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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Economia: Spazio di azione del nuovo governo strettissimo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

“Lo spazio per la manovra è decisamente stretto ma l’impronta la si deve mettere nel corso della legislatura, il programma non è il programma del giorno. Si tratta d’intervenire su quella che è l’emergenza, il Def dà qualche spazio, la stima della riduzione del deficit del 2022 e del 2023 di mezzo punto, porta un po’ di ossigeno che è solo un quarto di quello che serve. Su 40 miliardi di manovra lo spazio che ne esce è di circa 10 miliardi”. Lo ha detto Gilberto Pichetto, viceministro uscente allo Sviluppo Economico e responsabile economia di Forza Italia, a 24 Mattino su Radio 24. E prosegue: “Una manovra normativa potrebbe anche non comportare oneri particolari. Ragionare ad esempio su una flat tax per la parte incrementale che significa stimolare la produzione, togliere il cosiddetto tappo al limite di produzione, perché è noto che qualcuno raggiunto quasi al limite si ferma nel fatturare, potrebbe essere una prima azione. Ci sono normative che riguardano anche lo stimolo al lavoro. Cominciare a ridurre ad una sola chiamata che se rifiutata fa perdere il reddito di cittadinanza, potrebbe essere un altro primo passo fondamentale. Sono passi che da un lato non costano, ma che intervengono sul sistema produttivo e automaticamente dovrebbero generare beneficio collettivo. Chiaro che tutte queste azioni vanno centellinate e vanno viste rispetto al quadro. La posizione che Forza Italia porta alla coalizione è una posizione di estrema cautela e poi sarà mediata con Fratelli d’Italia e Lega. Certamente la nostra posizione è di cautela anche rispetto a quello che può essere uno scostamento di bilancio” E conclude: “Bisogna creare le condizioni perché chi l’ha utilizzato possa fare la cessione del credito, quindi tutte le correzioni che si possono fare vanno fatte per chiudere bene la partita al 30 settembre. Poi c’è un impegno ad arrivare ad una formula dell’80% non più di prorogare i meccanismi del 110%. Lo stesso premier Draghi ha contestato il 110% perché toglieva le condizioni di contrattualità con un enorme effetto inflattivo che genera effetti anche sul PNRR, perché se abbiamo un rallentamento delle opere è perchè bisogna fare una revisione prezzi dovuta a questa inflazione indotta. Vedremo se ci saranno i tempi per fare entrare in manovra questa revisione”.

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