Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Archive for 28 settembre 2022

Bolletta gas: aumenti fino al 120%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Secondo le stime di Facile.it a partire da ottobre la bolletta del gas per i clienti del mercato tutelato potrebbe aumentare fino al 120% arrivando a sfiorare, per la famiglia tipo, i 317 euro al mese. Il dato emerge dalle simulazioni realizzate dal comparatore focalizzate sul nuovo metodo di calcolo introdotto dall’Arera; a partire da ottobre il costo della componente materia prima nelle bollette del gas sarà calcolato tenendo in considerazione la media mensile dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso italiano (PSV) e non più le quotazioni internazionali (Ttf di Amsterdam). Una novità introdotta dall’Autorità proprio per far fronte al caro-energia.«Per capire l’effettivo aumento del prezzo del gas bisognerà attendere gli inizi di novembre, quando Arera pubblicherà il dato ufficiale relativo al PSV di ottobre», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «In ogni caso, questo aggiornamento tariffario riguarderà solo i circa 7 milioni di clienti che hanno un contratto di fornitura gas nel servizio di tutela; guardare alle offerte presenti sul mercato libero potrebbe, quindi, essere una soluzione per contrastare almeno in parte i rincari previsti per i prossimi mesi». Per arrivare al dato, Facile.it ha calcolato la spesa mensile di una famiglia tipo (consumi annui 1.400 smc) applicando i valori del mercato all’ingrosso italiano dello scorso mese (2,47 €/smc); se le condizioni rimarranno su questi livelli anche ad ottobre, ipotizzando che le altre voci di spesa in bolletta restino uguali, il costo per un solo mese di fornitura gas arriverebbe a 317 euro, vale a dire 173 euro in più rispetto ad oggi.

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Elezioni – Gubitosa, vicepresidente Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022


“Non credo che il reddito di cittadinanza e l’affluenza al sud siano collegati. Quando siamo andati male e i cittadini non erano d’accordo su alcune linee del Movimento, come ad esempio le regionali in Calabria, dove abbiamo preso meno voti dei percettori del reddito di cittadinanza. È un ragionamento che non sta né in cielo né in terra, è solo una nuova invenzione della politica e del mainstream, per non ammettere che il Movimento Cinquestelle è il primo partito al sud, perché ha tenuto presente delle esigenze del sud. Ed è a doppia cifra in tante zone del nord, perché anche il nord ha apprezzato le misure del Movimento Cinque Stelle, sia a favore del sud, sia misure come il superbonus 110%, o le tantissime altre misure del programma che abbiamo realizzato”. Lo ha detto Michele Gubitosa, vicepresidente Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24

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PIMCO: L’offerta, un freno alla crescita?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

A cura di Gene Frieda, Global Strategist, e Tiffany Wilding, North American Economist, di PIMCO. A seguito delle conseguenze della guerra in Ucraina, è quasi certo che l’Europa subirà una recessione più profonda rispetto agli Stati Uniti. Anche l’economia del Regno Unito appare particolarmente vulnerabile a causa dei suoi forti legami commerciali con l’Europa e della più generale dipendenza dalle importazioni di energia elettrica. Ciononostante, è probabile che i tassi di interesse nell’area dell’euro e nel Regno Unito finiscano per essere molto più alti di quanto ci si sarebbe potuto aspettare per economie con tassi di crescita potenziali e di politica neutrale Bassi. I mercati potrebbero essersi resi conto di questa prospettiva, la scorsa settimana. I rendimenti dei gilt britannici sono saliti vertiginosamente nonostante il rialzo dei tassi della Banca d’Inghilterra (BoE) sia stato meno aggressivo del previsto: la BoE ha aumentato di 50 punti base (pb) rispetto ai 68 pb che erano stati prezzati dal mercato prima dell’annuncio di giovedì. In effetti, il rendimento del gilt britannico a 10 anni, pari al 3,8% al momento della stesura di questo articolo, è al livello più alto dal 2011. Analogamente, anche i rendimenti dei bund tedeschi sono aumentati, con il bund decennale al 2,1% – il livello più alto dal 2013 – anche se non così drammaticamente come nel Regno Unito Forse l’aspetto più interessante è che, a fronte del peggioramento delle prospettive di inflazione negli Stati Uniti e della sostanziale revisione al rialzo da parte della Federal Reserve delle sue previsioni per il tasso d’interesse a brevissimo termine (overnight), i tassi di interesse governativi dell’area euro e UK sono aumentati a un ritmo più rapido rispetto ai tassi analoghi negli Stati Uniti. A nostro avviso, vi sono diversi motivi per cui le economie dell’area dell’euro e del Regno Unito potrebbero registrare tassi molto più elevati rispetto alla loro storia e potenzialmente alla pari con gli Stati Uniti. In primo luogo, a differenza degli Stati Uniti, le politiche fiscali europee e britanniche continuano a essere espansive e tendono ad allentarsi ulteriormente. Gli sforzi per attutire l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia su consumatori e imprese sono diventati la principale priorità politica di questi governi. Nel Regno Unito è stato appena annunciato un ampio pacchetto fiscale che dovrebbe passare in Parlamento. Tra le altre cose, il pacchetto prevede un taglio generalizzato delle imposte e un tetto massimo ai costi energetici per le famiglie, per un ammontare pari a circa il 4%-5% del PIL solo nel primo anno. Nel frattempo, anche l’area Euro si è mossa per espandere la spesa pubblica sotto forma di trasferimenti e sussidi fiscali nel tentativo di attenuare gli effetti negativi sui redditi discrezionali dell’aumento dei costi energetici, anche se gli importi aggregati non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli proposti nel Regno Unito. Gli stimoli fiscali che favoriscono la domanda appaiono problematici di fronte alle limitazioni dell’offerta che queste economie devono affrontare. La politica del Regno Unito di fissare un tetto massimo ai prezzi dell’energia dovrebbe contribuire a mitigare il forte incentivo che i prezzi più alti forniscono al risparmio energetico. Inoltre, lo stimolo fiscale a fronte di mercati del lavoro già rigidi nel Regno Unito e nell’area Euro significa che le politiche monetarie e fiscali lavorano essenzialmente in modo incrociato: una politica monetaria più restrittiva dovrà probabilmente compensare l’ulteriore stimolo fiscale In secondo luogo, dato che la causa dell’inflazione in Europa è molto più legata agli shock dell’offerta di energia e prodotti alimentari che alla contrazione della domanda, una recessione di simile entità avrà probabilmente un impatto minore sull’inflazione spot rispetto agli Stati Uniti. Di conseguenza, la riduzione dell’inflazione spot nell’area Euro e nel Regno Unito richiede probabilmente un orientamento restrittivo della politica monetaria nonostante le prospettive di recessione In terzo luogo, il conseguimento di incrementi dell’offerta di lavoro nel breve periodo appare meno probabile nell’area Euro. Con il tasso di partecipazione dell’area Euro vicino ai massimi storici, riteniamo che una recessione del costo della vita in Europa abbia meno probabilità di riportare i lavoratori sul mercato del lavoro. Certo, l’accelerazione dell’inflazione in tutte le economie sviluppate aumenta gli incentivi alla ricerca di un’occupazione, poiché fa salire il costo reale dell’opportunità di non lavorare. Tuttavia, i margini per la potenziale realizzazione di questi benefici per l’offerta di lavoro sembrano migliori negli Stati Uniti, dove i tassi di partecipazione alla forza lavoro, compreso il cosiddetto tasso di età primaria (partecipazione dei giovani tra i 25 e i 55 anni) è ancora inferiore ai livelli pre-pandemia.Infine, e forse l’aspetto più importante, nonostante l’indebolimento della domanda interna, i prezzi elevati dell’energia hanno intaccato l’avanzo delle partite correnti dell’area dell’euro e hanno spinto il deficit strutturale del Regno Unito ai massimi storici. Il dollaro USA, ponderato su base commerciale, si è apprezzato del 9% nel 2022, al momento in cui scriviamo. Al contrario, l’euro e la sterlina si sono deprezzati rispettivamente del 12% e del 16%. Ciò fornisce un’ulteriore spinta inflazionistica che la Banca Centrale Europea (BCE) e la Banca d’Inghilterra devono affrontare. E, cosa ancora più preoccupante, pone le premesse affinché le banche centrali dei mercati sviluppati rimangano bloccate in un ciclo di inasprimento competitivo, in cui gli aumenti sincronizzati dei tassi d’interesse che si autoavverano si interrompono solo quando diventa chiaro che l’economia globale ha sofferto di un inasprimento aggregato che ha un impatto molto più significativo della somma delle parti. In poche parole, è molto più difficile progettare un atterraggio morbido se l’offerta potenziale è stata distrutta o non risponde più all’aumento dei prezzi. La BCE e la BoE sembrano avere poca scelta se non quella di aggravare lo shock negativo dell’offerta di energia sulla produzione con un’ulteriore distruzione della domanda. Naturalmente, il percorso diventa più difficile in presenza di ulteriori stimoli fiscali e di valute in deprezzamento. Questo è il motivo principale per cui la politica monetaria potrebbe finire per essere molto più restrittiva nel Regno Unito e in Europa rispetto agli Stati Uniti. Ebbene l’Europa subirà quasi certamente uno shock di crescita più grave di quello degli Stati Uniti, è molto probabile che la sorte delle politiche monetarie, e di conseguenza dei tassi di interesse, sia simile in termini assoluti. Laddove è l’offerta a frenare, le vecchie regole della politica monetaria potrebbero non essere più applicabili.

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La sfida del personale per mettere a terra il PNRR

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Il PNRR stanzia 20 miliardi di euro per il rilancio della sanità pubblica, con interventi che puntano a rinnovare le strutture del servizio sanitario, ma soprattutto a sviluppare l’assistenza di prossimità e la digitalizzazione attraverso la realizzazione di case e ospedali di comunità, l’ammodernamento tecnologico e digitale ospedaliero, l’assistenza domiciliare, la telemedicina. Una riforma che potrebbe ridisegnare l’assetto del servizio sanitario, ma che lascia fuori una componente decisiva: il personale sanitario, già oggi oggetto di una forte carenza, che rischia di essere ulteriormente aggravata dalle nuove esigenze derivanti dalla riforma. Carenza, formazione, riorganizzazione del personale del servizio sanitaria alla luce delle riforme previste dal PNRR sono state al centro della seconda giornata della SUMMER SCHOOL 2022 – Il PNRR tra economia di guerra ed innovazione dirompente”, organizzata da Motore Sanità.Decisivo è anche l’aspetto della formazione dei professionisti, sottolinea la presidente Fnopi. “Oggi gli infermieri hanno una formazione 3+2. Il titolo abilitante è la formazione triennale. Conseguito questo titolo, gli infermieri sono tutti uguali. Abbiamo bisogno di lavorare affinché la formazione diventi più articolata, andando verso specializzazioni a orientamento clinico-assistenziale per dare una prospettiva di sviluppo della professione”, ha aggiunto Mangiacavalli, ricordando le nuove strutture territoriali, per esempio le case di comunità “non saranno una panacea: è decisivo lavorare sulla costruzione della rete, formale e informale, coinvolgendo studi dei medici di medicina generale, le farmacie – specie quelle rurali -, la specialistica ambulatoriale, il privato accreditato, il sistema socia-assistenziale”. In questo processo, anche le farmacie potranno giocare un ruolo importante, come visto già durante la pandemia.

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Igiene dentale: strategia di salute pubblica per la prevenzione e la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

La bocca parla, non solo per la su funzione fonatoria primaria, ma lo fa dal punto di vista medico, rivelando lo stato di salute dell’individuo, ma anche il suo stile di vita, il livello socio-economico. Parla anche quando è in silenzio a chi sa leggerne i segni e comunica importanti informazioni sul funzionamento dell’organismo. Ma una bocca in salute è anche un investimento quotidiano sul benessere del resto dell’organismo. E’ noto infatti che problemi orali e dentali, malattie come la periodontite sono correlate ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari e diabete. Nel corso dell’RDH Expo che si è svolto a Torino e che ha aperto ad un costruttivo dialogo tra medici, odontoiatri e igienisti, le novità sono state numerose grazie alla capacità degli organizzatori di mettere in comune competenze ed esperienze. “L’igienista dentale è una figura ancora poco nota, così come la sua preparazione, ma ha una formazione che valorizza l’osservazione del cavo orale nella sua interezza” spiega Alice Alberta Cittone ideatrice (insieme a Riccardo Sangermano) dell’RDH Expo che ha fatto dialogare oncologi, odontoiatri e igienisti “l’igiene orale è correlata non solo alla fonazione, alla masticazione e alla vita relazionale, ma ha effetti sulla salute sistemica e le alterazioni visibili sono ‘red flag’ di patologie anche importanti”. “Basti pensare” ha sottolineato il Prof. Paolo G. Arduino del CIR Dentai School dell’Università di Torino“che nei percorsi oncologici esiste un team di igienisti e odontostomatologi al servizio del paziente per fronteggiare le problematiche che possono emergere dalle terapie chemio e radio o dal trattamento con farmaci come i bifosfonati. E prima ancora si effettua una valutazione al tempo zero per prevenire eventuali problemi. Solo il 30-40% degli italiani ha un odontoiatra di riferimento e ancora meno si rivolge ad un igienista che nel percorso oncologico può aiutare nel percorso, dare consigli di igiene, aiutare a mantenere la masticazione per limitare il rischio di malnutrizione”. Nella popolazione generale l’igienista è un professionista che può fornire un supporto educazionale prezioso in medicina preventiva grazie alla capacità di osservazione di tutto il cavo orale che è composto da tessuti duri come ossa e denti ma anche gengive e mucose, ciascuno con le proprie caratteristiche.

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Medicina estetica, boom di millennials che richiedono trattamenti per il viso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

“L’utilizzo della tossina botulinica in questi dieci anni è aumentato enormemente ed ha coinvolto fasce di pazienti che non ci saremmo mai aspettati. Di recente è comparso il fenomeno di giovanissimi che intendono eseguire il trattamento con botox. Sono millennials che lo scelgono anche per le rughe mimiche e prevenire quindi l’invecchiamento. Si tratta di una fascia ampia che va dai 20 ai 42 anni: persone molto diverse, ma tra loro ci sono anche molto ragazzi. Un fenomeno crescente tra loro soprattutto negli ultimi 5 anni, studiato anche dalla letteratura scientifica. Anche da un punto di vista etico”. Lo spiega Monica Renga, medico estetico in occasione dell’evento per i primi 10 anni di Aiteb, l’Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino. Un’iniziativa, ieri e oggi con il V congresso nazionale presso il Palacongressi di Rimini, intitolata “Il futuro della Tossina Botulinica”. Decine di medici riuniti per un appuntamento dedicato ad approfondire le tendenze del settore, strumenti e innovazioni. “I giovani sono molto concentrati sulla salute e su ciò che risulta un appagamento personale. Sono digitali nativi – aggiunge Renga – e raggiungono in modo rapido le informazioni. Si fanno un’idea dei canoni di bellezza attraverso i social e capiscono immediatamente se sul loro viso c’è qualcosa che ritengono non funzionare e che possa essere migliorato. Secondo alcune statistiche americane, i trattamenti più richiesti sono con tossina botulinica, poi fillers (volumizzanti) e a seguire quelli di qualità cutanea. Vengono scelti in particolari trattamenti per le rughe, il terzo superiore, tra le sopracciglia, zampe di gallina e la parte più bassa del viso”. “Il nostro compito è di educare questi giovani pazienti anche verso la naturalezza e a una bellezza – conclude la dottoressa – che lasci spazio alla mimica dei muscoli, faccia vedere le emozioni, la gioia e il sorriso vero. Educhiamo i millennials a eseguire il trattamento se lo desiderano ma sempre consigliando, personalizzando in funzione dell’età e delle caratteristiche anatomiche”.

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Samarcanda: la via della multilateralità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi. I risultati del summit dei Capi di Stato dei Paesi della Shanghai Cooperation Organization (Sco), tenutasi il 16 settembre a Samarcanda, nell’Uzbekistan, meritano di essere analizzati senza paraocchi ideologici o precostituiti. Permetterebbe di evitare errori di valutazione geopolitica di cui in seguito ci si potrebbe pentire. La Sco è stata creata nel 2001, con lo scopo di coordinare le attività dei Paesi membri nella lotta al terrorismo, per la sicurezza e soprattutto per la cooperazione economica, tecnologica e infrastrutturale. Oggi conta nove membri, fra cui la Cina, l’India e la Russia. Insieme rappresentano il 40% della popolazione e il 25% del pil mondiale. Sbaglia chi cerca di vedere nella Sco la realizzazione di una Nato dell’Eurasia. Le differenze tra i partecipanti sono troppe e profonde. Sarebbe altrettanto sbagliato, però, sottovalutarne l’importanza. Sarebbe profondamente fuorviante ripetere per la Sco gli errori di valutazione che molti intenzionalmente fanno in rapporto al ruolo dei Brics. Una lettura attenta della Dichiarazione finale di Samarcanda aiuterebbe a capire meglio i processi in atto. E’ opportuno, anzitutto, rilevare che, tra i vari Capi di Stato, erano presenti il presidente cinese Xi Jinping, il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente russo Vladimir Putin. Ciò nonostante, va sottolineato, il totale isolamento occidentale nei confronti di Putin e le sanzioni contro la Russia. E’ opportuno, invece, prendere atto della valutazione geopolitica e geoeconomica offerta dal summit. Rispetto alla sicurezza si afferma che “Il mondo sta attraversando cambiamenti globali. Questi processi sono accompagnati da una maggiore multipolarità. L’attuale sistema di sfide e minacce internazionali sta diventando più complesso, la situazione nel mondo è pericolosamente peggiorata, i conflitti e le crisi locali si stanno intensificando e ne stanno emergendo di nuovi.”. Circa l’economia si dice che “Il crescente divario tecnologico e digitale, le continue turbolenze nei mercati finanziari globali, la riduzione dei flussi d’investimento, l’instabilità nelle catene di approvvigionamento, l’aumento delle misure protezionistiche e altri ostacoli al commercio internazionale si aggiungono alla volatilità e all’incertezza nell’economia globale.” Il concetto più ripetuto è quello della “multilateralità”, ponendo così la questione agli Stati Uniti e all’Occidente. Alcuni aspetti sulla cooperazione economica meritano attenzione. La Dichiarazione sostiene che i membri della Sco, con l’eccezione dell’India, “ riaffermano il sostegno all’iniziativa cinese One Belt, One Road (Obor, la Via della seta) e riconoscono il lavoro in corso per attuare il progetto e gli sforzi per collegare la costruzione dell’Unione economica eurasiatica con l’Obor.” L’idea è di istituire un partenariato eurasiatico allargato che coinvolga, oltre alla Sco, l’Ueea, i Paesi dell’Asean, altri Stati interessati e le associazioni multilaterali. Il testo, inoltre, fa riferimento all’importanza dell’uso delle monete nazionali nei regolamenti commerciali e monetari già praticato da alcuni Stati membri. Ciò avviene tra la Russia e la Cina e anche l’India dovrebbe a breve regolare i commerci con la Russia in monete nazionali. Quest’orientamento avvicina la Sco alle politiche dei Brics. Infatti, la Dichiarazione finale riporta l’intenzione di creare una Banca di sviluppo della Sco, un Business Council, un Fondo di sviluppo all’interno di un Accordo quadro per la cooperazione nel commercio e nei servizi, di un Programma per lo sviluppo delle infrastrutture nei trasporti e nell’energia e di un Piano d’azione per lo sviluppo del commercio tra gli Stati membri. Tutte pratiche già sperimentate dai Brics. Non è elegante ripetersi, ma speriamo che l’Unione europea e i suoi Stati membri non si limitino a dei semplici commenti ma partecipino attivamente ai progetti di sviluppo. Altrimenti, il summit di Samarcanda sarebbe soltanto la conferma di una pericolosa spaccatura del mondo in due blocchi contrapposti. La divisione in blocchi, soprattutto ora che c’è una guerra tra Russia e Ucraina, può ulteriormente aggravare la situazione. Crediamo che l’interesse dei popoli dell’Ue, a partire da quello italiano, sia, invece, quello di non interrompere il filo sottile delle relazioni tra mondi diversi per giungere ad una duratura e pacifica cooperazione. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Contro l’inflazione la Fed parla chiaro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

A cura di Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel. Nel corso del meeting del FOMC di settembre, il presidente della Fed Jerome Powell ha ribadito il messaggio di Jackson Hole, sottolineando la volontà della Fed di riportare l’inflazione al 2% anche a costo di una recessione. Come ha detto una volta Alan Blinder, ex vicepresidente della Federal Reserve, “c’è stabilità dei prezzi quando si smette di parlare di inflazione”. L’inflazione, invece, ha animato la maggior parte dei dibattiti prima, durante e dopo l’ultima riunione del FOMC ed è verosimile che gli operatori di mercato non parleranno d’altro nel prossimo futuro.Come farà la Fed a garantire la stabilità dei prezzi? “Continueremo a farlo fino a quando il lavoro non sarà terminato”: la risposta di Powell nel corso della conferenza stampa post-meeting è un chiaro riferimento, in omaggio al libro di memorie di Paul Volcker, ai rialzi dei tassi. Se si considera l’ultimo rialzo di 75 punti base deciso in settembre, quest’anno la Fed ha aumentato complessivamente il tasso di riferimento di 300 punti base.Per quest’anno i policymaker stimano un tasso overnight del 4,25-4,50%. Se la Fed si atterrà a questa previsione (a nostro avviso probabile), il 2022 sarà caratterizzato dal più forte aumento annuo in punti percentuali dal 1981. I policymaker si aspettano anche un tasso sui fondi del 4,50-4,75% alla fine del 2023, il che significa che la Fed intende raggiungere il suo tasso “estremo” e mantenere i tassi elevati più a lungo di quanto la maggior parte degli operatori di mercato si aspetti (il mercato dei futures sui Fed Funds prevede tagli nel terzo trimestre del 2023). Powell ha persino specificato che i tassi di interesse reali (cioè corretti per l’inflazione) dovrebbero essere in territorio positivo “lungo la curva dei rendimenti” prima che il lavoro della Fed sia completato.Forse i banchieri centrali sperano che, il parlare in modo deciso di inflazione, possa dissuadere l’opinione pubblica dal discuterne, mantenendo le aspettative ancorate e l’inflazione sotto controllo.In pratica, Powell ha sottolineato come il percorso verso la stabilità dei prezzi implichi “un periodo prolungato di crescita inferiore al trend” e “un aumento del tasso di disoccupazione” fino al 4,4% nel 2023, secondo la stima dei policymaker.Sembra dunque che il FOMC si aspetti l’inflazione venga “schiacciata” da una recessione, che storicamente è avvenuta ogni volta che il tasso di disoccupazione medio a tre mesi ha registrato un aumento di appena lo 0,5%. Il tasso di disoccupazione è del 3,7%, in aumento rispetto al minimo del ciclo del 3,5%. Un ulteriore aumento al 4,4% sarà sufficiente?Nonostante il forte aumento dei tassi d’interesse da un anno all’altro, l’economia statunitense rimane solida. Powell vede un mercato del lavoro ancora sbilanciato ed estremamente rigido, con l’offerta di lavoro variata di poco rispetto all’inizio dell’anno e con il rischio di un’impennata dei salari e di un’inflazione di fondo persistente anche nel prossimo anno.Powell ha infine citato i tassi di variazione annualizzati a 3, 6 e 12 mesi dell’indicatore di inflazione sottostante preferito dalla Fed, il PCE core, affermando che il “tasso di aumento superiore al 4,5% in tutti i periodi è decisamente troppo elevato” per la stabilità dei prezzi. Il rischio, semmai, è che la Fed debba fare di più per garantire la stabilità dei prezzi: un’idea che fa riflettere, viste le variazioni dei tassi di quest’anno. In conclusione, la Fed non solo continuerà ad aumentare e mantenere alti i tassi per tutto il 2023, ma lo farà anche se il tasso di disoccupazione dovesse aumentare.

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PGIM Fixed Income: post FED Meeting – Short-Term Pain, Long-Term Gain

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

A cura di Robert Tipp, Portfolio Manager del fondo PGIM Absolute Return. Nell’ultima riunione il FOMC ha aumentato il tasso sui Fed Funds di 75 punti base e ha innalzato in modo significativo il percorso previsto per il tasso ufficiale nei prossimi anni. Le reazioni del mercato erano prevedibili visto l’esito aggressivo: aumento dei tassi a breve, calo dei prezzi delle azioni e ampliamento degli spread del credito. Tuttavia, la Fed potrebbe essere vicina alla fine del ciclo di rialzo e anche i tassi a lungo termine, che sono scesi dopo la riunione, potrebbero essere vicini al picco. Le quattro implicazioni per i mercati Punto 1: I tassi a lungo termine sono vicini al “picco” del ciclo? Nonostante il drammatico ri-prezzamento della parte finale della curva nelle ultime settimane, che è proseguito fino a mercoledì 21 settembre– per esempio, il Treasury a 2 anni, è salito di oltre 100 pb negli ultimi due mesi – l’obbligazionario a lungo termine sta a malapena toccando nuovi massimi di rendimento rispetto a metà giugno. In effetti, i rendimenti dei Treasury a lungo termine sono scesi. Punto 2: Valvola di sfogo: Tassi a breve termine. Nonostante i rialzi dei tassi di mercoledì 21 settembre, resta il fatto che l’economia non ha ancora cambiato chiaramente rotta, con un’inflazione che si mantiene criticamente alta a causa di una domanda superiore all’offerta. Finché questa tensione economica permane, il tasso sui Fed Funds e i rendimenti dei Treasury a breve termine fungeranno da valvola di sfogo, e le aspettative sui tassi potrebbero non essere ancora superiori a quelle attuali. Punto 3: Percorso accidentato, ma forse non letale per i prodotti di rischio… Nonostante la debolezza di mercoledì 21 settembre, a questo punto i prezzi delle azioni sono al di sopra e gli spread creditizi al di sotto dei loro livelli peggiori di giugno, il che suggerisce che, per quanto riguarda i mercati, le probabilità di un hard landing non sembrano essere più elevate di quanto non fossero a giugno, il che riflette un piccolo voto di fiducia da parte dei mercati, nonostante il percorso verso tassi d’interesse più elevati e l’inflazione ostinata. Di conseguenza, il bicchiere delle prospettive per la propensione al rischio dovrebbe essere mezzo vuoto o mezzo pieno a seconda dell’evoluzione dell’inflazione. Punto 4: Il percorso del dollaro si conferma al rialzo. Mentre in gran parte del mondo si discute delle basi dell’elevata inflazione e dell’aumento dei tassi a breve termine, per quanto riguarda le valute, la situazione degli Stati Uniti sembra meno grave o migliore di quella del resto del mondo. Per concludere la Fed ha evidenziato la propria determinazione a ridurre l’inflazione, continuando a spostare verso l’alto la traiettoria prevista per il tasso sui Fed funds in risposta alle rilevazioni più elevate. Tuttavia, il mercato continua a confidare nella capacità della Fed di stabilizzare l’inflazione e i rendimenti a lungo termine, e a meno che non si verifichi un altro aumento delle aspettative sui tassi a breve, potrebbero già trovarsi nella “zona di picco” per questo ciclo. Per quanto riguarda la propensione al rischio, sebbene sia le azioni che i prodotti a spread siano rimasti deboli dopo la riunione di mercoledì 21 settembre, stazionano comunque a livelli migliori rispetto ai livelli peggiori toccati a giugno, suggerendo che, in assenza di una Fed ancora più falco e/o di un peggioramento del contesto dei fondamentali, la propensione al rischio potrebbe essere incanalata in un processo di stabilizzazione.

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Non aprite a Ugo Pagliai: Spettacolo di Fulvio Filoni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Roma dal 21 al 23 ottobre 2022 Teatro Trastevere Il Posto delle Idee via Jacopa de’ Settesoli 3, feriali ore 21, festivi ore 17:30 con Massimiliano Ferretti e Caterina Lambiase regia di Fulvio Filoni. 1971. Il grafico Eufemio Zocca, arrivato nel suo nuovo appartamento a Roma, assiste alla prima puntata dello sceneggiato “Il Segno del Comando”. Lo sceneggiato colpisce profondamente il signor Zocca che comincia ad avvertire, in casa sua, la presenza di strane entità, fisicamente irreali, come ad esempio un vicino di casa, che afferma essere Ugo Pagliai e una donna somigliante a un ritratto dipinto in un quadro almeno cento anni prima. Una carrellata di figure particolari, tutte interpretate dal protagonista che, in fase di narrazione in prima persona, si trasforma di volta in volta nel personaggio incontrato, descritto nel suo racconto. Una storia surreale dove si sorride, si assapora, si ricordano i tempi dei bellissimi sceneggiati televisivi del mistero, entrando nel mondo onirico presentato dal protagonista e da due enigmatiche figure femminili. biglietto intero 12, ridotto 10 (prevista tessera associativa) http://www.teatrotrastevere.it

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Er Mostro de Roma – la drammatica storia di Girolimoni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Roma Dal 13 al 16 ottobre 2022 eatro Trastevere Il Posto delle Idee via Jacopa de’ Settesoli 3, feriali ore 21, festivi ore 17:30 CONSIGLIATA PRENOTAZIONE biglietto intero 12, ridotto 10 (prevista tessera associativa) Testo di Simone Giacinti Regia Vanina Marini con Massimo Genco e Simone Giacinti. E’ la drammatica storia di Girolimoni- per la regia di Vanina Marini, da un testo di Simone Giacinti, in scena Massimo Genco e Simone Giacinti. Abbiamo deciso di raccontare questa storia perché è una storia di silenzio. Il silenzio che è calato su Roma dopo che un uomo è stato accusato ingiustamente di essere un serial Killer di bambine. Abbiamo deciso di raccontare questa storia perché è una storia di ingiustizia. L’ingiustizia del potere che mette a tacere la sua incompetenza servendosi di un capro espiatorio. Abbiamo deciso di raccontare questa storia per dare pace alle anime di bambine che non hanno mai avuto giustizia, per liberare Giuseppe Dosi dai sensi di colpa, per restituire a Gino Girolimoni la vita che gli è stata rubata. Per raccontare una storia di amicizia che nasce dal desiderio comune della ricerca della verità sul senso della vita. Per urlare che serve a poco essere innocenti quando ormai l’unico motivo per cui esisti è la tua colpevolezza. Ci piace pensare che dopo che avremo urlato nel cuore di Trastevere che le cose non sono come spesso ci fanno credere, allora da qualche parte nel mondo i bambini giocheranno di nuovo a campana per la strada, qualcuno porterà le scarpe a risuolare, qualcuno smetterà di credersi pazzo e qualcuno troverà un angolo di pace. Anche solo per un attimo.” Cit. http://www.teatrotrastevere.it

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Kingdom of the Ill

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Bolzano 30 settembre 2022 Museion Piazza Piero Siena 1, http://www.museion.it. Kingdom of the Ill, a cura di Sara Cluggish e Pavel S. Pyś, secondo capitolo di TECHNO HUMANITIES è il programma di ricerca a lungo termine avviato dal Direttore Bart van der Heide, mostra collettiva internazionale che interverrà su tutti gli spazi dell’intero edificio di MUSEION. In che modo i sistemi di welfare e l’assistenza aziendale determinano l’assistenza sanitaria e come possiamo mettere in discussione le definizioni comuni di buona salute? In tempi di pandemia globale, crescente ansia sociale, aumento dei costi sanitari, maggiore monitoraggio delle informazioni mediche e crescente precarietà sotto la classe creativa, possiamo ancora dire di essere veramente sani? La mostra è composta dai lavori di: Enrico Boccioletti, Brothers Sick (Ezra and Noah Benus), Shu Lea Cheang, Heather Dewey-Hagborg & Phillip Andrew Lewis, Julia Frank, Sharona Franklin, Barbara Gamper, Nan Goldin, Johanna Hedva, Ingrid Hora, Adelita Husni-Bey, Ian Law, Carolyn Lazard, Lynn Hershman Leeson, Juliana Cerqueira Leite & Zoë Claire Miller, Mary Maggic, Mattia Marzorati, Prescription Addiction Intervention Now (P.A.I.N.), Erin M. Riley, P. Staff, e Lauryn Youden. K̶ingdom of the Ill codifica un momento significativo in cui sono diventate evidenti le iniquità, che ci ha portato a re-immaginare i metodi di cura fondamentali, le reti di sostegno, benessere e amicizia.

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18° “Premio Bianca d’Aponte”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Aversa 28 e 29 ottobre teatro Cimarosa concorso in programma per cantautrici diventato ormai un punto fermo nel panorama italiano della musica di qualità con la direzione artistica di Ferruccio Spinetti e media partner ufficiale Rai Radio 1. In veste di madrina ci sarà poi Grazia Di Michele. Il Premio ospita infatti ogni anno una artista di rilievo che presiede la giuria e propone un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui è dedicata la manifestazione. Ad aprire le serate sarà invece la vincitrice dello scorso anno, Isotta, mentre a condurre saranno Daniela Esposito e Ottavio Nieddu. Al cast si aggiungeranno ulteriori ospiti che verranno annunciati prossimamente. Le artiste selezionate per la finale del concorso, come già comunicato, saranno: Angelae (Angela Zanonato) da Padova, Candeo (Paola Candeo) da Milano, Giorgia Canton da Verona, Fefe (Federica Sartori) da Bolzano, Assia Fiorillo da Napoli, Jole (Jole Canelli) da Savona, Jungle J. Anne (Giulia Covitto) da Grosseto, Lamo (Daniela Mornati) da Milano, Lula (Lucrezia Di Fiandra) da Roma, Moà (Martina Maggi) da Terni, Alessandra Nicita da Lecce. Alcune delle concorrenti saranno accompagnate dalla band residente diretta da Alessandro Crescenzo.Le finaliste sono state come sempre selezionate in un mese e mezzo di lavoro del Comitato di Garanzia del Premio, formato da decine di addetti ai lavori. Si tratta di produttori, discografici, manager, cantanti. autori, musicisti, giornalisti tra i più importanti nel mondo musicale italiano. Molti i riconoscimenti in palio. Alla vincitrice assoluta andrà il Premio Bianca d’Aponte, con borsa di studio di € 1.000, la partecipazione come ospite alla prossima edizione del Premio, tre concerti di presentazione prodotti da Doc Live e la possibilità di partecipare al Premio dei Premi del Mei di Faenza. Per chi si aggiudicherà il Premio della Critica “Fausto Mesolella” (storico direttore artistico della manifestazione) è prevista una borsa di studio di € 800. Verranno inoltre assegnate menzioni per miglior testo, migliore musica e migliore interpretazione. A questi si aggiungono vari premi assegnati ad alcune finaliste direttamente da realtà esterne all’organizzazione o da singoli giurati. Fra quelli confermati c’è il “Premio ’Na stella” (titolo di una canzone di Mesolella) del Virus Studio, con l’incisione di un brano con la produzione artistica di Ferruccio Spinetti; una proposta per un anno di assistenza legale e manageriale per l’artista vincitrice o altra finalista da parte di Siedas; un premio di Soundinside Basement Records consistente nella realizzazione di un video live in studio e quello dell’etichetta Suoni dall’Italia di Mariella Nava, con la proposta di una possibile collaborazione artistica. Inoltre, da questa edizione, la Dcave records del produttore artistico Daniele Grasso offre a una finalista la produzione completa di un EP di tre brani.

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Sanità: Cgil Cisl Uil Fials Nursind, 29 ottobre mobilitazione nazionale a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Roma. Mobilitazione nazionale a Roma il prossimo 29 ottobre, promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials e Nursind, di tutte le lavoratrici e lavoratori che operano in sanità, nel pubblico, nel privato e nel terzo settore, per rivendicare interventi urgenti per garantire maggiori risorse per il fondo sanitario nazionale, lotta alle esternalizzazioni, superamento dei limiti di tetti di spesa per il personale, assunzioni e stabilizzazioni, adeguate risorse contrattuali, spazi per la contrattazione decentrata e la valorizzazione del personale, misure per l’integrazione fra pubblico e privato e fra sanitario e sociale.“I prossimi mesi e anni – affermano i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fials e Nursind, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi, Giuseppe Carbone e Andrea Bottega- saranno decisivi per il futuro del servizio sanitario nazionale. Le cause che hanno determinato la crisi del SSN vanno ricercate nelle politiche sanitarie degli ultimi 20 anni che, nel tentativo di contrastare l’espansione del debito pubblico, hanno di fatto tagliato indiscriminatamente le risorse destinate alla sanità (37 miliardi in un decennio), determinando una fragilità del sistema che ha rischiato di essere travolto dalla crisi pandemica. Unico argine alzatosi a contenere il disastro: il lavoro e il sacrificio, in troppi casi fino alle estreme conseguenze, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle professioniste e dei professionisti della sanità, pubblica e privata”.“Ad oggi – aggiungono – non essendo utilizzabili le risorse del PNRR anche per la spesa per il personale, è forte il rischio che alla costruzione di strutture e all’ammodernamento del parco tecnologico non possa corrispondere un’adeguata dotazione di personale dipendente. Senza una significativa e duratura inversione di tendenza, quindi, è forte il rischio di una profonda mutazione della natura e della funzione del SSN e un potenziamento sbilanciato verso il sistema sanitario privato.“Per questi motivi, unitariamente e insieme a tutte le lavoratrici e ai lavoratori che operano in sanità, nel pubblico nel privato e nel terzo settore – proseguono Sorrentino, Petriccioli, Librandi, Carbone e Bottega- ci mobiliteremo a Roma il 29 Ottobre, chiedendo fin da subito a chi si candida ora, e al nuovo Parlamento, fra qualche giorno, un impegno concreto sulla Sanità. Diritti, salari, assunzioni e valorizzazione delle professionalità i punti cardine per garantire la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, concludono.

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Mostra “Racconti e ritratti di medicina e malattia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Parma 30 settembre alle ore 16.00, in occasione della “Notte dei ricercatori e delle ricercatrici – Researchers’ Night” verrà inaugurata la mostra “Racconti e ritratti di medicina e malattia” presso l’atrio delle Colonne del Palazzo centrale dell’Ateneo di Parma, in via Università 12. La mostra resterà aperta dal 30 settembre al 24 ottobre 2022, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 19.00. La mostra, ideata dall’Ufficio Stampa del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con il Master in “Comunicazione Scientifica-CoSe” dell’Università di Parma, è un vero e proprio viaggio immersivo in cui si affrontano i concetti di malattia, cura e salute, e dove lo spettatore viene guidato alle rappresentazioni artistiche su pestilenze, cancro, pazzia e patologie varie. La peculiarità unica di questa mostra è che questi ambiti vengono esposti attraverso le forme di narrazione letteraria (epica, poesia, romanzi), artistica (quadri ed espressioni figurative) e multimediale che hanno caratterizzato le diverse epoche storiche.Il percorso si snoda in sei percorsi tematici, declinati in “stanze”: si racconta di “peste o epidemia?” in una stanza che riporta indietro nel tempo a quando le malattie della collettività erano punizioni divine; di cancro nella stanza “Il male (non più) incurabile” – un tempo nascosto, quanto meno sotto il velo dell’eufemismo, il cancro diviene oggetto di una sempre maggiore esplicitazione da parte di chi ne è colpito. Si parla di sofferenza mentale nella stanza “Pazzi da legare, pazzi con cui parlare”: a partire da Freud, un modello di narrazione che si pone in antitesi rispetto all’emarginazione e alla reclusione del malato psichico, a lungo praticati come metodo sanitario.L’edizione 2022 della mostra si arricchisce, nella settima stanza, della collezione antropologico-criminale delle ceroplastiche dell’anatomico Lorenzo Tenchini: prenotandosi, sarà possibile vedere le 46 riproduzioni (maschere) del volto dei soggetti (per lo più carcerati ed emarginati) su cui Tenchini eseguì gli studi anatomici, associate a schede inerenti alla loro storia personale e giudiziaria.La mostra è a ingresso libero e gratuito. Per informazioni consultare il sito web della mostra raccontiritrattimedicinamalattia.cnr.it o il canale Facebook: “Racconti e Ritratti di Medicina e Malattia” o instagram “raccontiritrattimalattia”.

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Mythos: persistenza e attualità dell’antico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Parma giovedì 29 settembre all’Università di Parma, organizzata dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Ateneo con il Patrocino della Delegazione di Parma dell’Associazione Italiana di Cultura Classica giornata di studio su: Mythos: persistenza e attualità dell’antico. La giornata prenderà il via in mattinata nell’Aula Magna della Sede centrale, dove a partire dalle 9 è previsto un seminario di studio. Interverranno Camillo Neri dell’Università di Bologna (Vegliare e sorreggere: un mito… non ancora finito), Donatella Puliga dell’Università di Siena (Miti di ieri, emozioni di oggi: percorsi possibili), Roberto Mario Danese dell’Università di Urbino (Cinemitografie: il mito classico e le sue riscritture filmiche), Giuseppe Martini dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani (Cantatemi, o Divi: il mito nel melodramma). Il seminario sarà moderato da Anika Nicolosi, docente di Lingua e letteratura greca all’Università di Parma e referente scientifica della giornata di studi, che proseguirà nel pomeriggio (ore 15-17) nell’Aula B del Plesso D’Azeglio con un workshop tenuto da laureati dell’Università di Parma.

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Cristina Concas alla guida dell’area Crediti di Smart Paper

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Sarà Cristina Concas a guidare la nuova area Bpo Crediti di Smart Paper, società di Minsait (Gruppo Indra), leader italiana nella reingegnerizzazione dei processi e nelle attività di Business Process Outsourcing (BPO) evoluto. Manager di grande esperienza in ambito bancario, Cristina Concas è specializzata nelle operations e nei processi legati al credito con una specifica competenza sulla parte Mutui, sia origination che post-vendita. Prima di occuparsi di servizi avanzati e Bpo ha ricoperto ruoli di responsabilità operativa in importanti realtà italiane e internazionali come Barclays e Gruppo Cedacri. Cristina Concas affiancherà Sonia Bineri che è a capo della neocostituita Business Unit Finance con cui il gruppo spagnolo sta allargando anche al settore bancario e assicurativo italiano la sua offerta di servizi innovativi di BPO per cui è tra le aziende leader nel mondo. Da poco più di un anno Smart Paper è stata acquisita da Minsait, la società che raggruppa il business IT e di Digital Transformation del Gruppo Indra. L’accordo ha consentito alle due società di unire le forze e proporsi al mercato con un’offerta integrata “end-to-end”. Le prime dieci banche spagnole e quattro delle dieci più grandi banche dell’America Latina si sono affidate a Minsait per esternalizzare le loro operazioni. L’azienda offre più di 90 tipi di processi di business bancario e supporto per la gestione di più di 21,5 milioni di carte di pagamento all’anno. Grazie ai suoi servizi, ha raggiunto una cifra di più di 2,5 miliardi di euro di frodi evitate. Minsait ha un’offerta completa di gestione end-to-end nel segmento dei servizi ipotecari, con i propri strumenti e soluzioni per l’intera gamma di servizi in tutta la catena delle operazioni di gestione dei mutui (dalla origination alla post-vendita fino alla collection).

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In Italia i tassi dei mutui sono tornati a crescere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Ma come sono oggi le condizioni offerte rispetto a quelle di altre nazioni? Tutto sommato buone per i variabili, ma, secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, notevolmente peggiori per i fissi se confrontate, ad esempio, con quelle di Francia, Spagna, Portogallo e molti altri.Guardando al fisso, nel nostro Paese, le migliori offerte disponibili online per un mutuo medio a inizio settembre partivano da un TAN pari a 2,89% valore in netto aumento rispetto allo scorso anno, quando l’Italia risultava essere lo Stato con i tassi più bassi. Oggi, invece, fanno peggio solo Grecia (3,20%) e Germania (3,12%), mentre le condizioni sono migliori in Francia (1,80%), Spagna (2%) e Portogallo (2,10%).Per il tasso variabile, invece, l’Italia mantiene il suo primato e nessuno, tra i Paesi analizzati, offre un tasso iniziale migliore (1,32%); fuori dai confini nazionali gli indici sono più alti e partono da 1,87% in Portogallo, 2% in Svizzera e 2,34% nel Regno Unito.Varcando i confini europei, i mutui risultano essere più onerosi rispetto ai nostri; negli Stati Uniti, ad esempio, i TAN offerti per un mutuo fisso partono da 5,25%, in Australia dal 4,59%, in Brasile dal 9% e in Russia addirittura dal 10,8%. L’indagine completa è disponibile in allegato e qui: https://www.facile.it/ufficio-stampa/comunicati/mutui-in-europa-italia-bene-sul-variabile-male-sul-fisso.html

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Fitofarmaci: ferma opposizione a nuovo regolamento Ue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

“Faremo muro contro la revisione del regolamento Ue sui fitofarmaci. Il mondo agricolo, italiano ed europeo, si unisca per impedire che si penalizzi ulteriormente la sostenibilità economica degli agricoltori che deve essere anteposta a quella ambientale”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini nel suo intervento odierno nella riunione a Bruxelles del Copa-Cogeca. La contrarietà di Fini è, dunque, tornata sulla proposta della Commissione Ue che dall’originario 50% previsto per il 2030, arriverebbe addirittura a una riduzione del 62% dell’uso degli agrofarmaci chimici e al -54% delle sostanze attive candidate alla loro sostituzione nella protezione delle colture. “Cia dice no, con forza, a questi obiettivi di riduzione -ha detto- che mancano di gradualità e sono stati fissati dalla Commissione in maniera del tutto arbitraria, privilegiando il solo impatto comunicativo”. Il presidente nazionale di Cia ha, poi, sottolineato: “la proposta del nuovo regolamento Ue si basa sull’intensità d’uso dei prodotti fitosanitari che, nei Paesi mediterranei è naturalmente maggiore che nel resto d’Europa per la preponderanza di colture altamente specializzate”. Infine, da parte di Fini, il rinnovato sostegno all’obiettivo globale di riduzione degli agrofarmaci, come già testimoniato da diversi progetti dell’organizzazione, ma anche le ribadite perplessità sull’approccio della riduzione quantitativa vincolante a livello europeo, vista la scarsa rilevanza dei dati disponibili. Più efficace, allora, l’adozione della difesa integrata da parte degli agricoltori, con la disponibilità di agrofarmaci a basso impatto, linee guida chiare e vero supporto tecnico.

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“Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2022

Roma Giovedì 29 settembre, ore 12.00 Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri via Santa Maria in Via, 37 si terrà la conferenza stampa di presentazione della ventesima edizione della “Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche – FIABADAY”, organizzata in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Durante la conferenza stampa sarà presentato il programma ufficiale del FIABADAY 2022, che quest’anno si terrà domenica 2 ottobre, a partire dalle ore 10.00, in piazza Colonna (Roma). Verrà anche presentata la campagna di sensibilizzazione di quest’anno, dal titolo “Abbattere le barriere si può. Facciamolo!”. La mancanza di accessibilità porta esclusione sociale: il problema del singolo assume così una dimensione collettiva. Anche le piccole azioni possono fare la differenza per la creazione di un mondo senza barriere architettoniche e accessibile a tutte le persone. Per questo proponiamo alcuni semplici passi da seguire fin da subito.Parteciperanno: il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Roberto Chieppa; il Ministro per le Disabilità Erika Stefani; il Presidente di FIABA Onlus Giuseppe Trieste.Modererà il giornalista Nicola Perrone, Direttore Responsabile Agenzia Dire.

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