Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Archive for 25 luglio 2022

Online il nuovo sito della Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

È online il nuovo sito della Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura. Realizzato per offrire agli utenti una navigazione più armoniosa ed efficace, nonché per garantire la massima accessibilità del patrimonio documentale e consentire agli utenti di rimanere sempre informati sulle iniziative della Direzione Generale, il sito si presenta in una veste aggiornata, dinamica e ottimizzata per mobile.Particolare attenzione è stata riservata alla possibilità, da parte dell’utente, di navigare con facilità e chiarezza attraverso la rete degli Archivi di Stato e delle Soprintendenze archivistiche e bibliografiche, di esplorare gli ambiti di competenza della Direzione Generale, quali la tutela e la valorizzazione del patrimonio archivistico, gli strumenti e i portali tematici, la gestione documentale e la formazione, di accedere ai bandi e ai concorsi nonché all’attività editoriale della Direzione Generale, il cui catalogo delle pubblicazioni è reso disponibile online e facilmente fruibile a tutti.“Con il nuovo sito web, che richiama nei colori e nella struttura quello del Ministero della Cultura, i contenuti della Direzione Generale Archivi sono resi ancora più accessibili e a portata di clic”, dichiara il Direttore Generale Archivi, Anna Maria Buzzi. “Attenzione verso l’utente, trasparenza e comprensibilità dei dati, valorizzazione e fruibilità online della documentazione: sono queste le stelle polari che ci hanno guidato nella progettazione e nella realizzazione del nuovo sito e che continueranno a ispirarci nella sua costante implementazione. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo importante risultato e auguro a tutti buona navigazione”. Il sito è raggiungibile all’indirizzo: https://archivi.cultura.gov.it

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Gruppo Labomar: nel primo semestre ricavi consolidati

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Istrana (TV), 21 luglio 2022 — Labomar SpA (Ticker: LBM), azienda nutraceutica italiana attiva a livello internazionale e quotata nel mercato Euronext Growth Milan, rende noti i ricavi consolidati relativi al 1° semestre 2022 che risultano pari a 41,8 milioni di euro, con un incremento del 36,9% rispetto al dato realizzato nello stesso periodo 2021 (30,5 milioni di euro). I ricavi consolidati includono, oltre ai valori di Labomar Spa e Entreprises ImportFab Inc., il fatturato delle società acquisite nel secondo semestre 2021, ovvero il Gruppo Welcare e Labiotre Srl. A parità di perimetro con i primi sei mesi dell’anno precedente, i ricavi consolidati sono pari a 34,1 milioni di euro, con un aumento di quasi 12 punti percentuali rispetto al 2021. Tale crescita è supportata in modo particolare dalla Capogruppo che ha visto un recupero delle vendite di prodotti appartenenti alle categorie probiotics e cough&cold, che avevano particolarmente sofferto nel 2021 a causa della pandemia da Covid-19. Sono stati registrati inoltre una crescita di fatturato dei principali key account internazionali e l’incremento del portafoglio di nuovi prodotti lanciati negli ultimi 12 mesi. Fondata da Walter Bertin nel 1998 a Istrana, in provincia di Treviso, Labomar è una società specializzata nello sviluppo e produzione di integratori alimentari, dispositivi medici, alimenti a fini medici speciali e cosmetici per conto terzi. Negli oltre 20 anni di vita, Labomar ha costruito un business model che la differenzia dai concorrenti del settore e che è in grado di generare valore per tutti i propri stakeholder, offrendo un servizio a 360 gradi, con elevati standard di qualità e produttività. Vanta un dipartimento di ricerca e sviluppo strutturato e all’avanguardia con una particolare vocazione all’innovazione, una squadra commerciale in grado di rispondere tempestivamente alle richieste del mercato e un’elevata differenziazione di prodotto, anche grazie ai brevetti e formule proprietarie. Labomar ha chiuso il 2021 con ricavi consolidati pari a circa 65,4 milioni di euro, in incremento del 7,1% rispetto al dato consolidato realizzato nel 2020.

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GAM: Un bilancio di una densa, densissima settimana

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Commento a cura di David Dowsett, Global Head of Investments di GAM Investments. Gli ultimi dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti hanno rappresentato un punto focale della scorsa settimana, con un aumento del 9,1% su base annua e il raggiungimento dei massimi dal 1981. Di conseguenza, ci sono state temporanee speculazioni sulla possibilità che la Federal Reserve (Fed) alzasse i tassi di 100 punti base nel corso della prossima riunione. Questa ipotesi è stata in parte smentita e, a nostro avviso, molto probabilmente assisteremo a un altro rialzo di 75 punti base alla fine del mese. Un effetto notevole derivante da tali dati è stato l’andamento della curva dei Treasury, che ha registrato una marcata inversione, segnalando l’opinione generale del mercato che la Fed agirà ora per controllare l’inflazione, aumentando però il rischio di recessione. In stretta relazione con questo rialzo della curva dei tassi d’interesse statunitensi, abbiamo assistito anche a un rafforzamento del dollaro USA, che si è avvicinato alla parità con l’euro. Riteniamo che il cambio USD-EUR sia da monitorare, poiché i precedenti periodi di forte performance del dollaro – come il 1998, il 2008 e il 2020 – sono stati associati a un evento creditizio di un certo rilievo. Al momento non è certo che ciò si verifichi, ma a nostro avviso è comunque importante monitorarlo. Adesso ci si concentrerà probabilmente sui dati che verranno diffusi sugli utili, con le società finanziarie e le grandi aziende tecnologiche che stanno presentando i propri bilanci, nonché sull’imminente decisione sui tassi d’interesse della Banca Centrale Europea (BCE). In relazione agli utili, la scorsa settimana abbiamo assistito al primo netto calo degli asset in gestione presso le principali banche d’investimento. Per quanto riguarda la BCE, ci aspettiamo un aumento dei tassi di 25 punti base – contro i 50 ipotizzati – e una rinnovata attenzione allo strumento anti-frammentazione a seguito degli eventi politici in Italia, con un aumento degli spread dei titoli di Stato italiani negli ultimi giorni.

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“Comgest: Europa, la qualità può ricominciare a brillare?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

A cura di Franz Weis, Managing Director e Co-Responsabile delle strategie azionarie europee di Comgest. Il 2022 è stato un anno difficile sia per i mercati azionari europei. Sono molti i fattori interconnessi che possono spiegare la debolezza. Le perturbazioni dovute alla crisi causata dal Covid-19 hanno messo in luce la fragilità di una catena di approvvigionamento mondiale altamente ottimizzata, provocando pressioni inflazionistiche su tutti i fronti, dal trasporto merci ai semiconduttori fino alle materie prime. L’inflazione, inizialmente considerata transitoria, si è protratta più del previsto, aggravata dalla guerra in Ucraina. All’insaputa dei più, prima della guerra la Russia e l’Ucraina rappresentavano una fonte non trascurabile dei raccolti mondiali, per non parlare del petrolio e dei metalli grezzi. Gli effetti farfalla di questa interruzione delle forniture si fanno sentire a livello globale. Le banche centrali, per contenere le pressioni inflazionistiche che si stanno riversando sui salari, stanno attuando una stretta monetaria. A giugno, gli Stati Uniti hanno messo in atto il più grande aumento dei tassi (+75 pb) in quasi 30 anni. La combinazione di inflazione elevata e debito più costoso sta indebolendo la fiducia dei consumatori e aumenta il rischio concreto di recessione. Giugno è stato un altro mese problematico per il mercato europeo. Dopo il più grande aumento dei tassi di interesse dal 1994 da parte della Federal Reserve statunitense a metà giugno (+75 pb), si prevede che, in questi giorni, la Banca centrale europea inizierà ad aumentare i tassi di interesse. La combinazione di inflazione persistente, aumento dei tassi di interesse e diminuzione della fiducia dei consumatori spiega la crescente preoccupazione per un’imminente recessione economica. Tuttavia, con l’inizio della stagione delle semestrali 2022, l’attenzione si rivolge agli utili e alle revisioni al ribasso delle previsioni. In questo contesto, è probabile che la qualità ricominci a brillare. Le aziende in grado di offrire innovazioni rilevanti, di fornire prodotti e servizi essenziali, di esercitare il potere di determinazione dei prezzi senza impattare materialmente sulla domanda, con una situazione patrimoniale solida, o capaci di generare liquidità e di investire durante il ciclo, probabilmente continueranno a sovraperformare. Potremmo ancora sperimentare la volatilità, ma, in un contesto di valutazioni più basse e di maggiore incertezza macroeconomica, riteniamo che la qualità e la crescita degli utili torneranno a sostenere i rendimenti nel lungo periodo.

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PGIM Investments amplia il team italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

PGIM Investments ha annunciato la nomina di Sebastiano Costa in qualità di Senior Relationship Manager per il team italiano, rafforzando ulteriormente la crescente attività nel Paese. Sebastiano sarà basato a Milano e riporterà ad Alessandro Aspesi, Head of Italy di PGIM Investments. Sebastiano è entrato in PGIM Investments il 18 luglio 2022.Sebastiano vanta un’esperienza di quasi vent’anni nella gestione patrimoniale. Proviene da PIMCO, dove ha trascorso quasi otto anni, inizialmente come Senior Vice President del team EMEA Global Wealth Management e successivamente come Head of Italian Institutional Business. In precedenza, ha ricoperto ruoli in qualità di senior distribution e relationship management presso Lombard Odier IM e Schroders in Italia.Nel nuovo incarico, Sebastiano si concentrerà sull’espansione delle attività istituzionali e di consulenza di PGIM Investments in Italia e sullo sviluppo delle relazioni di PGIM Investments con i principali clienti e prospect.Alessandro Aspesi, Head of Italy di PGIM Investments, ha commentato: “Sono molto lieto di accogliere Sebastiano nel nostro business in crescita in Italia. Costa ha una profonda conoscenza del settore dell’asset management in Italia, acquisita grazie a una lunga, consolidata e rispettata carriera professionale. Porta con sé una grande esperienza e svolgerà attività di consulenza ai nostri clienti e prospect nell’offerta delle strategie e delle competenze che PGIM vanta su un’ampia gamma di asset class.” PGIM Investments è la divisione che si occupa della distribuzione dei fondi di PGIM, il business di gestione patrimoniale globale di Prudential Financial, Inc. con 1.400 miliardi di dollari in gestione. Quest’anno PGIM Investments ha ulteriormente rafforzato il suo impegno in Europa stabilendo una presenza locale in Italia e la nomina di Sebastiano Costa è una naturale evoluzione della crescente presenza nel Paese. PGIM Investments ha inoltre assunto Claudia Corso in qualità di Head of Client Marketing per l’Italia. Claudia è entrata a far parte di PGIM Investments nell’aprile 2022.

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La bandiera di Mario Draghi non cadrà nella polvere

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Ci appelliamo agli italiani che lavorano e che lottano ogni giorno perché si uniscano contro questo colpo di Palazzo, organizzato da Giuseppe Conte e dal suo partito per tornaconto personale e sostenuto da Salvini e dai sovranisti della Lega. L’Italia deve rimanere in Occidente ed in Europa, deve riformarsi e ritornare a crescere. Questo anno e mezzo di Governo Draghi ci hanno insegnato che si può governare pragmaticamente con serietà e nel solo interesse degli italiani. Non sono mancati errori anche da parte nostra nel passato e sentiamo la nostra parte di responsabilità della difficile situazione in cui si trova il Paese ma abbiamo appreso la lezione: ora è giunto il momento di rispondere. Riprendere in mano la bandiera riformatrice e pragmatica di Mario Draghi e continuare a lavorare per proteggere l’Italia dalle mire di Putin e dei suoi alleati interni per imporre nello scenario politico una Agenda che metta al primo posto il futuro del Paese”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, responsabile del manifesto politico di ‘Insieme per il Futuro’.

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Altroconsumo sui conti correnti

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Lo scenario politico-economico attuale è carico di incertezza: con le dimissioni appena rassegnate dal Presidente del Consiglio Mario Draghi il clima generale, già molto teso a livello nazionale e internazionale, tra crisi energetica e recessione, rischia di mettere ulteriormente sotto pressione le banche e i conti correnti dei cittadini. Per molti Italiani la scelta della banca di fiducia risulta quindi ancora di più una decisione difficile, soprattutto nel cambiare istituto. Tendenzialmente, infatti, si vuole rimanere fedeli alla banca in cui si è aperto il primo conto corrente. Nonostante ciò, è importante che le banche creino un rapporto di fidelizzazione solido con i clienti, comunicando e offrendo un’ampia gamma di prodotti e servizi nella maniera più trasparente. I dati dimostrano che mantenere un conto aperto per molti anni con la stessa banca non è per niente conveniente. Dall’indagine annuale di Banca d’Italia pubblicata a inizio gennaio, emerge che i conti aperti da più di 10 anni costano più del doppio di quelli aperti nell’ultimo anno. Nell’annuale indagine statistica Altroconsumo ha esaminato il grado di soddisfazione dei correntisti rispetto al servizio offerto dalla propria banca, affidandosi a 34.135 valutazioni dei soci. Inoltre, al fine di orientare i consumatori tra i costi, l’Organizzazione ha provveduto ad analizzare i foglietti FID (Fee information document – il documento informativo sulle spese) di 19 grandi banche scelte tra gli operatori tradizionali e quelli online, confrontando gli Icc (Indicatori di costo complessivo) per tre profili tipo tra i sei individuati dalla Banca d’Italia: giovani, famiglie con operatività media e pensionati con operatività media. Dall’analisi dei foglietti FID emerge che i conti correnti costano in media il 2% in più dell’anno scorso. A subire gli aumenti più consistenti sono pensionati (+5%) e famiglie (+4%) sia quando le operazioni sono fatte che online che allo sportello. Viceversa, sembrano diminuire i costi per i giovani, sempre più agevolati nell’apertura di un conto corrente attraverso offerte appetibili, al fine di rendere anch’essi fidelizzati nel lungo periodo.Sono numerosi i cambiamenti nel settore bancario avvenuti negli ultimi anni, molti istituti storici sono stati fusi in altre banche. In questo caso, i rapporti di conto corrente vengono ceduti direttamente alla nuova banca, senza necessariamente variare le condizioni del correntista. In caso contrario, è possibile modificare le condizioni, purché ci sia un preavviso di almeno 60 giorni e dei motivi validi. Un esempio è l’iter di fusione tra Credito Valtellinese e Crédit Agricole Italia, che purtroppo ha causato una serie di problemi di pagamento, transizione e funzionamento dell’app. In queste circostanze, i clienti insoddisfatti possono fare reclamo a Crédit Agricole, la quale dovrà rispondere entro 15 giorni lavorativi. Se così non fosse, è possibile rivolgersi anche in questo caso all’Arbitro bancario e finanziario. Un altro snodo importante per il sistema bancario, che è attualmente all’analisi dell’Antritrust, riguarda la commissione per il prelievo contanti dallo sportello atm. Bancomat Spa, la società che gestisce il circuito degli atm, gli sportelli automatici per il prelievo. ha presentato una proposta che prevede che ogni banca proprietaria dell’atm decida in autonomia quanto addebitare per ogni prelievo (con un massimo di 1,50 euro), annullando l’a­ttuale commissione interbancaria di 0,49 euro. In questo modo però non viene favorita la concorrenza, andando a penalizzare le banche piccole e quelle online che hanno meno sportelli sul territorio. Per questo Altroconsumo è parte a­ttiva nel procedimento contro Bancomat Spa aperto dall’Antitrust e che si chiuderà entro il prossimo 31 ottobre.

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Scuola: Docenti di religione, in arrivo il concorso, luci e ombre

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

C’è preoccupazione per l’imminente emanazione del bando per il concorso di religione cattolica: quelli che si temono sono i possibili sviluppi derivanti dalla realizzazione di un concorso che la Legge 186 del 2003 chiedeva che avesse cadenza triennale e che, dopo 15 anni di attesa, potrebbe vedere la luce, dopo il passaggio alla fiducia delle Camere del DL 30 aprile 2022, n. 36, convertito nella L 29 giugno 2022, n. 79. Anief ritiene che sicuramente la recente sentenza del 13 gennaio 2022 della CGE e la conseguente sentenza del Tribunale di Napoli, III Sezione Lavoro, del 25 maggio 2022, che dispone oltre 700mila euro di risarcimento per 19 insegnanti di religione assunti dopo 36 mesi con contratti reiterati a tempo determinato, potrebbero aver “svegliato” il Ministero dell’Istruzione e costituito l’evento decisivo per l’emanazione del fatidico bando concorsuale.Va poi ricordato che 5.116 posti previsti dal DPCM del 20 luglio 2021 secondo quanto pubblicato in GU il 28 settembre 2021 sono solo un terzo rispetto ai colleghi che concorrerebbero. Come va sottolineato che laddove nel prossimo triennio si libereranno dei posti per pensionamenti, tali posti dovrebbero essere messi a concorso per il 50% per una procedura straordinaria e il restante 50% per procedura ordinaria. Se, ad esempio, si liberano due cattedre per l’a.s. 2024-25 ed esce il bando entro il 31/12/2022, tutti gli insegnanti della diocesi con oltre 36 mesi di servizio concorreranno per un posto nella procedura straordinaria e in subordine per un altro posto nella procedura ordinaria, insieme ai restanti colleghi. Ma, nell’esempio che stiamo facendo, dovranno aspettare l’a.s. 2024-25 per assumere la cattedra ed entrare in ruolo (il che significa entrare in ruolo per chi vince lo straordinario ed iniziare a lavorare per l’idoneo al concorso che dovesse vincere l’ordinario, levando il posto ad un collega non vincitore ultimo in graduatoria).La procedura prevede anche che dopo le prove concorsuali si formeranno delle graduatorie di merito a scorrimento: questo è senz’altro un elemento positivo rispetto a ciò che hanno vissuto i colleghi del 2004 che, si auspica, possano finalmente essere immessi in ruolo il prossimo 1° settembre (a bando non ancora emesso), dopo 15 anni di attesa. “È chiaro che il diffuso richiamo da parte sindacale al buon senso, si fa da parte nostra ancora una volta urgente, appellandoci sia al Ministro Patrizio Bianchi sia alla voce dei Vescovi, da noi incontrati nel settembre scorso, ed oggi guidati dal Cardinale Zuppi”, spiega Alessandro Manfridi, referente nazionale ANIEF IRC. “Purtroppo – continua il sindacalista – la quota del 50 per cento dei posti riservata alle due procedure, mette a rischio, di fatto, il posto di colleghi che lavorano da anni e da decenni nella scuola italiana, senza mai essere stati stabilizzati”. I punti da affrontare sono diversi. Si può ripensare la proposta della materia nelle Scuole Italiane? Con una proposta che preveda un insegnamento non più opzionale ma obbligatorio (salvando dunque questi posti di lavoro)? “È chiaro – risponde ancora Manfredi – che questo richiederebbe una ridefinizione dell’insegnamento della materia nelle Scuole italiane. Senza perdere le competenze e le esperienze di docenti che su queste cattedre lavorano da decenni. Ma tali questioni richiederebbero l’apertura di tutto un nuovo capitolo”.

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Scuola: Rinnovo contrattuale per l’area della dirigenza scolastica

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Da settembre scorso nessuno ne parla più. Sono trascorsi quasi 10 mesi dell’apertura delle trattative per il rinnovo contrattuale per l’Area “Istruzione e Ricerca”, in cui si è avuto un primo timido confronto tra l’Amministrazione e le Organizzazioni sindacali per la redazione dell’Atto di indirizzo, come previsto nel Patto per la Scuola. Ormai son ben note a tutti le varie problematiche relative alla Dirigenza scolastica. I problemi sono sempre quelli, se non addirittura aumentati ed accentuati, visti i carichi di lavoro via via sempre più crescenti, dovuti alla burocratizzazione della scuola, dalla pandemia e al post-pandemia. Esistono diverse criticità, già più volte emerse e denunciate dal sindacato, vissute quotidianamente dalla categoria con grosse difficoltà. È ora di affrontarle.Ma quello che oggi balza maggiormente all’occhio è che non si parla più di aumenti stipendiali in un periodo così delicato dove la perdita del potere di acquisto e l’inflazione ne fanno da padroni. In un periodo in cui si stanno rinnovando i contratti per altri comparti e aree. L’Aran, ad esempio, ha già concluso le trattative per il rinnovo del contratto per il personale del Comparto Sanità per il triennio 2019-2021, siglando il 15 giugno 2022, con le parti sindacali, l’Ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro così come il 09 maggio 2022 si sono concluse le procedure per il rinnovo contrattuale del Comparto Funzioni Centrali, periodo di riferimento 2019-2021 sottoscrivendo in via definitiva il testo. Per la dirigenza scolastica siamo in forte ritardo. L’ultimo contratto sottoscritto risale all’8 luglio 2019, relativo al triennio 2016-2018. “Ricordiamo che a conclusione del confronto dell’otto settembre, tutte le organizzazioni sindacali hanno dichiarato l’urgenza della questione salariale per la dirigenza scolastica agganciata alla necessità di sanare le evidenti e manifeste disparità di trattamento economico con gli altri Dirigenti dello Stato”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir. Ancora oggi i dirigenti scolastici non percepiscono la retribuzione di parte variabile spettante, legata all’incapienza del FUN. Il giusto riconoscimento retributivo equiparato alla dirigenza pubblica e la valorizzazione delle professionalità della scuola (figure di sistema) saranno alla base delle prossime richieste contrattuali che porterà avanti Udir con forza e decisione”, conclude Pacifico.

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Boomer e banche

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

L’importanza di adattare la digitalizzazione ai clienti più senior e di democratizzare l’uso del Digital Banking, attraverso soluzioni tecnologiche più semplici e accessibili, è diventata una delle urgenze che il settore finanziario dovrà affrontare nei prossimi mesi.Negli ultimi anni, gli istituti bancari sono stati coinvolti in una digitalizzazione senza precedenti, scommettendo sulla gestione dei dati, la migrazione in cloud, la multicanalità e l’uso dell’iper-automazione per rendere più efficienti i processi interni e raggiungere un pubblico sempre più connesso. Tuttavia, “in questo processo si è inconsapevolmente generato un digital divide con le persone meno abituate all’uso di strumenti digitali”, spiega Adriano Gerardelli, responsabile Financial Services di Minsait in Italia.Secondo Gerardelli, “è diventato strategico allineare l’accesso globale ai servizi con le sfide di innovazione previste dalle banche”. Ancora una volta, la soluzione sta nella digitalizzazione. Aziende come Minsait stanno già guidando questa trasformazione “più evolutiva” e stanno stabilendo strategie di crescita in cui la tecnologia può continuare a essere un acceleratore di business, “senza lasciare indietro nessuno”.A questo fine, molte banche internazionali hanno già un’offerta specifica adatta alle persone meno esperte di tecnologia. “Dobbiamo promuovere l’attività bancaria alla portata di tutti e rispondere all’esigenza di inclusione finanziaria richiesta da tutti i segmenti di clientela. Per questo motivo, la nostra proposta si basa su tre linee d’azione principali che forniscono un supporto personalizzato e utilizzano l’innovazione tecnologica in modo semplice e sicuro, promuovendo l’accesso al sistema finanziario con fiducia”, spiega Gerardelli.Secondo Minsait, bisogna promuovere, in primis, il self-service assistito, con soluzioni quali cabine specifiche per un servizio clienti più vicino, personalizzato e specializzato; assistenza remota presso gli sportelli bancomat; sistemi di identificazione semplici e sicuri; o automazione e identificazione vocale per le operazioni critiche. Minsait sottolinea anche la necessità di sviluppare i canali di relazione con i clienti attraverso interfacce specifiche, con un’attenzione adattata e prioritaria attraverso la biometria vocale, o migliorando il servizio nelle filiali, attraverso soluzioni di appuntamento preventivo e gestori digitali del flusso di clienti.L’azienda abilita inoltre l’accesso generalizzato all’attività bancaria anche nelle aree più remote, facilitando la creazione di filiali digitali mobili o mettendo a disposizione del mercato la soluzione TAPP, il suo sistema di erogazione di contante che fonde i canali di mobile banking e self-service per consegnare il denaro richiesto in meno di cinque secondi e senza contatto fisico con il dispositivo elettronico.Infine, come terza linea d’azione, Minsait fa riferimento all’importanza di implementare soluzioni volte a migliorare sia la cura e l’attenzione dei clienti, sia quella dei professionisti bancari. Un’area che l’azienda chiama Senior Care, che includerebbe tecnologie di Customer Analytics per identificare i bisogni e ricevere informazioni che aiutino a prendere decisioni all’interno dell’istituzione per migliorarne l’efficienza. Esiste anche un servizio di assistenza clienti in formato fisico (Senior Banking Buddy) che, composto da esperti certificati in operazioni bancarie, può aiutare e sostenere i clienti vulnerabili, facilitando l’efficienza e l’accessibilità delle loro transazioni.In questo modo, l’inclusione tecnologica e la riduzione del divario digitale nella sfera finanziaria contribuiranno a creare un modello bancario più sostenibile e resiliente, in grado di evolversi e continuare a crescere con tutti gli attori chiave, “senza lasciare indietro nessuno”.

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Crescono le richieste di prestiti delle famiglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF sul credito alle famiglie italiane (Fonte Eurisc – il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF) emerge una dinamica decisamente positiva per le richieste di prestiti (+24,5%), con il numero di istruttorie presentate alle aziende di credito che supera i livelli che si registravano prima della pandemia. Si contrae invece l’importo medio richiesto, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati si attesta a 8.810 Euro (-7,6% rispetto allo stesso periodo del 2021) a conferma della crescente tendenza a utilizzare il credito rateale per finanziare anche acquisti di importo contenuto. Nel semestre di osservazione le richieste di finanziamenti finalizzati (destinati a sostenere le vendite di auto e moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili e altri beni e servizi finanziabili) hanno fatto registrare un incremento del +25,8% rispetto al corrispondente periodo del 2021. Andamento sostanzialmente speculare per i prestiti personali, che fanno segnare un +22,4%. Per quanto riguarda invece l’importo medio dei prestiti finalizzati richiesti nei primi 6 mesi dell’anno, è risultato pari a 6.118 Euro, in contrazione del -15,8% rispetto al corrispondente periodo 2021, mentre i prestiti personali hanno visto una leggera crescita (+0,3%) che ha portato il valore medio ad assestarsi a 13.079 Euro. “Malgrado uno scenario caratterizzato da molteplici fattori di incertezza, va sottolineato come la sostenibilità degli impegni finanziari delle famiglie italiane si sia mantenuta elevata. Dalle ultime rilevazioni di CRIF risulta, infatti, che il tasso di default per il credito al dettaglio sia rimasto stabile all’1,1%, il livello più basso degli ultimi anni. Per i prossimi mesi bisognerà però valutare l’evoluzione della qualità del credito in funzione degli impatti che la crisi internazionale e il forte aumento dell’inflazione potranno avere sui bilanci delle famiglie” – conclude Capecchi.

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Governo: Mura (Pd), alle elezioni con la forza delle cose fatte

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

“Noi andiamo alle elezioni con la forza delle cose fatte, dei provvedimenti concreti nel sociale e per l’economia. Per noi resta ferma la chiarezza delle priorità di governo che sono state bloccate da destra e M5S: contrastare inflazione, tagliare tasse sul lavoro, salario minimo, riforme per il Pnrr. Con il segretario Letta siamo pronti ad andare sui nostri territori a dire quello che proponiamo, denunciando l’alleanza M5S-Lega-FI contro Draghi e gli italiani. Enorme il male che hanno fatto”. Così la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) dopo la riunione dei gruppi parlamentari del Pd con il segretario nazionale del Pd Enrico Letta.

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Indagine di Greenpeace nella zona di esclusione di Cernobyl

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Un team investigativo di Greenpeace Germania, in collaborazione con gli scienziati ucraini operanti a Cernobyl, ha scoperto che i livelli di radiazione nelle aree intorno all’ex centrale dove si sono svolte le operazioni militari russe sono almeno tre volte superiori alle stime dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA). Lo scorso aprile, l’IAEA aveva fornito dati molto limitati, assicurando che i livelli di radiazioni erano “normali” e non costituivano un problema importante per l’ambiente o per la sicurezza pubblica. Greenpeace teme che il ruolo dell’IAEA in materia di sicurezza nucleare in Ucraina sia gravemente compromesso dai suoi legami con l’azienda nucleare di Stato russa Rosatom, anche in considerazione del fatto che l’attuale vicedirettore dell’IAEA, Mikhail Chudakov, è stato a lungo un funzionario di Rosatom. Greenpeace ha inoltre documentato insieme agli scienziati ucraini di Cernobyl che, a causa delle azioni militari russe, sono stati arrecati gravi danni ai laboratori, ai database e ai sistemi di monitoraggio delle radiazioni. È stata così compromessa l’infrastruttura sviluppata in collaborazione con la comunità scientifica mondiale per studiare l’impatto delle radiazioni sulle persone e sull’ambiente. La ricerca è stata condotta con l’approvazione del governo ucraino e in collaborazione con gli scienziati dell’Agenzia di Stato ucraina per la gestione della Zona di esclusione (SAUEZM) di Cernobyl, ancora oggi altamente contaminata. Greenpeace Germania oggi ha reso noti i risultati della sua indagine in una conferenza stampa a Kiev, alla quale hanno partecipato anche Yevhen Kramarenko, capo del SAUEZM e il suo vice, Maksym Shevchuk, oltre a Serhiy Kireev, direttore generale dell’impresa statale specializzata EcoCenter di Cernobyl.

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Caldo soffocante ed assenza di piogge

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Dopo laghi e corsi d’acqua stanno compromettendo anche le riserve d’acqua sotterranea del Centro-Nord Italia, proseguendo un deficit pluviometrico, che si protrae dall’anno scorso e che conferma i caratteri di una siccità endemica in territori, dove serviranno anni per riequilibrare il bilancio idrologico: lo segnala l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, in base ai dati del report settimanale.Ne è esempio l’Emilia Romagna, dove le portate dei fiumi Enza (mc./sec. 0,4) e Reno (mc./sec. 0,6) scendono sotto i minimi storici: sulle pianure a Nord della foce del fiume Reno sono finora caduti, da inizio d’anno, solo 205 millimetri di pioggia, una quantità molto simile a quello registrata nei primi 6 mesi del 2021, influendo sulla ricarica della falda e sulla risalita del cuneo salino nelle zone costiere. Un’analoga condizione si registrò a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, ma ad aggravare l’attuale contingenza c’è l’aumento esponenziale delle temperature in un’Europa flagellata da disastrosi incendi. I bacini piacentini trattengono 6,2 milioni di metri cubi d’acqua, praticamente dimezzati rispetto alla media del recente quinquennio e lontanissimi dalla capacità massima di Mmc. 21,5.I dati fotografano una situazione drammatica soprattutto per l’agricoltura e quindi per la produzione di cibo: in una sola settimana, il volume d’acqua nel lago Maggiore è calato di ben 48 milioni di metri cubi, portando a quasi 3 miliardi di metri cubi, il deficit rispetto alla media del periodo. Non va meglio per gli altri grandi bacini settentrionali, tutti abbondantemente sotto media: il lago di Como (riempimento: 0,6%) è ai minimi storici, quello d’Iseo è al 5% di riempimento e precipitano i livelli del Garda, attestandosi al 34,3% della capacità d’invaso.In Piemonte, i fiumi sono ai minimi termini: il Tanaro scende ad una portata di soli mc./sec. 2,5 vale a dire il 10% circa di quella del 2021, anno già di grave crisi; un importante calo si registra anche sulla Sesia mentre, tra gli altri corsi d’acqua, sono praticamente azzerati i flussi negli alvei di Agogna, Chisola, Ellero, Sangone, Orba, Bormida, mentre Chisone e Dora Riparia sono dimezzati rispetto all’anno scorso ed il Toce è al 30% della portata 2021. Le dighe della Baraggia Biellese e Vercellese (Ingagna, Ostola e Ravasanella) trattengono 6,35 milioni di metri cubi d’acqua, quando ne dovrebbero contenere circa il doppio.In Valle d’Aosta, dove a Luglio non è praticamente piovuto, si riduce la portata della Dora Baltea, che rimane però sopra la media storica.In Lombardia, le portate del fiume Adda sono dimezzate anche rispetto a quelle del “annus horribilis” 2017 ed alle riserve idriche regionali manca ben 1 miliardo di metri cubi rispetto alla media (fonte: ARPA Lombardia).Scendono ancora i livelli del fiume Adige in Veneto e si attestano su valori oltre 2 metri inferiori a quelli dell’anno scorso; è di quasi un metro e mezzo, invece, la differenza con il livello del 2021 per la Livenza, mentre il Piave è calato di oltre 60 centimetri in soli 7 giorni.Grave è anche la situazione del Centro-Italia, dove sul Lazio è eccezionale il deficit pluviometrico, fin qui registrato principalmente sulle province di Roma e Viterbo (in particolare, lungo il litorale): quasi dappertutto sono caduti un centinaio di millimetri di pioggia in quasi 8 mesi ed il record negativo è detenuto da Ladispoli con soli mm. 94! Costante è il calo dei laghi di Bracciano, arrivato a -32 centimetri rispetto all’anno scorso e di Nemi, che ha raggiunto –cm. 96 sul 2021, ma anche il bacino di Turano cala di quasi un centimetro al giorno. Nettamente inferiori alla media restano le portate del fiume Aniene, mentre quelle di Liri e Sacco sono ai minimi dal 2017; sono tornati sostanzialmente in linea con gli anni scorsi, invece, i livelli del Tevere. In Umbria, dove è piovuto pochissimo, i laghi di San Casciano e di Chiusi permangono a livelli minimi, mentre il bacino di Corbara è sceso di 58 centimetri in 7 giorni.Permane grave la condizione dei corsi d’acqua in Toscana, dove il fiume Serchio registra una portata addirittura più che dimezzata rispetto a quella del Deflusso Minimo Vitale, così come l’Ombrone, da settimane in condizioni critiche (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana). In Lucchesia, il 2022 è stato finora il quinto anno più secco da oltre un secolo, ma il più siccitoso degli ultimi 19 anni per quanto riguarda la città di Lucca (fino a Giugno 2022 sono caduti solo mm. 302,8 di pioggia a fronte di una media di mm. 568,9). Nel bacino del lago di Massaciuccoli la pioggia caduta è stata invece di 221 millimetri, cioè la metà di quanto piove normalmente; a risentirne è proprio il bacino lacustre, dove sono stati ridotti i prelievi idrici. Per quanto riguarda il Sud Italia, in Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Sele e Volturno appaiono in calo, mentre è stabile il Sarno; si segnalano in discesa i volumi idrici nei bacini del Cilento (l’invaso di Piano della Rocca è al 53% del riempimento e trattiene quasi il 20% in meno rispetto al 2021) e nel lago di Conza (quasi 5 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso). Pertanto, permane stabile la condizione di siccità nel bacino idrografico del Liri-Garigliano e Volturno.Infine, in 7 giorni, l’acqua trattenuta negli invasi di Basilicata è calata di quasi 13 milioni di metri cubi, raggiungendo un deficit di oltre 38 milioni sui livelli dell’anno scorso (fonte: Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale), mentre è di circa 11 milioni di metri cubi la discesa di risorsa idrica nei bacini della Puglia, dove però si registra un confortante +Mmc. 10,22 sul 2021.

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Crisi idrica e di governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

“Nell’assoluto rispetto delle decisioni parlamentari, esprimiamo però grande preoccupazione per la fase politica, che si apre in un Paese alle prese non solo con la emergenza pandemica e bellica, ma anche con la carenza d’acqua, che sta pregiudicando agricoltura ed ambiente in vaste zone d’Italia.” A dirlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che prosegue: “Rivolgiamo un appello, affinché si dia continuità a scelte già annunciate come l’attivazione di una struttura commissariale, sotto la guida della Protezione Civile, per la gestione della crisi idrica: è una scelta urgente a fronte delle prossime settimane idricamente più difficili, che attendono le comunità. Al contempo, auspichiamo che non si interrompano gli iter per cogliere sia gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che le scelte legate al “Piano Laghetti” ed infine le scadenze di fine anno, connesse alla questione acqua nella revisione della Politica Agricola Comunitaria 2023-2027.”

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