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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Scuola: Ferie non godute, un’altra lezione del giudice al legislatore

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2022

Si può terminare un rapporto di lavoro senza vedersi sistematicamente riconosciuto il compenso per le ferie non godute? La risposta è ovviamente negativa, ma lo Stato continua a farlo nei confronti dei precari della scuola. Chi presenta ricorso, però, si vede riconosciuta la quota inizialmente non assegnata. Come il docente di ruolo che ha presentato ricorso al tribunale di Enna perché tra il 2014 e il 2018 aveva fatto diverse supplenza senza mai vedersi riconosciuto un euro per quelle non utilizzate: adesso, il giudice fa giustizia perché è chiaro che, si legge nella sentenza, “anche i docenti a tempo determinato debbano godere delle ferie maturate nei giorni di sospensione delle attività didattiche, e che possano ottenere la corresponsione dell’indennità sostitutiva alla cessazione del rapporto nei soli limiti della differenza a loro favore tra i giorni di ferie maturati e quelli in cui è loro consentito di fruirne (ovvero quelli in cui sono sospese le lezioni e i docenti non sono impegnati in altro tipo di attività)”. Per questi motivi, lo stesso giudice “condanna parte convenuta a corrispondere alla ricorrente la somma di € 850,16 a titolo di indennizzo per ferie maturate e non fruite, oltre interessi legali; condanna parte convenuta alla rifusione delle spese di lite, liquidate in € 1.300,00, oltre rimborso spese forfettarie del 15%, oltre CPA ed IVA come per legge, oltre € 49,00 per contributo unificato, con distrazione in favore del procuratore antistatario”. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief “l’indennità delle ferie non godute non godute si deve sempre assegnare, a meno che il giorno non sia stato utilizzato. Ecco perché siamo convinti che occorra ricorrere in tribunale e non farsi calpestare un diritto rilevante. Un diritto, tra l’altro, sottratto a del personale della scuola, insegnanti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici già privati ingiustamente, sempre durante il precariato, purtroppo in media molto lungo, degli scatti di anzianità e di altre indennità, come Rpd e Cia: tutte ‘voci’ indebitamente sottratte, che stiamo sempre più spesso rivendicando con i nostri legali in tribunale con esiti favorevoli per i dipendenti ricorrenti”.

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