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Covid-19, epidemie intermittenti saranno la nuova normalità?

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2022

La pandemia di Sars-CoV-2 è stata caratterizzata «dall’emergere regolare di varianti». Con l’immunità della popolazione naturale e indotta dal vaccino a livelli elevati, la pressione evolutiva «favorisce le varianti che sono meglio in grado di eludere gli anticorpi neutralizzanti». La variante Omicron ha mostrato un alto grado di evasione immunitaria, portando a un aumento dei tassi di infezione in tutto il mondo». «Supponendo l’emergere di ulteriori varianti distinte, epidemie intermittenti di entità simile potrebbero diventare la ‘nuova normalità’». È quanto viene prospettato da un gruppo di scienziati dell’Imperial College London in uno studio pubblicato su ‘Nature Communications’, in cui hanno analizzato e stimato la dinamica dell’ondata di Omicron dal 9 settembre 2021 al 1 marzo 2022, utilizzando i dati dello studio React-1, una serie di indagini trasversali che valutano la prevalenza dell’infezione da Sars-CoV-2 in Inghilterra. Gli autori del lavoro hanno stimato un picco iniziale nella prevalenza nazionale di Omicron del 6,89% (5,34%-10,61%) nel gennaio 2022, seguito da una recrudescenza delle infezioni da Sars-CoV-2 quando il sottolignaggio Omicron più trasmissibile BA.2 ha sostituito BA.1 e BA.1.1. Nel mese di febbraio 2022, invece, gli scienziati hanno osservato che la prevalenza di Omicron 2 (BA.2) è aumentata costantemente, mentre la prevalenza di Omicron non BA.2 è diminuita. Gli esperti ragionano sul fatto che, «poiché l’incidenza cumulativa e la copertura vaccinale continuano ad aumentare, il virus Sars-CoV-2 si troverà a competere con un panorama immunitario diversificato e complesso all’interno della popolazione umana. Di conseguenza, la dinamica evolutiva del virus sarà dominata dall’evasione immunitaria». Dato l’emergere regolare di varianti di preoccupazione (Voc) durante i primi 2 anni della pandemia di Covid, dunque, «non ci sono ragioni per credere che questa tendenza non continuerà», affermano gli scienziati, ricordando che «altre infezioni respiratorie come l’influenza portano epidemie annuali dovute all’emergere di nuovi ceppi in grado di navigare meglio nel panorama immunitario. Se vediamo una tendenza simile per Sars-CoV-2, allora le onde intermittenti di infezione di entità simile a Omicron rientrano nei limiti delle possibilità». La sorveglianza continua, i richiami vaccinali e gli aggiornamenti dei vaccini, elencano gli autori, «saranno cruciali per ridurre al minimo gli effetti dannosi di questo nuovo paradigma di salute pubblica». E «una maggiore equità nell’accesso ai vaccini a livello mondiale può aiutare a ridurre il tasso di comparsa di queste varianti dannose». Il virus, intanto, inizia a frenare. Nel mondo si registra una diminuzione dei contagi dell’ultima settimana anche se resta stabile il numero delle vittime. E anche in Italia calano i casi quotidiani segnalati ma sono ancora molti i decessi, oggi 171, mentre i medici sono di nuovo bersaglio di attacchi da parte dei ‘no vax’. A livello globale – annuncia l’Oms – il numero di casi settimanali è diminuito del 9% dal 25 al 31 luglio 2022 rispetto alla settimana precedente, con oltre 6,5 milioni di nuove infezioni, mentre sono stati oltre 14mila i morti. Secondo il bollettino settimanale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), fino al 31 luglio sono stati confermati oltre 574 milioni di casi e oltre 6,3 milioni di decessi. Mentre continua a crescere la diffusione di Omicron 5. In Italia nelle ultime 24 ore sono stati 45.621 i nuovi contagi, secondo il ministero della Salute. Ieri erano 64.861. Le vittime sono 171, in calo rispetto alle 190 di ieri. Il tasso è al 17,8%, stabile. Eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 255.797 tamponi. Sono invece 396 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, dieci in più rispetto a ieri, mentre gli ingressi giornalieri sono 47. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece 10.006, in diminuzione di 239. Gli italiani attualmente positivi sono 1.201.443, ovvero 28.264 in meno. Sul fronte delle misure anti-pandemia, intanto, per proteggersi da un’ondata autunnale di Covid, da ottobre i Land tedeschi potranno imporre nuovamente l’obbligo di mascherina negli spazi pubblici chiusi. Ciò varrebbe oltre all’obbligo già vigente a livello nazionale su tram, bus, treni, aerei. Ci sarà inoltre nuova obbligatorietà di mascherine e test negli ospedali e nei centri di assistenza sanitaria, come prevede l’ultima bozza per la legge di protezione dalle infezioni, annunciata congiuntamente dai ministeri di Salute e Giustizia. Sul versante scientifico, intanto, arrivano evidenze che dimostrano come il rischio di infarto o ictus rimane elevato anche molti mesi dopo un’infezione da Sars-CoV-2. Mentre, in tutto il mondo, continuano gli studi per capire quanto a lungo gli effetti possano durare sul sistema cardiovascolare. (fonte: Doctornews33)

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