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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Il costo della vita e i soldi nella busta paga dei lavoratori

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2022

Secondo dati OCSE, che ha analizzato la dinamica degli stipendi medi nell’arco di trent’anni, dal 1990 al 2020, l’Italia è l’unico Paese europeo in cui le retribuzioni sono calate anziché aumentare con un -2,9%. I lavoratori hanno grandi aspettative di ricevere un aumento di stipendio e sono pronti a spingere i propri datori di lavoro a ottenerlo, poiché il costo della vita è in notevole aumento.Sono solo alcune delle tendenze che emergono da “People at Work 2022: A Global Workforce View” l’annuale survey redatta dall’ADP Research Institute. ADP è un multinazionale americana leader nell’human capital management e presente in Italia tramite ADP Italia. L’indagine si è svolta su circa 33.000 lavoratori in 17 paesi, di cui circa 2000 in Italia.Secondo il sondaggio, il 76% dei lavoratori a livello globale afferma che probabilmente chiederà un aumento di stipendio nell’arco di 12 mesi, in Italia lo ha dichiarato il 65% degli intervistati, il 68% degli uomini e il 62% delle donne. I risultati arrivano in un momento in cui il costo della vita sta aumentando rapidamente in molte parti del mondo a causa dell’elevata inflazione e dopo due anni di interruzione del lavoro legata alla pandemia.Circa la metà dei lavoratori italiani (41%) prevede di ottenere realmente un aumento di stipendio nei prossimi 12 mesi (44% gli uomini e 38% le donne) e il 21% prevede una promozione (24% uomini contro il 17% delle donne) o un bonus (25%, gli uomini sono al 27% mentre le donne al 24%). Emerge chiaramente come anche in questa situazione le donne nutrano aspettative inferiori a quelle degli uomini. Nel complesso, il 62% dei lavoratori italiani afferma che la retribuzione è il fattore più importante per loro in un lavoro.Il 23% ha dichiarato di non essere soddisfatto, per diversi motivi, della propria condizione lavorativa attuale (più le donne con un 24% che non gli uomini al 21%). Di questa fetta, il 36% lamenta di avere avuto un aumento del lavoro e delle responsabilità che non è però stato accompagnato da un aumento di salario (41% gli uomini e 30% le donne).“Avendo lavorato duramente contro le tensioni della pandemia e con l’inflazione in aumento che ha creato una diffusa crisi del costo della vita, molti lavoratori sentono di aver bisogno, e di aver diritto, a un aumento” dichiara Marisa Campagnoli, HR Director ADP Italia. “Le società dovrebbero tenerlo a mente nel mercato del lavoro odierno, dove il mantenimento di una forza lavoro qualificata, sicura e stabile è fondamentale e più impegnativo che mai. La retribuzione è una questione ancora più urgente in questo momento ed è probabile che rimanga tale nel prossimo futuro, con un chiaro effetto a catena sul reclutamento e sulla fidelizzazione. Le aziende dovranno conciliare tale spinta per salari più alti con le proprie disponibilità finanziarie e con il soddisfacimento delle esigenze dei lavoratori su altri fronti, come dare loro la flessibilità che desiderano e che oramai è imprescindibile”. Uno dei motivi per cui i lavoratori possono ritenere di meritare un aumento di stipendio è il numero di ore extra di lavoro non retribuito che molti di loro svolgono, ad esempio iniziando presto, rimanendo fino a tardi o lavorando durante le pause. In media, i lavoratori italiani lavorano ogni settimana 6,1 ore aggiuntive di straordinario non retribuito (6,3 gli uomini contro 5,7 delle donne). Nel periodo pre-Covid (sondaggio realizzato da ADP nell’ottobre 2019) le ore settimanali non pagate erano “solo” 4 ore.

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