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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Da Pictet: Portafogli d’investimento ancora in balia delle banche centrali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2022

A cura di Andrea Delitala e Marco Piersimoni – Pictet Asset Management. Summary In primavera, Powell parlava ancora di “soft landing”, ovvero di una politica monetaria più restrittiva ma che non intaccasse la crescita; nell’agosto 2022, invece, la priorità è diventata contrastare il rialzo dei prezzi a ogni costo, senza illudersi che l’iter restrittivo possa essere alleggerito o interrotto anzitempo. Negli Stati Uniti, i Future sui Fed Funds si sono aggiustati alla comunicazione della Fed, prezzando un punto di arrivo sui tassi americani a ridosso del 4%. In Europa, i mercati monetari e le parti a breve delle curve obbligazionarie si sono adeguate rapidamente alle dichiarazioni della presidente Christine Lagarde. Il mercato prezza ulteriori rialzi da qui a fine anno nell’ordine di 125pb. Stando ai dati correnti, le stime di crescita da qui a fine anno rimangono comunque incerte: al momento, ci troviamo di fronte a una stima 2022 dell’1,7% negli Stati Uniti e del 2,8% in Eurozona, con prospettive più contenute dell’1,2 e dello 0,8% rispettivamente nel 2023. L’inflazione headline americana, ad agosto all’8,3%, è vista al 7,3% entro la fine di quest’anno, per poi ricominciare a calare nel corso del 2023 fino a un livello prossimo al 3,4%. Una notizia poco confortante arriva dalla scomposizione dell’inflazione core, il rialzo dei prezzi delle componenti più radicate viaggia attorno al 3,3% (oltre la metà del livello attuale complessivo del 5,9%). Su tale dato grava la risalita violenta dei prezzi dei servizi, cresciuti anno su anno del 5,6%. Ad agosto, l’Europa ha registrato un livello di inflazione superiore a quella americana (9,1%), dove il 65% dei fattori che compongono l’inflazione core sono legati a dati temporanei. Complessivamente, gli scenari più estremi del perpetuarsi di una inflazione aggressiva stanno però venendo meno. Molti indicatori sulle condizioni delle catene di approvvigionamento (tempi di consegna secondo l’indice ISM, indicatore della Fed e indici del costo medio del trasporto marittimo) si confermano in attenuazione negli ultimi mesi. Nel settore energetico, sebbene a livello di stoccaggio l’Europa risulti al momento in anticipo agli obiettivi prefissati (80% entro Novembre) o ai livelli degli anni precedenti nello stesso periodo, qualora l’import russo di gas restasse a zero, importanti problemi di approvvigionamento potrebbero presentarsi a partire dall’inverno 2023.Giovanni Prati BC Communication

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