Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Nutrizione in oncologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

In ambito oncologico un corretto apporto nutrizionale si considera ormai un intervento decisivo per il paziente. Nelle nostre realtà esistono però ancora ampi margini di miglioramento: è necessario da un lato implementare l’informazione rivolta ai malati, sensibilizzare i caregiver e il personale sanitario ad iniziare dai clinici e, dall’altro, favorire la collaborazione sul campo tra oncologi e nutrizionisti clinici. Obiettivi al centro della campagna educazionale “L’importanza della nutrizione clinica nel paziente oncologico” promossa dall’associazione La Lampada di Aladino, con il patrocinio della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) e della Regione Lombardia con il contributo non condizionante di Fresenius Kabi. L’iniziativa, di cui si è parlato a Milano – in presenza di Letizia Moratti, Vice-Presidente e Assessore al Welfare della Regione e Giovanni Pavesi, Direttore Generale del Welfare regionale – si è articolata anche in una survey rivolta ai pazienti di sei strutture ospedaliere lombarde (Rho, Milano, Pavia, Lodi, Cremona e Como) al fine di valutare gli esiti della campagna e come gli stessi malati percepiscono l’offerta dei servizi di nutrizione clinica. Che cosa è emerso? «Va detto che la survey ha rilevato il percepito del paziente, non è detto che rappresenti la dimensione oggettiva dei servizi», spiega Davide Petruzzelli, presidente de La Lampada di Aladino e membro dell’esecutivo nazionale FAVO. «Tant’è che dalle risultanze della survey le perplessità dei pazienti ricadono persino su centri in cui la Nutrizione Clinica è di fatto ben strutturata e valida. Nell’insieme le risultanze della survey evidenziano quanto sia ancora poco diffusa la conoscenza sulle tematiche pertinenti la nutrizione in Oncologia». La malnutrizione ha un pesante impatto negativo sui pazienti oncologici, i cui bisogni nutrizionali sono stringenti. Lo spiegano Paolo Pedrazzoli, direttore UOC di Oncologia dell’IRCCS San Matteo di Pavia e Riccardo Caccialanza, direttore UOC di Dietetica e Nutrizione Clinica dello stesso istituto. I dati della letteratura mostrano che la gravità della malnutrizione è un fattore predittivo di una minore sopravvivenza, comportando un decadimento della qualità di vita, aumento della tossicità delle terapie oncologiche, peggioramento dell’esito post-operatorio e ospedalizzazione significativamente più lunga. Fattori fortemente impattanti sulla vita delle persone alle prese con una malattia tumorale.

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