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Scuola: Istituti da sanificare in continuazione e distanziamento minimo

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2022

Niente più mascherina obbligatoria in classe al ritorno a scuola a settembre, tranne per chi è “a rischio di sviluppare forme severe di Covid-19”, ma si conferma la necessità di effettuare “ricambi d’aria frequenti” e di attuare la “sanificazione ordinaria (periodica) e straordinaria in presenza di uno o più casi confermati”: lo ha deciso poche ore fa l’Istituto Superiore di Sanità rendendo note le indicazioni per il prossimo anno scolastico nelle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione. Le indicazioni disegnano due scenari, con misure “di base” da applicare già al rientro e “ulteriori misure” per le quali le scuole dovranno comunque essere preparate in caso la situazione peggiori. In questo secondo caso, qualora il numero dei contagi dovesse tornare a livelli preoccupanti, l’ISS indica anche la necessità di reintrodurre il “distanziamento di almeno un metro, sia per studenti che per personale scolastico (ove le condizioni logistiche e strutturali lo consentano)”.“Questo significa – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale – che a settembre si ripartirà esattamente come era finita la scuola a giugno. Gli epidemiologi ci dicono che l’areazione continua dei locali è fondamentale per non esporsi ai contagi e che però basterà tenere aperte le finestre il più possibile. Quindi, con l’arrivo del freddo per il terzo anno consecutivo si tornerà a fare lezione con il cappotto e la giacca a vento: in un Paese moderno questo è possibile? Perché non si siano seguite le indicazioni dell’Oms e di tutti i virologi di installare sistemi di ventilazione automatica non è dato sapere. Eppure qualcuno al Governo dovrebbe dare spiegazioni, perché stavolta non si può dire nemmeno che i soldi non ci sono, perché i finanziamenti del Pnrr potevano certamente essere utilizzati per questo scopo. Come potevano servire per allargare e aumentare gli spazi, ridurre il numero di alunni per classi, portandoli a massimo 15 per aula, e a seguire incrementare gli organici del personale scolastico”. “Nulla è stato fatto. Anzi, è sparito anche l’organico Covid, per un anno composto da 80 mila docenti a Ata e poi da 50 mila. Viene da chiedersi – conclude Pacifico – come si organizzeranno le lezioni in autunno senza docenti aggiuntivi quando assisteremo di nuovo a un innalzamento dei contagi. E chi andrà ad effettuare la pulizia continua delle classi e dei laboratori, definita fondamentale dall’Istituto Superiore di Sanità, per evitare di tornare ad una situazione pandemica severa? Ancora una volta la scuola e suoi lavoratori vengono abbandonati al loro destino. È brutto dirlo, ma fare lezione a scuola in queste condizioni potrebbe diventare impossibile: temo nuove chiusure coatte, già dopo alcune settimane di lezione”, conclude Pacifico.

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