Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Riabilitazione cardiovascolare

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Sono state pubblicate le prime linee guida di pratica clinica sulla riabilitazione cardiovascolare (CR) incentrata sulle donne elaborate dall’International Council of Cardiovascular Prevention and Rehabilitation. «Questo primo documento per la pratica clinica ha l’obiettivo di fornire una guida alla comunità di CR su come coinvolgere al meglio nei loro programmi le donne con malattie cardiovascolari (CVD), inclusi ictus e arteriopatia periferica, attraverso la programmazione e ottimizzando al contempo gli esiti (ossia mortalità, morbilità, capacità funzionale, benessere psicosociale e qualità della vita). Le principali considerazioni nelle raccomandazioni sono i costi, le implicazioni sulle risorse, la fattibilità e le preferenze del paziente» si legge sul Canadian Journal of Cardiology. Le CVD sono causa principale di morte nel sesso femminile. La loro prevalenza tra le donne è particolarmente elevata nelle regioni di Medio Oriente, Nord Africa, Europa dell’Est e Asia Centrale. Il burden di tali patologie è diminuito dal 1990 a livello globale, sebbene sia aumentato in molti paesi dell’Africa, dell’Asia e del Pacifico Occidentale. È stato dimostrato che la riabilitazione cardiovascolare, la quale rappresenta un modello ambulatoriale di assistenza secondaria, può mitigare tale burden. Le donne però hanno una probabilità minore degli uomini di frequentare questi servizi. Sono stati quindi sviluppati modelli incentrati proprio sulle donne, e cioè programmi olistici, che possano meglio coinvolgerle e ottimizzarne gli esiti. Il documento appena pubblicato contiene e descrive 15 raccomandazioni che fanno riferimento soprattutto a 3 aspetti: l’invio delle donne alla CR (2 raccomandazioni); il setting della CR, e quindi modalità di erogazione e l’ambiente; la fornitura della CR incentrata sulle donne.Gli autori sperano che tutti i programmi offrano a ogni paziente di sesso femminile il maggior numero possibile di elementi di CR incentrati sulle donne, il che potrebbe portare a un maggiore utilizzo della CR e a esiti migliori per le pazienti. «Infatti, a causa della prevalenza delle CVD nelle donne, l’attuazione di tali raccomandazioni e strumenti potrebbe comportare benefici significativi per la salute pubblica, come riduzione di mortalità, morbilità e riospedalizzazione cardiovascolare, e ottimizzare il ripristino del ruolo e la qualità della vita delle donne, oltre che diminuire i costi sanitari» concludono. (fonte Doctor33)

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