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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Spada: “Troppe oscillazioni: impossibile programmare”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

A causa dell’aumento e dell’estrema volatilità dei prezzi, le imprese sono in difficoltà nel gestire i costi e nello stipulare contratti per il nuovo anno energetico” Il gas costa 17 volte in più rispetto al pre covid, trascinando su livelli eccezionalmente elevati anche il prezzo dell’energia elettrica Nelle ultime settimane l’evoluzione delle quotazioni delle materie prime ha seguito una duplice tendenza. Il gas e il conseguente prezzo dell’energia elettrica continuano, infatti, a registrare aumenti molto importanti con oscillazioni estremamente consistenti e strettamente legate al conflitto. Le altre materie prime riflettono incrementi comunque straordinari rispetto al pre covid, sebbene meno sproporzionati, e di recente si rileva un nuovo aumento dei costi di alcune materie.Le tensioni geopolitiche hanno spinto il gas naturale su nuovi massimi storici ad agosto (346,5 €/MWh il 26 agosto, circa 30 volte il prezzo pre covid a 11,2€/MWh), trascinando su livelli eccezionalmente elevati anche il prezzo dell’energia elettrica. Negli ultimi giorni, in merito alla notizia di possibili interventi di emergenza a livello europeo, le quotazioni del gas sono calate, pur rimanendo straordinariamente alte: i 191 €/MWh del 12 settembre sono pari a circa 17 volte il prezzo medio di gennaio 2020.Gli anomali livelli e l’estrema volatilità dei prezzi di gas ed elettricità stanno determinando sempre più difficoltà per le imprese nel gestire i costi, con chiare conseguenze sui margini, e nello stipulare i contratti di approvvigionamento per il nuovo anno energetico.Le materie prime non energetiche mostrano anch’esse prezzi estremamente elevati, con aumenti diffusi e particolarmente consistenti rispetto al pre covid, come il +126,3% dell’olio di soia e il +101,7% del cobalto. Inoltre, se a inizio estate si era assistito a una generale tendenza alla stabilizzazione e al riassorbimento dello shock indotto dal conflitto tra Russia e Ucraina, nelle ultime settimane i prezzi di alcune commodity sono tornati a salire: è il caso di mais, olio di soia e rame. Sebbene appaia prematuro leggere in ciò tendenze consolidate, questa volatilità rappresenta un elemento aggiuntivo di complessità per le aziende.

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