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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

I tre fattori che dettano la ripresa immobiliare cinese

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2022

A cura di Som Bhattacharya, Portfolio Manager, Emerging Markets, BlueBay. Il settore immobiliare cinese continua ad affrontare sfide e le prospettive rimangono incerte. Il recupero sembra essere determinato da tre fattori: viaggi, con la fine della politica zero-Covid, ripresa della fiducia, possibile grazie al sostegno fornito dal Governo, tempo, più a lungo i policymaker aspettano ad agire, peggiore sarà probabilmente la ripresa. A causa del persistente sentiment negativo del mercato, dell’ulteriore contrazione della liquidità e delle attuali politiche, i rendimenti da inizio anno rimangono negativi e le speranze di una ripresa sono state smorzate dalla recrudescenza della politica restrittiva zero-Covid in tutta la Cina continentale, come dimostra in particolare il prolungato lockdown di Shanghai. La pressione esercitata sull’economia ha ritardato la ripresa delle vendite residenziali, che rimangono significativamente in calo rispetto all’anno precedente, sebbene si registrino incoraggianti miglioramenti nelle imprese statali. Sebbene il settore abbia avuto una breve tregua dagli annunci delle riaperture a seguito delle restrizioni zero-Covid, i titoli recenti suggeriscono un aumento dei tassi di infezione e un conseguente inasprimento delle politiche di mobilità della popolazione. Oltre a questi fattori, che hanno contribuito alla debolezza della situazione, ci sono stati sviluppi idiosincratici, come la recente offerta di scambio della Groenlandia, che hanno ulteriormente incupito l’umore creando pressioni di vendita al ribasso.Se consideriamo il settore immobiliare cinese, abbiamo individuato tre principali categorie di emittenti. I potenziali sopravvissuti, aziende con bilanci solidi, di proprietà privata o statale, senza rischi di default, emittenti in difficoltà, scambiati a 8-15 centesimi e già ristrutturati o in procinto di esserlo, e, infine, emittenti privati che scambiano a livelli di stress ma non sono ancora in difficoltà.La stragrande maggioranza degli emittenti rientra in questa categoria, che riteniamo più rischiosa e non presenta una sufficiente differenziazione rispetto ai nomi a bassa liquidità. In generale, sottopesiamo queste aziende. La pressione sulla liquidità subita dai costruttori immobiliari è stata esacerbata dalle persistenti politiche restrittive anti-Covid e dalla mancanza di politiche macro di supporto. Manteniamo un atteggiamento cauto nei confronti dell’immobiliare cinese e continuiamo a monitorare il settore con estrema attenzione. Un allentamento delle politiche anti-Covid da parte del governo potrebbe rivelarsi un catalizzatore di opportunità potenzialmente interessanti, ma è improbabile che si assista a un cambiamento nel mix di politiche prima del ventesimo Congresso del Partito in autunno.

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