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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Questa torrida estate pre-elettorale

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2022

Di Giuseppe Bianchi Occorre toccare il fondo per rimbalzare. La politica lo ha fatto con la sfiducia al Governo Draghi. Non tanto per la decisione in sé essendo un connotato della democrazia l’alternanza delle maggioranze di Governo. Quanto per il percorso obliquo con cui si è arrivati a tale decisione con una sfiducia non votata ed occultata da un successivo rimbalzo di responsabilità. Un rischio tanto più forte quando all’uguaglianza del diritto di voto non corrisponde una pari uguaglianza, per la diversità delle condizioni sociali, della capacità di partecipare alla vita politica. Non a caso l’art. 3 della nostra Costituzione impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che, limitando la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono la partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Il secondo problema ci interroga sul prossimo futuro. È noto che il nostro Paese è impegnato in un processo di modernizzazione, sostenuto da irripetibili risorse nazionali ed europee, per colmare il divario, in termini di reddito e di occupazione, che si è creato negli ultimi decenni rispetto agli altri paesi europei. Il percorso è tracciato in ciò che si chiama Agenda Draghi e che nessun partito contesta. La compagna elettorale riguarderà l’agenda sociale con la quale i diversi partiti si proporranno di tutelare le categorie sociali da loro rappresentate. È già iniziato il ballo delle promesse (le pensioni minime di 1.000 euro al mese, minori tasse per tutti, azzeramento delle cartelle fiscali in contestazione e così via) e c’è da temere una corsa al rialzo nello sviluppo della campagna elettorale in un contesto economico e finanziario che, al contrario, dovrà fare i conti con i rischi di una prossima recessione, accompagnata da una alta inflazione e dalla maggiore vulnerabilità del nostro elevato debito pubblico. I cittadini se non vogliono ripetere le scelte sbagliate della precedente tornata elettorale che ha minato la credibilità del sistema Paese e che ha portato al ricorso dell’autorevolezza di Draghi devono vagliare la sostenibilità delle promesse alla luce delle coperture finanziarie fornite. Non ci può essere progresso sociale se non è accompagnato da un processo di crescita economica sostenuto dalle riforme necessarie individuate dal PNRR. Infine c’è il problema degli attori della campagna elettorale, i partiti logorati nella loro rappresentatività e nella loro capacità istituzionale di concorrere alla politica nazionale. Il ricorso periodico ai tecnici nella responsabilità di Primi Ministri (fatto inedito nelle democrazie occidentali) segnala lo smarrimento di un sistema politico nell’esprimere una capacità di governo. La prossima campagna elettorale sarà ancora caratterizzata da una contrapposizione fra centro sinistra e centro destra, essendo il centro popolato più da protagonisti che da elettori. Ma l’elettore a quale centro sinistra dovrebbe dare il suo voto? A quello post-comunista e proletario che trova il suo avamposto nella Cgil o a quello di centro sostenuto dall’establishment e votato dal ceto medio impiegatizio più acculturato? E l’elettore a quale centro destra? A quello populista che difende la corporazione dei tassisti e dei concessionari balneari, che promette meno tasse per tutti e fa l’occhiolino a Putin o a quello rappresentato dagli imprenditori dell’export che, presenti soprattutto al Nord, sono assertori delle virtù del libero mercato, dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica?Difficile pensare che queste ambiguità, che escludono una parte crescente della popolazione dal voto, possano essere ricomposte nella calura di questa estate preelettorale. Va peraltro tenuto conto che i classici strumenti di persuasione usati dai partiti, quali televisione, manifesti, comizi avranno una efficacia limitata per il disimpegno dei cittadini in vacanza. Avranno un peso inedito i social media con la loro capacità di raggiungere milioni di persone con un clic. L’eccezionalità del momento è data soprattutto dall’evoluzione della situazione economica e sociale che non promette bene per il tenore di vita dei nostri cittadini. Difficile pensare che programmi, più o meno raffazzonati, possano tranquillizzare chi guarda con preoccupazione al proprio futuro. Un messaggio che potrebbe filtrare dalla nebbia della campagna elettorale potrebbe essere l’indicazione, per le due aree politiche in competizione, del futuro Presidente del Consiglio, la cui personalità indichi un chiaro indirizzo politico ed abbia riconoscimento a livello internazionale. Un colpo d’ala in grado di rimettere in discussione gli attuali sondaggi e rendere più partecipato e responsabile il voto. Ma i partiti sono reticenti in proposito privilegiando le mediazioni di palazzo a decisioni che rimettano in gioco gli equilibri interni di potere. http://www.isril.it (abstract)

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