guerra scatenata in Ucraina. Già ora, infatti, prima che passi il dramma della guerra si stanno vedendo le crepe dell’Europa comunitaria, per quanto messe abilmente sotto traccia, “degli interessi contrapposti, dello smarrimento verso il futuro, del vassallaggio verso gli interessi statunitensi. La criticità della strategia politica della Dirigenza comunitaria, malgrado la benevolenza dell’informazione, è nei fatti, nei comportamenti da avanspettacolo, nelle banalità scenografiche, nell’inconsistenza di personalità quali: von der Leyen, Borrell, Dalli, Gentiloni, Johansson, Michel.” Questo deficit di leadership autorevole e qualificata che l’Europa comunitaria porta in dote non è molto dissimile dei leaders Francesi e anglosassoni alla vigilia della seconda guerra mondiale nei rapporti con le dittature di quel tempo. La stessa Nato come giustamente osserva Olita “era già in via di estinzione nell’ultimo decennio, con funerale conclamato il 15 agosto 2021 a Kabul ma già nel novembre 2019 Macron parlò di morte cerebrale, e pur non avendo fatto autocritica, sul suo severo giudizio, è stato semplicemente silenziato. La Nato deve la sua rinascita al presidente Biden e la guerra in Ucraina è stata il suo salvacondotto. E la Svezia e la Finlandia sono diventate le classiche ciliegine sulla torta per trasformarla in una poderosa Cortina anti Russia e soprattutto coinvolgerla in nuovi scenari. E’ avvenuto a Madrid nelle scorse settimane, dove è stato adottato un nuovo concetto strategico: il Madrid strategic concept in cui si sostiene che essendo le minacce globali e interconnesse con l’Alleanza essa dovrà disporre di più truppe di allerta rapida, che passeranno dalle attuali 40 mila alle 300 mila entro 7 anni, e di una difesa aerea più avanzata. In effetti, le forze NATO saranno integrate, con mezzi pre-posizionati, su 5 domini – terra, aria, mare, cyber e spazio. La sicurezza euro-atlantica non è solo rapportabile alla nuova guerra fredda con Mosca, il nuovo strategic concept parla della Cina indicandola come una delle sfide future della NATO: una sfida sistemica ai nostri interessi, ha affermato il solito bellicoso Stoltenberg. Un’alleanza, quindi, non più difensiva dello scacchiere occidentale ma coinvolta in una contrapposizione globale, preoccupante per tutta l’Umanità. Il riarmo e la strategia delle alleanze, naturalmente, non sono solo di pertinenza occidentale, altrimenti la pericolosità non sarebbe a questi livelli, la Cina e i suoi alleati muovono velocemente verso un riequilibrio di forze, e quindi verso una disputa per la leadership planetaria”. Ma se siamo giunti a questo punto è bene pensare come ci siamo arrivati se non altro per cercare di fare ammenda degli errori compiuti e delle mancate occasioni per cercare di sedare le sempre più pericolose tentazioni di una guerra globale che in questo caso si chiama atomica. (Centro studi politici della Fidest diretto da Riccardo Alfonso) Link prima parte: https://fidest.wordpress.com/2022/07/14/geopolitica-e-le-sue-malattie-infantili/

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Le democrazie hanno ancora qualcosa da proporre al nuovo mondo che si affaccia?

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

di Giuseppe Bianchi. Si sta delineando il passaggio da una globalizzazione cooperativa, in uno spazio giuridico globale aperto alla libertà degli scambi, ad un nuovo multilateralismo competitivo nel quale i rapporti di forza tendono a porsi come principi regolatori delle relazioni all’interno e fra i diversi paesi. Si prospetta una nuova globalizzazione basata sulla teorizzazione della distinzione fra paese amico e paese nemico. Un regresso sul piano della pacifica convivenza (di cui l’aggressione Russa all’Ucraina è una spia), tanto più inquietante quanto più si considerano le sfide in atto che coinvolgono tutti i paesi, quale che sia il loro regime politico: la tutela dell’ambiente, il contrasto alle pandemie, la gestione delle nuove ed inquietanti tecnologie, il governo dei flussi di emigrazione.Due questioni meritano di essere poste: le nostre democrazie occidentali hanno ancora la vitalità necessaria per tornare ad essere attrattive per il resto del mondo? Quale ruolo possono esercitare nella creazione di un nuovo ordine internazionale che, favorendo uno sviluppo solidale e sostenibile, sia in grado di prevenire futuri conflitti politici? In ordine alla prima questione, occorre prendere atto che anche nei paesi dove la democrazia è più consolidata si registra un declino delle istituzioni rappresentative (partiti, sindacati) che riduce la partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale. Al confronto, i sistemi illiberali contano sui vantaggi di una verticalizzazione dei processi decisionali che non deve mediare con le opinioni pubbliche.La seconda questione riguarda l’ordine internazionale segnato dall’emergenza di nuove potenze, come Cina e Russia, che sfidano il mondo occidentale ritenuto decadente. Alla luce della storia passata, la previsione è quella di uno scontro inevitabile fra il blocco egemone e quello sfidante. Così è avvenuta l’alternanza degli imperi. Un evento da scongiurare tenendo conto della letalità delle armi nucleari ma anche della interdipendenza economica e finanziaria che lega i due blocchi.Occorre uscire dalla trappola geopolitica in atto considerando che la maggior parte del mondo è estranea a tale conflitto, benché sia partecipe delle stesse sfide cui l’umanità deve reagire. Basti considerare che i paesi democratici con le economie più forti (G7) hanno una popolazione di 770 milioni di persone a fronte dei tre miliardi e 200 milioni dei paesi non allineati (Brics).Occorre avviare una riflessione che parta dalla crisi dell’ordine internazionale creato nel secondo dopoguerra, caratterizzato da una molteplicità di regolatori internazionali senza tuttavia configurare vere autorità globali in grado di produrre meccanismi di risoluzione delle controversie tra i diversi paesi. I governi nazionali hanno ceduto porzioni di sovranità ma hanno mantenuto il monopolio nell’uso della forza.Il quesito che si pone è se le nostre democrazie abbiano la capacità di farsi promotrici di un nuovo sistema di equilibri multilaterali che riaccreditino, in forme diverse, il riconoscimento universale del diritto dei popoli alla democrazia, promuovendo i processi di integrazione economica e sociale che sostengano un tale obiettivo. L’ottimismo della ragione sostiene questa capacità perché è propria delle democrazie la legittimazione del pluralismo degli interessi, all’interno e nei rapporti fra i diversi paesi, da ricomporre, attraverso il confronto e il compromesso, con soluzioni che offrano vantaggi reciproci.Nel passato i pericoli di una guerra nucleare sono stati tenuti sotto controllo attraverso accordi di controllo degli armamenti.Oggi la situazione è più complessa, ma le democrazie hanno ancora le arti migliori per proporre al resto del mondo nuovi sentieri di prosperità e di pace. Ci vuole il coraggio dell’immaginazione e la volontà di futuro. (abstract) https://www.facebook.com/QuaderniISRIL/

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Commissione europea: occupazione e politiche giovanili

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

La Commissione ha pubblicato l’edizione 2022 della relazione “Sviluppi occupazionali e sociali in Europa” (ESDE 2022). Dalla relazione emerge, tra l’altro, che i giovani sono stati tra i più colpiti dalla soppressione di posti di lavoro dovuta alla crisi economica provocata dalla pandemia di COVID-19. Secondo la relazione anche la ripresa è stata più lenta tra i giovani rispetto a quanto accaduto per gli altri gruppi di età. Le possibili spiegazioni sono legate all’elevata percentuale di contratti a tempo determinato tra i giovani e alle difficoltà che questi hanno a trovare un primo impiego dopo la scuola, l’università o al termine della formazione. La nuova relazione contribuisce a individuare e a delineare le politiche sociali e del lavoro necessarie per dare una risposta ai problemi che i giovani devono affrontare per diventare economicamente indipendenti nel contesto della situazione socioeconomica in peggioramento a causa dell’invasione russa dell’Ucraina. Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “Molti giovani hanno un livello di istruzione elevato, possiedono buone competenze digitali e hanno un interesse attivo per i temi ecologici. Tutto ciò può aiutarli a cogliere le opportunità offerte dalla ripresa e dalle transizioni digitale e verde. Il 2022 è l’Anno europeo dei giovani, proprio perché l’Unione europea è impegnata ad ascoltare i giovani, a sostenerli e a migliorare le opportunità per il loro futuro. In questo quadro il nostro sostegno va anche ai giovani ucraini fuggiti dalla guerra, che aiutiamo ad accedere al sistema di istruzione e al mercato del lavoro dell’UE.” L’UE sostiene i giovani attraverso una serie di programmi strategici, quali: il sistema di garanzia per i giovani, compresa l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, che fin dal 2014 offre opportunità a oltre 36 milioni di giovani, il Fondo sociale europeo Plus (FSE +) , la nuova iniziativa ALMA, lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza (SURE) nonché i piani di ripresa e resilienza degli Stati membri dell’UE, che si concentrano sulle politiche per la prossima generazione, uno dei sei pilastri previsti.

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Il Lago Maggiore dà spettacolo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

Dal 22 luglio al 4 settembre nel teatro-cava in Val d’Ossola verrà messo in scena un prestigioso calendario di eventi che metteranno insieme musica, pensiero ecologico e cultura della montagna. Ad aprire la stagione teatrale 2022 ci sarà Stewart Copeland, fondatore dei celebri Police, che con la sua musica darà vita alla prima mondiale di The Witches Seed, geniale opera rock ideata da Maddalena Calderoni in scena il 22 e 23 Luglio 2022 alle 21:30. Lo spettacolo si svolgerà nella scenografica cava di pietra di Tones Teatro Natura, raggiungibile con un transfer dai principali luoghi del Lago Maggiore grazie al pacchetto navetta+biglietto proposto da Consorzio Maggiore: l’occasione perfetta per abbinare l’esperienza unica di uno show all’interno di una cava di roccia a un week end tra le meraviglie del Lago Maggiore. The Witches Seed è uno spettacolo inedito prodotto di Tones on the Stones, fondazione che nasce nel 2007 dall’intuizione del soprano Maddalena Calderoni, che vede le cave d’estrazione affacciate sulle sponde del Lago Maggiore e nelle valli dell’Ossola come maestosi e spettacolari teatri di pietra. Consorzio Maggiore, Consorzio di promozione e vendita della destinazione turistica: Laghi Maggiore – Orta – Mergozzo, Valli dell’Ossola e Provincia di Novara, propone un pacchetto che include il trasporto andata e ritorno per raggiungere comodamente il teatro nelle serate del 22 e 23 luglio. Due comode navette raggiungeranno la location, il Teatro Natura, passando dai principali centri del Lago Maggiore, con fermate a Cannobio, Cannero Riviera, Verbania (2 fermate, una a Verbania Intra e l’altra a Verbania Pallanza) e Domodossola oppure Arona, Stresa e Baveno. Per visualizzare gli orari, per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti.

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V edizione di Videocittà – Festival della Visione

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

Roma 20 – 23 luglio 2022 Gazometro – Opificio 41 Via del Commercio 9/11. Con PRESENTE FUTURO una mostra site specific dedicata alla moltitudine dei linguaggi dell’arte digitale, Reasoned Art partecipa alla quinta edizione di Videocittà il Festival della Visione ideato da Francesco Rutelli con la direzione creativa di Francesco Dobrovich, che dal 20 al 23 luglio 2022 porta a Roma le forme più avanzate dell’audiovisivo e delle arti digitali.Co-curato da Videocittà e Reasoned Art – NFT partner della manifestazione – PRESENTE FUTURO si pone l’obiettivo di rintracciare il legame invisibile tra l’oggi e il domani, all’interno di una manifestazione che cerca di mappare i molteplici sguardi sul mondo di oggi e di costruire immaginari futuri, offrendo a un pubblico vasto ed eterogeneo una panoramica su nuove discipline, espressioni e sullo sviluppo delle immagini in movimento.Negli spazi di Opificio 41, all’interno dell’area del Gazometro, simbolo della Roma contemporanea scelto quest’anno per ospitare la cinque giorni del Festival, PRESENTE FUTURO con opere che impiegano le più disparate tecniche espressive, dal video alla performance, dalla memetica al 3D, fino all’Intelligenza Artificiale, rivela una combinazione di stili che riflette il continuo dialogo tra la contemporaneità e i suoi possibili sviluppi.Giulio Bozzo, Edoardo Durante e Ivan Quaroni per Reasoned Art e Antonella di Lullo per Videocittà, co-curatori della mostra, pensano sia difficile immaginare oggi un futuro non distopico: il domani ci trasmette un sentimento di imminente catastrofe, prefigurando un pianeta prossimo a trasformarsi in una landa desolata.Diventa così necessario progettare un nuovo futuro, e il presente è l’unico tempo per poter formulare soluzioni: l’arte digitale diventa dunque un laboratorio d’eccezione per l’analisi delle criticità attuali, l’elaborazione e la sperimentazione di nuove soluzioni. Un progetto che si inserisce perfettamente tra installazioni, live, videoarte, virtual reality, talk formativi e divulgativi e iniziative dedicate ai più piccoli che compongono Videocittà, esperienza immersiva che coinvolge artisti, creators, makers e leader digitali.In mostra artisti internazionali come Extraweg, Esteban Diacono e Scorpion Dagger, come anche protagonisti italiani della scena globale della “rivoluzione NFT” che presenteranno lavori inediti come Skygolpe, Fabio Giampietro, Giovanni Motta, insieme a nomi in ascesa come Marco Zagara, Nicola Caredda e Lorenza Liguori.Inoltre, grazie alla collaborazione tra Reasoned Art ed Emotiva, startup che si occupa di intelligenza artificiale, specializzata nella misurazione e nel riconoscimento degli stati attentivi e affettivi degli esseri umani, è stata sviluppata una misurazione oggettiva dell’impatto emotivo che un’opera è in grado di generare sul pubblico: l’Indice di Stendhal, la metrica implementata da Emotiva e applicata ad ogni opera presente in mostra, sarà visibile sul sito di Reasoned Art.Venerdì 22 luglio, dalle 18.00 alle 22.00, negli spazi di Opificio 41, Reasoned Art è anche protagonista di un incontro all’interno di Agorà, il format pensato per creare una connessione tra l’industria creativa del territorio e diversi talent scout internazionali e nazionali: Reasoned Art terrà una masterclass sull’arte digitale tenuta da Giulio Bozzo, CEO & Founder, Andrea Marec, CFO & Co-Founder, e Andrea Salomone, Chief Growth Officer. Sempre venerdì, alle ore 20.30, Giulio Bozzo sarà ospite del talk La rivoluzione NFT nell’arte: contesto e scenari futuri, insieme a Serena Tabacchi, Scorpion Dagger, Amelia Tomasicchio e Valentino Catricalà.

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Robeco: La Sfida delle tre vette: la corsa dei mercati contro il tempo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

A cura di Colin Graham, Head of Multi-Asset Strategies di Robeco. La crescita globale non riprenderà slancio finché le recenti impennate dei prezzi e gli aumenti dei tassi utilizzati per contrastarle non avranno raggiunto lo zenith. Solo allora il dollaro USA, il cui rafforzamento ha spinto al rialzo il costo del commercio estero e messo sotto pressione le economie emergenti, comincerà a indebolirsi. Proprio come la famosa Sfida delle tre vette del Regno Unito, in cui i corridori devono raggiungere le cime delle montagne più alte di Scozia, Inghilterra e Galles entro un tempo prestabilito, tutti e tre i picchi economici dovranno essere superati nella seconda metà del 2022 affinché i mercati possano stabilizzarsi. a prima vetta da conquistare è l’inflazione, che ha subito un’accelerazione a causa dei cospicui aumenti dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari dopo la fine della pandemia di Covid-19 e per effetto della guerra Russia-Ucraina. Negli Stati Uniti e nell’eurozona l’inflazione ha raggiunto rispettivamente l’8,6%, il livello più alto dal 1981, e l’8,1%, il valore più alto di sempre. Prima della pandemia, l’inflazione era rimasta stabilmente al di sotto del 2% per molti anni. La montagna successiva da scalare è quella dei tassi d’interesse, che sono stati innalzati in tutto il mondo per combattere l’inflazione. All’aumentare dei tassi l’indebitamento diventa più costoso e i consumatori hanno quindi meno soldi da spendere. Il rialzo dei tassi, tuttavia, ha anche effetti collaterali, tra cui l’ulteriore apprezzamento del già costoso dollaro USA. Secondo le proiezioni, il tasso sui Fed Fund statunitensi dovrebbe salire al 3,5% circa dall’1,75% di fine giugno, il che si costituirebbe il maggior rialzo dei tassi in un anno solare dal 1980. Nel 1994, anno in cui si è registrato quello che viene generalmente considerato un ‘atterraggio morbido’, i tassi statunitensi sono balzati al 2,5%. Pertanto, il ciclo di inasprimento oggi è più difficile, perché l’economia ha bisogno di un’analoga reazione. La terza sfida è rappresentata dal dollaro USA, che ha raggiunto un massimo ventennale rispetto alle principali valute mondiali. Tradizionalmente considerato un bene rifugio in tempi difficili, l’apprezzamento del biglietto verde accresce il costo delle materie prime quotate in dollari. Questo a sua volta si ripercuote negativamente sui mercati emergenti che fanno affidamento sulle esportazioni di commodity e hanno bisogno di finanziamenti in dollari.Una volta che le aspettative sui tassi d’interesse e sull’inflazione degli Stati Uniti avranno raggiunto un picco, possiamo aspettarci che il dollaro USA faccia altrettanto. Non sappiamo con certezza se questo avverrà prima, durante o dopo gli altri due picchi. Ma è importante monitorare l’andamento della valuta statunitense, che suscita l’interesse di una gamma quanto mai eterogenea di trader e detentori non orientati alla massimizzazione del profitto.Al momento, i principali driver del biglietto verde – vale a dire i differenziali di interesse, i differenziali di crescita e i flussi di capitali indirizzati verso ‘beni rifugio’ – sono positivi. Con il rallentamento della crescita e il calo delle aspettative sui tassi, l’oneroso dollaro USA dovrebbe indebolirsi.

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PIMCO – Gli effetti dell’inflazione nei mercati emergenti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

A cura di Pramol Dhawan, Head of Emerging Markets, e Lupin Rahman, Head of Emerging Market Sovereign Credit di PIMCO L’attuale shock inflazionistico è un fenomeno globale, determinato dalle interruzioni della catena di approvvigionamento e dall’impatto della guerra tra Russia e Ucraina sui prezzi dei prodotti alimentari e delle materie prime, con conseguenze per le nazioni di tutto il mondo. La risposta delle autorità è variata da Paese a Paese, contribuendo a creare elevati differenziali tra i tassi di interesse reali – o corretti per l’inflazione – nei mercati sviluppati e nei mercati emergenti. Riteniamo che ciò possa offrire agli investitori opportunità di rendimenti decorrelate sotto forma di debito locale dei mercati emergenti. Tuttavia, gli investitori devono essere Lo slancio inflazionistico degli emergenti rimane forte, con risultati altamente correlati a quelli dei mercati sviluppati. Analogamente alle nostre previsioni per i mercati sviluppati, ci aspettiamo che l’inflazione negli emergenti raggiunga un picco, per poi scendere gradualmente quest’anno e fino al 2023. Data l’ampiezza e la persistenza di questo evento, tuttavia, non prevediamo che l’inflazione rallenti ai precedenti livelli del trend fino a dopo il 2023. Le banche centrali degli emergenti, che nel corso di decenni hanno costruito la propria credibilità nella lotta all’inflazione, hanno preso diverse strade: alcune hanno scelto di aumentare i tassi di interesse prima della Federal Reserve. In generale, ci aspettiamo che le banche centrali dei Paesi emergenti prendano spunto dagli Stati Uniti, man mano che si avrà una maggiore chiarezza sulle prospettive economiche statunitensi e sul percorso di inasprimento della Fed. È più probabile che l’inflazione degli emergenti rimanga elevata rispetto a quella dei paesi industrializzati, dato che i prodotti alimentari e l’energia hanno un peso maggiore nei panieri degli indici di inflazione degli emergenti, oltre alla propensione della politica fiscale ad accogliere gli shock inflazionistici. Per diventare più rialzisti sulle valute emergenti, in generale, dovremmo vedere questa dinamica auto-rinforzante ampliarsi e rafforzarsi, soprattutto sulla scia delle precedenti false partenze. La cautela è ulteriormente giustificata dall’influenza incerta dei fattori di rischio globali, come quelli derivanti dalla guerra in Ucraina.Se questa dinamica dovesse affermarsi, potrebbe segnare un’importante rottura rispetto all’ultimo decennio di dominio del dollaro. Finché le prospettive non saranno più chiare, cerchiamo opportunità selezionate per generare rendimenti potenzialmente elevati nel debito locale degli emergenti, ad esempio evitando le obbligazioni locali polacche e privilegiando invece quelle brasiliane. La maggiore divergenza tra Paesi e regioni rafforza le opportunità di valore relativo nell’ambito degli investimenti nei mercati emergenti e può offrire opportunità di diversificazione del portafoglio. (abstract)

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Risposta alla crisi energetica: rimettere in moto l’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

A cura di Natalia Luna, Analista senior investimenti tematici, Investimenti Responsabili di Columbia Threadneedle Investments Il conflitto tra Russia e Ucraina ha esposto l’Europa a uno shock energetico senza precedenti, aggravando un contesto di prezzi dell’energia già elevati e dando origine a una crisi della fornitura energetica. L’UE riceve circa il 40% del gas dalla Russia, ragion per cui, in risposta a questa crisi, ha presentato a marzo il piano energetico “RePowerEU”. Il suo obiettivo consiste nel ridurre di due terzi la dipendenza dell’Europa dal gas russo entro la fine del 2022, portandola a zero entro il 2030. Il piano mira a garantire la sicurezza energetica e a portare avanti la decarbonizzazione, principalmente mediante un’accelerazione significativa delle energie rinnovabili e delle misure di efficienza energetica. Il piano, pertanto, è in linea con il Green Deal europeo e punta a raggiungere entrambi gli obiettivi simultaneamente, grazie a misure volte a consentire più rapide autorizzazioni alle energie rinnovabili, che consideriamo un catalizzatore chiave per l’espansione dell’energia pulita. RePowerEU potrebbe di conseguenza ridurre le tempistiche degli investimenti in ulteriori capacità di generazione di rinnovabili e promuovere una maggiore enfasi sull’efficienza energetica. Di conseguenza, la Commissione Europea ha concordato un trattamento speciale temporaneo per la penisola iberica. Nel medio e lungo termine, RePowerEU dispone di tre leve con cui eliminare interamente la dipendenza dell’Europa dal gas russo entro il 2030: accelerazione dell’utilizzo delle rinnovabili, accelerazione dell’utilizzo delle pompe di calore e sviluppo dell’idrogeno verde. Rinnovabili: RePowerEU mira a raddoppiare gli attuali piani nazionali sulle nuove aggiunte di energia eolica e solare fotovoltaica entro il 2030. L’UE riconosce la necessità di semplificare e abbreviare il processo di autorizzazione come condizione preliminare per accelerare questa introduzione, e a maggio ha presentato raccomandazioni legislative volte a permettere ai paesi dell’Unione di ridurre tale processo. Riteniamo che ciò costituisca un catalizzatore necessario e significativo per potenziare le energie rinnovabili, dato che l’attuale processo di approvazione dura tra i due e i quattro anni circa. Secondo le stime di Goldman Sachs, ciò consentirà di realizzare impianti per 150GW all’anno rispetto ai circa 20GW- 30GW all’anno di poco tempo fa. Pompe di calore: l’obiettivo consiste nel più che raddoppiare gli attuali tassi di installazione, raggiungendo i circa 40 milioni di pompe di calore elettriche entro il 2030 per ridurre la domanda di energia e sostituire le caldaie a gas. Tuttavia, il finanziamento, la riqualificazione e la formazione dell’attuale forza lavoro devono essere potenziati ulteriormente al fine di consentire una rapida implementazione. Idrogeno verde: RePowerEU punta a innalzare di 4 volte i precedenti obiettivi di produzione di idrogeno verde entro il 2030, da 5,6 milioni di tonnellate a 20 milioni di tonnellate. A tal fine l’UE metterà in atto un programma chiamato Acceleratore dell’idrogeno che contribuirà a sviluppare infrastrutture integrate, impianti di stoccaggio e capacità portuali. Riteniamo che la tesi d’investimento a favore dell’idrogeno stia cambiando in misura significativa, poiché il piano RePowerEU sta accorciando le tempistiche per rendere tale carburante economico e accessibile.

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Inflazione: un problema persistente

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

A cura di Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel La causa principale dell’attuale impennata inflattiva è stata la domanda senza precedenti da parte dei consumatori statunitensi all’indomani della pandemia. Il Covid ha infatti comportato un trasferimento alle famiglie USA di circa 2.500 miliardi di dollari, con un conseguente aumento delle importazioni a livelli superiori del 20-25% rispetto al trend pre-pandemia, che si è riflesso sull’economia globale attraverso la pressione sulle catene di approvvigionamento. In assenza di un’altra serie di trasferimenti alle famiglie statunitensi questa pressione dovrebbe dunque invertirsi. L’attuale reindirizzamento della spesa pro-capite dei consumatori USA dai beni ai servizi, come viaggi aerei e hotel, dovrebbe determinare una diminuzione dei livelli di inflazione a livello globale.Tuttavia, realisticamente, l’inflazione sarà un problema persistente per tutto questo e il prossimo anno. Una valida copertura contro l’inflazione è rappresentata dalle materie prime, in particolare dai metalli, quindi se l’inflazione dovesse raggiungere l’apice, si dovrebbe ridurre anche l’entusiasmo per questa asset class.Investire in obbligazioni tornerà ad avere senso se le Banche Centrali riusciranno a tenere sotto controllo l’inflazione entro la fine del 2022, riportandola a livelli più normali, anche se forse leggermente più elevati di quelli a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.A nostro avviso, gli investitori non sono pronti a rinunciare alle obbligazioni, che a maggio hanno iniziato ad agire più come uno strumento di diversificazione nei portafogli, muovendosi in modo positivo quando i titoli azionari cedevano. Da questo punto di vista, l’aumento dei rendimenti obbligazionari a livello globale significa che i vantaggi della diversificazione sono destinati a perdurare. Aumentare i tassi significa ridurre le prospettive di crescita, ma le Banche Centrali devono mantenere la loro credibilità sul tema inflazione, perché questo ha consentito un mercato obbligazionario “toro” per 30 anni. I mercati obbligazionari stanno ancora cercando di orientarsi, cercando di capire se le Banche Centrali saranno in grado di affrontare l’inflazione o ci saranno passi falsi che danneggeranno l’economia. Il nostro caso base è che le Banche Centrali abbiano successo nel tenere sotto controllo l’inflazione. Il nuovo scenario inflattivo, intanto, si è riflesso in un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato in tutti i settori: anche la curva dei rendimenti dei Bund tedeschi è positiva, su tutta la lunghezza, che va da 40 pb nella parte breve a oltre l’1% a 10 anni, a fine maggio. Nel frattempo, i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni sono saliti oltre il 3%. Gli asset a reddito fisso particolarmente sensibili ai tassi d’interesse, come i titoli di Stato a più lunga scadenza e le società investment-grade, hanno subito pressioni. Gli asset meno sensibili ai tassi di interesse hanno resistito bene: l’high yield, i titoli cartolarizzati a tasso variabile e i prestiti a leva hanno registrato una buona performance rispetto agli asset a più lunga scadenza.La minaccia di una recessione economica, a fronte dell’aumento dell’inflazione, non può non rievocare la stagflazione degli anni Settanta. Non si tratta certo di uno scenario ideale, con le aspettative di crescita del Pil per il prossimo anno riviste al ribasso, e le aspettative di inflazione riviste al rialzo.I gestori osservano attentamente gli utili societari per determinare le tendenze future e il rischio che i margini si comprimano in modo significativo, con conseguenti problemi di aumento della leva finanziaria, riduzione degli indici di copertura degli interessi e deterioramento della qualità complessiva del credito. La dispersione è maggiore e bisogna focalizzarsi su stock picking e osservazione degli utili societari.

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Ddl Concorrenza, gli Ncc: “Governo non indietreggi”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

“Tutte le sigle e associazioni del settore del Noleggio con Conducente chiedono al governo di non indietreggiare e di approvare l’articolo 10 del Ddl Concorrenza. È l’ultima chiamata per il trasporto pubblico non di linea. Si integri e si migliori l’articolo ma lo si approvi: è un intervento necessario anzitutto per i cittadini-utenti e consentirebbe al settore, con una buona riforma complessiva, di crescere e svilupparsi come negli altri Paesi Europei”. Ad avanzare questa richiesta al governo sono tutte le sigle e le associazioni del settore Ncc in Italia. L’articolo 10 del Ddl concorrenza è quello che delega al governo l’adozione di un decreto per riformare il settore del trasporto pubblico non di linea.“Chi vuole stralciare l’articolo, alzando la voce e protestando nelle piazze, propone il mantenimento dello status quo e alla fine (inconsapevolmente) un depauperamento del servizio di trasporto, purtroppo a vantaggio di altri segmenti – aggiungono -. Chi, dopo l’uscita degli Uber Files, vorrebbe spingere il governo a non proseguire non sa che questa riforma il settore Ncc la attende da anni, e ancor di più oggi, in un momento di ripresa economica. A chi dice che ‘bastano i decreti attuativi del 2019’ – gli stessi che li respinsero quando furono presentati – rispondiamo che non sono assolutamente sufficienti per risolvere i temi della territorialità, delle app, della flessibilità, delle semplificazioni, delle nuove autorizzazioni, delle asimmetrie sanzionatorie”. Secondo le associazioni Ncc, “per fare questo serve un ridisegno organico e condiviso del Tpl non di linea e per questo le migliaia di imprese di noleggio con conducente rinnovano l’appello alla responsabilità a tutte le forze politiche e al Governo ad andare avanti e a non sprecare questa ennesima, e sicuramente ultima, occasione per rivedere – senza strappi e in maniera condivisa – il quadro regolatorio”.

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Agricoltura: Nuova Pac

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

In questi mesi il confronto sul Piano strategico sulla nuova Pac (Psp) deve diventare una priorità per il Governo in modo da sfruttare al meglio lo slittamento dei termini di consegna a Bruxelles – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il ministro Patuanelli ha annunciato che il piano non sarà inviato entro la scadenza prevista del 31 luglio, a causa del ritardo con cui è stato raggiunto l’accordo con le Regioni sui fondi per lo Sviluppo rurale.La nuova Pac fatica a prendere forma, segno di una difficoltà che riguarda non soltanto l’Italia ma anche gli altri Stati membri – continua Tiso. A poco più di due settimane dalla scadenza, nessun Paese ha infatti consegnato il Psp emendato sulla base delle osservazioni della Commissione. Occorre per questo lavorare in modo più rapido, perché la trasformazione dell’agricoltura richiede un forte coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti se si vuole passare dalle intenzioni alla realtà.Stiamo attraversando una fase cruciale per il nostro sistema economico e quindi anche per l’agricoltura. I piani di Bruxelles si scontrano con resistenze e ritardi a livello nazionale e locale, che devono essere occasione per intensificare il confronto con gli operatori e le associazioni del primo settore per giungere a una sintesi condivisa e realmente applicabile. Il Green Deal europeo è una sfida che non si può vincere con politiche imposte dall’alto, ma solo grazie a uno sforzo congiunto che si alimenti delle idee e delle proposte di quanti hanno fatto dell’agricoltura la loro principale attività. By Gabriele Carchella

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Ivo Tarolli Antonio Fazio e i fatti italiani. L’Euro, le banche, la Fiat

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

Nel 1993, a 57 anni, Antonio Fazio fu nominato Governatore della Banca d’Italia. Carica prestigiosa e crocevia del vero potere, da cui governò l’economia e la finanza Italiana ed europea. In quei 13 anni Fazio gestì non solo eccezionali eventi che riguardarono la quotidianità dei risparmiatori, la sorte di importanti aziende come Fiat e delle più grandi Banche italiane, ma anche delicati momenti storici come il passaggio all’Euro. Sotto la sua guida è stato compiuto il riassetto del sistema creditizio nazionale, con oltre 600 operazioni di aggregazione. Antonio Fazio ha dovuto affrontare il problema dell’inflazione (incredibile l’intervento che porto lo Spread da 800 punti base a 200), i defaults di Cirio e Parmalat e dei colossi americani Worldcom ed Enron, la sfida della tempesta finanziaria che di lì a poco avrebbe travolto i mercati e i risparmiatori di tutto il mondo. In oltre 14 anni ha subito indagini e processi che non hanno scalfito la sua opera, che ha permesso all’Italia di essere più forte e protagonista in Europa e nel mondo. Ivo Tarolli, che è stato collaboratore ed amico di Antonio Fazio, mosso dalla necessità di far luce su molti fatti che hanno coinvolto Fazio, con questo libro racconta molti episodi inediti che fanno chiarezza sulla statura di un uomo, che è stato protagonista di una porzione importante della storia italiana ed internazionale. IVO TAROLLI è stato Consigliere della Regione Trentino-Alto Adige e, per 10 anni, Senatore della Repubblica. Già Vice presidente dell’UDC, è stato anche responsabile economico del partito, in prima linea su tutti i più importanti fatti e dossier economici del Paese. Numerosi i riconoscimenti anche internazionali e gli attestati ricevuti. Non ha mai lasciato solo il Governatore Antonio Fazio nelle sfide che ha dovuto affrontare con Banca d’Italia.Cantagalli 2022 | pp. 208 | euro 15,00 Edizioni Cantagalli

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Editoria di varia, nei primi sei mesi un lieve calo rispetto al 2021

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

Dopo un 2021 record, nei primi sei mesi di quest’anno l’editoria di varia (romanzi e saggi vendute nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione) segna una battuta d’arresto con il 3,6% di copie vendute in meno e il 4,2% di valore del venduto (prezzo di copertina) in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma rispetto al periodo pre-pandemia il confronto resta positivo: più 14,5% a copie e più 14,7% a valore (dati 2019), secondo le stime dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su rilevazioni Nielsen BookScan (tutti i dati mese dopo mese nella sezione Studi e ricerche del sito AIE, qui il video e le slide della presentazione).Vendite in lieve calo, prezzi stabili. Dal 2 gennaio al 19 giugno, le vendite nei canali trade (librerie fisiche e online e grande distribuzione) sono state pari a 670 milioni di euro, 30 milioni in meno rispetto al 2021 ma 86 in più rispetto al 2019. Le copie vendute sono state 46 milioni, 1,7 milioni in meno rispetto al 2021 ma 5,8 milioni in più rispetto al 2019. Il prezzo medio del venduto, pari a 14,66 euro, è diminuito dello 0,6% rispetto al 2021 e dell’1,1% rispetto al 2019.Cala l’online, crescono le librerie. Le librerie online hanno venduto nei primi sei mesi libri per 284,8 milioni a prezzo di copertina: una flessione di 43 milioni rispetto all’anno precedente, in buona parte recuperata dalle librerie fisiche che sono cresciute a 353,8 milioni, 21 milioni in più. La grande distribuzione scende a 31,5 milioni, perdendone oltre sei. A livello di quote di mercato, le librerie online scendono dal 47% al 42,5%, quelle fisiche salgono dal 47,8% al 52,8%. Grande distribuzione al 4,7%. Fumetti in grande crescita. Si conferma il boom dei fumetti che crescono del 23,7% rispetto all’anno precedente e del 245,4% rispetto al pre-pandemia. Bene anche la narrativa straniera che cresce del 4,8% rispetto al 2021 e del 26,2% rispetto al 2019. Tra i segmenti di mercato che hanno fatto meglio nel 2022 ci sono le guide turistiche (più 100%), i romanzi d’amore e chick lit (più 60%). In allegato al comunicato, la lista dei dieci titoli più venduti. Top 100 e catalogo. I primi 100 titoli pesano sul totale del venduto il 9,2% a valore e l’8,2% a numero di copie. Si conferma la forza del catalogo: pesa il 77,3% sulle vendite, contro le novità pubblicate nelle ultime 24 settimane che pesano il 22,7%.

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Gloria Vocaturo – “Autobiografia di mio padre”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

E’ l’esordio nella narrativa della poetessa Gloria Vocaturo, che ha voluto offrire ai lettori un’opera emozionante in cui ricorda l’amata figura paterna e in cui allo stesso tempo omaggia la sua intera famiglia, il perno attorno a cui ruota la sua esistenza. Il romanzo è narrato in prima persona dal padre dell’autrice, Romeo, anche se in realtà è lei stessa a donargli il fiato, le memorie e a riempire gli spazi vuoti; nonostante ciò è come se fosse proprio lui a parlare, mentre si trova in una dimensione trascendente molto vicina ai suoi cari, e anche a noi. Le parti narrative in cui viene raccontata la storia terrena di Romeo e della sua famiglia sono intervallate da brevi istantanee, dei veri e propri soliloqui, in cui egli esprime i suoi pensieri sulla sua nuova condizione spirituale; egli avverte la mancanza dei suoi affetti ma allo stesso tempo respira un amore totalizzante, che lo riempie di pace. Dalla saggezza delle sue parole emerge la certezza che niente va perduto, che ogni cosa che si dissolve si ricrea e che i legami sinceri e puri vivono per sempre. L’autrice unisce vita e morte in un unico, appassionante dialogo, che non termina mai e che si rafforza nell’amore; nell’opera l’esistenza terrena e quella spirituale si intrecciano saldamente permettendo una serena elaborazione del lutto, che non vede nel trapasso una chiusura netta e definitiva bensì un naturale proseguimento del cammino di un’anima. La morte non è quindi la negazione della vita ma è parte di essa, e in questa verità di fede si intravede tutta la potenza e la bellezza dell’esistenza. Gloria Vocaturo invita alla riflessione profonda e sincera su ciò che per noi è il senso della vita, della famiglia e dell’amore, e ci offre un’intensa opera che diventa lo specchio attraverso cui osserviamo noi stessi, con le nostre fragilità e paure, con i nostri dubbi e dolori; in questo riflesso arriviamo alla fine a comprendere che non c’è timore, sofferenza o incertezza quando si crede nell’eternità.Pagine: 104 Casa Editrice: Castelvecchi Editore

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Labomar e Noventure: partnership consolidata

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

Labomar SpA (Ticker: LBM), azienda nutraceutica italiana attiva a livello internazionale e quotata nel mercato Euronext Growth Milan, specializzata nello sviluppo e produzione di integratori alimentari, dispositivi medici, alimenti a fini medici speciali e cosmetici per conto terzi, annuncia il consolidamento della partnership con la società internazionale Noventure, parte della società farmaceutica spagnola Ferrer e specializzata nella distribuzione di dispositivi medici e integratori alimentari speciali in tutta Europa.Dopo aver formalizzato il proprio rapporto di collaborazione nel 2016, le parti hanno ulteriormente rafforzato la partnership nel giugno 2022, con l’obiettivo di consolidare le vendite dei dispositivi medici di Noventure nel panorama europeo e non solo, anche attraverso uno specifico piano di adeguamento al nuovo Regolamento Europeo sui Dispositivi Medici (MDR) che ha ulteriormente elevato gli standard di qualità e sicurezza dei prodotti, creando contemporaneamente un quadro legislativo sostenibile.Il fatturato complessivo atteso dalla partnership con la realtà spagnola per l’anno 2022, per Labomar, è pari a 2,8 milioni di euro.I dispositivi medici di Noventure, prevalentemente focalizzati nel segmento gastro e urologico, sono destinati principalmente ai mercati europei. me@thanai.it, alessandro.valenti@thanai.it, claudio.denadai@labomar.com, mara@twin.services

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Accademia di Medicina di Torino bando per ricercatori

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

La Fondazione per l’Osteoporosi Onlus con il supporto dell’azienda FGP Srl, leader in Italia nella progettazione e nella produzione di ausili per l’ortopedia e la riabilitazione, lancia un bando biennale (2022-2023) per due borse di studio del valore di 5.000 euro ciascuna, rivolte a giovani ricercatori e ricercatrici di età inferiore ai 35 anni che abbiano prodotto studi innovativi riconosciuti a livello internazionale in materia di osteoporosi. Il primo bando prende avvio oggi, il secondo verrà promosso nel 2023, ed entrambi si inseriscono nell’ambito della partnership siglata tra la Onlus nazionale presieduta dal Prof. Giancarlo Isaia e l’azienda scaligera FGP. Due eccellenze italiane che per il prossimo biennio hanno attivato una sinergia a partire dall’assegnazione di bandi di ricerca con l’obiettivo di sostenere l’attività scientifica e di sensibilizzazione sull’osteoporosi, malattia ad alto impatto sociale, che interessa milioni di persone e in particolar modo le donne, con numeri in continua crescita. Un tema caro all’azienda veronese FGP, che da oltre vent’anni anni investe in attività di ricerca e sviluppo per la progettazione di supporti ortopedici evoluti a sostegno dei pazienti con osteoporosi, nati dal confronto con gli specialisti e oggetto di numerosi studi clinici.I candidati dovranno far pervenire la domanda di partecipazione alla sede della Fondazione per l’Osteoporosi Onlus (via Po 18, Torino) entro il 10 settembre 2022, corredata di un sintetico curriculum vitae, dalla copia, in formato elettronico, del lavoro che intendono sottoporre al giudizio della commissione esaminatrice e dalle indicazioni sulle modalità di attribuzione del finanziamento. A tal fine è necessario segnalare gli estremi (nome, indirizzo, ragione sociale, Partita Iva o Codice Fiscale) dell’ente di appartenenza o di riferimento (Università, Ente di ricerca, Azienda Sanitaria ecc.). La commissione, nominata dalla Fondazione, procederà alla selezione degli elaborati premiando l’originalità del lavoro, la traslazionalità dei dati ottenuti dallo studio e la levatura scientifica del candidato o del gruppo di ricerca e privilegiando studi che posseggano caratteristiche tali da poter essere utilizzati nella pratica clinica dei medici e degli specialisti in osteoporosi. Le candidature dovranno pervenire al seguente indirizzo: osteoporosi@fondazioneosteoporosi.org. Si allega il bando che potrà essere consultato sui siti http://www.fondazioneosteoporosi.it e http://www.fgpsrl.it.

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La Sapienza: Percorsi didattici innovativi e oltre 800 borse di dottorato

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

Roma. La Sapienza ha presentato, nel corso della Conferenza di Ateneo del 13 luglio, le attività di ricerca e di didattica legate al PNRR e il bando per 807 borse, ordinarie e su temi del Piano, a partire dal Rome Technopole. Sapienza è capofila del progetto Rome Technopole Innovation Ecosystem, un ecosistema di innovazione regionale che alimenterà la filiera di ricerca, formazione e innovazione in sinergia con il mondo imprenditoriale, nell’ambito di tre direttrici tematiche ad alta priorità per il Lazio: transizione energetica, transizione digitale e biopharma e alla salute. Lo scorso 8 giugno è stato firmato l’atto costitutivo della Fondazione Rome Technopole di cui è presidente la Rettrice Antonella Polimeni e che vede tra i partner fondatori 7 università del Lazio (oltre Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Luiss, Tuscia, Cassino e il Campus Biomedico), 4 enti di ricerca nazionali (CNR, Enea, INFN e ISS), piccole, medie e grandi imprese che hanno sede nel Lazio, nonché enti regionali e territoriali, Unindustria, Camere di Commercio, Regione Lazio e Comune di Roma, oltrea INAIL, Confindustria Dispositivi Medici e Lazio Innova.Sapienza, inoltre, partecipa come Spoke ai 5 Centri nazionali dedicati alle seguenti tematiche: Agritech; Simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni; Sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a RNA; Biodiversità e Mobilità sostenibile.Dopo l’estate sarà lanciato un nuovo bando di ricerca su progetti Pnrr aperto a tutti i gruppi di ricerca Sapienza con qualificazione nelle tematiche indicate.In merito alla didattica, l’attività più rilevante riguarda i dottorati di ricerca, per i quali sono previste risorse da parte del Pnrr e uno stanziamento ministeriale per borse di dottorato su programmi specifici o che promuovono l’assunzione di ricercatori nelle imprese.Altro aspetto importante sono i percorsi innovativi Minor Sapienza, complementari ai percorsi formativi dei corsi di studio, che consentono di approfondire le competenze e conoscenze su tematiche interdisciplinari. Hanno fatto da apripista le facoltà di Ingegneria dell’informazione, informatica e statistica e di Ingegneria civile e industriale, alle quali si sono aggiunte la facoltà di Medicina e odontoiatria, di Scienze matematiche, fisiche e naturali e di Economia.

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Trenitalia: al via tre nuovi collegamenti Frecciarossa

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

Tre nuove corse Frecciarossa da e per Fiumicino Aeroporto, con una novità assoluta: il collegamento diretto fra lo scalo aeroportuale romano e le stazioni Napoli Centrale e Napoli Afragola. Hanno preso il via i nuovi servizi di Trenitalia per potenziare l’integrazione fra treno e aereo con connessioni dirette Alta Velocità tra l’aeroporto di Fiumicino e il Sud Italia e il potenziamento degli attuali collegamenti con il Centro del Paese. In linea con la strategia governativa ed europea sullo sviluppo e incentivazione dell’intermodalità, l’avvio dei nuovi collegamenti è un risultato concreto dell’accordo sulla mobilità sostenibile sottoscritto lo scorso 17 marzo da Luigi Ferraris, AD FS Italiane, e Marco Troncone, AD di Aeroporti di Roma. Accordo che punta anche a rendere disponibile nel prossimo futuro il check-in passeggeri e bagagli, in coordinamento con ENAC, direttamente nella stazione ferroviaria di partenza. Nel dettaglio, l’offerta di Trenitalia da e per l’aeroporto di Fiumicino si arricchisce di tre nuovi collegamenti Frecciarossa, due da e per Napoli e uno in partenza da Firenze Santa Maria Novella, e che si aggiungono alle Frecce da e per Venezia, Padova, Bologna, Firenze e Roma, ai Leonardo Express diretti fra Fiumicino e Roma Termini e ai numerosi collegamenti regionali della linea FL1 Fiumicino Aeroporto – Roma – Orte. I collegamenti e gli orari sono stati studiati da Trenitalia e Aeroporti di Roma per individuare la migliore integrazione fra i treni alta velocità e i voli intercontinentali in arrivo e in partenza dal primo polo aeroportuale italiano a favore di una maggiore integrazione fra treno e aereo e con lo scopo di consolidare il ruolo di smart hub dell’aeroporto Leonardo da Vinci. Con questi collegamenti il passeggero potrà trovarsi a New York nel primo pomeriggio partendo la mattina presto da Napoli o da Firenze garantendo una migliore unione fra mezzi di trasporto collettivi e condivisi, obiettivo al centro delle attività del Polo Passeggeri del Gruppo FS che mette insieme tutte le società di trasporto del Gruppo. Il tavolo di lavoro tra FS Italiane e Aeroporti di Roma proseguirà e si arricchirà di accordi commerciali con le compagnie aeree che operano a Fiumicino per integrare i reciproci sistemi di vendita e distribuzione con la possibilità di effettuare le operazioni di check-in passeggeri e bagagli direttamente nelle principali stazioni ferroviarie collegate con l’aeroporto Leonardo da Vinci.

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Il Pianeta esplode di abitanti e la nostra politica si parla addosso

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

La Terra sta per superare una tappa importante della sua lunga esistenza. Secondo gli ultimi dati demografici delle Nazioni Unite (ONU), pubblicati in occasione della Giornata mondiale della popolazione, dal 15 novembre il Pianeta sarà occupato da otto miliardi di persone. Gli esseri umani non sono mai stati così numerosi. Si tratta di un miliardo in più rispetto al 2010. Due miliardi in più rispetto al 1998. E cinque miliardi e mezzo in più rispetto al 1950.Dati che stridono con le analisi e proposte “alla vaccinara” che vengono fatte in Paesi come il nostro. Incentivi per far nascere più figlioli, deliri anti-abortisti perché con questi mancati nati avremmo risolto una demografia che considera la decrescita nel proprio orto, Una considerazione della demografia di un Paese che sembra non stia vivendo la lezione sanitaria, economica e umana dell’epidemia del covid: l’interconnessione planetaria è vitale, dall’aria che respiriamo in casa quando la sera vediamo il tv alle riunioni di condominio; dallo scioglimento della Marmolada alla vettura che inquina in un paesino dell’Australia; dall’insistere a dare priorità alla mobilità privata ai trasporti delle merci che continuano a privilegiare la gomma; dall’invasione russa dell’Ucraina alla crisi dello Sry Lanka; etc..e quando saremo più di 8 miliardi… hanno proprio ragione le Nazioni Unite: avremo “occupato” il Pianeta, arraggiandoci alla meglio per la sopravvivenza in esso e il suo sfruttamento depauperandolo, e non staremo “vivendo” la Terra e la sua bellezza e utilità per goderla condividendola pacificamente con tutti gli altri viventi.Quando vedremo chi, più bravo e competente di noi in tutto (è facile…), fare proposte e politiche in questo senso… allora le prenderemo in considerazione e daremo il nostro contributo civico. Per ora, purtroppo, ci “limitiamo” a “mettere alla berlina” e denunciare la stupidità ideologica di chi crede di essere, a partire dalle proprie mutande, il centro del mondo. François-Marie Arouet, Aduc http://www.aduc.it

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Aborto e contraccezione. Il grande deficit, molto scolastico e culturale

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2022

Il fatto che il 50% delle gravidanze ogni anno siano indesiderate, è un dramma. Anche perché si stima che circa il 60% di esse, finiscano con un aborto spesso pericoloso perché procurato non in sicurezza (1). Il punto centrale è la contraccezione, unico metodo per evitare di porre una donna di fronte alla drammatica scelta di aborto sì, aborto no. Una scelta che, anche se ci sono leggi che favoriscono l’interruzione di gravidanza e leggi che fanno il contrario, è sempre l’individuo donna a decidere sul proprio corpo. Lo stesso individuo che non è messa sempre in condizione di scegliere la contraccezione. Lo stesso individuo a cui sono affidate le sorti della demografia che esplode al pari dei drammi ecologici; a differenza di tanti “distratti” delle parti occidentali del Pianeta che, siccome nel loro orto hanno meno figli e nipotini “belli, bianchi e biondi”, blaterano di politiche di ripopolazione con anche incentivi economici per una maggiore natalità.L’aborto è solo estremo rimedio, marginalmente per scelte sbagliate, ma quasi sempre unico per violenze culturali, sociali ed economiche. Nel Sahel come nelle periferie di Calcutta, Palermo e Parigi.Se abbiamo chiari questi concetti e queste realtà, occorre non continuare a farsi male e continuare a lavorare, in modo molto più intenso di come si sia fatto fino ad oggi, sulla contraccezione. Essenzialmente femminile e senza sottovalutare quella maschile, anche nelle sue forme estreme di vasecotmia. E che sia chiaro, la contraccezione maschile è aspetto marginale del problema: la centralità è nell’individuo donna che si rapporta col proprio corpo.Nel nostro piccolo Paese dobbiamo farci una domanda: perché l’educazione/informazione sessuale non è materia della scuola dell’obbligo. Solo dalla risposta realistica e non ideologica a questa domanda si potrà misurare la volontà di rendere sempre minori queste terrificanti percentuali sugli aborti. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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