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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Contratto ospedalieri: il punto sui contenuti economici e normativi

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

La trattativa per il contratto dei medici ospedalieri non decolla ancora, e si tratta del contratto 2019-21, già scaduto, che prevede incrementi medi del 3,78% più risorse aggiuntive per uno 0,22%. L’ultimo contratto nazionale vigente è il 2016-18. «In busta paga ci vengono erogate due indennità di vacanza contrattuale che si sommano tra loro, siamo indietro di due contratti», riassume Giorgio Cavallero presidente Cosmed. La confederazione, che include i principali sindacati dei professionisti Ssn (Anaao Assomed, Aaroi-Emac, veterinari Fvm, Fedirets, Anmi Assomed-Sivemp Fpm, Andprosan), è inquieta. Da una parte pesa il ritardo dell’atto d’indirizzo per il contratto 2019-21: Cavallero chiede che l’atto d’indirizzo per la dirigenza sanitaria, ancora non ufficialmente noto, sia emanato prima della fine della legislatura, tra il 12 e il 25 settembre data delle elezioni. Ma aggiunge un elemento di preoccupazione: «Partiamo da un aumento che arriverà al 4,38% lordo (2% netto) ma l’inflazione è ad oggi l’8,5% netto, come si concilia l’effetto dell’inatteso picco dei costi energetici con incrementi stabiliti sull’inflazione pregressa, molto più blanda?» La domanda è rivolta ad Antonio Naddeo, presidente dell’Agenzia Aran che coordina la contrattazione pubblica con i sindacati. A fronte dello stallo del tavolo Aran-sindacati per il nuovo contratto della dirigenza, il contratto del comparto che riguarda infermieri ed altre professioni sanitarie è stato firmato in estate. Tra l’altro, come osserva Cavallero, «anche il contratto 2016-18 in alcuni ministeri non è stato esaurito. Certo, c’è l’accordo quadro, che dà il via ai contratti d’area per il nuovo triennio c’è, la contrattazione è pronta a partire, ma serve che il comitato di settore delle regioni produca gli atti d’indirizzo». Già, quattro atti, perché medici, infermieri apicali, farmacisti del Ssn seguono l’iter di tutti i funzionari inseriti per legge tra i dirigenti della Pubblica amministrazione, ma tale “cluster” a sua volta si divide in quattro aree: funzioni centrali (ministeri, forze dell’ordine, magistrati), enti locali (regioni), Sanità (Asl e ospedali), istruzione. Devono aprirsi quattro contrattazioni diverse. E con che tempi? Il presidente Aran Naddeo rassicura su due punti. Primo: il governo resta in carica per l’ordinaria amministrazione anche in campagna elettorale e il ministero dell’Economia dall’oggi al domani può ricevere, vagliare e liberare le bozze d’atto d’indirizzo, prima di tutte quella per le funzioni centrali la cui trattativa potrebbe partire per prima. Secondo: il fatto che si contratti per prima la bozza prima “liberata” non vuol dire che le altre tre funzioni debbano aspettare la fine di quella trattativa, l’intento è di portare avanti i tavoli in parallelo. Naddeo sottolinea anche che il ritardo non dipende dall’Aran, ma dal fatto che ogni volta che i sindacati non accettano lo stanziamento sui contratti i governi si sforzano di integrare la somma e l’integrazione arriva solo alla Finanziaria successiva. Come esponente del comitato di settore -è Direttore del personale- Antonio Cascio conferma che alle cifre stanziate per la trattativa di medici ed altri dirigenti sanitari (3,78%+0,22%) si aggiungono i 27 milioni riservati dal governo a medici di pronto soccorso ed urgenza e si dovrebbero sommare i 25 milioni stanziati per la redazione dei certificati d’infortunio dei pazienti e l’invio all’Inail, nonché -a rigore- i fino a 86 milioni l’anno riservati dal comma 435 all’incremento dei fondi accessori ed incrementati a loro volta fino a 18 altri milioni dal comma 435 bis, più ancora i residui rimasti nelle casse delle regioni gli anni precedenti. Nella parte normativa, il contratto rivedrebbe il sistema degli incarichi per renderlo coerente con la riforma dell’assistenza territoriale (che tra l’altro ha dettato i nuovi standard di dotazione del personale medico ed infermieristico in Case ed Ospedali di comunità) e con l’imminente decreto di riforma del DM 70 sugli standard ospedalieri. Servirebbe anche una “revisione dei ragionamenti sui fondi in modo da gestire uno spazio per l’impiego di arretrati e residui degli anni precedenti. Andrebbe infine rivisto il trattamento delle funzioni aggiuntive e andrebbe meglio compreso come gestire l’indennità di esclusività. Naddeo, in prospettiva, auspica infine una semplificazione dei testi dei contratti, troppo lunghi. Sottolinea che dopotutto, la busta paga del medico è fatta da «un tabellare nazionale, una retribuzione che compensa la posizione rivestita dal medico e le sue maggiori responsabilità, e la retribuzione di risultato. Fin qui le variazioni di salario funzionano solo verso l’alto». Chi, dirigente, dopo un periodo di apicalità è posto in posizione più bassa, «conserva la retribuzione in godimento. Questo non può funzionare per sempre. Il dirigente ha una struttura salariale commisurata al fatto che dirige ma se non dirige per lui può valere una struttura salariale diversa». Mauro Miserendino (fonte Doctor33)

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