Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Archive for 29 settembre 2022

Giustizia: riforma della giustizi civile e penale e dell’ufficio per il processo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Grande soddisfazione è stata espressa da CAMMINO – Camera nazionale avvocati per le persone, per i minorenni e per le famiglie per l’approvazione definitiva, da parte del Consiglio dei ministri riunitosi ieri, su proposta del Ministro della giustizia Marta Cartabia, dei tre decreti legislativi di attuazione della riforma della giustizi civile e penale e dell’ufficio per il processo, in particolare per quanto attiene la previsione di unico giudice e unico processo in area persone minorenni famiglie. E l’imminente Convegno “Persone, minorenni, famiglie. Il cammino dei diritti e delle tutele”, dedicato alla figura del giurista scomparso Prof. Cesare Massimo Bianca e organizzato da CAMMINO insieme all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, grazie anche alla proficua collaborazione con la Prof.ssa Mirzia Bianca, per il 14 e 15 ottobre prossimi – ospitato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche, Aula 1, dell’Università “La Sapienza”, in Piazzale Aldo Moro 5, vedrà proprio i protagonisti del cammino che hanno condotto alla Riforma darsi appuntamento per spiegarne filosofia e contenuti. Un convegno gratuito, aperto a tutti gli interessati, certamente occasione imperdibile per tutti gli operatori che esercitano nel delicato ambito del diritto di famiglia. I 3 decreti legislativi riguardanti la riforma della giustizia approvati ieri sono: “Norme sull’ufficio per il processo in attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206, e della legge 27 settembre 2021, n. 134”; “Attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206, recante delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”; “Attuazione della legge 27 settembre 2021, n. 134, recante delega al Governo per l’efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari”. “Riforme importanti e di sistema, fondamentali anche per il PNRR”, come si vede, e che – come ha commentato la stessa Ministra della Giustizia Marta Cartabia dopo la loro approvazione definitiva “agiscono in profondità e nel tempo restituiranno al Paese una giustizia più vicina ai bisogni dei cittadini”.

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Robeco: Le prospettive sull’obbligazionario migliorano, come adeguare il portafoglio?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

A cura di Erik Keller, Client Portfolio Manager Global Credits di Robeco. Il primo semestre 2022 è stato il peggior periodo per l’obbligazionario dal 1788, se prendiamo come riferimento il mercato dei Treasury USA. I mercati obbligazionari globali hanno subito un repricing molto pronunciato nel corso di quest’anno, con un rialzo dei tassi d’interesse e un allargamento degli spread creditizi. Tuttavia, i rendimenti nominali delle diverse asset class obbligazionarie hanno raggiunto livelli che non si vedevano da un decennio. Con l’aumento dei rendimenti, l’opportunità di generare un reddito più elevato nei prossimi anni è cresciuta in misura sostanziale. Di conseguenza, le obbligazioni stanno diventando un’alternativa interessante ad altre asset class. In aggiunta, questi strumenti offrono l’ulteriore beneficio di una volatilità molto più bassa rispetto a quella delle azioni. La storia insegna che, nei periodi come questo, le obbligazioni dovrebbero offrire nuovamente una copertura rispetto alle azioni. Agli attuali livelli, le obbligazioni sono in grado di assorbire ulteriori aumenti dei rendimenti cedolari prima che i rendimenti totali dell’asset class tornino sottozero.Ad esempio, un portafoglio di obbligazioni a breve scadenza di alta qualità offre attualmente un rendimento del 3,9% con una duration di 3 anni (fonte: Bloomberg Global Agg Corp 1-5 years). Sarebbe necessario un aumento del rendimento cedolare di circa 130 punti base (pb) prima che il rendimento totale diventi nuovamente negativo. Anche se nei portafogli a più lunga scadenza la sensibilità all’aumento dei tassi è maggiore, la maggiore protezione offerta dai rendimenti cedolari ha migliorato notevolmente i livelli di pareggio.Vi sono altri motivi per cui riteniamo che le obbligazioni si comporteranno di nuovo come tali, offrendo diversificazione contro la volatilità dei mercati azionari.Se è vero che le obbligazioni non amano l’inflazione, è altrettanto vero che prosperano durante una recessione. Storicamente, le obbligazioni hanno sovraperformato le azioni nelle fasi recessive. Dato che i rischi di recessione sono aumentati rispetto a un anno fa, i prezzi delle obbligazioni dovrebbero godere di maggior supporto, mentre i corsi azionari potrebbero subire ricadute negative. Pertanto, le obbligazioni potrebbero tornare a essere un elemento di diversificazione in un quadro di crescita economica più lenta.Storicamente le obbligazioni hanno offerto una buona diversificazione rispetto alle azioni. Persino nella prima parte del 2022 (da inizio anno al 31 luglio), mentre le azioni hanno archiviato un ribasso del 14%, le obbligazioni hanno ceduto un più moderato 6,7%, dimostrando di poter contribuire a limitare la volatilità anche nelle fasi in cui arretrano insieme ai titoli azionari.Oltre ai potenziali vantaggi di diversificazione offerti dalle obbligazioni, gli investitori riconoscono anche la capacità di questi strumenti di generare rendimento e hanno storicamente assunto un’esposizione all’asset class per beneficiare di questa proprietà. In genere, il rendimento cedolare è la principale determinante delle performance obbligazionarie a lungo termine, ma nel contesto di rendimenti bassi e persino negativi che ha caratterizzato gli ultimi anni, le plusvalenze hanno assunto un ruolo più importante.La buona notizia è che, con l’aumento dei rendimenti, le obbligazioni sono tornate a fornire reddito agli investitori e i rendimenti saranno nuovamente un driver dominante delle performance obbligazionarie. L’attuale aumento dei rendimenti si traduce in un reddito più elevato per gli investitori obbligazionari in futuro. Se da un lato i rendimenti dei titoli di Stato iniziano a sembrare interessanti, dall’altro gli spread creditizi si sono allargati notevolmente e offrono adesso una remunerazione più appetibile per il rischio di credito. Tale remunerazione è giustificata alla luce degli accresciuti rischi di recessione e dell’inasprimento delle condizioni finanziarie.Vista l’ulteriore incertezza che ci attende, riteniamo che gli investimenti nel credito di alta qualità con un basso rischio di default offrano un discreto valore agli investitori. A nostro avviso, il debito bancario e assicurativo sembra conveniente e anche il credito cross-over (BB/BBB) offre interessanti opportunità d’investimento.L’aumento dei tassi e degli spread creditizi potrebbe consentire alle obbligazioni di fornire un rendimento più elevato agli investitori nei prossimi anni. La storia insegna che, nel lungo periodo, le obbligazioni hanno fornito diversificazione e contribuito a ridurre la volatilità dei portafogli. Ciò è dovuto al fatto che questi strumenti possono offrire performance positive negli anni in cui i mercati azionari sono in calo. Visto il deterioramento delle prospettive economiche, riteniamo molto probabile che le obbligazioni possano tornare a fornire una copertura contro la volatilità dei mercati azionari. Gli investitori dovrebbero quindi considerare la possibilità di ricostituire la propria esposizione obbligazionaria.

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Il cambio di regime dei mercati richiede idee nuove

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

A cura di Justin Thomson, Head of International Equity, T. Rowe Price. L’economista Paul Samuelson una volta ha detto: “Quando i fatti cambiano, io cambio idea. E tu cosa fai?”. Per capire il presente, a volte è utile studiare il passato. A metà degli anni ‘60, ad esempio, l’inflazione iniziò a salire dopo un lungo periodo di inflazione generalmente bassa. Continuò a salire per tutti gli anni ‘70 e nei primi anni ‘80 – periodo che divenne noto come Grande Inflazione – e incorporò quattro recessioni, due gravi crisi energetiche, un lungo periodo di stagflazione e livelli mai visti prima di controlli sui salari e sui prezzi in tempo di pace.La Grande Inflazione durò fino al 1982, ma i semi della sua inversione furono gettati quattro anni prima, quando si concluse il mandato di Arthur Burns alla presidenza della Fed. Durante i suoi otto anni di presidenza, Burns si dimostrò poco incline ad affrontare il problema dell’inflazione e fu ampiamente considerato una pedina politica. Per volere del Presidente Nixon, Burns tagliò i tassi di interesse proprio quando avrebbero dovuto essere aumentati, alimentando un boom economico statunitense in vista delle elezioni del 1972. Burns fu sostituito nel 1978 da George William Miller, ma fu Paul Volcker, che assunse la presidenza della Fed nel 1979, a determinare la fine della Grande Inflazione. Non credo. Nonostante le analogie tra il presente e gli anni ’70 e i primi anni ’80, ci sono anche differenze significative. Negli anni ’70, la Fed era sottoposta a forti pressioni per evitare politiche anti-inflazionistiche che avrebbero rallentato la crescita; oggi, l’attuale presidente della Fed Jerome Powell gode di un notevole sostegno da parte della Casa Bianca e del Congresso nei suoi sforzi per ridurre l’inflazione. C’è però un rovescio della medaglia: se le banche centrali indipendenti e orientate all’inflazione sono positive per l’economia, non lo sono necessariamente per i mercati finanziari, almeno nel breve periodo. Questo è il cambiamento di paradigma a cui mi riferivo e che potrebbe avere implicazioni di lunga durata. Secondo il vecchio paradigma, era possibile avere successo individuando il miglior asset di ogni settore e osservandone l’aumento di valore. È improbabile che questo funzioni nella nuova era. I giorni delle valutazioni elevate, alimentate dalla generosità delle banche centrali, sono finiti. Nella nuova era, gli investitori dovranno probabilmente essere più sensibili alle valutazioni rispetto ai tempi recenti. Le competenze tradizionali, come la capacità di individuare driver azionari e rischi idiosincratici, continueranno a essere essenziali, ma potrebbero essere necessari quadri d’investimento più sofisticati e olistici per tenere conto di fattori macroeconomici, sociali e geopolitici più ampi, oltre che dei fondamentali delle società. Non fare nulla non è una strategia: gli investitori che avranno successo nel periodo a venire saranno probabilmente quelli che sapranno evolvere al meglio i loro processi alla luce della nuova realtà. Probabilmente ci troviamo nella fase iniziale di un ciclo di revisione negativa degli utili, quindi, è importante che gli investitori testino i modelli e capiscano dove gli utili sono più vulnerabili. Le dinamiche di mercato sono cambiate, probabilmente in modo permanente, ma questo non significa che non ci sia possibilità di generare alpha. Ritengo che gli investitori attivi che saranno in grado di adattarsi al nuovo paradigma abbiano buone possibilità di uscire da questo periodo difficile più forti che mai. (abstract http://www.verinieassociati.com/)

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Economia: Spazio di azione del nuovo governo strettissimo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

“Lo spazio per la manovra è decisamente stretto ma l’impronta la si deve mettere nel corso della legislatura, il programma non è il programma del giorno. Si tratta d’intervenire su quella che è l’emergenza, il Def dà qualche spazio, la stima della riduzione del deficit del 2022 e del 2023 di mezzo punto, porta un po’ di ossigeno che è solo un quarto di quello che serve. Su 40 miliardi di manovra lo spazio che ne esce è di circa 10 miliardi”. Lo ha detto Gilberto Pichetto, viceministro uscente allo Sviluppo Economico e responsabile economia di Forza Italia, a 24 Mattino su Radio 24. E prosegue: “Una manovra normativa potrebbe anche non comportare oneri particolari. Ragionare ad esempio su una flat tax per la parte incrementale che significa stimolare la produzione, togliere il cosiddetto tappo al limite di produzione, perché è noto che qualcuno raggiunto quasi al limite si ferma nel fatturare, potrebbe essere una prima azione. Ci sono normative che riguardano anche lo stimolo al lavoro. Cominciare a ridurre ad una sola chiamata che se rifiutata fa perdere il reddito di cittadinanza, potrebbe essere un altro primo passo fondamentale. Sono passi che da un lato non costano, ma che intervengono sul sistema produttivo e automaticamente dovrebbero generare beneficio collettivo. Chiaro che tutte queste azioni vanno centellinate e vanno viste rispetto al quadro. La posizione che Forza Italia porta alla coalizione è una posizione di estrema cautela e poi sarà mediata con Fratelli d’Italia e Lega. Certamente la nostra posizione è di cautela anche rispetto a quello che può essere uno scostamento di bilancio” E conclude: “Bisogna creare le condizioni perché chi l’ha utilizzato possa fare la cessione del credito, quindi tutte le correzioni che si possono fare vanno fatte per chiudere bene la partita al 30 settembre. Poi c’è un impegno ad arrivare ad una formula dell’80% non più di prorogare i meccanismi del 110%. Lo stesso premier Draghi ha contestato il 110% perché toglieva le condizioni di contrattualità con un enorme effetto inflattivo che genera effetti anche sul PNRR, perché se abbiamo un rallentamento delle opere è perchè bisogna fare una revisione prezzi dovuta a questa inflazione indotta. Vedremo se ci saranno i tempi per fare entrare in manovra questa revisione”.

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PGIM Fixed Income: Presidenziali in Brasile, probabile esito al secondo turno

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

A cura di Francisco Campos-Ortiz, lead LATAM economist di PGIM Fixed Income. Il nostro scenario centrale prevede che le elezioni presidenziali si decidano al secondo turno tra il presidente in carica Bolsonaro e l’ex presidente Lula da Silva. Sebbene ci aspettiamo che Lula esca vittorioso dal ballottaggio come ipotesi di base, non escludiamo del tutto gli scenari di una vittoria di Lula al primo turno o di una vittoria di Bolsonaro. Non ci aspettiamo che la sconfitta del Presidente Bolsonaro faccia precipitare una crisi costituzionale, anche se rifiutasse di riconoscere il risultato e invocasse manifestazioni di piazza. Ci aspettiamo che le istituzioni brasiliane, comprese quelle militari, salvaguardino e supervisionino un trasferimento di potere relativamente pacifico.Indipendentemente da chi vincerà le elezioni, il prossimo anno sarà probabilmente un “reality check” sulle debolezze macroeconomiche del Brasile, in particolare sulle prospettive strutturali di crescita e sui conti fiscali. La nostra visione fondamentale del Paese dipenderà in larga misura dall’agenda politica che il nuovo governo presenterà per alleviare gli ostacoli alla crescita dell’economia e migliorare i conti pubblici su base strutturale, preferibilmente dotandolo di ancoraggi istituzionali per rafforzare la credibilità della politica fiscale. D’altra parte, il Brasile si trova in una posizione relativamente favorevole per affrontare le sfide derivanti dall’inasprimento delle condizioni finanziarie globali, grazie a squilibri macroeconomici esterni gestibili e all’ampio stock di riserve valutarie.

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Il sabotaggio del Nord Stream 1 e 2 è un atto di guerra contro la popolazione europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

By Giorgio Ferrari Nella notte tra il 26 e il 27 settembre, a distanza di 6 ore una dall’altra, sono state registrate dall’istituto di sismologia svedese due forti esplosioni localizzate a sud est dell’isola di Bornholm appartenente alla Danimarca. Enormi bolle di gas sono apparse sulla superficie del mare nel mentre che i tecnici della AG, società danese che gestisce il terminale di arrivo dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, vedevano ridursi drasticamente la pressione nei tubi. Scartata l’ipotesi di un terremoto e di una esplosione sotto il fondo del mare, le autorità militari svedesi e danesi sono arrivate a concludere che la rottura delle tubazioni dei due gasdotti è stata causata da una esplosione in acqua e dunque da un atto deliberato di sabotaggio che ha definitivamente messo fuori servizio i due gasdotti. Fin da subito i commenti apparsi sulla stampa internazionale hanno alluso alla possibilità che il sabotaggio fosse opera dei russi (l’Ucraina lo ha sostenuto senza mezzi termini) sulla falsariga di quanto accaduto con la centrale nucleare di Zaporizhia: i russi non sono solo perversi – dato che bombardano una centrale da loro occupata e difesa per motivi che ho spiegato più volte – ma anche incredibilmente stupidi dato che, invece di chiuderne semplicemente i rubinetti, fanno esplodere i tubi di due gasdotti che gli sono costati decine di miliardi di dollari. A smentire questa ennesima manipolazione, sono intervenuti due fattori: il primo è dato dal fatto che le coordinate geografiche del sabotaggio lo collocano in acque controllate scrupolosamente da Svezia e Danimarca. Il secondo riguarda le dichiarazioni dell’ex ministro degli esteri polacco (ora europarlamentare) Radoslaw Sikorski e dello stesso presidente USA Joe Biden. Sikorski, con riferimento al sabotaggio del Nordstream, ha scritto un tweet1 in cui ringrazia gli USA per quella che definisce “Una piccola cosa, ma di grande gioia” arrivando a citare quanto detto da Biden in una intervista del 7 febbraio 2022 a proposito del Nordsteam 2. In questa intervista, riproposta dal settimanale Newsweek, Biden dichiara che se i russi avessero invaso l’Ucraina, gli USA avrebbero messo fine al Nordstream 2 e rispondendo all’obiezione di un giornalista che gli faceva presente essere questo gasdotto sotto il controllo della Germania, Biden rincarava la dose dicendo: “Te lo prometto: saremo in grado di farlo”.2 A corollario di questa orchestrazione va sottolineato che, contemporaneamente alla esternazione del segretario di stato Blinken, il quale ha dichiarato che il danneggiamento dei gasdotti non giova a nessuno, l’ambasciata USA di Mosca invitava tutti cittadini statunitensi ad abbandonare immediatamente la Russia. Nulla di tutto ciò compare sui mezzi di informazione, tanto meno le dichiarazioni della portavoce del ministero degli esteri russo che invita il presidente USA a smentire ogni suo coinvolgimento in questo sabotaggio,3 ma soprattutto non si tiene conto che con la distruzione dei due gasdotti si preclude ulteriormente la via del negoziato e si consegna l’Europa intera alla dipendenza prolungata dalle importazioni di gas statunitense con conseguenze incalcolabili sul tenore di vita della popolazione. Anche volendo prescindere dalla premeditazione di questo atto di sabotaggio da parte degli USA, è sempre più evidente che i paesi della Nato e la stessa Unione Europea non solo non intendono parlare di pace, ma operano concretamente per la continuazione della guerra. L’aumento delle spese militari e delle forniture di armi all’Ucraina (così si era espresso Draghi e così ha annunciato la presidente del consiglio in pectore, Giorgia Meloni), al pari del richiamo all’austerità e ai sacrifici, non avviene, peraltro, sulla base di un consenso popolare diffuso e consapevole, ma di una campagna mediatica intimidatoria e fuorviante che è divenuta parte integrante della guerra. Attribuire il sabotaggio dei gasdotti russi alla stessa Russia fa parte di questa logica, ma l’atto in sé del sabotaggio è un atto di guerra indirizzato non tanto contro la Russia, ma contro tutte e tutti noi che ne dovremo sopportare i costi. Sarebbe ora di prenderne atto e agire di conseguenza. (fonte: Pressenza International Press Agency)

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Oltre mille imprenditori immobiliari riuniti a Lugano a convegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

L’immobiliare, da sempre, è uno dei settori maggiormente trainanti del nostro sistema economico, in quanto in Italia la casa di proprietà è da sempre ritenuta un must have. Lo sanno i cittadini che vogliono averla, le banche che erogano mutui, gli agenti che supportano le intermediazioni, ma soprattutto lo sanno tutti quegli imprenditori immobiliari che non solo costruiscono da zero gli immobili, ma che provvedono a una loro ristrutturazione e riqualificazione. Stiamo parlando di quel ramo del settore immobiliare occupato dalle PMI. Sì, perché nel nostro paese le piccole e medie imprese non sono portanti solo nei settori industriale e dei servizi, ma anche in quello del “mattone”. Spesso, infatti, si parla della costruzione di grandi edifici e infrastrutture, e ci si dimentica di quell’esercito di professionisti che ogni giorno ammodernano le case della nostra bella penisola.Il Rapporto Immobiliare residenziale dell’Agenzia delle Entrate rivela che nei comuni più piccoli l’aumento delle compravendite si attesta a un +33,2%, mentre nelle città a un +11,5%, questo perché nei piccoli comuni i prezzi sono più bassi per gli immobili “più comodi” e perché tali località favoriscono quel desiderio di migliorare lo stile di vita dovuto alle riflessioni indotte nel periodo Covid. Da segnalare il dato particolarmente interessante, che dal 2019 a oggi la vendita di posti auto, garage e cantine è aumentata del 87,7, quindi spazio non solo per noi, ma anche per i nostri beni.In pratica, oggi la domanda abitativa è ai massimi storici e sempre più persone si dichiarano quantomeno intenzionate a comprare casa, sempre che non la stiano già cercando. E tutto questo a dispetto delle diverse variabili che, normalmente, dovrebbero invece scoraggiare la decisione di comprare casa, come l’aumento delle rate dei mutui, le bolle speculative e l’impatto di altri fattori più grandi come inflazione e crisi geopolitica. Secondo gli analisti di Nomisma, i prezzi nel 2023 scenderanno leggermente, per poi risalire vertiginosamente nel 2024 con una previsione di rincaro per Milano intorno al 12% e Roma al 9%. L’idea di fondo è che non serve avere grossi capitali per poter divenire imprenditori immobiliari, comprare case, ristrutturale e infine guadagnarci, ma serve la volontà e la capacità di voler dare una svolta alla propria vita, raggiungendo quella che Gilardoni chiama dignità finanziaria seguendo il giusto metodo e possedendo le competenze per farsi strada in questo settore sempre in evoluzione. Anche perché, lo stesso ha anche ideato Rendimento Etico, una piattaforma di crowdfunding immobiliare proprio per venire a supporto dei propri allievi, finanziando le relative operazioni immobiliari.

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Tessera sanitaria senza chip

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

By Francesca Giani. Sulla crisi mondiale dei microchip, già da diverso tempo, sono puntati i riflettori, per le ricadute che ha nei diversi ambiti e settori. Tra questi, per quanto riguarda il comparto, un effetto visibile riguarda la Carta nazionale dei servizi (TS-CNS), dove è presente la componente elettronica. A giugno, al riguardo, si è registrato un primo intervento del Mef che, in un decreto, ha stabilito come le tessere sanitarie possano esser stampate e distribuite ai cittadini che necessitano di una nuova, anche senza microchip. In questo caso, la tessera mantiene valenza di Codice Fiscale e di Tessera Europea Assistenza Malattia (Team) ma non le funzionalità della Carta Nazionale dei Servizi (identificazione e autenticazione online e firma elettronica avanzata nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni). L’impatto per gli aspetti strettamente legati alla sanità, come l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, la detrazione delle spese legate ai farmaci o la possibilità di accedere all’assistenza sanitaria europea è “pressoché nullo”. Diversa la situazione per l’utilizzo della tessera come Card Nazionale dei Servizi (TS-CNS), anche se, come sottolineato in un approfondimento del Corriere della sera di ieri, “andando ad analizzare in maniera più approfondita la questione, i disagi concreti per il singolo cittadino sono ridotti. L’accesso ai servizi della Pa, in particolar modo quelli messi a disposizione da Comuni e Regioni oppure quelli di enti come l’Inps e l’Agenzia dell’Entrate, può essere realizzato anche attraverso lo Spid o la Cie. E questo vale anche per la prenotazione di alcune prestazioni sanitarie che in regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Lazio può essere realizzata tramite la CNS. I problemi veri, ma per fortuna marginali, possono nascere per quei servizi accessibili esclusivamente attraverso la Carta Nazionale dei Servizi. Tra questi va segnalato il sistema di gestione della raccolta differenziata utilizzato da alcuni Comuni basato sulla CNS, per poter aprire materialmente i cassonetti”. C’è comunque una alternativa: come era stato sottolineato dal Mef, per ridurre i disagi ai cittadini, continuando per esempio a usufruire dei servizi digitali disponibili con l’utilizzo del microchip, “è stata estesa la data di validità fino al 31 dicembre 2023 delle carte TS-CNS con microchip, purché siano state già attivate, cioè si sia in possesso dei codici PIN/PUK”. Questo è previsto nel caso in cui la tessera “TS-CNS non sia ancora scaduta” e per “i cittadini che hanno ricevuto la nuova tessera sanitaria senza microchip. Un punto che è importante sottolineare ai cittadini che chiedano informazioni è che la “possibilità di estendere il certificato di autenticazione della precedente TS-CNS non ancora scaduta” è possibile attraverso una procedura: occorre scaricare un “tool software, per ora disponibile solamente per Windows, avere a disposizione i codici Pin e Puk consegnati al momento dell’attivazione della Tessera e infine un lettore di smart card da collegare al pc”. L’elenco dei I driver da scaricare variano in base al codice della tessera sanitaria, aspetto che rende un po’ più complessa la procedura. L’elenco e la guida sono disponibili al sito https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/elenco-driver-cittadini-modalita-accesso.A ogni modo, ricorda ancora il Dicastero, “la Tessera Sanitaria, come di consueto, continuerà ad essere rilasciata gratuitamente a tutti gli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in accordo con il Ministero della Salute, con invio automatico, 2 mesi circa prima della scadenza. EÌ utile ricordare, inoltre, che a partire da giugno 2020, in caso di furto, smarrimento e deterioramento della tessera, eÌ possibile ottenere una copia digitale in formato PdF della Tessera, scaricabile online sul sito http://www.sistemats.it nell’attesa della sua spedizione via posta”.(abstract fonte Farmacista33)

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Recessione economica: i ricercatori italiani ci avevano avvertito

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Secondo l’ultima dichiarazione dell’agenzia di rating Fitch l’Italia entrerà in recessione nel 2023 a causa della situazione geo-politica internazionale e della crisi energetica ad essa collegata. Di fatto, come dichiarato, la crescita economica del secondo semestre 2022 non sarà sufficiente a colmare gli effetti avversi della crisi energetica, del prezzo delle commodity, dell’inflazione e dell’aumento dei saggi di interesse imposto dalla BCE. Eppure, questa notizia non dovrebbe meravigliarci dal momento che dal mese di agosto i Proff. Marco Mele della Unicusano e Cosimo Magazzino di Roma Tre avevano lanciato l’allarme su una possibile recessione per il nostro paese.In un loro studio, pubblicato su Energy Reports e riportato sulle maggiori testate giornalistiche italiane, si era dimostrato empiricamente come la riduzione del consumo di gas (energia) avrebbe generato un effetto negativo sulla crescita economica del PIL italiano. Gli autori avevano anche sottolineato come l’Italia sarebbe stata tra i paesi più vulnerabili dell’Unione Europea a causa della forte dipendenza di circa il 40% delle forniture di gas dall’estero e che difficilmente sostituti energetici alle importazioni avrebbero alleviato il fardello.Ed ora Ficth sembra dare ragione ai due economisti affermando che anche in caso l’Italia riuscisse a sostituire l’80% delle risorse provenienti dal mercato russo, l’offerta totale di gas nel Paese si contrarrebbe ugualmente di circa il 5%-10%, generando un effetto a cascata sul settore produttivo italiano. A questo punto ci si domanda come mai, a fronte di una evidenza empirica, non siano stati presi provvedimenti maggiormente tempestivi per evitare una recessione preannunciata.Di certo, come fa notare il Prof. Marco Mele, Prof. Associato di Politica Economica “l’aumento dei saggi di interesse volto a raffreddare il livello generare dei prezzi non ha certamente aiutato ma quello che maggiormente preoccupa, è quanto sta accadendo al comparto delle nostre PMI. Esse stavano superando la fase più acuta della crisi pandemica e dal 2021 i conti economici delle piccole e medie imprese stavano facendo registrare importanti segnali di ripresa. Ed ora, continua l’economista, il processo di ripresa delle PMI potrebbe riportare un rallentamento che si trasferirà indubbiamente su tutta la crescita economica italiana”. Queste parole coincidono con quanto dichiarato ultimamente da Confindustria relativamente alla necessità di agire rapidamente con interventi diversificati sia a livello nazionale che regionale volti al sostegno della competitività delle imprese del nostro territorio.

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Popolazioni indigene della Russia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Un nuovo rapporto del Comitato internazionale dei popoli indigeni della Russia (ICIPR) evidenzia l’impatto che l’attacco russo all’Ucraina sta avendo sulle popolazioni indigene della regione. Sebbene la guerra in sé non abbia una dimensione indigena diretta, ha serie implicazioni per i popoli indigeni dell’Ucraina e della Russia, nonché per il movimento indigeno internazionale. I popoli indigeni dell’Ucraina, che tradizionalmente vivono principalmente nella penisola di Crimea, sono già stati sottoposti all’aggressione della Russia a partire dal 2014. Nel rapporto pubblicato di recente in inglese “L’aggressione russa contro l’Ucraina e le popolazioni indigene della Russia”, l’ICIPR descrive già gli effetti visibili della guerra sulle popolazioni indigene della Russia e non solo. Il documento affronta le conseguenze politiche ed economiche a breve e medio termine per le comunità indigene e formula raccomandazioni per migliorare la situazione dei popoli indigeni in Russia, nonché per proteggere coloro che continuano il loro importante lavoro sui diritti umani nonostante la crescente repressione. “Il Cremlino sta usando la guerra per restringere ulteriormente lo spazio già molto limitato della società civile in Russia. Questo non vale solo per le proteste contro la guerra”, riferisce Tabea Willi, responsabile della campagna Focus Arctic della sezione svizzera dell’Associazione per i popoli minacciati (APM). “Il movimento indigeno in Russia, un tempo attivo, si è ridotto oggi a una manciata di persone. Devono stare estremamente attenti a ciò che dicono e fanno. Perché chi mette apertamente in discussione le decisioni prese dalle autorità rischia di essere perseguito”. Nel frattempo, è estremamente pericoloso per le voci indigene indipendenti dalla Russia parlare alle Nazioni Unite. Ad esempio, i funzionari del governo russo hanno cercato di intimidire gli attivisti indigeni indipendenti durante la riunione del Meccanismo di esperti delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni (EMRIP) nel luglio 2022. Il regime invia anche persone indigene fedeli al Cremlino presso gli organismi internazionali. Nel frattempo, un numero sproporzionato di popolazioni indigene e minoranze etniche sta combattendo e morendo nella guerra delle forze armate russe contro l’Ucraina. Nell’Artico, in Siberia e nell’Estremo Oriente russo, il servizio militare è spesso la via d’uscita dalla miseria. Durante il reclutamento, i giovani sono stati spesso ingannati sui rischi. I rimpatriati e le vittime della guerra non hanno praticamente accesso al sistema sanitario già carente delle loro comunità indigene.

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Scuola: Sostegno, ogni anno l’alunno cambia insegnante: genitori esasperati

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Sul sostegno agli alunni disabili si continua a procedere in modo sbagliato, con la metà del personale docente precario e chi amministra la scuola che non fa nulla per cambiare le cose. Il risultato è un’organizzazione lacunosa, che mette nelle condizioni tantissimi insegnanti di cambiare istituto scolastico ogni anno perché licenziati e riassunti tra l’estate e l’autunno. Con la continuità didattica calpestata in modo indecoroso, perché non potendo contare su insegnanti specializzati di ruolo si creano le condizioni per far cambiare docente agli studenti disabili con una frequenza altissima. L’ultima denuncia è arrivata da Bari, dove, riferisce La Repubblica, ad alunno con tetraparesi spastico-distonica che gli impedisce di camminare, di parlare e di compiere anche i più elementari gesti quotidiani, sono stati cambiati “cinque insegnanti di sostegno in sei anni”: i genitori, esasperati, hanno scritto al Presidente delle Repubblica Sergio Mattarella chiedendogli: “Aiuti nostro figlio disabile”. Anief ricorda che purtroppo il caso di Bari è uno dei tanti: se negli ultimi dieci anni gli alunni disabili sono passati dal 2% al 4% rispetto al totale degli iscritti nelle nostre scuole, lo Stato non ha saputo fare meglio che specializzare pochi docenti e incrementare le cattedre in deroga, arrivando a nominare 70mila supplenti l’anno. “Considerando qualche decina di migliaia di posti in organico di diritto – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sono creati i presupposti per una girandola infinita di arrivi e partenze dei docenti di sostegno precari, con conseguente danno psicologico e formativo degli studenti. A questo si aggiunge la mancata assegnazione di tutte o parte delle ore previste dalla programmazione individuale decisa la scorsa primavera, con gli Uffici scolastici che non danno nemmeno troppe spiegazioni di fronte a questa ennesima mancanza. Quindi, si sottopone sempre più spesso l’alunno e la sua famiglia (che ha ragione a lamentarsi) ad un danno doppio: frequente cambio di docente di sostegno e meno ore di quelle di cui ha diritto”.

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Impariamo a nutrire il nostro corpo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Martedì 4 ottobre 2022 ore 20:15-21:30 Il corso è aperto a tutti coloro che sono interessati ad applicare alla propria alimentazione i principi della Mindfulness. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione che verrà inviato tramite e-mail formazione@istitutobeck.it. Da oltre 10 anni, l’Istituto Beck, attraverso il suo Centro Mindfulness, sostiene la promozione della salute nella vita quotidiana nell’intero ciclo di vita. Ne incoraggia la pratica, la diffusione e anche l’insegnamento dei protocolli strutturati su di essa. Frequentare il corso di Mindful Eating è una grande opportunità per imparare in breve tempo a cambiare il modo in cui si fa esperienza del cibo sia nella fase di preparazione che in quella di consumazione. Piuttosto che introdurre restrizioni nella tua vita, capiremo il modo in cui interagisci con il cibo e ti aiuteremo ad avere maggiore consapevolezza delle emozioni che stanno dietro a certe decisioni. Imparando a sostituire l’autocritica con l’autonutrimento avrai il tempo di creare un piano alimentare personale, adatto al tuo stile di vita. Stare in pace con il cibo vuol dire stare in pace con il proprio corpo e le proprie emozioni. Mangiare in modo consapevole vuol dire trovare la chiave per stabilire un rapporto equilibrato e sereno con l’alimentazione e, al contempo, migliorare la qualità della tua vita. Il corso fornisce una conoscenza approfondita sull’alimentazione, sulla Mindfulness e sulla Mindful Eating sia a livello teorico che esperienziale. Rappresenta un’opportunità per imparare cosa e come mangiare, come organizzare l’alimentazione di tutti i giorni e come gestire gli attacchi di fame emotiva. Alimentarsi smetterà di essere un momento conflittuale e si trasformerà in uno spazio aperto di curiosità, piacevolezza, equilibrio e pace.

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Burnout tra i medici

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Nonostante il diminuire della fase emergenziale il burnout tra i medici rimane significativamente più elevato rispetto ai livelli pre-pandemici e potrebbe trasformarsi in una “emergenza di salute mentale”, con gravi ripercussioni anche per i pazienti. A confermarlo un recente sondaggio, condotto su 1509 medici statunitensi dal 24 giugno al 3 luglio 2022, che ha mostrato come il 60% abbia sofferto di burnout rispetto al 40% registrato nel 2018. I sintomi più comuni associati al burnout sono rabbia, pianto improvviso, ansia, frustrazione e mancanza di motivazione. C’è chi arriva a pentirsi della propria scelta medica e fa di tutto per cambiare vita. L’80% degli intervistati ha convenuto che esiste uno stigma associato ai medici che chiedono assistenza di qualche tipo riguardo la propria salute mentale e il 39% di loro conosceva almeno un collega che aveva paura di chiedere assistenza psicologica a causa delle domande poste dal datore di lavoro o dagli altri colleghi riguardo le proprie capacità lavorative. In modo analogo, il Medscape Physician Burnout; Depression Report di quest’anno ha rilevato che il 43% dei medici non chiederebbe aiuto per evitare che si sappia presso commissioni medico-lavorative e il 22% ha paura di essere evitato dai colleghi. I più a rischio di burnout sono i medici ospedalieri, di età compresa tra 31 e 50 anni, quelli che lavoravano in medicina d’urgenza e terapia intensiva, i meno esposti sono, invece, i medici di base. Ma lo stress dei medici, stanchi e meno motivati a lavorare si ripercuote anche sui pazienti. Lo raccontata nei dettagli la più ampia indagine sull’associazione tra burnout ed errori medici pubblicata sul British Medical Journal. La ricerca, basata sui risultati di 170 studi osservazionali che hanno coinvolto oltre 239mila medici, mostra come i medici psicologicamente esauriti dai turni di lavoro, dal carico di incombenze e dalla pressione dell’emergenza, hanno il doppio delle probabilità di essere coinvolti in errori che compromettono la salute dei pazienti e sono quattro volte più insoddisfatti del proprio lavoro in confronto ai colleghi che non hanno sofferto di burnout. Nel sondaggio della The Physicians Foundation solo il 36% degli intervistati ha affermato che la propria struttura lavorativa pone attenzione al benessere psicologico del medico e ancora meno (il 31%) ha affermato che gli strumenti di prevenzione e cura in questo ambito siano di facile accesso. “Dobbiamo ancora superare l’idea che i medici debbano essere ‘abbastanza forti’ per resistere alle pressioni della pratica medica e che ammettere di aver bisogno di aiuto o supporto emotivo sia un segno di debolezza”, ha affermato Gary Price, presidente della The Physicians Foundation, aggiungendo che “una mal formazione in tal senso (soprattutto durante la pandemia) ha solo ulteriormente radicato questa mentalità”. (fonte Doctor33)

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Malattia di Alzheimer e gestione del paziente

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Le demenze rappresentano una delle maggiori sfide per i sistemi sanitari sui quali l’onere crescente delle malattie cronico-degenerative è uno dei fattori-chiave su cui si misurerà la capacità delle istituzioni pubbliche di garantire il sempre più delicato equilibrio tra efficienza e sostenibilità. A tale proposito, un panel multidisciplinare, composto da esperti di diversa specializzazione e coordinato dal Prof. Luca Pani, si è confrontato sui percorsi di gestione della persona affetta da malattia di Alzheimer (AD) analizzandone i punti di forza e i principali gap, e proponendo eventuali soluzioni, al fine di ottimizzare l’intero percorso del paziente con deficit cognitivo. Il confronto ha condotto alla stesura di un documento, “La gestione del paziente con malattia di Alzheimer: dal sospetto alla diagnosi precoce fino all’assistenza integrata. Analisi dello scenario italiano e linee di indirizzo per ottimizzare il percorso di malattia”, edito da Edra con il contributo non condizionante di Roche. Questo documento definisce il patient journey ottimale e si rivolge a tutte le figure coinvolte nel percorso di malattia sin dal primo sospetto, cioè neurologi, psichiatri, geriatri, radiologi, biomarker expert, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, infermieri, medici di medicina generale (MMG), farmacisti, associazioni di pazienti, istituzioni sanitarie. Nell’ambito dei molteplici argomenti affrontati, sono identificabili alcuni macrotemi di particolare rilievo ai fini del miglioramento dell’assistenza a questa popolazione di pazienti da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Tra questi riveste un’importanza specifica “La presa in carico delle persone con demenza: la terapia e il follow-up, l’assistenza sociosanitaria e l’importanza di team multidisciplinari”. A tale proposito, due sono le sfide da affrontare nel giudizio condiviso degli esperti: 1) migliorare la comunicazione tra Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), paziente e famiglia per informare dell’esistenza di referenti delle associazioni pazienti; 2) favorire i collegamenti tra MMG e servizi socio-sanitari per minimizzare la frammentazione del percorso terapeutico-assistenziale. Queste le proposte operative sviluppate dal panel per soddisfare tali necessità: 1) coinvolgere il MMG per ottimizzare la gestione domiciliare del decorso post-operatorio in caso di ospedalizzazioni; 2) coinvolgere il farmacista di comunità nella presa in carico del paziente con AD in virtù del suo ruolo nella gestione domiciliare del paziente affetto da cronicità; 3) promuovere una maggiore interazione tra MMG e CDCD; 4) promuovere la formazione del personale sanitario operante nei reparti ospedalieri per stimolare una presa in carico ‘dementia-friendly’ e limitare le frequenti complicazioni post-degenza quali ansia e depressione alle dimissioni e ulteriore compromissione dell’autonomia funzionale del paziente. (fonte Doctor33)

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Circa 1 milione gli italiani con tumori genitourinari

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

I pazienti che convivono con i tumori genitourinari sono in aumento e attualmente in Italia se ne registrano circa 1 milione: 500.000 pazienti con tumore della prostata, 144.000 con tumore del rene e circa 300.000 con tumore della vescica. Diventa quindi imprescindibile migliorare la loro qualità di vita e il loro benessere psico-fisico durante tutto il percorso di cura e questo si può ottenere anche con l’inserimento dell’attività fisica come trattamento non farmacologico complementare. Una regolare attività fisica, controllata dal proprio medico oncologo, incrementa la capacità aerobica, aumenta la resistenza e la forza fisica, il senso di benessere e l’autostima ed è in grado di contrastare alcuni degli effetti collaterali associati al tumore e ai trattamenti. È questo il tema principale del webtalk “I benefici dell’attività fisica nei pazienti con tumori genitourinari”, disponibile online da oggi su Oncowellness (www.oncowellness.it), che vede la partecipazione di Claudia Cerulli, Dottore di Ricerca in Attività Fisica e Salute, Università degli Studi di Roma Foro Italico, Gabriella De Benedetta, Dirigente Psicologo presso UOSC Ematologia dell’Istituto Nazionale Tumori e Vice-Presidente SIPO – Società Italiana di Psico-Oncologia, Laura Magenta, Assistente alla Presidenza Associazione PaLiNUro e Daniele Santini, Direttore UOC Oncologia Territoriale, Università La Sapienza – Polo Pontino. Oncowellness è una piattaforma digitale con trainer certificati, schede di allenamento e video-tutorial che aiuteranno i pazienti nel loro percorso di cura, con un focus specifico su quattro tipologie di tumori: tumori genitourinari, tumore al seno, tumore del polmone e tumori del sangue. Il progetto è promosso da Pfizer insieme a una coalition di esperti che riunisce le competenze di specialisti dell’oncologia, dell’oncoematologia, della psico-oncologia, della riabilitazione oncologica, dell’educazione motoria e trainer certificati e con la collaborazione di AIL – Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, Europa Donna Italia, IncontraDonna Onlus, Susan G. Komen Italia, PaLiNUro – Pazienti Liberi da Neoplasie Uroteliali e WALCE – Women Against Lung Cancer Europe.

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Flaminia Marinaro: L’ultima diva

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Collana: Le strade Numero collana:516 Pagine:190 Prezzo cartaceo: € 18 Prezzo eBook:€ 9.99 La biografia romanzata di Francesca Bertini, straordinaria diva del cinema muto. Dai primi, timidi passi in un teatro di Napoli durante la belle époque fino alla trionfante carriera che la portò a brillare sugli schermi cinematografici di tutto il mondo. Gli intrighi, le passioni e i retroscena della vita di un’attrice che ha segnato un’epoca. Sono i primi anni del Novecento quando la piccola Elena si trasferisce con la madre a Napoli, incerta su come inserirsi in una città del tutto nuova rispetto alla Firenze della sua infanzia. Nonostante la timidezza, viene notata dal padre della compagna di banco, Eduardo Scarpetta, che la introduce subito fra le comparse del suo teatro, ribattezzandola con il nome d’arte che entrerà nella storia: Francesca Bertini. Non ci vuole molto infatti perché la quieta ma ambiziosa Francesca emerga sulla scena, approdando a Roma per incantare con la sua espressività non solo registi e colleghi, ma anche la scintillante alta società dell’epoca, che tanto ammira, nonché gli intellettuali più in voga del periodo, fra cui D’Annunzio. Con una scrittura fluida e vivace, L’ultima diva ripercorre l’ascesa di Francesca Bertini nel mondo del cinema muto, svelando i segreti della sua fortunata carriera e gli intrighi della sua vita privata, ma soprattutto facendo emergere la figura di una donna determinata a lasciare il segno e a diventare l’icona di un’intera generazione, dimostrando un’incredibile forza di carattere oltre che un grandissimo talento.

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R.C. Sherriff: Due settimane in settembre

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Titolo originale:The Fortnight in September Collana:Le strade Pagine:352 Prezzo cartaceo:€ 18,50 Prezzo eBook: € 9.99 Traduzione di Silvia Castoldi. Ecco a voi la famiglia Stevens, intenta a prepararsi per la consueta vacanza annuale sulla costa inglese. I coniugi Stevens hanno visitato Bognor Regis per la prima volta durante la luna di miele e, da allora, questo viaggio è tradizione: ogni anno, accompagnati dai tre figli, alloggiano nella stessa pensione e seguono lo stesso programma accuratamente affinato. La pensione Vistamare è sempre più dimessa, ma che felicità prenotare una cabina in spiaggia un po’ più grande del solito e riscoprire dei luoghi tanto cari! Il signor Stevens torna riposato dalle passeggiate solitarie in cui riflette sulla propria vita, non priva di delusioni e rimpianti; la signora Stevens fa tesoro di un’ora trascorsa seduta in silenzio con il suo bicchiere di porto; la ventenne Mary assaggia il romanticismo per la prima volta; il giovane Dick evade dal malessere in cui è sprofondato con l’ingresso nel mondo del lavoro; il piccolo Ernie ha l’occasione di coltivare la sua passione: i treni e le stazioni. Ognuno, in famiglia, si gode questo breve idillio assaporando la vacanza momento per momento, consapevole che le cose potrebbero non essere le stesse, il prossimo anno. Nella sua prima traduzione italiana, Due settimane in settembre è un vero e proprio toccasana: una lettura in grado di sollevare lo spirito, dalla quale non si può che uscire con il sorriso sulle labbra. Bestseller all’epoca della pubblicazione, oggi riscoperto ed elogiato a livello internazionale, è un romanzo straordinario che celebra i piccoli piaceri della vita ordinaria.

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Elodie Harper: Le lupe di Pompei

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Titolo originale: The Wolf DenCollana: Le strade Pagine:440 Prezzo cartaceo: € 19 Prezzo eBook:€ 11.99 Traduzione di Isabella Zani Le lupe di Pompei sono Amara, Didone, Vittoria, Berenice, Cressa. Ma nessuna di loro si chiama davvero così. Questi sono i loro nomi da schiave, costrette alla prostituzione nel bordello cittadino dal cinico padrone Felicio. Nella Pompei antica, che procede ignara incontro al proprio destino, vivendo contrasti abissali tra ricchezza e miseria, uomini e donne, cittadini liberi e schiavi privi di qualunque diritto, le ragazze che abitano il postribolo tentano ogni giorno di sopravvivere alla brutalità delle loro notti. Qualcuna, come Amara, ricorda un passato di libertà ed è decisa a riconquistarlo con ogni mezzo; altre, al contrario, sono nate schiave e non hanno conosciuto un’esistenza diversa. Ma nonostante il dolore di ogni storia personale e la continua gara per procacciarsi clienti, denaro e pane, le lupe possono contare le une sulle altre, farsi custodi delle reciproche debolezze e paure, proteggersi a vicenda ogni volta che è possibile, senza perdere la capacità di cogliere minuscole gioie quotidiane, ma soprattutto senza perdere la speranza: le strade di Pompei sono piene di opportunità e perfino chi non ha più nulla può trovare un’occasione per rovesciare la sorte in suo favore. Con Le lupe di Pompei, primo capitolo di una trilogia imbastita sullo sfondo di una realtà lontana nel tempo ma brulicante di vita, Elodie Harper mette in scena un denso, avvincente racconto di resistenza umana e femminile, riuscendo a dar voce alle donne le cui storie sono rimaste ai margini della Storia.

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Anna Romanello À REBOURS – Attraversamenti di memorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Opere 2022-1985 A cura di Tiziana Musi. Inaugurazione 10 ottobre 2022 ore 19.00. Dall’11 ottobre al 9 novembre 2022 l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi ospita la mostra di Anna Romanello “À Rebours Attraversamenti di memorie. Opere 2022-1985”, a cura di Tiziana Musi. La mostra si avvale del patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi con la direzione di Diego Marani e del patrocinio della Regione Calabria. Inaugurazione 10 ottobre 2022 ore 19.00. La mostra presenta una rassegna importante dell’ampio e multiforme percorso artistico di Anna Romanello, artista performer, già docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma. La poetica dell’artista si incentra sul tema della memoria attraverso tracce incise su supporti diversificati (carta, matrici in metallo, plexiglass): dall’installazione in ceramiche, carta e tessuto de I luoghi della memoria Sibari che evidenzia la relazione dell’artista con luoghi carichi di rimandi metaforici, ai numerosi esemplari di Libri d’Artista, alcuni dei quali realizzati con testi di Christophe Comentale, alle opere del periodo parigino degli anni ’80 – ‘90 che esplicitano il rapporto con William Hayter.Inoltre, in esposizione alcune opere che l’artista ha realizzato con alcune aziende operanti nel territorio calabrese e campano, a conferma del suo profondo legame con la terra, le proprie radici e la propria cultura: in particolare opere in maglia jacquard piquet realizzate con il Lanificio Leo, cretti in terracotta con l’archeologa Geraldine Pizzitutti, tappeto realizzato con filati di altissima qualità come lana mohair dell’azienda DVS di Salvatore di Sarno e un’etichetta per il vino “Anthea” in edizione limitata per l’azienda vinicola Immacolata Pedace, il vigneto più alto d’Europa.In introduzione alla mostra ci sarà la performance Topographie sentimentale di Lea Walter. L’intervento nasce dalle poesie emerse nelle trame delle opere dell’artista e dal testo di Jean Rony “Romamor”, accompagnate dai versi anche di G. Ungaretti e P. P. Pasolini.La mostra, quindi, si struttura come un dispositivo dove emergono in un percorso a ritroso quegli attraversamenti della memoria dell’artista, che dalla sua terra d’origine, la Calabria, ha percorso verso Parigi alla fine degli anni ’70. A Parigi ha un incontro folgorante con William Hayter e il suo Atelier 17 con il quale condivide, prima come allieva e poi come artista e maestra lei stessa nelle Accademie italiane in cui ha insegnato, la medesima attenzione alla perentorietà del segno inciso e alla forza del colore nelle sue inaspettate declinazioni e sfumature.” Orari: dal lunedì al venerdì 10 – 13 / 15 – 18 – chiuso il 1 novembre Istituto Italiano di Cultura 50 Rue de Varenne – 75007 Parigi, Francia

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Mostra: Ecologia come sentimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Roma, 1 – 8 ottobre Rossocinabro Galleria Il Leone Via Aleardo Aleardi 12 Incontro con gli artisti: sabato 8 ottobre 18-20. AQUA vuole sottolineare la responsabilità individuale e collettiva per il ruolo e l’uso di questo elemento per il nostro pianeta e la sua importanza per l’uomo, la fauna e la flora. Per la nostra società, la gestione dell’acqua è una delle maggiori sfide e uno degli obiettivi prioritari del 21° secolo. La mostra è stata presentata in anteprima a luglio a Dubai. Le opere di artisti contemporanei provenienti da diversi paesi saranno, questa volta, esposte a Roma per attirare l’attenzione del pubblico sulla nozione di interdipendenza, perché dove l’acqua è minacciata, lo sono anche tutte le forme di vita sulla Terra. In quanto elemento vitale, è essenziale per la tutela della biodiversità e degli ecosistemi. Risorsa naturale per eccellenza, l’acqua è al centro delle riflessioni sulle conseguenze dei cambiamenti climatici. In mostra: Krisztina Arláth, Axel Becker, André Colinet, Decheng Cui, Aleksandra de Pan, Lord Nicolaus Dinter, Eivor Ewalds, Lo Fehrling, Heide Fennert, g.f., Katarzyna Gołębiowska, Martha Madrigal, Sharlene Mclearon, Christina Mitterhuber, Moniqqques, Saether Morten, Anne Felicie Nickels, Nhora Ortiz, Kseniya Oudenot, Miya Ozaki, Lilly Russo, Katia Seri. AMACI è l’Associazione dei 24 Musei di Arte Contemporanea Italiani. Sabato 8 ottobre 2022 si terrà la Giornata del Contemporaneo, il grande evento organizzato annualmente da AMACI per portare l’arte al grande pubblico.

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