Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Ricomincia la scuola. Poveri tutti, quasi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2022

Scuola dell’obbligo, c’è chi – campagna elettorale complice – vorrebbe portarla a 18 anni. Idea nobile che è avanzata nel tempo da quando l’obbligo si fermava alla 5a elementare. Che, innegabilmente, ha dato i suoi risultati. Sussiste, però, una continua e fastidiosa disorganizzazione che all’inizio di ogni anno si manifesta… come se già non si sapesse prima. Sulla carta superati i problemi covid degli ultimi anni, come un’ascia sul collo quelli energetici, lo Stato e il relativo ministero continuano a prodigarsi per assenza e mancanza di soluzioni per problemi che sono eterni come il continuo dissesto degli edifici che accolgono gli studenti: 150-200mila supplenti già in preventivo e l’assenza di 40mila tecnici-amministrativi.“Ordinaria amministrazione” quella dei disagi per mancanza di insegnanti, coi loro stipendi vergognosamente bassi. Fatto “nuovo”, la carenza del personale tecnico-amministrativo, più in evidenza del solito perché, oltre a gestione ordinaria (sorveglianza, polizia, etc), quest’anno si aggiunge la gestione dei fondi Pnrr, dieci miliardi (finora) per digitale ed edilizia.In campagna elettorale qualcuno ne parla, ma sono promesse elettorali che, anche se dovessero concretizzarsi, occorre attendere ottobre (presumibilmente) per il nuovo governo, e i tempi dello stesso per decidere e disporre…. la scuola, però, sta cominciando in questi giorni.Perché non sono poveri coloro che, nel governo ancora in carica, non hanno fatto il dovuto per non arrivare a questa situazione e questo non viene fatto pesare sul loro curriculum. E continueranno a non essere poveri i prossimi governanti che – volere e potere – potrebbero quantomeno “mettere una pezza” a questo disastro…. Ma a cui nessuno farà pagare, per esempio, cose come l’acquisto dei banchi con le rotelle. Riflessione finale. Gli utenti di questo servizio sono gli studenti che – obbligo vigente e mancanza di voce in capitolo – è bene chiamare sudditi. Gli studenti sono nostri figli e – a parte le (discutibili) iniziative di alcuni genitori che si lamentano per la mancanza di valorizzazione dei propri pargoli – sono le vittime principali. Certo… i prossimi adulti che oggi sono sudditi e vittime…. Non è un buon inizio per diventare adulti. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: