Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Archive for 23 settembre 2022

La minaccia di una guerra nucleare sembra riaffacciarsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

By Angelo Baracca (fonte: Pressenza International Press Agency in abstract) Il tema è ovviamente molto complesso, ma vorrei fornire un’informazione molto schematica (e ovviamente incompleta) rivolta soprattutto alle/i giovani che domani manifesteranno in Italia e in tutto il mondo perché i governi intervengano in modo radicale contro i cambiamenti climatici e oggi anche contro la (le) guerre. La guerra in Ucraina ha riportato l’incubo di una guerra nucleare, ma è assolutamente necessario dire che il rischio di uso – intenzionale o accidentale, per usare un eufemismo – delle armi nucleari si è progressivamente aggravato nei decenni recenti. Da una quindicina d’anni le potenze nucleari hanno in corso programmi “triliardari” di cosiddetta modernizzazione delle armi atomiche (testate, missili, sommergibili, bombardieri) che le rendono sempre più pericolose! Con questa premessa da non dimenticare, vengo al tema. La distinzione tra bombe nucleari strategiche e tattiche sorse specialmente durante la “Crisi degli Euromissili” (1977-1987) quando vennero installati in Europa dall’Urss e “in risposta” dagli USA missili nucleari a media gittata (max. 500 km), i quali, si badi bene, potevano colpire l’Urss, ma ovviamente non gli Usa. La crisi si risolse con il trattato INF (Intermediate Nuclear Forces) del 1987, con il quale questi missili vennero eliminati. Va anche detto che questo trattato, un tassello fondamentale, è caduto tre anni fa quando Trump lo ha disdetto. Qual è allora, sommariamente, la distinzione fra bombe nucleari strategiche e tattiche, anche se non si tratta di una distinzione netta e adottata da tutti gli Stati nucleari? In primo luogo la gittata: le armi strategiche sono portate da missili intercontinentali con gittata 10-12.000 km. C’è una “complicazione”, però: i sommergibili con missili nucleari si avvicinano a distanze enormemente minori dagli obiettivi “avversari” e costituiscono una delle minacce maggiori, anche perché in caso di “crisi” bellica potrebbero perdere i contatti con il rispettivo comando e l’eventuale decisione di lanciare i missili nucleari verrebbe presa dal comandante del sommergibile. Le armi tattiche con gittata inferiore a circa 500 km sono potenzialmente destinate al campo di battaglia (anche questa è una definizione generica, perché non è esclusa l’eventuale decisione, terrificante, di utilizzarle sulle città). Una seconda distinzione riguarda la potenza delle bombe: quelle definite tattiche hanno potenze “limitate” a un massimo di 50 kt (migliaia di tonnellate di tritolo equivalente). Mi sembra opportuna un’osservazione: le bombe che distrussero Hiroshima e Nagasaki avevano una potenza di 15-20 kt e i bombardieri le trasportarono per meno di 500 km da un’isola del Pacifico: insomma, oggi sarebbero da considerare bombe nucleari tattiche! Nel gennaio scorso le cinque maggiori potenze nucleari confermarono che <>, ma poche di loro hanno adottato un impegno ufficiale di no-fist-use: formalmente solo la Cina e l’India. In generale le dottrine nucleari delle maggiori potenze (compresi USA e Russia) contengono una clausola che più o meno prevede il ricorso all’arma nucleare in caso di un attacco, anche con armi convenzionali, che metta a rischio l’esistenza stessa del Paese. Con l’evoluzione della guerra in Ucraina è stata sollevata l’eventualità di questa opzione. Devo dire a titolo personale che la ritengo remota, ma i recenti sviluppi aprono scenari imprevedibili. Ma noi in Italia siamo “innocenti”? Questo è un aspetto cruciale e so per esperienza personale che molti purtroppo non lo conoscono. L’Italia fa parte della NATO, che ha adottato, in ossequio agli USA, la “condivisione nucleare” (nuclear sharing), “grazie” (!) alla quale quattro Paesi europei ospitano bombe nucleari tattiche statunitensi sul proprio territorio. La cosa è rigorosamente segreta (come il segreto di Pulcinella!), il loro numero non viene rivelato, ma è certo che una quarantina sono schierate nella base militare italiana di Ghedi nei pressi di Brescia e nella base statunitense di Aviano. Le bombe statunitensi a Ghedi sarebbero operate in caso di uso dall’aeronautica italiana: questa è una cosa gravissima, che fa dell’Italia di fatto uno Stato nucleare! Va detto che nel caso sciagurato di un conflitto nucleare queste basi militari potrebbero essere uno dei primi obiettivi dell’avversario, che potrebbe eliminare in un colpo solo una quarantina di bombe nucleari. Sembra superfluo dire che ci sarebbe una strage spaventosa per lo meno in gran parte dell’Italia settentrionale: vittime … “collaterali” della follia nucleare! Non mi sembra ozioso osservare che i cittadini statunitensi sanno esattamente (per il trattato Nuovo Start del 2010 fra USA e Russia) quante bombe nucleari hanno gli USA e dove sono schierate. In Italia invece noi cittadini e cittadine siamo tenuti all’oscuro: è ufficialmente un mistero dove e quante bombe nucleari statunitensi “ospitiamo”! Fra l’altro queste testate B-61 saranno fra poco sostituite con testate B-61-12 molto più precise.

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“Shadows of Forgotten Ancestors”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Oggi venerdì 23 settembre, la star della musica pop e folk ucraina ALINA PASH lancia il video di “Shadows of Forgotten Ancestors”, brano che ha già conquistato le classifiche nella lingua madre dell’artista. “Anche le donne ucraine sono coinvolte nella guerra allo stesso modo degli uomini. Qualcuno difende l’Ucraina sul fronte militare e qualcuno sul fronte culturale. Io non voglio farmi da parte. “Shadows of Forgotten Ancestors” è un passo nella mia lotta. Questo è il mio messaggio di libertà e cultura attraverso l’arte, come una guerriera armata di musica e parole”. Prodotto da Y-40 The Deep Joy, il video è stato girato in Italia, tra il Veneto e l’Alto Adige “Ho scelto di realizzare il video in Italia, Paese che sta dando ospitalità a tanti amici e collaboratori, e in lingua inglese, per sensibilizzare il mondo intero verso la nostra storia che non può essere cancellata” continua ALINA PASH, vincitrice dell’Eurovision. National Selection 2022, che ha ceduto poi il passo alla Kalush Orchestra per la partecipazione alla finale di Torino. Il brano recita, infatti, “Come out from the water destiny./ Shadows of forgotten ancestors, in chronicles, hearts and eyes, in our blood forever./ Remember your ancestors, but write your own history” ovvero: “Esci dal destino dell’acqua./ Ombre di antenati dimenticati, nelle cronache, nei cuori e negli occhi, nel nostro sangue per sempre./ Ricorda i tuoi antenati, ma scrivi la tua storia”./ Il video scritto, girato e prodotto da Matt Evans, vede Alina Pash incontrare le anime gialle e blu della bandiera del suo Paese in un continuo dialogo con il suo “Io” bambina, in una prova da esperta nuotatrice ed apneista, che ha saputo muoversi abilmente nella maggior parte delle scene nelle profondità dell’acqua termale di Y-40 The Deep Joy, la struttura padovana unica al mondo. La seconda parte del video vede, invece, l’artista affermatasi qualche anno fa nel suo Paese come concorrente di X-Factor, aggirarsi con gli abiti tipici della tradizione ucraina nei pressi del lago Boè e nei boschi altoatesini tra introspezioni notturne e oniriche, girate con il supporto del vicino Club Moritzino, uno dei rifugi più noti d’Europa. Un video che, in tal senso, si sviluppa in maniera verticale, dai – 42 metri della piscina termale entrata nel Guinness World Record agli oltre 2.500 metri dell’Alta Badia, metafora filosofica del bisogno della Nazione di tornare ad emergere e a vivere. Girato in collaborazione con Fabio Ferioli, tra i più noti registi italiani subacquei, il videoclip ha visto tra i suoi protagonisti gli attori Sophia Beatrice Maporti, Gaetano Tizzano e Diletta Della Martira, ballerina del Teatro La Scala, tutti offertisi volontariamente di prendere parte alle scene. Come loro, a fare parte dello staff, coordinato da Y-40 in Action, anche alcuni professionisti ucraini come la make-up artist e hair designer Anastasia Mekheda e lo stilista Valerii Topal, autorizzato dal Ministero della Cultura ucraino ad uscire dal Paese per l’occasione.

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Il voto degli italiani e il “Fattore P.”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

By Enrico Cisnetto. “Da quando la Russia ha deciso di attaccare militarmente l’Ucraina, con l’obiettivo molto più alto e pericoloso di dividere l’Europa e sovvertire l’ordine mondiale, portandoci dunque la guerra alle porte di casa, che ho cercato di dire che il “fattore P”, inteso come Vladimir Putin, ma anche come “politica estera”, avrebbe sconvolto la politica italiana. Poi una campagna elettorale idiota, spesa a parlar d’altro, ha fatto credere agli stolti che la partita si giochi su altri piani. Può darsi che sarà così domenica 25, perchè gli italiani metteranno nelle urne prima di tutto le loro rabbie e le loro paure, e in una certa misura finiranno per farsi attrarre, pur disprezzandolo, dal “teatrino della politica”, non fosse altro per poter partecipare al sempiterno gioco degli odii incrociati. Ma non sarà così a partire dal giorno dopo, quando entreranno in campo i veri fattori che condizionano la politica. Ora, a ricordarcelo, a poco più di una settimana dalle elezioni, arrivano tre autentiche bombe nucleari. La prima: le informazioni riservate dell’intelligence americana, contenute in vari dossier che il Dipartimento di Stato Usa ha cominciato (anzi, appena cominciato) a mettere in circolazione attraverso un documento classificato come “sensitive” (cioè contenente informazioni importanti) ma non come “classified”, dunque non da tenere strettamente riservato, circa finanziamenti di Mosca a partiti ed esponenti politici – mai direttamente, ma attraverso intermediari e con la copertura di strutture parallele – di diversi paesi occidentali, tra cui ovviamente l’Italia. La seconda bomba: la reazione di Mario Draghi al rischio di sputtanamento internazionale dell’Italia. Il presidente del Consiglio ci è andato giù durissimo: “La democrazia italiana è forte, non si fa battere da nemici esterni e dai loro pupazzi prezzolati. È chiaro che negli ultimi venti anni la Russia ha effettuato una sistematica opera di corruzione negli affari, stampa e politica in molti paesi Ue e negli Usa”, invitando a distinguere tra chi “vuole togliere le sanzioni e parla di nascosto con i russi” e chi non lo fa. Chi c’è, politicamente parlando, nella “lista nera”? Sicuramente la Lega di Salvini, i mondi alla sinistra del Pd (ma anche qualche componente dei Democratici), gli svalvolati di Paragone. Né sfugge alla memoria (e, immagino neppure ai dossier dell’intelligence) il rapporto di amicizia e di affari di Silvio Berlusconi con il nemico del Cremlino, che di sicuro le ambigue e ondivaghe prese di posizione sulla guerra del Cavaliere in questi mesi hanno fatto dimenticare. Quanto ai 5stelle, ci ha pensato Trump con l’endorsement elettorale di qualche giorno fa al suo amico Giuseppe (stavolta neppure storpiato) a ricordarci involontariamente quali mani Conte abbia stretto, e quelle del duo Donald-Vladimir sono certamente tra quante lasciano più germi. Infine, capitolo a parte per il partito della Meloni. Che si definisce atlantista senza se e senza ma, e che in effetti oltre Atlantico gode di qualche simpatia, naturalmente molto più se non esclusivamente sulla sponda repubblicana. E comunque nessuno mette in dubbio che nella partita della guerra sia stata dalla parte giusta, tanto più se la si paragona ai suoi due alleati col colbacco. Ma per colei che viene da mesi indicata (frettolosamente?) la prima presidente del Consiglio donna, i problemi sono molti più continentali che atlantici. Come dimostra il passo falso del voto su Orban. La Meloni ha compito un errore da matita blu: aveva l’occasione di tacitare le due obiezioni politicamente più rilevanti che le si possono sollevare, quella di non essere né pienamente democratica né sinceramente europeista, e l’ha mancata clamorosamente consentendo che il suo gruppo al Parlamento europeo votasse in difesa del leader ungherese. Un’amicizia, quella con Orban – ormai ai margini dell’Europa, da cui non è ancora stato sbattuto fuori solo per paura che si schieri apertamente (ma non lo è già, di fatto?) con Putin – che rischia di causarle gravi problemi, forse anche alle elezioni ma sicuramente un minuto dopo. Lei ha giocato la carta della lealtà per giustificare la scelta di Strasburgo, ma la lealtà primaria che doveva dimostrare, specie dopo aver passato anni a predicare il verbo nazionalista e aver criticato l’Europa ogni piè sospinto, è quella alla Ue. Tanto più quando in discussione ci sono i valori fondanti della democrazia e della libertà. Non è un caso che Berlusconi (o qualche suo ventriloquo) abbia colto al balzo la ghiotta occasione di recuperare qualcuno dei tanti punti persi con il suo filo-putinismo e per aver partecipato alla congiura che ha fatto cadere il governo Draghi e liquidato in anticipo la legislatura in un momento delicatissimo, per annunciare solenne che lui si farà garante di un governo esclusivamente europeista e che “se questi signori nostri alleati dovessero andare in direzioni diverse, noi non staremmo nel governo”. Inoltre, la leader di Fratelli d’Italia ha perso la possibilità, politicamente ed elettoralmente ghiotta, di scaricare tutto il peso della scelta pro-Orban e anti-Ue sulle spalle di Salvini, cioè di quello che oggi è il suo vero nemico politico (e forse unico, se dopo il voto si concretizzerà un asse Meloni-Letta, di cui i lettori di TerzaRepubblica sanno ormai da qualche mese). Insomma, se per Salvini e Berlusconi pesa il “fattore P”, Meloni d’ora in avanti dovrà fare i conti con il “fattore O”. Tenderei ad escludere a favore di un risultato rovesciato, anche perchè per avverarsi abbisognerebbe non solo di buoni risultati di Pd, 5stelle e Terzo Polo ma anche di un’alleanza che li sommi. Impossibile. Più facile a favore di un “pareggio” che avrebbe come conseguenza un qualche rimescolamento di carte (pronostico un ruolo di prim’attore di Renzi nel cucire alleanze trasversali); 2) il centro-destra vince comunque, seppure senza dilagare (il che vuol dire che la maggioranza al Senato è stretta). Ma con due ipotesi opposte: la prima è che nonostante l’errore su Orban la Meloni ottiene un risultato superlativo (diciamo intorno al 30%) a scapito dei due alleati, la seconda è che invece pur essendo davanti FdI, ci sia un certo equilibrio con Lega e Forza Italia. Pur trattandosi di due scenari assai diversi, questi sui pesi dentro il centro-destra, alla fine portano ad una medesima conclusione: sarà complicatissimo fare un governo, e quand’anche, sarà impossibile tenerlo in piedi (tempo massimo 6 mesi-1 anno).

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L’astrusità del voto politico

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Di Vincenzo Olita. L’Umanità ha conosciuto il metodo e lo strumento elettorale da circa 27/26 secoli. Un lungo cammino riservato a minoranze ed esigui strati sociali che ha visto il completo riconoscimento del diritto di voto, almeno in Italia, solo con la fine del secondo conflitto mondiale. Nel 1948, con il suffragio universale, all’elezione politiche votò il 92,19% degli aventi diritto. Altri tempi rispetto al 72,93% del 2018, quando circa 12 milioni, in uno stato di afasia, non ritennero di partecipare non riconoscendosi nel panorama e nella liturgia della politica, nella sua concretezza e nelle sue verità. L’implementazione del fenomeno è evidente, con il disappunto che in ogni tornata elettorale coinvolge il mondo politico, per poi inabissarsi il giorno dopo i risultati. Di fatto, per tutti è di assoluta marginalità comprendere ed immedesimarsi nella condizione anomica di una consistente frazione di popolo. Ora voteremo, dopo una logora, stanca, fiacca e inconcludente campagna elettorale. L’esito in larga parte è scontato, con l’affermazione della destra occorre solo determinare la consistenza delle sue tre componenti, con l’insuccesso della sinistra e dei suoi tre irrilevanti satelliti, solo per accertarne l’entità. Il terzo polo lascerà la sua dicitura ai 5Stelle e dovrà individuare la sua stessa ragion d’essere. L’affermazione della Destra produrrà sostanziali cambiamenti rispetto alla legislatura che si chiude, al governo dei migliori, ad un improbabile vittoria del PD e i suoi alleati? Crediamo di NO! L’informazione internazionale dal New York Times ai tedeschi Sueddeutsche Zeitung, Frankfurter Allgemeine Zeitung, dal francese Le Monde, allo spagnolo El Pais paventano per la coalizione di centrodestra un difficile governo. Ed ancora, le grandi banche d’affari come Goldman Sachs, Societé Générale, Ubs ed altre, minacciano guai se il nuovo governo non seguirà l’agenda Draghi. Insomma, per questo Paese votare deve significare acconsentire ai desideri e alle indicazioni del potere globalista e del pensiero unico, altro che interferenze, siamo alla sovranità limitata! Da quel piccolo superbo saggio del 1914 di Giovanni Papini: “Chiudiamo le Scuole” riportiamo “Diffidiamo de’ casamenti di grande superfice, dove molti uomini si rinchiudono o vengon rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri”. Sono gli stessi casamenti che a distanza di 108 anni necessitano che, in primis, una Politica non politicante se ne prenda cura nell’interesse del proprio popolo. Succederà dopo il 25 settembre? Crediamo di NO! I Pronto Soccorsi degli ospedali diventeranno luoghi di serena e celere accoglienza, anche psicologica, per chi vi si rivolge e non un ambiente in cui dimorare soffrendo ore per ottenere una prima valutazione? Avremo un sistema sanitario in cui per usufruire di visite ed esami diagnostici non occorra attendere mesi? Crediamo di NO! Con l’avvio di una moderna edilizia penitenziaria avremo degli Istituti non luoghi di patimento aggiuntivo agli anni di detenzione? Anche per ridurre la popolazione detenuta si potrebbe iniziare dalla scarcerazione degli anziani malati specialmente di quelli non deambulanti? Crediamo di NO! Avremo delle scuole in cui l’unica obiettivo non sia la Promozione ad ogni costo, dove merito e competenza sono ormai vuoti slogan che incensano solo il Ministro dell’Istruzione di turno? Crediamo di NO! Avremo, immediatamente, una legge che consenta alla Pubblica Sicurezza di sgombrare, appena a conoscenza, gli appartamenti in particolare degli anziani, occupati con la forza? Crediamo di NO! Ministero dell’Interno e Magistratura avvieranno mai un intervento sulle case di riposo e di degenza per anziani su tutto il territorio nazionale, senza attendere l’emergere del diffuso malaffare nel settore, foglia dopo foglia? Crediamo di NO! Arriveremo alla convinzione che occorre legalizzare il consumo di stupefacenti se vogliamo avviare un efficace contrasto al crimine organizzato e liberare uomini e mezzi per la sicurezza? Crediamo di NO! Noi, ancora una volta, abbiamo compreso che la contemporanea vocazione per la politica, per chi vive di politica, è quella di servire una causa per la propria vita. L’informazione, al solito, ha svolto un’operazione d’incensamento reciproco con politici ed apparati dello Stato in un clima di assenza di autorevolezza per tutti. Il nostro interesse? Solo dare un senso compiuto, se si vuole, di servizio, alla nostra avventura intellettuale ed esistenziale. Vincenzo Olita direttore Società Libera in abstract

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Energia: Mura (Pd), nuovo Governo si occupi subito di Isole

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

“Con l’Energy Release il governo Draghi interviene in modo significativo ma non ancora soddisfacente per la Sardegna. Sarebbe andata diversamente, se il suo lavoro non fosse stato interrotto a freddo da Lega e 5 Stelle. Bisogna ricordarlo perché ora gli stessi membri che hanno abbattuto il Governo fanno campagna elettorale da posizioni ministeriali. Mi chiedo dove risieda la coerenza. Il nuovo Governo dovrà occuparsi subito dei gravi problemi aperti e il Pd sarà ancora a fianco dei lavoratori”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), dopo che il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ha annunciato di aver firmato il decreto attuativo sull’Energy Release.“Purtroppo le imprese energivore della Sardegna come anche i trasporti, – aggiunge la deputata dem – a partire dalla continuità marittima e aerea, restano in condizioni precarie per le specifiche penalizzazioni dell’insularità. Chiederemo altri interventi straordinari ma soprattutto una strategia per il gas di transizione e per le rinnovabili sostenibili”.

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Luce mercato libero +858 euro, contro +362 del tutelato

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Secondo i dati definitivi di agosto resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione annua passa dal +7,9% di luglio al +8,4%. “Uno tsunami! L’inflazione sta svenando gli italiani! Un’emergenza nazionale che va risolta rimuovendo la causa originaria e principale che l’ha originata, ossia i prezzi folli delle bollette che oramai le imprese hanno trasferito sui prezzi finali dei loro prodotti, come attesta la corsa dei prezzi. Troppe le cose che non sono state ancora fatte: tetto al prezzo del gas, disaccoppiamento tra prezzo della luce e quello del gas, abbandono del Ttf come indice di riferimento, sospensione delle aste di Co2, tassazione al 100% degli extraprofitti delle società energetiche. Il fatto poi che per l’Istat sia l’energia elettrica e il gas del mercato libero a produrre l’accelerazione dei prezzi, dimostra che il Governo Draghi, nel prossimo provvedimento in discussione, deve rinviare la scadenza del mercato tutelato del gas prevista tra poco più di 3 mesi, per il 1° gennaio 2023. Mentre la luce del mercato tutelato rincara del 57,3% su agosto 2021, quella del libero decolla del 135,9%, 2,37 volte in più, +20,5% su luglio 2022. Tradotto in euro significa una stangata a famiglia pari a 858 euro su base annua per il mercato libero contro un rincaro di 362 euro per il tutelato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Solo per mangiare e bere una famiglia pagherà in media 592 euro in più su base annua. Una stangata che sale a 807 euro per una coppia con 2 figli, 729 per una coppia con 1 figlio. Il record spetta alle coppie con 3 figli che per cibo e bevande avranno una batosta pari a 964 euro” prosegue Dona. “Per quanto riguarda l’inflazione nel suo complesso, il +8,4% si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in una spesa aggiuntiva pari a 2797 euro su base annua per una coppia con due figli, 1189 solo per abitazione, elettricità e combustibili, 835 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la mazzata annua è pari a 2596 euro. In media per una famiglia il rincaro è di 2218 euro, 614 per il solo carrello della spesa. Il primato spetta ancora una volta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una scoppola pari a 3141 euro, 992 solo per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona” conclude Dona.

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La Mole al centro dell’Europa: GEP – Giornate Europee del patrimonio

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Ancona 24 e 25 settembre 2022 Mole Vanvitelliana. Il Museo Tattile Statale Omero di Ancona anche quest’anno parteciperà, sabato 24 e domenica 25 settembre, alle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days) organizzate dal Ministero della Cultura con il tema: “Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro”. Per l’occasione i volontari del Servizio Civile Universale proporranno visite guidate alla Mole Vanvitelliana in più lingue: sabato 24 settembre in italiano (partenza ore 16:30) e in greco (partenza ore 17:30); domenica 25 settembre in francese (partenza ore 16:30) e spagnolo (partenza ore 17:30). Saranno proprio i giovani volontari ad accompagnare il pubblico in questo percorso alla scoperta della storia dell’ex-lazzaretto anconetano, con i suoi segreti, la sua importanza e i suoi cambiamenti nel tempo. Una visita arricchita anche dalla possibilità di salire sui camminamenti esterni della Mole per una prospettiva unica della città. Al termine per chi lo desidera è prevista un’esperienza al buio per affinare il senso del tatto. La visita alla Mole sarà gratuita, così come l’ingresso al Museo Omero e alla sua collezione Design. La prenotazione è obbligatoria: contattare il 335 56 96 985 (Telefono e Whatsapp)

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Manifestazione letteraria: Portici di Carta

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Torino martedì 27 settembre alle ore 11.30 alle Gallerie D’Italia – Torino (piazza San Carlo 156) si terrà la conferenza stampa di presentazione della prossima edizione di Portici di Carta, manifestazione letteraria che trasforma Torino in una delle librerie all’aperto più lunghe del mondo e in una straordinaria festa della comunità del libro. Sabato 8 e domenica 9 ottobre.

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Robeco: Il paradosso di Schrödinger: quando aprire la scatola?

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

A cura di Colin Graham, Head of Multi-Asset Strategies di Robeco. Possiamo paragonare il dibattito su una possibile recessione della maggiore economia mondiale al “gatto di Schrödinger”, un esperimento mentale condotto nel 1935 dal fisico austriaco Erwin Schrödinger, un pioniere della fisica quantistica. Schrödinger ipotizzò che un gatto in una scatola chiusa potesse essere contemporaneamente vivo e morto a seconda che un atomo radioattivo si disintegrasse o meno. Se si fosse disintegrato, emettendo radiazioni, si sarebbe rotto un flacone di veleno che avrebbe ucciso il gatto. Solo l’apertura della scatola avrebbe rivelato con certezza lo stato in cui si trovava il gatto. Possiamo applicare questo esperimento all’economia statunitense, perché attualmente nessuno ne conosce il vero stato. C’è chi ritiene che l’economia sia già in recessione (due trimestri consecutivi di crescita negativa del PIL), chi si aspetta solo un lieve rallentamento e chi intravede un’opportunità per effettuare investimenti a lungo termine. Il consenso oscilla freneticamente tra queste diverse opinioni con frequenza settimanale, giornaliera o persino oraria. Solo con il passare del tempo, una maggiore quantità di dati e una lente retrospettiva sarà possibile conciliare questi due stati dell’economia e gli operatori di mercato potranno aprire la metaforica scatola. Un’ulteriore complicazione è data dal fatto che non abbiamo una base di riferimento adeguata, poiché la storia recente, dai primi lockdown imposti per contrastare Covid ai successivi picchi indotti dagli stimoli fiscali, ha distorto il punto di partenza dell’analisi.In un’ottica futura, l’economia è interessata da alcuni cambiamenti strutturali, lavoro ibrido e blockchain, per cui anche lo scenario di riferimento tracciato in questa fase di volatilità è opinabile.Lo stato di salute dell’economia statunitense è di vitale importanza per la pianificazione degli investimenti multi-asset, poiché influenza il valore di migliaia di miliardi di dollari di azioni, titoli di Stato, obbligazioni corporate e quello del dollaro stesso. Una recessione indotta dagli aumenti dei tassi d’interesse attuati per contrastare l’inflazione provocherebbe un calo sia delle azioni che dei titoli di Stato, complicando il processo di allocazione del capitale.L’economia statunitense ha risentito di molti problemi negli ultimi 12 mesi: aumento dei tassi, shock delle materie prime e delle catene di fornitura, impennata del costo della vita ed eccesso di domanda. Tuttavia, indicatori come l’occupazione, l’inflazione e il costo degli alloggi continuano a segnalare ‘un’economia vigorosa’.A nostro avviso, ciò conferma quello che sapevamo già: che l’economia statunitense era in ottima forma prima che arrivassero i suddetti problemi. La politica monetaria ha abbandonato l’assetto di ‘emergenza’ e le condizioni finanziarie hanno subito un inasprimento a causa del rialzo dei tassi e della forza del dollaro USA.Di conseguenza, le banche centrali stanno riconsiderando gli effetti di secondo ordine dell’inflazione e stanno optando per un approccio più dipendente dai dati. A nostro parere le autorità monetarie hanno deciso di privilegiare una valutazione in tempo reale dello stato dell’economia. In altre parole, osservare i livelli di inflazione e occupazione è come guidare un’auto guardando nello specchietto retrovisore.A giugno, utilizzando la nostra analisi degli scenari, abbiamo visto che i recenti minimi di mercato per le azioni e i recenti massimi degli spread creditizi iniziavano a scontare esiti differenti, con prospettive peggiori attese dal segmento high yield.Catalizzatori di una possibile inversione di tendenza sono stati il calo delle aspettative sui tassi d’interesse, la diminuzione dei rendimenti obbligazionari, il rallentamento dell’inflazione complessiva e la generazione di utili, abbinati a un posizionamento molto ribassista. Una combinazione molto potente in grado di innescare un rally degli asset rischiosi.In un’ottica futura, con il calo del potere d’acquisto la fiducia dei consumatori statunitensi si sta indebolendo; l’indice di accessibilità economica per chi acquista casa per la prima volta si attesta sui minimi registrati nel 2006 e nel 1989, il che non fa ben sperare in vista dell’inverno.I bilanci aziendali sono abbastanza solidi e alcuni settori hanno trasferito sugli acquirenti i rincari dei fattori produttivi, ma generare utili diventerà più impegnativo e la fiducia nei livelli degli utili futuri attualmente scontati nelle quotazioni è discutibile.Di conseguenza, il calo delle valutazioni potrebbe essere più marcato di quanto al momento previsto. Approssimandoci alla fine dell’anno e avvicinandoci all’apertura della scatola di Schrödinger, che ci rivelerà il vero stato dell’economia statunitense, riteniamo che i rischi di ribasso siano in aumento.

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“Anche l’alimentazione può interferire sia con il dolore cronico sia con l’efficacia dei farmaci per ridurlo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

È una molecola che noi produciamo dopo un digiuno prolungato o quando effettuiamo attività fisica e che ci fornisce energia: si chiama beta-idrossi-butirrato e sembra ridurre il dolore cronico.“Il dolore cronico, in particolare il neuropatico, altro non è che un malfunzionamento dell’attività metabolica delle cellule del sistema nervoso centrale. Mangiare in modo non corretto – spiega Livio LUONGO, Farmacologo dell’Università della Campania L.Vanvitelli, nel corso della sua relazione al Congresso Federdolore-SICD- può peggiorare il dolore patologico. Stiamo lavorando per personalizzare la terapia dei pazienti in relazione alle abitudini alimentari e allo stile di vita che potenzialmente possono condizionare l’efficacia dei farmaci”.Il dolore patologico comporta un malfunzionamento metabolico delle cellule del sistema nervoso centrale che iniziano ad alterare il loro consumo energetico. Fino a qualche anno fa la corretta alimentazione era considerata dai medici esclusivamente per le patologie cardiovascolari e metaboliche (come ad esempio il diabete e obesità). “Oggi sappiamo che la corretta alimentazione genera enormi benefici anche in ambito neurologico e alcuni regimi dietetici sono utilizzati come delle vere e proprie terapie. È noto infatti che alcune forme di epilessia farmaco-resistenti vengano trattate con una dieta chetogenica. Recenti studi condotti su modelli sperimentali – conclude LUONGO – dimostrano come specifici regimi dietetici che favoriscono la produzione di uno specifico chetone (il beta-idrossi-butirrato), siano in grado di ridurre uno dei sintomi che maggiormente limitano la qualità di vita del paziente affetto da dolore neuropatico”.

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L’ONU e il report sullo sviluppo umano. Il cantiere dell’evoluzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Come stare sui trampoli. Non c’è proprio stabilità ma l’altezza dal suolo consente di guardare lontano. Una vista dall’alto, insomma, per osservare oltre la realtà di questi ultimi anni tra cambiamenti climatici, pandemia, siccità, guerra, inflazione e crisi energetica. L’Onu ha recentemente pubblicato l’indagine “Rapporti sullo sviluppo umano” che classifica i paesi in base ad un “Indice di Sviluppo Umano” (HDI), costruito sulla base tre indicatori: speranza di vita, grado di istruzione e PIL pro capite. Da due anni l'”Indice” è fermo – potremmo dire malfermo, riprendendo l’immagine iniziale – considerata la situazione di instabilità che il mondo sta attraversando. Dunque, all’orizzonte nulla di positivo? Non è proprio così. Vediamo. Dopo appena un anno dall’inizio della pandemia sono stati messi a disposizione medicinali per combattere il Covid e predisposti nuovi vaccini per contrastare le varianti del Coronavirus. Un risultato straordinario che ha permesso di salvare milioni di vite umane. La società farmaceutica Moderna ha in fase di sviluppo vaccini a mRNA per un’ampia gamma di malattie, tra i quali quelli contro il virus respiratorio sinciziale degli anziani e il citomegalovirus, per prevenire la mononucleosi infettiva, l’erpes simplex e zoster ma, soprattutto, per intervenire su alcune tipologie di cancro. In collaborazione con istituti di ricerca internazionali, l’Università di Oxford (UK), ha messo a punto un nuovo vaccino contro la malaria, una patologia infettiva che uccide mezzo milione di persone l’anno, soprattutto bambini e neonati. Negli ultimi anni sono state elaborate nuove tecniche, dette “genoma editing”, che permettono di cambiare singole lettere del codice genetico delle piante per migliorarle. Questa tecnologia è stata trasferita nel campo della medicina e la società Crispr Therapeutics, in collaborazione con il gruppo biotecnologico Vertex, alla fine dell’anno presenterà i dati della sperimentazione alle autorità di regolamentazione dell’Unione europea e del Regno Unito, per ottenere l’approvazione per il trattamento di alcune malattie ereditarie del sangue. I ricercatori del laboratorio americano per le energie rinnovabili (NREL) hanno fatto un notevole passo avanti tecnologico realizzando una cella solare in perovskite – un minerale costituito da titanato di calcio – che ha il duplice vantaggio di essere altamente efficiente e stabile. La cellula, infatti, ha una elevata capacità di assorbimento della luce solare e mantiene l’87% della sua efficienza originale anche dopo 2.400 ore di funzionamento. Nel settore delle comunicazioni satellitari si annunciano importanti novità. Starlink è una compagnia che fornisce connessione internet satellitare a banda larga, con collegamenti veloci e a bassa latenza (tempo di risposta) anche in zone remote. La sua caratteristica è dovuta alla collocazione dei satelliti nell’orbita bassa della Terra che consente di avere velocità di connessione simile a quella della fibra delle abitazioni. Nonostante tutto, ricerca e innovazione consentono di scrutare l’orizzonte con fiducia. (Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 16 settembre 2022) Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Emergenza economica, emergenza giustizia, emergenza criminalità

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Siamo in piena emergenza a vari livelli. La crisi economica che stiamo vivendo è un’emergenza spaventosa: l’impoverimento, causato anche dagli anni di pandemia, è stato recentemente aggravato dalla crisi energetica, che sta avendo un effetto devastante sulla vita di tante famiglie. Il senso di precarietà che nasce dalla guerra in Ucraina aumenta ancora di più la paura nel futuro. Lo Stato, che dovrebbe essere a tutela e garante dei cittadini, viene da tempo percepito come un tiranno: da anni si subiscono passivamente scelte governative che gira e rigira, hanno avuto una ricaduta negativa maggiormente sul ceto medio-basso, la fascia sociale che invece avrebbe avuto necessità di maggiore supporto. La percezione che la giustizia sia inefficace, a causa della lungaggine dei processi, dell’ “l’incertezza” anziché la certezza della pena, fa crescere ancora di più la sfiducia nello Stato e nelle Istituzioni. Da tutto ciò trae costante beneficio e crescita l’altra emergenza, quella della criminalità organizzata, che è ormai così capillarmente diffusa da aver raggiunto con i suoi tentacoli ogni settore della vita sociale. La povertà purtroppo spinge verso la criminalità. E ciò che fa male e constatare che in alcuni contesti sia considerata benefattrice, poiché permette di “lavorare”, di guadagnare… e sono interessate da questo sporco giro non solo le attività imprenditoriali, ma anche le piccole attività commerciali e artigianali. È desolante, ma è necessario dirsele queste cose, è necessario parlarne, farle emergere per svegliare la coscienza di tutti. Non è più tempo di nascondere la polvere sotto il tappeto! Guardiamo in faccia la realtà e adoperiamoci a cambiare attraverso le singole scelte quotidiane! By Pino Masciari

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La casa gialla” di Marta Brioschi, il primo romanzo italiano ispirato ai drama coreani

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

“La casa gialla” di Marta Brioschi, pubblicato da Mosaico Edizioni, rappresenta con tutta probabilità il primo romanzo italiano ispirato ai drama coreani e, in particolare, a una delle sue star, l’attore Jang Keun Suk. Il libro, un giallo avvincente e intrigante, è dedicato ai numerosissimi fan di queste fiction televisive. Arrivati nel nostro Paese alla fine degli anni Novanta, i k-drama sono diventati così popolari che alcune case di produzione coreane hanno persino ambientato alcune scene in Italia. Il libro, naturalmente, non è destinato soltanto agli appassionati del genere ma possiede tutte le qualità e le caratteristiche per farsi apprezzare da un pubblico più ampio. Marta Brioschi (Milano, 1967) vive in provincia di Bolzano. Laureata in economia e in lingue straniere, ama viaggiare ed è appassionata di culture orientali. Da qualche anno ha cominciato per diletto a tradurre dall’inglese i sottotitoli di serie TV asiatiche per la piattaforma streaming Viki. Da questa passione è nata “La casa gialla”, che segna il suo esordio sulla scena letteraria. Il romanzo è ambientato nei nostri giorni. Protagonista, il giovane scrittore Mae Son-Jun (detto Jean), padre coreano e madre francese, ispirato dichiaratamente nei tratti somatici e nel fascino orientale all’attore Jang Keun Suk. In polemica con il padre, che lo vorrebbe accasato e sistemato, Jean parte senza quattrini per l’Europa alla ricerca della madre, scomparsa quando aveva pochi anni. Le tracce della donna lo portano a Parigi, dove conosce Chantal De Molay, studentessa di lingue orientali e truccatrice per un’agenzia di modelli, che si offre di aiutarlo. Seguendo una labile pista, Jean arriva a Monticchiello in Val d’Orcia (Siena). Qui le tracce della madre si perdono.Come alloggio e base logistica per proseguire le sue ricerche, il giovane ottiene la possibilità di soggiornare, in cambio di piccoli lavoretti, nella Villa delle Rose, elegante dimora immersa nella campagna toscana che il proprietario, Vieri Nocenti, ha trasformato in un Bed & Breakfast. La figlia Angelica, come già Chantal, ammaliata dal fascino dell’ospite straniero, decide di collaborare con lui.In realtà, la ricerca della madre si trasforma in un rebus indecifrabile, contornato da strane morti e fitti misteri che ruotano intorno alla villa e ai suoi occupanti. Tutto si rivelerà diverso da ciò che appare, in un sorprendente incrocio di destini e in una concatenazione di agnizioni che terranno il lettore con il fiato sospeso fino all’ultimo. Il ritmo serrato, l’equilibrio tra dialoghi e parti narrative, le rapide descrizioni e una scrittura scorrevole fanno di questo giallo un libro adatto alla trasposizione filmica. Inoltre, non mancano riferimenti alla cultura coreana, dalla descrizione di piatti tipici agli abiti e alle tradizioni nuziali e familiari. Il trionfo finale dell’amore, tipico dei drama coreani, consegna ai lettori un messaggio di ottimismo: dopo tante peripezie, arriverà sempre il tempo per gioire ed essere felici. Il libro, già presentato al Salone internazionale del libro di Torino 2022, sarà presentato alla Fiera Edita di Milano il 9 ottobre insieme allo staff de “Il Blog di Eleonora Marsella” e alla Casa Sanremo Writers il 6 e 7 febbraio prossimi.

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Allarghiamo gli affetti ristretti dal carcere – Le proposte del Volontariato

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

A cura della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia. Permettere alle persone detenute di salvare i loro affetti è importante sempre: lo è nella fase iniziale della carcerazione, che è uno dei momenti di particolare fragilità, in cui il rischio suicidi è decisamente alto, lo è poi in quella fase della detenzione in cui la persona detenuta vive nell’attesa di poter accedere ai permessi, e ricostruirsi davvero i legami famigliari e le relazioni sul territorio. Ed è anche un investimento sulla sicurezza, perché solo mantenendo saldi i legami dei detenuti con i loro cari, genitori, figli, coniugi, compagni e compagne, sarà possibile immaginare un reinserimento nella società al termine della pena. L’Ordinamento penitenziario del 1975 è un Ordinamento per molti versi ancora attuale, spesso purtroppo non rispettato, ma forse la parte più invecchiata è proprio quella che riguarda gli affetti. E proprio quella parte non è stata però toccata dai recenti interventi di riforma dell’Ordinamento penitenziario. È vero che nel percorso di reinserimento delle persone detenute sono previste tappe importanti come i permessi premio e le misure di comunità, fondamentali proprio per ricostruire prima di tutto i legami famigliari e le relazioni, ma è altrettanto vero che prima di accedere a questi, che ancora sono benefici e non diritti, le persone spesso trascorrono anni in carcere e dovrebbero cercare di salvare i loro affetti con sole sei ore di colloqui al mese e dieci minuti di telefonata a settimana (questo succedeva prima del Covid, e non deve succedere che si torni a quel regime). Ecco perché riteniamo che l’Ordinamento andava cambiato proprio su questi temi, ma non lo si è ancora fatto. Se si vuole davvero tentare di prevenire almeno qualche suicidio, si deve pensare prima di qualsiasi altra cosa a rafforzare in tutti i modi i rapporti delle persone detenute con le famiglie, e l’unica strada percorribile è, come ha proposto con forza il cappellano del carcere di Busto Arsizio, concedere a TUTTE LE PERSONE DETENUTE di disporre di un cellulare in cella e di poter chiamare liberamente i propri cari. Le forme di controllo ci sono, oggi niente è più controllabile di un telefono cellulare. Quello che è importante è che il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria provveda intanto a inviare una nuova circolare, totalmente dedicata a promuovere in tutte le carceri condizioni più favorevoli a mantenere e curare i rapporti delle persone detenute con le loro famiglie.

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Contratti: Cgil Cisl Uil Fp, lavoratori Rsa in emergenza salariale, serve rinnovo

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

“Le lavoratrici e i lavoratori delle Rsa sono in piena emergenza salariale, a fronte di contratti fermi da anni e per effetto della crescita dell’inflazione. Le associazioni datoriali ARIS e AIOP aprano le trattative per il contratto delle RSA ARIS/AIOP atteso da più di due anni”. Così in una nota Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl replicano alle recenti dichiarazioni dei presidenti di Aris e Aiop, Virginio Beber e Barbara Cittadini, sull’impossibilità per le RSA in tutta Italia di far fronte agli aumenti determinati dal caro energia e che rischia di mettere a rischio il mantenimento delle strutture e la loro sostenibilità.La crescita dell’inflazione all’8,5%, aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “sta colpendo i prezzi di beni alimentari e di consumo, riducendo la capacità di spesa di queste lavoratrici e lavoratori che, con i contratti fermi nel peggiore dei casi al 2005 o nel migliore nel 2012, con stipendi che superano per alcune categorie di poco i 1.000 euro, sono ancora più drammaticamente colpiti dagli effetti del caro energia. Le lavoratrici e i lavoratori devono, come i loro datori di lavoro, far fronte agli aumenti dei costi alimentari ed energetici; non è una situazione sostenibile perché non hanno più capacità di spesa, ma di questo i due presidenti se ne dimenticano oramai da tempo, anche prima di questa crisi, opponendo di fatto un fermo rifiuto all’apertura del tavolo di trattativa per la definizione del nuovo contratto nazionale di lavoro”. Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono “ancora una volta ad ARIS e AIOP di aprire le trattative per il contratto delle RSA ARIS/AIOP che aspettiamo da più di due anni, con l’obiettivo di garantire salari adeguati e diritti, giuste tutele normative al personale, per contrastare insieme il dumping contrattuale e i contratti pirata. Vogliamo un contratto che riconosca diritti e professionalità necessari a garantire il mantenimento di un’assistenza adeguata e delle strutture; per arrivare a questo occorre che le due associazioni si fermino e comprendano che ciò dovrà accadere a partire da come loro garantiscono al proprio personale come poter continuare a recarsi al lavoro e come provvedere alla propria sopravvivenza. La nostra non è dietrologia, c’è troppo silenzio da parte delle due associazioni nei confronti dei lavoratori che, è bene ricordare, sono coloro che hanno permesso di mantenere aperte le loro strutture durante la pandemia e tuttora lo garantiscono, con estreme difficoltà soprattutto economiche”, concludono.

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Ecco perché il Merge di Ethereum è tanto importante

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

By Stephanie Luzon, Financial Education Expert di Vivid. Il Merge è l’aggiornamento più ambizioso della blockchain di Ethereum degli ultimi anni, nonché un punto di transizione fondamentale nella storia delle criptovalute e di tutto l’ecosistema che gli ruota intorno, inclusa la finanza decentralizzata (DeFi). L’obiettivo finale è sempre stato l’adozione di massa, ma Ethereum ha dovuto fare i conti con problemi di scalabilità, efficienza energetica e sicurezza. Con l’aumentare degli utenti, la blockchain si è rivelata ogni giorno più congestionata, rendendo le transazioni lente e costose. Per non parlare della questione energetica, che rimane una delle critiche più insistenti nei confronti delle criptovalute che utilizzano un protocollo Proof-of-Work. Il passaggio a un protocollo Proof-of-Stake è l’inizio di una nuova fase che permetterà gradualmente di risolvere tutte queste problematiche e renderà Ethereum più fruibile per le persone comuni. Transazioni più veloci, una rete più sicura e una riduzione del consumo energetico del 99% sembrano davvero la ricetta vincente per avvicinare Ethereum all’uso nella vita reale. Anche se le criptovalute stanno passando attraverso un “inverno cripto”, questo evento potrebbe risvegliare l’interesse intorno a Ether e ai vari token costruiti sulla stessa blockchain.

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Umanità plurale Dal libro Pierre e Mohamed di Adrien Candiard

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

Le mie parole sono il frutto dell’esperienza. Non sono un politico. Sono nato in Algeria, ho seguito l’evoluzione di questo paese condividendo l’esistenza di milioni di algerini che oggi si trovano sprofondati nella crisi che tutti conosciamo. E ho l’impressione di rivivere dolorosamente ciò che ho vissuto in altri tempi.Ho trascorso infatti la mia infanzia nella «bolla coloniale». Non che tra i due mondi le relazioni mancassero, anzi. Ma nel mio ambiente sociale io sono vissuto in una bolla, ignorando l’altro, incontrandolo unicamente come elemento del paesaggio, dello scenario che avevamo creato nella nostra esistenza collettiva. Forse è proprio perché ignoravo l’altro o ne negavo l’esistenza che, un giorno, me lo sono trovato addosso. Ha fatto esplodere il mio universo chiuso, che si è disintegrato nella violenza – e come avrebbe potuto essere altrimenti? Ha affermato la sua esistenza.L’emergere dell’altro, il riconoscimento dell’altro, l’adeguamento all’altro sono diventati per me un’ossessione. È questa, verosimilmente, l’origine della mia vocazione religiosa. Mi sono chiesto perché, lungo tutta la mia infanzia, pur essendo cristiano – non più degli altri –, frequentando le chiese – come gli altri –, ascoltando i discorsi sull’amore per il prossimo, non avevo mai sentito dire che l’arabo era il mio prossimo. Forse lo avevano anche detto, ma io non l’avevo afferrato. Allora ho pensato: d’ora in poi, niente più muri, niente più frontiere, niente più separazioni. Occorre che l’altro esista, altrimenti noi ci esponiamo alla violenza, all’esclusione, al rigetto. Pertanto, dopo l’indipendenza ho chiesto di tornare in Algeria, per riscoprire questo mondo in cui ero nato, ma che ignoravo. E a quel punto è iniziata la mia vera avventura personale – una rinascita. Scoprire l’altro, vivere con l’altro, ascoltare l’altro, lasciarsi anche plasmare dall’altro: tutto questo non significa perdere la propria identità, rinnegare i propri valori; vuol dire, piuttosto, concepire un’umanità plurale, non esclusiva.Nell’esperienza che ho fatto della chiusura, poi della crisi e dell’emergere dell’individuo, ho acquisito la convinzione personale che l’umanità esiste soltanto plurale e che, dato che pretendiamo di possedere la verità o di parlare in nome dell’umanità – nella chiesa cattolica ne abbiamo fatto la triste esperienza per tutto il corso della nostra storia –, cadiamo nel totalitarismo e nell’esclusione. Nessuno possiede la verità, ognuno va alla sua ricerca. Certo esistono verità oggettive, ma che ci superano tutti e alle quali non è possibile accedere che al termine di un lungo percorso e ricomponendo quella verità un poco alla volta, spigolando, nelle altre culture, negli altri tipi di umanità, quello che anche gli altri hanno acquisito, hanno ricercato, nel loro rispettivo cammino verso la verità.Io sono credente, credo che Dio c’è. Ma non pretendo di possederlo, né tramite Gesù, che me lo rivela, né tramite i dogmi della mia fede. Dio non lo si possiede. La verità non la si possiede, e io ho bisogno della verità degli altri. È l’esperienza che faccio oggi assieme a migliaia di algerini, condividendo l’esistenza e le domande che tutti ci facciamo.Si parla di tolleranza, che per me è il minimo, e neppure mi piace troppo questa parola. Tolleranza presuppone un vincitore e un vinto, un dominatore e un dominato, e che chi detiene il potere tolleri l’esistenza degli altri. A questa parola, ovviamente, si può attribuire anche un altro significato. Ma ho fatto troppo l’esperienza di ciò che essa significa nella società musulmana, nella sua accezione condiscendente, per accettarla veramente. Certo… certo, è sempre meglio del rifiuto, dell’esclusione, della violenza. Ma io preferisco parlare di rispetto per l’altro. Se soltanto, nella crisi algerina – dopo questo passaggio attraverso la violenza e le fratture profonde che si sono create nella società, ma anche nella religione e nell’identità –, si arrivasse a concepire che l’altro ha il diritto di esistere, che è portatore di una verità e che è degno di rispetto, allora tutti i pericoli ai quali ci siamo esposti non saranno stati corsi invano.

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