Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

La geopolitica del XXI secolo e oltre

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

Partiamo dalla ricetta putiniana e dagli anni oscuri di quel passato in cui la discesa dei vandali dall’Oriente ha avuto per l’occidente europeo il suo effetto, associato alla violenza e alla crudeltà dei loro aggressori. E dire che, fino alla vigilia dell’invasione russa in terra ucraina, Putin passava nell’immaginario di non pochi occidentali come una grande statista, forse incompreso e quindi sottovalutato per le sue idee sul come riportare la Russia ai fasti dell’Urss e del suo ruolo di prestigio mondiale. Eppure i segnali non mancarono quando consolidò il suo potere all’Est sino ai confini con la Cina e le sue interferenze e spregiudicatezze che gli permisero di tessere rapporti con i paesi dominati da dittature in spregio ad ogni forma democratica di governance. E’ vissuto anche con la convinzione che gli Stati Uniti si avviavano al declino della loro leadership mondiale e che era necessario sostituirla con una solida alleanza con la Cina. Un’intesa che reputa perfetta tra il sistema produttivo industriale e commerciale cinese e le fonti energetiche e alimentari russe rese ancor più valide con la conquista dell’Ucraina o parte di essa. Con questo andazzo due sono gli aspetti che dobbiamo considerare: da una parte la guida politica e istituzionale affidata ad uomo solo o ad una ristretta cerchia di oligarchi e il secondo con una forma di democrazia compiuta dove le decisioni sono filtrate e gestite autonomamente attraverso i vari poteri dello stato: voto popolare, parlamento, sistema giudiziario ecc. Quest’ultima è un aspetto di governance che appare perdente perché l’opinione pubblica non si fida più di chi li governa “democraticamente”. Troppa corruzione, troppo lassismo, troppe falsità tra ciò che si promette e ciò che si realizza e via di questo passo. Così posta la questione o l’Occidente riesce a trovare una risposta confacente o deve dire addio alla sua democrazia compiuta e scegliere la strada dell’autoritarismo per giocare la partita delle contrapposizioni con le stesse armi dell’avversario e, possibilmente, rendendole più incisive. (Centro studi politici della Fidest Direttore Riccardo Alfonso)

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