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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Natura e perdita di biodiversità: come impattano sui portafogli?

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2022

A cura di Olivia Watson, Analista senior investimenti tematici, Investimenti Responsabili di Columbia Threadneedle Investments. Aumentano le pressioni per ridurre e invertire i danni alla natura attraverso una regolamentazione più severa delle pratiche dannose, una maggiore sorveglianza delle catene di approvvigionamento, tasse sulle attività inquinanti e un aumento dei contenziosi. Ne sono un esempio la strategia Farm to Fork dell’UE, che prevede la riduzione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti dannosi entro il 2030, i negoziati per un trattato globale sull’inquinamento da plastica e l’estensione dei requisiti di due diligence per i prodotti legati alla deforestazione. La mancata gestione di questi rischi potrebbe comportare un aumento dei costi operativi, una riduzione dei ricavi, una perdita di accesso ai mercati e un aumento dei costi di capitale. Le aziende che dispongono di catene di approvvigionamento tracciabili, che utilizzano le risorse in modo più efficiente e che innovano per fornire prodotti a minore impatto, invece, potrebbero avere maggiori opportunità. L’utilizzo dei cinque fattori di perdita della natura identificati dalla Piattaforma intergovernativa sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES), ciascuno dei quali può essere collegato a una serie di attività e impatti aziendali, fornisce un quadro di riferimento per identificare i rischi materiali tra le aziende e nei portafogli (Figura 1). Le informazioni fornite dalle aziende su molti di questi temi non sono uniformi, ma le iniziative esterne forniscono input preziosi: ad esempio, i dati sulla deforestazione di Forests 500 e CDP Forests; plastiche della Fondazione Ellen MacArthur; i dati sulle sostanze chimiche della Ellen MacArthur; i dati sulle sostanze chimiche di ChemSec; dati sulla qualità delle acque reflue provenienti dalle agenzie di regolamentazione e da CDP Water; e una serie di dati della World Benchmarking Alliance. La perdita di natura e biodiversità è un tema complesso e in rapida evoluzione. Le condizioni economiche del 2022 potrebbero essere un ostacolo agli sforzi per ridurre la perdita di natura, ma nel tempo l’entità dei rischi aumenterà la pressione per ridurre gli impatti e rimediare ai danni. Pietre miliari come la COP15 delle Nazioni Unite su un accordo globale sulla biodiversità, le relative proposte normative e iniziative come la Task Force for Nature-related Financial Disclosures per l’informativa finanziaria sulla natura daranno un’indicazione del ritmo dell’evoluzione evoluzione e rimarranno al centro della nostra ricerca e impegno. (abstract by BC Communication)

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