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Mostra: “Dall’Origine alla Salvezza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 agosto 2022

Torino Dal 15 settembre, il pittore torinese espone al Duomo di Torino un corpus di opere inedite astratte dedicate al tema del viaggio esistenziale dell’umanità. La prima delle due mostre in programma – dal titolo “Origine” e di tema veterotestamentario – sarà visitabile dal 15 settembre al 14 novembre prossimi. Una seconda antologica – dal titolo “Salvezza” e dedicata al Nuovo Testamento, ideale prosecuzione della prima – è prevista per il 2023. Si tratta di un atteso ritorno, per lo schivo e geniale astrattista torinese, dopo l’ultima esposizione dal titolo “Il Rinascimento ritorna”, risalente ormai a tre anni fa, nella storica sede fiorentina del Convitto della Calza: al Museo Diocesano si potranno ammirare sedici tavole, rigorosamente astratte e di grandi dimensioni, di tema veterotestamentario. La prima delle due mostre in programma si terrà presso gli spazi del Museo Diocesano, allestito nella cripta della cattedrale di San Giovanni Battista (il duomo di Torino appunto), nell’omonima piazza. La seconda mostra, ideale prosecuzione della prima, sarà organizzata negli stessi spazi il prossimo anno, un date da definire.“La caduta di Lucifero”, “La creazione di Adamo”, La creazione di Eva”, “L’albero della conoscenza”, la “Cacciata dall’Eden”, “La torre di Babele”, “Abramo e la Fede”, Abramo sotto le stelle”, “Il sacrificio di Isacco”, “La scala di Giacobbe”, “Il profeta Elia”: ecco alcuni dei titoli. Il tema veterotestamentario è insieme immediato e metaforico, occasione per una riflessione in pittura sull’esistenza dell’uomo: «Sono, in definitiva, i temi della verità e dell’errore, del dubbio e della certezza», spiega, nella sua presentazione alla mostra, il professor Claudio Strinati. «Concetti astratti che la Bibbia ci permette di comprendere facendoli incarnare a personaggi veri e propri: Adamo, Eva, Abramo, Mosè, uomini e donne che raccontano delle storie riflettenti le istanze basilari del vivere e le aspirazioni più sublimi della Fede. Demarchi non rappresenta i personaggi ma ne rappresenta il significato spirituale e morale. I suoi quadri sono meditazioni visive in forma lirica ed epica al contempo. Estraggono una sorta di quintessenza del testo biblico e ce lo restituiscono attraverso vere e proprie visioni, non di ciò che è accaduto ma di ciò che è stato provato».

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